
Qualche aggiornamento sul viaggio di **Artemis 1** verso la Luna. Perché sì, è partito davvero. *(post fatto perché me l’hanno chiesto sul caffè)*
Per quanto riguarda il modulo **Orion** tutto procede come previsto. Alle 13.15 (o 13:44 a seconda delle fonti) italiane dovrebbe raggiungere il punto più vicino alla Luna, circa 80 km dalla superficie. Per seguire la posizione di Orion c’è [questo tracker](https://www.nasa.gov/specials/trackartemis/) (meglio su PC che su mobile).
L’avvicinamento avverrà con una manovra attiva gestita dallo **European Service Module**; da qui al 25 novembre entrerà in una **orbita DRO** (Distant Retrogade Orbit) di cui non fingerò di [comprendere tutti i dettagli](https://www.nperakis.com/post/artemis-1-mission-and-distant-retrogade-orbits), ma essenzialmente si tratta di una orbita piuttosto stabile e che consente manovre economiche da/alla superficie. Rimarrà in orbita fino al primo dicembre per poi partire con tutta calma e, dopo un paio di soste all’autogrill, tornare sulla Terra l’11 dicembre.
Tutto bene anche per il CubeSat italiano **ArgoMoon**, e sono disponibili [un paio di foto](https://www.asi.it/2022/11/artemis-1-argomoon-ecco-le-prime-immagini-mozzafiato-della-terra-e-della-luna/) scattate durante il viaggio. Non si sono ancora viste quelle che dovrebbe aver scattato del secondo stadio ICPS, ma penso siano ancora al vaglio della NASA in attesa del rilascio.
Dobbiamo invece emettere anche dei *sad CubeSat noises*: purtroppo **OMOTENASHI**, dell’agenzia spaziale giapponese, sembra destinato a fallire il suo tentativo di allunaggio. Fin dalla separazione ci sono state difficoltà nell’agganciare il segnale radio a causa di una rotazione incontrollata. Si è riusciti a mandare alcuni comandi che hanno forse leggermente migliorato la situazione, ma ancora manca un collegamento stabile e non è neppure troppo chiaro dove si trovi. Rimangono poche ore per pianificare almeno una caduta libera verso la superficie, e varie stazioni radio e anche altri progetti in corso stanno aiutando, ma sarà dura.
Se non sapete il giapponese il modo miglio per seguire gli sviluppi è seguire [Elizabeth Tasker](https://twitter.com/girlandkat/status/1593181215821303809), astrofisica inglese che lavora alla JAXA. *Daje, OMOTENASHI!*
8 comments
Fantastico! Da ricordare che l’European Service Module è made in TORINO
[https://www.thalesgroup.com/en/worldwide/space/news/thales-alenia-space-providing-key-technologies-sustain-life-inside-orion](https://www.thalesgroup.com/en/worldwide/space/news/thales-alenia-space-providing-key-technologies-sustain-life-inside-orion)
Da un post che leggevo ieri pare che Argomoon abbia a disposizione una banda di downlink di 1 bit per secondo, quindi è probabile che stia ancora mandando giù i dati per quelle foto.
Io non ho capito una cosa: il mega razzo SLS che ci hanno messo 20 anni per far volare, era un pezzo unico? Oppure riusciranno a costruirne un altro per Artemis 2 in tempi brevi?
>ma essenzialmente si tratta di una orbita piuttosto stabile e che consente manovre economiche da/alla superficie.
Effettivamente con la crisi ognuno deve adeguare il proprio bilancio con le appropriate manovre economiche.
>di cui non fingerò di comprendere tutti i dettagli
link veramente interassante, anche se al mio livello di kerbalese ho capito forse il 5% di quel che ho letto… però se non ricordo male ScottManley aveva fatto un video sulla DRO (oppure immagino lo farà presto)
Quello che non capisco ancora del programma Artemide è perché non fanno allunare tutti, invece del modello Apollo.
Update su OMOTENASHI: l’antenna 26 di Goldstone sta inviando comandi, ma per ora nessuna risposta. Aspettiamo l’ufficialità, ma mi sa che è perso. Peccato, era un bel progetto.
Update: segnalo [questo thread](https://twitter.com/planet4589/status/1594804046246051840) per avere una panoramica dello stato dei 12 oggetti in volo (Orion, il secondo stadio ICPS e i 10 CubeSat). tl;dr: di molti ancora non si sa bene la sorte.