Gli abusi nella ginnastica ritmica italiana

8 comments
  1. Non conosco questo mondo ma la domanda sorge spontanea: non venivano mai fatti controlli medici (analisi del sangue, urine, ecc.) ?Tra saltare la colazione ed un uso smodato di lassativi ci credo che queste ragazze svenivano ancora prima dell’allenamento, nessuno ha mai sospettato niente?

  2. Morosa che ha praticato per anni danza classica fino alla 2 superiore.

    In breve è il segreto di pulcinella, tutti lo sanno che funziona così e tutti sanno che è così; anche per lei tutt’ora è “normale” (=che è così che funziona, non che sia giusto o sbagliato) questo genere di pratiche anche se NON A QUESTO LIVELLO di oppressione.

    Tanto per fare un esempio: quando venivano giù gli scouter di teatri importanti (Fenice, Scala, ecc) cascasse il mondo dovevano avere modo di vederti le chiappe mentre ballavi per, a detta loro, vedere esattamente quali fascie muscolari usavi e come. Avevi il ciclo e il body non ti permetteva di mettere l’assorbente? Cazzi tuoi.

  3. Vado unpopular, che gli allenamenti e il tutto in quel mondo fossero così mi sembrava una cosa abbastanza scontata.
    Poi boh.

  4. È così in tutto il mondo del professionismo, purtroppo

    Da ragazzino ero nel settore giovanile di una squadra professionistica di calcio, chiunque era di poco oltre quello che loro consideravano sovrappeso alla prova settimanale sulla bilancia veniva pesantemente insultato da allenatore/preparatore

    Ed eravamo sotto i 15 anni , non adulti

  5. You don’t say.

    Leggo parecchi commenti in tal senso qui, pare che è ovvio che fosse un segreto di pulcinella e oltre a essere d’accordo mi spingo anche oltre. Non arrivo a giustificare i comportamenti degradanti “per sé” ma dico che se vuoi praticare sport a livello agonistico, ad alto livello e nel giro nazionale allora dico che alcuni sono comprensibili in certa misura.
    Per lo sportivo agonistico la dieta e il regime alimentare rigoroso rapprendentano una buona fetta della performance (30% se vogliamo buttare dei numeri), e i sacrifici sono tanti. Se non ci stai non ti obbliga nessuno, molli la palestra, prendi un diploma o vai all’università e te magni quello che te pare. Puoi sempre continuare a praticare da amatoriale per amore della disciplina. I ginnasti spero non abbiano la presunzione di essere gli unici o i più tartassati: parlassero con un fighter in cut, o un ciclista in preparazione per un grande giro.
    E aggiungo un pensiero che mi è balenato vedendo la serie Netflix sui porci schifosi che orbita(va)no attorno la nazionale ginnastica USA e sul caso Biles: tutto è bello fintanto che si vince, tutte belle, brave, contente e sorrisoni, genitori compresi. Come mai poi e’ solo a carriera finita che saltano fuori i problemi, i comportamenti scorretti e persecutori, le aggressioni, gli stupri?
    Ribadisco, non fraintendetemi, sono contesti beceri e schifosi in cui mai mi sognerei di mandare mio figlio/figlia e che non meritano alcuna giustificazione. Ma smettiamola anche col vittimismo e l’ipocrisia per favore.

  6. Ma come? Pensavo che un addestramento militare in ragazzini e ragazzine dagli 8 anni in su fosse salutare. E’ così in tutti gli sport agonistici, ma quelli in cui si emerge presto e in cui i risultati durano pochi anni sono i più traumatici.

    Per dire, dubito che anche Max Verstappen, sport completamente diverso, celebrità completamente diversa, abbia passato un’adolescenza e una giovinezza sana con il padre che si ritrova e con l’ambiente in cui è cresciuto. E’ l’agonismo. Se si vuole primeggiare in qualcosa, spiace dirlo, ma bisogna impegnarsi più degli altri e soffrire di più.

  7. Chiunque abbia praticato o conosca qualcuno che ha praticato sport organizzato (a qualsiasi livello, dall’olimpico alla peggio società di amatori scalzacani) SA che è la prassi.

    Non dico che sia giusto, ma se vuoi fare sport a certi livelli non puoi permetterti di sgarrare e tutta la tua vita deve essere pensata e vissuta con l’obiettivo della performance. E gli allenatori stanno lì anche per quello.

    Poi possiamo discutere sull’utilità e sull’eticità di massacrare bambini e ragazzini che è palese non arriveranno mai nemmeno ai regionali/nazionali, ma il nodo della questione non cambia, Che sia il campionato comunale “Impediti e Scoordinati” o le preselezioni per la Nazionale Olimpica, la competizione c’è e se vuoi vincere devi sbatterti. Ovviamente con magnitudini di talento, fatica e sacrificio incomparabili.

    Mia nipote aveva iniziato ginnastica artistica a 8 anni ma fu di fatto “incoraggiata” a cambiare ambito perché non aveva il fisico filiforme da bambina dell’asilo. Si è riciclata con risultati dignitosi (a livello regionale) nella ritmica fino ai 13 anni, ma era chiaro che oltre un certo livello non sarebbe potuta arrivare per struttura fisica E anche perché non era una priorità assuluta.

    Senza dubbio alcuno disdicevole il MODO con cui le insegnanti di artistica si erano poste, ma dal loro punto di vista, cosa potevano fare?

    Figurarsi poi i coach delle nazionali. Brutto a dirsi eh, e ovviamente si possono usare termini non offensivi e pratiche meno vessatorie, ma se il tuo lavoro è far sì che gli atleti rendano al massimo, non hai molto margine di manovra.

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