La COP27 si è conclusa questa notte con una notizia piuttosto importante: i paesi partecipanti hanno trovato un accordo per stabilire un sistema di compensazioni a favore dei paesi in via di sviluppo, finanziato da quelli più ricchi, per supportare la transizione ecologica e l’adattamento ai cambiamenti climatici.
La conclusione era tutt’altro che scontata. Da anni i paesi emergenti spingevano per un accordo del genere, mentre quelli ricchi ovviamente si tiravano indietro.
Il concetto di fondo è che i paesi emergenti sono quelli che dovrebbero fare gli investimenti più ingenti nella transizione energetica (almeno in relazione alle risorse a loro disposizione), mentre sono spesso quelli che subiscono gli impatti peggiori dai mutamenti climatici, mutamenti che a loro volta sono in gran parte stati causati dai paesi più industrializzati. È comprensibile che abbiano insistito per qualche forma di equilibratura del sistema.
A loro volta, i paesi ricchi si sono sempre tirati indietro da un accordo in questo senso, sia per risparmiare qualche soldo, sia per evitare di riconoscere formalmente di avere una responsabilità per tutte le emissioni climalteranti prodotte dall’inizio dell’era industriale.
Provo ad anticipare qualcuna delle obiezioni ricorrenti. *Ok ma sono solo parole, non c’è niente di definito, non si sa chi paga, quanto, a chi*. Vero. Ed è normale che sia così. Le COP sono conferenze al livello più alto, definiscono linee guida che poi devono essere tradotte in accordi operativi. Le relazioni finali sono appunto solo parole, ma ognuna di quelle parole pesa parecchio, tanto è vero che centinaia di delegati stanno notti intere a scannarsi sull’uso di questo o quel termine. Nel prossimo anno si discuterà l’attuazione di questa misura, e ovviamente sarà importante vedere cosa ne sarà nella pratica.
Un’altra: *l’Unione europea ha insistito molto sul fatto che il fondo non venga usato per fare pagamenti diretti, ma per creare sistemi di aiuto, come per esempio programmi assicurativi: ecco, hanno già trovato il modo di annacquare il tutto e renderlo inutile*. Tutt’altro: parecchi esperti concordano che un finanziamento di questo tipo sia molto più efficace rispetto ai pagamenti diretti.
La scala degli investimenti necessari è tale da non poter essere sostenuta interamente dai governi, specialmente visto quanto si sono indebitati con la pandemia. È necessario coinvolgere investitori privati, ma dato che molti degli investimenti devono avvenire in paesi in via di sviluppo, con tutte le incertezze del caso, i privati sono disposti a muoversi solo in cambio di ritorni estremamente alti, spesso non realistici. Per dire, il ritorno sul capitale atteso per rendere appetibile l’installazione di un impianto solare in Egitto dovrebbe essere il quadruplo del ritorno sullo stesso impianto in Germania. Offrendo garanzie, il sistema dovrebbe rendere meno rischioso, e quindi più appetibile, intraprendere questi investimenti, e fra l’altro anche sbloccare l’accesso a tante risorse energetiche poco o per nulla sfruttate (il sole egiziano, nell’esempio).
Poi c’è tutta la crew di quelli che *è troppo tardi, siamo spacciati*, eccetera. È vero, è troppo tardi, almeno per raggiungere certi obiettivi. Ormai è praticamente sicuro che supereremo gli 1,5 gradi di riscaldamento. Non è una buona ragione per non fare nulla. Le COP e tutto quello che ne consegue, pure con il loro passo glaciale, hanno fatto e continuano a fare tanto. Senza azioni correttive, il mondo avrebbe superato i 3 gradi di riscaldamento entro il 2100, insomma una catastrofe completa. Le azioni e i piani messi in piedi ad oggi ci mettono su una traiettoria che porterà il mondo fra gli 1,8 e i 2,4 gradi, comunque tantissimo, ma molto meglio della prospettiva iniziale. Il problema non è bianco o nero, non esiste una soglia magica e ogni decimo di grado perso o guadagnato può fare tanta differenza. Quello di oggi è un passo importante nella direzione giusta.
E di inquinamento o di soluzioni reali non si è parlato…stranamente si è parlato come sempre di soldi, ma di soluzioni reali, manco morti…di iniziare a bloccare gli idrocarburi, di smetterla di distruggere foreste o di utilizzare plastica e derivati ecc…solo ed esclusivamente di soldi…diciamo un passo avanti, ma non abbastanza (la stagione passata e quella attuale non ci fanno pensare che sarà sempre peggio se pensiamo solo ed esclusivamente ai soldi?)
Ma il partner della conferenza CocaCola potrà rimanere ancora il più grande inquinatore di plastica? Prossima volta possono farsi sponsorizzare da Saudi Aramco per avere ancora più credibilità.
La co2 è la nuova leva per gli obbiettivi del WEF. Il resto sono solo parole…
Mi trovo abbastanza contro questa scelta. Far finire i soldi in mano a qualche stato terrorista sará abbastanza facile. Penso già solo all’Afganistan.
Mi rifiuto di accettare linee guida scritte da boomers.
Pessima decisione simbolo di una conferenza inutile che non vede la partecipazione di Cina e India ed è sponsorizzata da uno dei principali inquinatori del mondo (Coca Cola)
Quindi mi state dicendo che paesi come l’Indonesia che scaricano direttamente i rifiuti nei fiumi, verranno pure “compensati economicamente” solo perchè più poveri? O che finanzieremo dittature in Africa e Medio Oriente?
Aspetta aspetta, e la Cina e l’India continueranno a bruciare milioni di tonnellate di carbone fregandosene di tutto?
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La COP27 si è conclusa questa notte con una notizia piuttosto importante: i paesi partecipanti hanno trovato un accordo per stabilire un sistema di compensazioni a favore dei paesi in via di sviluppo, finanziato da quelli più ricchi, per supportare la transizione ecologica e l’adattamento ai cambiamenti climatici.
La conclusione era tutt’altro che scontata. Da anni i paesi emergenti spingevano per un accordo del genere, mentre quelli ricchi ovviamente si tiravano indietro.
Il concetto di fondo è che i paesi emergenti sono quelli che dovrebbero fare gli investimenti più ingenti nella transizione energetica (almeno in relazione alle risorse a loro disposizione), mentre sono spesso quelli che subiscono gli impatti peggiori dai mutamenti climatici, mutamenti che a loro volta sono in gran parte stati causati dai paesi più industrializzati. È comprensibile che abbiano insistito per qualche forma di equilibratura del sistema.
A loro volta, i paesi ricchi si sono sempre tirati indietro da un accordo in questo senso, sia per risparmiare qualche soldo, sia per evitare di riconoscere formalmente di avere una responsabilità per tutte le emissioni climalteranti prodotte dall’inizio dell’era industriale.
Provo ad anticipare qualcuna delle obiezioni ricorrenti. *Ok ma sono solo parole, non c’è niente di definito, non si sa chi paga, quanto, a chi*. Vero. Ed è normale che sia così. Le COP sono conferenze al livello più alto, definiscono linee guida che poi devono essere tradotte in accordi operativi. Le relazioni finali sono appunto solo parole, ma ognuna di quelle parole pesa parecchio, tanto è vero che centinaia di delegati stanno notti intere a scannarsi sull’uso di questo o quel termine. Nel prossimo anno si discuterà l’attuazione di questa misura, e ovviamente sarà importante vedere cosa ne sarà nella pratica.
Un’altra: *l’Unione europea ha insistito molto sul fatto che il fondo non venga usato per fare pagamenti diretti, ma per creare sistemi di aiuto, come per esempio programmi assicurativi: ecco, hanno già trovato il modo di annacquare il tutto e renderlo inutile*. Tutt’altro: parecchi esperti concordano che un finanziamento di questo tipo sia molto più efficace rispetto ai pagamenti diretti.
La scala degli investimenti necessari è tale da non poter essere sostenuta interamente dai governi, specialmente visto quanto si sono indebitati con la pandemia. È necessario coinvolgere investitori privati, ma dato che molti degli investimenti devono avvenire in paesi in via di sviluppo, con tutte le incertezze del caso, i privati sono disposti a muoversi solo in cambio di ritorni estremamente alti, spesso non realistici. Per dire, il ritorno sul capitale atteso per rendere appetibile l’installazione di un impianto solare in Egitto dovrebbe essere il quadruplo del ritorno sullo stesso impianto in Germania. Offrendo garanzie, il sistema dovrebbe rendere meno rischioso, e quindi più appetibile, intraprendere questi investimenti, e fra l’altro anche sbloccare l’accesso a tante risorse energetiche poco o per nulla sfruttate (il sole egiziano, nell’esempio).
Poi c’è tutta la crew di quelli che *è troppo tardi, siamo spacciati*, eccetera. È vero, è troppo tardi, almeno per raggiungere certi obiettivi. Ormai è praticamente sicuro che supereremo gli 1,5 gradi di riscaldamento. Non è una buona ragione per non fare nulla. Le COP e tutto quello che ne consegue, pure con il loro passo glaciale, hanno fatto e continuano a fare tanto. Senza azioni correttive, il mondo avrebbe superato i 3 gradi di riscaldamento entro il 2100, insomma una catastrofe completa. Le azioni e i piani messi in piedi ad oggi ci mettono su una traiettoria che porterà il mondo fra gli 1,8 e i 2,4 gradi, comunque tantissimo, ma molto meglio della prospettiva iniziale. Il problema non è bianco o nero, non esiste una soglia magica e ogni decimo di grado perso o guadagnato può fare tanta differenza. Quello di oggi è un passo importante nella direzione giusta.
E di inquinamento o di soluzioni reali non si è parlato…stranamente si è parlato come sempre di soldi, ma di soluzioni reali, manco morti…di iniziare a bloccare gli idrocarburi, di smetterla di distruggere foreste o di utilizzare plastica e derivati ecc…solo ed esclusivamente di soldi…diciamo un passo avanti, ma non abbastanza (la stagione passata e quella attuale non ci fanno pensare che sarà sempre peggio se pensiamo solo ed esclusivamente ai soldi?)
Ma il partner della conferenza CocaCola potrà rimanere ancora il più grande inquinatore di plastica? Prossima volta possono farsi sponsorizzare da Saudi Aramco per avere ancora più credibilità.
La co2 è la nuova leva per gli obbiettivi del WEF. Il resto sono solo parole…
Mi trovo abbastanza contro questa scelta. Far finire i soldi in mano a qualche stato terrorista sará abbastanza facile. Penso già solo all’Afganistan.
Mi rifiuto di accettare linee guida scritte da boomers.
Pessima decisione simbolo di una conferenza inutile che non vede la partecipazione di Cina e India ed è sponsorizzata da uno dei principali inquinatori del mondo (Coca Cola)
Quindi mi state dicendo che paesi come l’Indonesia che scaricano direttamente i rifiuti nei fiumi, verranno pure “compensati economicamente” solo perchè più poveri? O che finanzieremo dittature in Africa e Medio Oriente?
Aspetta aspetta, e la Cina e l’India continueranno a bruciare milioni di tonnellate di carbone fregandosene di tutto?