Il progetto nel quale ho cercato di fare con il Sud quel che Tolkien fece con l’Inghilterra. [PT. 4] Sottotitolo: la Fine o l’Inizio? Ma, soprattutto, AMA se a qualcuno interessassero i misteri dell’autopubblicazione.

21 comments
  1. Forse qualcuno ricorderà la serie di post che ho scritto, in questi ultimi anni, per raccontarvi l’andamento di un pazzo progetto: il tentativo di ricreare un vasto tessuto mitico-narrativo ispirato all’Italia, al Mediterraneo e all’Età del Bronzo in una serie di libri llustrati e in un gioco di ruolo da tavolo.

    [Parte I](https://www.reddit.com/r/italy/comments/j3r1rl/il_progetto_nel_quale_ho_cercato_di_fare_con_il/) [Parte II](https://www.reddit.com/r/italy/comments/ke70u7/il_progetto_nel_quale_ho_cercato_di_fare_con_il/) [Parte III](https://www.reddit.com/r/italy/comments/pxvk9e/italia_segreta_i_vostri_luoghi_nascosti_preferiti/)

    L’ambizione era anche quella di far convergere in un solo centro una serie di ossessioni: scrittura, pittura, gamedesign e la nostalgia per un passato immaginario, utopico, lontano. Come un viaggiatore che prende la strada senza conoscere la meta, sono andato avanti, ben oltre le mie aspettative, fino a ritrovarmi con tre libri tra le mani e tante altre idee che potrebbero portare via una vita per essere espresse. A quel punto ho deciso che dovevo fermarmi e dare concretezza a ciò che avevo creato.

    Non si è trattato di concludere il viaggio e tornare a casa, quanto di arrivare ad una tappa precisa: dare forma compiuta ad una serie di trame che avevo imbastito e pubblicarle in formato fisico e digitale.

    Insomma, sarò melodrammatico, ma ho avuto la percezione che proseguire senza sosta mi avrebbe esposto agli accidenti della vita, con il rischio reale che tutto il progetto potesse rimanere bizzarro vaporwave della nostra epoca immateriale.

    Così, sono giunto alla fine. Sono sopravvissuto, più o meno mentalmente indenne, alle ultime fasi di questa fatica titanica, attraversando l’oceano sconfinato della pubblicazione di un prodotto editoriale. Non so dire quanti di voi siano interessati all’argomento, sentitevi liberi di fare qualunque domanda al riguardo; nel frattempo, posso avviare la conversazione menzionandovi quali siano stati gli Scilla e Cariddi della mia Odissea: il Kickstarter/Crowdfunding e le Case Editrici.

    Qui un caveat si impone: la mia è un’esperienza personale che non vuole presentarsi come la verità assoluta sulla realtà dei fatti, qualcuno di voi potrebbe avere avuto esperienze idilliache, molto differenti dalle mie. Sono, inoltre, consapevole delle difficoltà economiche, dei costi di produzione, della tassazione e dei costi amministrativi di una casa editrice. Tuttavia, restano i fatti di cui sono stato testimone e non posso tradire ciò che ho vissuto raccontandone una versione edulcolarata.

    La mia, forse, è anche una testimonianza a favore di una terza via. In ultima analisi, ogni creatore si trova in circostanze così specifiche che è difficile poter dire esista una ricetta lineare e una strada giusta per tutti, tuttavia, posso dire con certezza che il Kickstarter e/o la Casa Editrice non sono le uniche strategie degne di essere prese in considerazione. Invito gli autori a prendere in considerazione altre possibilità prima di fare una scelta.

    Per altro le due realtà, quella del crowdfunding, e quella della casa editrice tradizionale, sono spesso legate nel campo dei giochi di ruolo e dei libri illustrati: sempre più spesso editori di piccole o grandi dimensioni si affidano a Kickstarter o simili servizi per far partire i propri progetti.

    Qui ci avviciniamo ad un problema intricato, per semplicità potremmo fare l’affermazione seguente: se, originariamente, il crowdfunding era nato per consentire la raccolta dei fondi necessari al lancio di un progetto, si è poi trasfromato in un elaborato sistema di marketing (almeno in moltissimi casi) per effettuare pre-ordini, creare hype e sfruttare i tempi limitati della campagna per spingere all’acquisto. Questo cambiamento ha creato una situazione paradossale.

    Facciamo un esempio. Tecnicamente all’inizio di un progetto si stima la quantità di soldi necessari per la sua realizzazione e si imposta quella cifra come la minima necessaria da raccogliere nei tempi previsti dalla campagna, ovvero la soglia sotto la quale non è possibile andare. Diciamo servano X euro, se quella somma venisse raccolta con successo, il progetto è finanziato e possono partire i veri e propri cicli produttivi, altrimenti il progetto è fallito, coloro che avevano supportato l’iniziativa rientrano in possesso del loro denaro. Questo in teoria, in pratica le cifre tipicamente scelte dalle case editrici sono un numero ridicolmente basso: ci si potrebbe domandare come mai progetti legati a marchi importanti a livello internazionale abbiano bisogno di cinquemila o diecimila euro per partire. Cioè, veramente non avete ‘sti due spicci per lanciare il prodotto X del *inserire nome di una delle più importanti IP dei nostri giorni*? La ragione di questa scelta è semplice, raccogliere quella cifra nel minor tempo possibile per poter dichiarare di aver ottenuto i fondi necessari in meno di 4 minuti e generare, di conseguenza, interesse e stupore in clienti presenti e futuri. Basta non far cadere eccessivamente l’attenzione sul fatto che la cifra di partenza ammontava praticamente a due bruscolini e una goleador.

    D’altraparte, se gli Editori hanno problemi molto complessi da gestire, dal costo dei materiali di produzione (che però resta tale anche per l’autopubblicazione) ad impegni amministrativi a livello di tassazione e così via, comunque restano una realtà alla quale non è stato possibile affidarmi. Ripeto: non sto faccendo un j’accuse alla categoria in assoluto, né mi sto scagliando contro il mercato italiano. Ho avuto modo di interagire con molte realtà diverse, nazionali e internazionali, e ho avuto modo di parlare con persone di tutti i tipi: dalle migliori alle peggiori. Tuttavia, gli affari sono affari, non c’è stata una sola offerta che fosse degna di essere presa in considerazione e, invece, moltissime che erano sulla soglia del contratto capestro, per così dire. Senza contare lunghissimi tempi di attesa, complicati scambi di messaggi e diversi episodi di ghosting.

    Tra queste due strade (che poi, come abbiamo visto, diventano una) l’autopubblicazione, con tutte le sue difficoltà, è emersa come la scommessa migliore. Forse, la localizzazione in altre lingue, oltre all’Inglese e all’Italiano, avrebbe potuto convincermi diversamente, ma non avevo comunque tempo sufficiente per curare un’ulteriore edizione dei tre libri in Francese, Spagnolo o Tedesco.

    In ogni caso l’aspetto business non è necessariamente quello più interessante. Soprattutto ora che mi trovo a questo punto e ho l’occasione di riflettere sul lavoro fatto e sull’esperienza maturata: Fragments of the Past ha cambiato la mia vita. Non parlo solo delle letture e degli studi, delle occasioni lavorative o dei viaggi intrapresi alla ricerca di paesaggi e rovine. Mi riferisco anche alle nuove amicizie che il progetto mi ha permesso di intessere. Per citarne una: quella con un utente di questa community (sì, parlo di te u/RossMGS926 ). Mi riferiscono in particolare a lui perché Ross da lettore del progetto è diventato editor dell’edizione italiana, mi ha dato un aiuto enorme per fare in modo che il testo fosse il migliore possibile.

    Mi permetto a questo punto una digressione, non avrei mai potuto sperare di portare a compimento il progetto con il livello di qualità che mi ero prefissato senza l’aiuto dei miei più cari amici: mio fratello, la mia ragazza e u/Antares88 , praticamente un altro fratello con il quale ho condiviso tantissimo. Sono tutti e tre parte tanto importante di me da costituire un elemento essenziale della mia vita. Mi piace pensare che questo folle progetto ci abbia reso ancora più uniti, facendoci lavorare insieme (Disclaimer: probabilmente mi odiano per le grane che gli ho causato.)

    La parole melense appena scritte mi consentono di citare un passo del Bhagavadgītā ”Tu hai diritto soltanto all’azione, e mai ai frutti che derivano dalle azioni. Non considerarti il produttore dei frutti delle tue azioni, e non permettere a te stesso d’essere attaccato all’inattività.” (2.47)

    Chiaramente sarei entusiasta se i libri fossero letti e venduti, se l’opera avesse successo e riconoscimento e così via; ma onestamente mi sento distaccato da questa eventualità: sono già felice di aver fatto quel che ho fatto, di aver avuto il supporto di amici, genitori, di questa e altre community, che mi hanno spinto e incoraggiato a proseguire.

    Infine, confesso ciò che probabilmente già si evince: sento prendermi al cuore una sorta di depressione post-partum, e rifletto sulle mille imperfezioni nell’opera che un artista più abile non avrebbe lasciato. Poco importa, dal momento in cui ho smesso di preoccuparmi costantemente di cosa il mercato volesse, quando ho veramente capito, a livello profondo, cosa sentissi dentro di me e cosa dovessi esprimere, la mia vita è drasticamente migliorata, sia professionalmente che emotivamente: da progetti più interessanti e coinvolgenti a soddisfazioni personali più profonde e durature.

    Queste parole nascondono, ovviamente, il rovescio della medaglia: la stanchezza, il sacrificio ( di soldi e di tempo) e il costante dubitare, le critiche, ma sono cose che scompaiono quando si guarda indietro.

    PS

    In ogni caso, vi ricordo una cosa: se qualcuno di voi avesse delle domande di qualsiasi tipo, sentitevi liberi di considerare questo post come un AMA dei mestieri ‘Illustratore/Autore’.

    PPS

    Vi lascio qui un link utile nel caso foste curiosi: [Fragments Of The Past](https://fragmentsofthepast.dev9k.com/)

  2. Non li seguo su Twitch e a dire il vero ormai anche abbastanza raramente su YouTube, ma hai pensato di inviarne una copia da far provare come oneshot ai ragazzi di Inntale? Da quel che so provano spesso nuovi giochi durante le loro dirette e sarebbe una bella pubblicità per te, essendo credo il canale di GdR più seguito in Italia. Se è un suggerimento stupido fai finta che non abbia detto niente lol

    Ah e super complimenti per la determinazione.

  3. Soppa che lavoro immane, complimenti: da quel che vedo il livello è veramente altissimo. Magari chiedi ai moderatori se è concesso, ma secondo me un link al sito ci sta (è presente nella prima parte, nel caso…)

    Domande sparse.

    Il piano ora qual è? Aspetti e speri nel passaparola o spingi sul marketing? Fare altri capitoli (o, per esempio, estensioni del gioco) è vincolato all’ottenere un successo che lo consenta a livello economico, o pensi prima o poi lo farai lo stesso?

    Puoi fare qualche esempio di come si collega “il sud” alla tua opera? È solo una questione di ambientazione o c’è altro? (Suppongo le risposte siano nei post precedenti, ma la pigrizia…)

    Sull’editoria, ma non particolarmente centrato sull’auto-pubblicazione che riceve giusto un breve accenno, ricordo il libro A Proposito di Libri della serie “cose spiegate bene” de Il Post. L’ho trovato molto interessante.

  4. Sembra interessantissimo, onestamente aspettavo l’occasione buona per proporre qualcosa di diverso al mio gruppo anziché sempre D&D 5e.

    Che tipo di sistema è? D20, d10, d100, un mix…
    Che livello di personalizzazione c’è per i pg? Parlo principalmente dal punto di vista meccanico (quanto sono simili due personaggi con la stessa classe? C’è modo di renderli unici meccanicamente?).
    Qualsiasi altra info che può essere utile per capire meglio lo stile di gioco? (proprietà uniche del sistema, cosa lo differenzia dagli altri in circolazione?)

  5. Ma tutta questa meraviglia, che a tempo debito leggerò per bene, ha un nome? È peccato che si perda nei meandri del web

  6. Io ho seguito il progetto sin dagli inizi, ma adesso che è uscito trovo difficoltà ad acquistarlo. Da un lato, per quanto abbia provato a parlarne agli amici, non ha mai convinto; è un gruppo veramente casual (pathfinder o poco più), e per altro ora il master si è trasferito. Poi c’è anche il prezzo, che sicuramente è congruo, ma al momento non posso permettermi; e comunque ci sono vari prodotti vedo, mentre credevo che sarebbe stato un libro unico.

    Tutto ciò mi dispiace, perché comunque continuo a ritenere l’opera una figata, continuerò a seguirvi, e vi auguro tutto il successo che meritate

  7. Sono una di quelli che ha commentato due anni fa sotto i post di questo progetto per dirti di andare avanti con questo bellissimo progetto. Mi fa piacere vedere che si sta sviluppando 🫶

  8. Wow. Mi ricordo bene di aver letto un post qui quando tu stavi cominciando questo progetto anni fa. Non me lo sono mai dimenticato e sono così felice che stia ancora lavorando in questo progetto.

    Non vedo l’ora di poterlo leggere.

  9. Molto contento che ancora vai avanti con questo progetto , e sinceramente non vedo l’ora…

    ancora tanti complimenti per lo stile artistico e l’ambientazione che a me piace un casino specialmente i vecchi classici di Omero come l’Odissea e le vecchie popolazioni mediterranee .

    roba che davvero ti auguro uno stand apposito nei prossimi eventi come Lucca comics and games ed altro perchè progetti del genere devono sfondare.

  10. Progetto davvero notevole e che ho ovviamente sostenuto nel tempo. Fammi un fischio se ti serve una mano

  11. Idea grandiosa, ti prego trasponi il gioco in d20 e fallo d&d compliant cosi’ da ampliare enormemente il tuo bacino di utenti interessati….

  12. Da amante dei giochi di ruolo, complimenti vivissimi! Ho scaricato il quickstart e devo dire che il livello è veramente alto, ed è davvero sorprendente che una singola persona concentri tutti questi talenti.

    Spero che il tuo bellissimo lavoro riscuota tutto il successo che merita!

  13. Grazie mille davvero. Tutto ciò che ho sempre voluto.

    Sicuramente lo comprerò, o me lo farò regalare, insomma in qualche modo lo otterrò e ci giocherò insieme al mio gruppo di d&d.

  14. Ciao, di solito non commento ma stavolta devo farlo. Complimenti per l’opera che hai portato a termine e per la perseveranza con la quale l’hai fatto. Si vede chiaramente l’impegno e la passione che ci hai messo.
    In bocca al lupo per le tue prossime opere
    P.S.
    Inserito nella lista desideri per Natale

  15. Mi ricordo bene i post precedenti, speravo tanto che questa bellissima idea potesse prendere una forma definitiva, complimentoni. Ti auguro un gran sucesso, il folklore e l’atmosfera mediterranea meritano molto più spazio nel mondo dei giochi da tavolo e dei fantasy e soprattutto meritano di essere analizzati e trasformati in maniera seria e non stereotipata e questo progetto sembra un ottimo esempio.

    Il lavoro è bello e merita, ti consiglio di fare qualche post su qualche sub internazionale legato ai giochi da tavolo e a dnd, sarebbe un peccato non farlo!

  16. Ah ma che meraviglia mi ricordo di aver visto anni fa questo progettone! Non sapevo stesse andando avanti. Lavoro colossale, hai i miei complienti. E I MIEI SOLDI!

  17. Il progetto è molto figo, credo che lo prenderò su itch (troppo poco spazio in casa x altra roba fisica).
    Quello che non capisco è: siamo entrambi italiani, facciamo lo stesso mestiere e non ci siamo mai incontrati! Il mondo è piccolo solo quando vuole lui…

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