In breve: da decenni, specie da quanto esistono gli orologi atomici, siamo in grado di misurare il tempo con estrema precisione. Questo mal si sposa col fatto che il pianeta ruota un po’ come gli pare, ogni tanto rallentando e più raramente accelerando (come sta succedendo ultimamente). Ciò comporta l’aggiunta – o la rimozione – di un secondo ogni qualvolta l’ora misurata con precisione andrebbe a divergere da quella legata alla rotazione terrestre di circa un secondo.
Ultimamente sarebbe stato necessario rimuovere un secondo, ma grosse compagnie hi-tech si sono dette contrarie perché è una cosa mai fatta prima e si temevano problemi ai sistemi informatici; in generale anche aggiungere un secondo non era visto troppo di buon occhio.
Ora la Conferenza generale dei pesi e delle misure (CGPM) ha deciso che dal 2035 il tempo astronomico (UT1) potrà differire di oltre un secondo dal tempo universale (UTC).
Pur non essendo del ramo, devo dire che la decisione mi ha un po’ sorpreso: pensavo rinviassero la decisione in attesa di vedere se il secondo negativo venisse “riassorbito” da futuri rallentamenti della rotazione terrestre.
Ovviamente considero tutto ciò una assoluta sconfitta dell’umanità che ancora una volta si piega al volere delle macchine e considero questo momento (rigorosamente espresso in UT1) come l’inizio del nuovo luddismo che ci porterà dopo sanguinose battaglie a riappropriarci del tempo perduto. Che poi a ben guardare è ora di pranzo e quindi sticazzi. /S
Il mio cervello: secondo=aggettivo, intercalare=sostantivo
Quindi tra un secolo dovremo introdurre il minuto intercalare? Mi sembra ancora più una follia. Ma tanto per allora sarò morto, per cui ok.
Questo è dovuto all’incapacità delle grosse aziende di gestire un’operazione così importante come è il misurare il tempo. Piuttosto che eseguire test e (ommioddio) spendere soldi per correggere i bug, preferiscono fare pressione per abolire l’ora esatta. Sono passati 22 anni dall’epoca del millennium bug e a quest’ora dovrebbero aver già corretto i vari problemi.
Spiegazione per i non addetti ai lavori: i computer, e in particolare i software come i database, hanno bisogno dell’ora precisa al nanosecondo per lavorare correttamente. Il software scritto bene dovrebbe usare sempre e solo un riferimento temporale assoluto. Nei sistemi unix si usa ad esempio il numero di secondi trascorsi a partire dal 1970, un numero sempre crescente e che non dipende da fusi orari o accelerazioni della rotazione della terra. La divisione in mesi/anni/minuti/secondi invece va usata solo quando si deve mostrare l’orario a un essere umano. Per passare da un formato all’altro si usano funzioni di conversione.
C’è tanto di surreale in questo articolo.
Da una parte, la necessità (o volontà) umana di misurare il tempo nella maniera più esatta possibile, nonostante il modo di misurarlo sia fondamentalmente arbitrario.
Dall’altra, il capitalismo che si oppone a questo processo, rimandando la correzione a quando saremo ancora più sfasati.
8 comments
Stavolta è il mio turno di linkare Il Post.
Ne avevamo [già parlato qui](https://www.reddit.com/r/italy/comments/wfvhx0/c%C3%A8_maretta_sul_tempo_forse_avremo_un_leap_second/).
In breve: da decenni, specie da quanto esistono gli orologi atomici, siamo in grado di misurare il tempo con estrema precisione. Questo mal si sposa col fatto che il pianeta ruota un po’ come gli pare, ogni tanto rallentando e più raramente accelerando (come sta succedendo ultimamente). Ciò comporta l’aggiunta – o la rimozione – di un secondo ogni qualvolta l’ora misurata con precisione andrebbe a divergere da quella legata alla rotazione terrestre di circa un secondo.
Ultimamente sarebbe stato necessario rimuovere un secondo, ma grosse compagnie hi-tech si sono dette contrarie perché è una cosa mai fatta prima e si temevano problemi ai sistemi informatici; in generale anche aggiungere un secondo non era visto troppo di buon occhio.
Ora la Conferenza generale dei pesi e delle misure (CGPM) ha deciso che dal 2035 il tempo astronomico (UT1) potrà differire di oltre un secondo dal tempo universale (UTC).
Pur non essendo del ramo, devo dire che la decisione mi ha un po’ sorpreso: pensavo rinviassero la decisione in attesa di vedere se il secondo negativo venisse “riassorbito” da futuri rallentamenti della rotazione terrestre.
Ovviamente considero tutto ciò una assoluta sconfitta dell’umanità che ancora una volta si piega al volere delle macchine e considero questo momento (rigorosamente espresso in UT1) come l’inizio del nuovo luddismo che ci porterà dopo sanguinose battaglie a riappropriarci del tempo perduto. Che poi a ben guardare è ora di pranzo e quindi sticazzi. /S
Il mio cervello: secondo=aggettivo, intercalare=sostantivo
Togliete quest’ora solare del menga, altroché
[related Tom Scott](https://youtu.be/-5wpm-gesOY)
Ho capito, una sola bestemmia per frase quindi
Quindi tra un secolo dovremo introdurre il minuto intercalare? Mi sembra ancora più una follia. Ma tanto per allora sarò morto, per cui ok.
Questo è dovuto all’incapacità delle grosse aziende di gestire un’operazione così importante come è il misurare il tempo. Piuttosto che eseguire test e (ommioddio) spendere soldi per correggere i bug, preferiscono fare pressione per abolire l’ora esatta. Sono passati 22 anni dall’epoca del millennium bug e a quest’ora dovrebbero aver già corretto i vari problemi.
Spiegazione per i non addetti ai lavori: i computer, e in particolare i software come i database, hanno bisogno dell’ora precisa al nanosecondo per lavorare correttamente. Il software scritto bene dovrebbe usare sempre e solo un riferimento temporale assoluto. Nei sistemi unix si usa ad esempio il numero di secondi trascorsi a partire dal 1970, un numero sempre crescente e che non dipende da fusi orari o accelerazioni della rotazione della terra. La divisione in mesi/anni/minuti/secondi invece va usata solo quando si deve mostrare l’orario a un essere umano. Per passare da un formato all’altro si usano funzioni di conversione.
C’è tanto di surreale in questo articolo.
Da una parte, la necessità (o volontà) umana di misurare il tempo nella maniera più esatta possibile, nonostante il modo di misurarlo sia fondamentalmente arbitrario.
Dall’altra, il capitalismo che si oppone a questo processo, rimandando la correzione a quando saremo ancora più sfasati.
È affascinante, non scherzo.