
Tutti abbiamo letto la notizia di [WindTre che lega all’inflazione il mensile dei nuovi contratti](https://www.hdblog.it/h3g/articoli/n563527/windtre-aumenti-inflazione-quanto/). Ma quanto dobbiamo preoccuparci per questa proposta rivoluzionaria?
Per iniziare, siamo d’accordo sul motivo che ha eliminato la Scala Mobile: legare gli stipendi all’inflazione crea un effetto spirale che la alimenta e la fa aumentare sempre più. Si genera infatti un aumento della moneta circolante nel sistema che non corrisponde alla ricchezza realmente prodotta, e quindi i prezzi continuano a salire, così come i salari, in modo incontrollato.
Ma che succederebbe se i prezzi dei beni e dei servizi venissero legati all’inflazione? Semplice, ci sarebbe ancora un altro effetto spirale, e il motivo è proprio nella definizione di inflazione: alzare i prezzi causa un aumento dell’inflazione, che causa un aumento dei prezzi legati all’inflazione, e così via ancora in modo incontrollato.
>Con inflazione (dal latino inflatio «enfiamento, gonfiatura», derivato da inflāre «gonfiare»), in economia, si indica l’aumento prolungato del livello medio generale dei prezzi di beni e servizi in un determinato periodo di tempo, che genera una diminuzione del potere d’acquisto della moneta.
Nella pratica verrebbe falsato e drogato l’indice di inflazione, con tutta una serie di effetti negativi che i professionisti dell’ISTAT conoscono bene e che a me mettono tanta ansia.
Quindi, tra una Legge Finanziaria e una carbocrema, non dobbiamo perdere di vista questa proposta di WindTre. Le conseguenze potrebbero essere disastrose per il Paese.
20 comments
Sono d’accordo con la tua analisi, ma mi è venuta in mente una domanda su futuri ipotetici. Se i prezzi fossero inversamente legati all’inflazione la stessa si autoregolerebbe?
L’inflazione è in pratica l’aumento dei prezzi dei beni. Sarebbe come dire di legare il prezzo dei beni al prezzo dei beni, non ha senso, non vedo il rischio spirale.
> Per iniziare, siamo d’accordo sul motivo che ha eliminato la Scala Mobile: legare gli stipendi all’inflazione crea un effetto spirale che la alimenta e la fa aumentare sempre più.
Questo è falso. La scala mobile fu tolta da due dei peggiori governi della storia italiana e già questo dovrebbe farti capire che errore fu abolirla. In ogni caso la scala mobile esiste in tantissimi paesi compresi diversi in europa e non è morto nessuno e non è nulla di fantascientifico perché è semplicemente un meccanismo di adeguamento dei salari per contrastare la perdita di potere di acquisto dovuto a cause diverse (vedi i costi energetici ad esempio). La spirale prezzi salari come causa diretta dell’inflazione è un falso mito retaggio di una teoria economica degli anni 60
Ma l’inflazione c’é sempre (e si spera che ci sia sempre)
Piú che effetto spirale, legale i prezzi all’inflazione vuol dire che stai lasciando al resto del mercato decidere quale sará la tua fetta di guadagno
Se un anno c’é poca inflazione, il resto del mercato decide che avrai lo stesso profitto dell’anno prima (anche se magari puoi aumentare il prezzo perché magari un concorrente ha fallito)
Se un anno c’é tanta inflazione, sei costretto ad aumentare i prezzi nonostante potresti tenerli piú bassi alla concorrenza (e quindi rubare loro clienti) perché i tuoi margini di guadagno erano giá altissimi
Guarcaso WindTre si riserva sempre di decidere se e come aumentare (o diminuire) il prezzo, al dilá dell’inflazione
Piú che effetto spirale lo definerei ‘moltiplicatore’
Mettiamo caso che Vodafone decida di aggiustare i prezzi in base ai prezzi di WindTre, e che Tiscali faccia lo stesso con Vodafone, e che TIM faccia lo stesso con Tiscali, e che PosteItaliane faccia lo stesso con TIM
Prima o poi la ‘spirale’ si ferma, non continua all’infinito
stackoverflow
Peró scusate, fatemi capire dove sbaglio.
L’inflazione esiste. Wind se anche non collega formalmente i rincari ai già clienti all’inflazione che differenza fa?
Nel senso: specialmente in telefonia i prezzi cambiano. Wind già oggi potrebbe rimodulare secondo inflazione ma senza dire che sta rimodulando secondo inflazione. Anzi, per quanto ne so già fa così.
Io sono pure d’accordo che l’inflazione sia una profezia auto avverante se usata per aumentare i prezzi in automatico, ma i prezzi si muovono comunque.
Quello che sto dicendo è: già oggi i prezzi sono mobili, già oggi Wind credo applichi quei rincari, non vedo peró la spirale. Non una a velocità tale da preoccuparsi intendo.
Inoltre tutto questo discorso non tiene conto di altri elementi. Come per esempio il fatto che un conto è l’adeguamento per i già clienti, uno diverso sono le tariffe per i nuovi.
La solita storia del Dottor Scarpa per capirci: il nuovo abbonato principe delle stelle versus il povero vecchio abbonato di merda.
Nella teoria del controllo questo si chiama feedback positivo, il sistema va in instabilità e diverge con legge esponenziale.
Ma per caso hai credenziali di economia, fonti affidabili, o le cose le dici così?
Non lo dico per screditare.
Non capisco come windtre che alza i prezzi a seconda dell’inflazione non faccia parte dello stesso insieme dall’inflazione in sé. Cioè se l’inflazione è tale da raddoppiare il prezzo del cibo, luce e vestiti quale sarebbe la differenza con il raddoppio del prezzo di windtre
>Si genera infatti un aumento della moneta circolante
Ma no, non è vero. Nessuno “stampa più moneta”, l’assunto di base è errato.
A parte questo, quello che descrivi è uno dei possibili scenari, per niente dato per scontato, ma alla stregua di altre teorie che sostengono il contrario.
Il paragone poi dell’Italia di cinquant’anni fa non regge: allora la lira era un sistema chiuso, oggi siamo nell’Europa. Un Europa dove tendenzialmente **tutti** i prezzi più alti che in Italia, e più che proporzionalmente ai salari però.
Quindi per tornare al tuo esempio: se WindTre alza i prezzi, ci sarà Iliad o XYXPhone che non dovrà farlo. E’ giusto che i salari si alzino fin quando saranno a livelli degli altri paesi europei. E’ la Germania che vuole inflazione bassissima, per le economie come la nostra un po’ più di inflazione (senza esagerare) fa solo che bene.
Per concludere, io non so se la scala mobile sia la ricetta giusta, ma so sicuramente che non è possibile fare come adesso, ovvero lasciare che sia il singolo a contrattare per se, cambiando continuamente lavoro, o i sindacati a chiedere le bricioline ogni tot anno con i contratti collettivi. Significa dire “se sei in grado di sopravvivere sopravvivi, altrimenti cazzi tuoi”, benissimo, ma così si contribuisce a stratificare sempre di più la societa creando divari sempre maggiori tra chi ce la fa e chi no, con le conseguenze che tutti sappiamo.
Quindi leghiamo pure i prezzi, molte aziende falliaranno perché dovranno comprimere i costi, quelle più forti ce la faranno, e ne nasceranno altre a soppiantare i buchi lasciati vuoti.
> Per iniziare, siamo d’accordo sul motivo che ha eliminato la Scala Mobile: legare gli stipendi all’inflazione crea un effetto spirale che la alimenta e la fa aumentare sempre più. Si genera infatti un aumento della moneta circolante nel sistema che non corrisponde alla ricchezza realmente prodotta, e quindi i prezzi continuano a salire, così come i salari, in modo incontrollato.
Purtroppo è vero, e mette in evidenza come il prezzo da pagare per controllarla sia ricadere su chi riceve uno stipendio. Ergo, peggio stanno le cose, peggio è se sei dipendente.
ma che vuol dire “sbagliato”?? è semplicemente una scelta di pricing di una singola compagnia. Non c’entra nulla con la scala mobile che invece era una legge e agiva su TUTTI gli stipendi.ogni compagnia può adeguare i prezzi come vuole, poi sta al cliente accettare o meno. Wind potrebbe decidere di aumentare le tariffe ogni volta che piove. E’ una scelta “sbagliata”?? No, è semplicemente una scelta stupida, perchè nessuno vorrebbe una tariffa del genere. Se i clienti ritengono svantaggioso il legame delle tariffe con l’inflazione molleranno wind.
e voi dite, “si ma se tutti fanno come wind?? tim vodafone etc”… beh semplicemente si presenterà un competitor più vantaggioso, magari dall’estero, a titolo esemplificativo chiamiamolo “DAILI” che si papperà rapidamente quote di mercato di wind, tim, vodafone e li costringerà ad abbassare i prezzi. E’ già successo, risuccederà. nessuna spirale inflazionistica.
Piccola nota: non c’è nessun nesso causale tra indicizzazione e aumento del circolante (se non molto indiretto). Potrebbe anche aumentare la velocità di circolazione della moneta o diminuire il PIL (rendendo stabile l’identità contabile in stile teoria quantitativa della moneta).
Ma l’hanno detto apertamente? Mi sembra una mossa di PR abbastanza di merda, perché chiunque dovrebbe prendere loro invece che altri?
L’inflazione in Italia causa la recessione. Per quanto nero balneari, tassisti e commercianti credono di poter fare dal prossimo anno, chiuderanno perché nessuno comprerà da loro.
I servizi come sanità e sicurezza pubblica collasseranno entro Giugno.
pr cominciare, non siamo d’accordo sull’eliminazione della scala mobile.
Nel resto del mondo civile in Europa, gli stipendi vengono aumentati eccome. L’esempio italiano è disfunzionale, fuorviante, e produce solo povertà. Le conseguenze sono GIA’ disastrose.
Sul resto si può essere d’accordo invece.
In Danimarca alcuni beni e servizi, tipo gli affitti, sono legati ad un certo indice chiamato NPI (net price index) che tiene conto anche dell’inflazione. Ne consegue che per esempio gli affitti vengono aggiornati ogni anno con un incremento proporzionale all’indice.
Ciò invece non vale per i beni di consumo, che non sono legati a queste logiche.
Non sto dicendo che quella di WindTre sia una buona idea e non sono assolutamente un esperto in economia. Riporto solo la cosa perchè curioso di cosa ne pensate e per aggiungere qualche elemento alla discussione.
Mio padre mi disse che in passato ci fu la scala mobile, lo stipendio aumentava in base all’inflazione.
Non capirò mai perché l’abbiano tolta…
l’andamento dei prezzi dei servizi e dei beni non è forse l’inflazione¿?
Critica corretta e condivisibile.
Ma.
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>Per iniziare, siamo d’accordo sul motivo che ha eliminato la Scala Mobile: legare gli stipendi all’inflazione crea un effetto spirale che la alimenta e la fa aumentare sempre più
Non siamo tutti d’accordo, anzi! C’è molto dibattito in letteratura economica. Innanzitutto la spirale inflazione-salari è difficilissima da osservare nella realtà, poiché sempre “distorta” da concause che tendono a prendere il sopravvento (come il debito pubblico elevato, di solito espresso in valuta estera; la svalutazione monetaria; gli embarghi e la guerra, ecc.).
Secondo, per avere una spirale inflazione-salari, l’inflazione nel sistema dovrebbe essere galoppante, probabilmente superiore al 20% e con un adeguamento delle retribuzioni almeno settimanale. In questo modo la spirale negativa ha sufficiente spinta per autoalimentersi e, ti assicuro, faccio fatica a trovare un esempio concreto. La mia professoressa di macro nel 2016 citava giusto l’Argentina (che però aveva il problema del debito in dollari e della svalutazione del pesos); oggi potrei citarti, a denti molto stretti, la Turchia (che compensa con trasferimenti forzosi di capitale dall’estero, quindi anche lì: meh).
Persino in un libro di macroeconomia di scuola Neoliberale come il Blanchard-Giavazzi-Amighini ci vanno con i guanti di velluto a parlare di spirale inflazione-salari (a memoria: in un trafiletto nei capitoli finali, giusto per sapere cos’è è che esiste).
Quindi ci andrei molto piano con certe affermazioni.
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>Si genera infatti un aumento della moneta circolante nel sistema che non corrisponde alla ricchezza realmente prodotta, e quindi i prezzi continuano a salire, così come i salari, in modo incontrollato.
Stai implicitamente assumendo che la moneta sia non neutrale. Il che è vero, ma è pretestuoso usarlo per spiegare l’inflazione. L’inflazione monetaria è un caso particolare che capita quasi mai; di solito l’inflazione è da costi (offerta: come quella attuale europea), da domanda (come quella attuale statunitense) e da credito (come quella attuale, benché non paragonabile alle prime due, cinese).
Quella che riporti tu è l’interpretazione della scuola austriaca della Teoria Quantitativa della Moneta. Interpretazione che Keynes e altri hanno già smentito negli anni ’30 del secolo scorso. Interpretazione minoritaria persino nella letteratura eterodossa.
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>Con inflazione (dal latino inflatio «enfiamento, gonfiatura», derivato da inflāre «gonfiare»), in economia, si indica l’aumento prolungato del livello medio generale dei prezzi di beni e servizi in un determinato periodo di tempo, che genera una diminuzione del potere d’acquisto della moneta.
Questa è l’interpretazione moderna dell’inflazione. Mises, per dire, non sarebbe d’accordo. Originariamente l’inflazione era solo monetaria. Il fatto che poi si usi lo stesso termine per indicare l’aumento (positivo) del livello generale dei prezzi **sul mercato reale** [FTFY] è solo una consuetudine, non una definizione.
Di nuovo, stai implicitamente descrivendo la TQM di stampo Neoclassico.
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>Nella pratica verrebbe falsato e drogato l’indice di inflazione, con tutta una serie di effetti negativi che i professionisti dell’ISTAT conoscono bene e che a me mettono tanta ansia.
L’indice di Laspeyres impiegato dall’Istat è invariante per le variazioni di prezzo (essendo una media ponderata degli indici delle quantità dei singoli beni).
Io magnerei tranquillo.
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Il vero problema è che se l’AgCom non sanziona Wind3, la rivalutazione inflazionistica porterebbe diventare uno strumento per “aggirare” la norma sulle variazioni contrattuali unilaterali e il recesso per giusta causa. Il che apre la porta a diversi abusi
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