“Gli italiani e il cibo nelle crisi e oltre”: il 47% degli italiani ha tagliato le quantità di cibo, il 60% per i redditi bassi, mentre per i redditi alti il 24%. I cibi più tagliati sono alcolici e dolci, poi salumi, pesce e carne. Frutta, verdura e pasta le minori rinunce

19 comments
  1. Questo è perché i tagli dell’IVA “generali” sono un aiuto per chi non ne ha bisogno (i redditi alti che hanno fatto meno rinunce).

    Fa piacere leggere che almeno gli italiani non hanno rinunciato a frutta e verdura ma a cibi a cui si può comunque fare a meno.

    Nel male, scherzandoci su, se la dieta media è già ottima, dopo questa crisi gli italiani l’avranno “”migliorata”” ancora, eliminando alcool e dolci =)

    Voi a che avete rinunciato? Io più che altro ho cambiato i posti dove faccio la spesa, invece di comprare tutto in un posto “anche se quella roba costa un po’ di più”, la vado a comprare in un altro posto dove costa di meno. Mi trovo a girare un po’, comunque i prezzi sono aumentati ovunque, da alcune parti di più.

  2. A me per ora non è cambiato nulla…

    Compravo principalmente cibo in offerta al supermercato (e al discount alcune cose non immangiabili), continuo a farlo adesso, con un 10% di incremento sul conto finale.

    E per i prodotti da forno, TooGoodToGo è una mano santa.

    In generale, rinuncio a qualcosina ma non alla qualità. Meglio una mela in meno, ma buona, che comprare 1kg di frutta/verdura scadente nei negozietti brutti e poi finire per buttarne mezza perché marcisce subito.

  3. il taglio di alcolici, dolci e salumi non sarebbe comunque male, tranne per i produttori ovviamente, per la salute. Sui dolci ho qualche dubbio, magari la costosa pasticceria artigianale ha perso qualcosa, ma di dolciumi industriali a poco prezzo nella GDO vedo scaffali e carrelli stracolmi.

    edit rinunce personali: non ho avuto bisogno di rinunciare a niente in quanto già da tempo ho tagliato il superfluo – dolci, carni e salumi *industriali*, primizie e/o prodotti fuori stagione – Raramente acquisto in GDO: carne rosso, bianca, latticini locali direttamente dai produttori di zona a prezzi medi più alti della GDO ma spesso mi fanno sconti e buone offerte, idem per frutta e verdura. Pane e tanto altro fatto in casa, vino poi ho solo da scegliere. La mia spesa alimentare è aumentata ma non in maniera drammatica.

  4. Sarà che mi sono spostato da una media ad una grande città ma i prezzi nei supermercati mi sembrano folli per chi vuole mangiare sano o di “qualità” (inteso come roba non in scatola o pre-elaborata) e diversificare, roba per ricchi insomma.

  5. Cambiato pochissimo o nulla. Faccio più attenzione ad eventuali promozioni ed evito le marche più blasonate preferendo quelle del supermercato, che a volte sono pure meglio.

  6. Va bè. Visto quanta roba butta la gente, non vedo un dramma.

    Tagliare alcolici. Dolci. Salumi. È solo cosa buona e giusta.

    Carne e pesce se si sa comprare e cucinare non sono esosi.

  7. Io ho aumentato le verdure e diminuito la carne e i farinacei. Poi quando cucino cerco di farmi sempre una porzione in più, così non devo ricucinare tutto e spendere ancora in tempo e gas.

  8. In realtà è tutta una manovra per riuscire finalmente ad abbattere la piaga della body positivity e tornare ad avere una popolazione in salute.

  9. Io mangio una volta al giorno come abitudine da circa 10 anni. Già da prima della pandemia avevo iniziato a cucinare quasi tutto in casa, adesso ho aumentato ulteriormente. Con un investimento di circa 20/25 euro ho tutte le spezie e le salse necessarie per cucinare tutto quello che non potevo più permettermi in asporto, e con pochi cent riesco a fare badilate di riso fritto come quello del ristorante cinese. Mangio animali una volta alla settimana, anche questo contribuisce molto ai miei risparmi. Sono un caso raro, e le miei abitudini alimentari aiutano molto in questo periodo, ma quando provo a mettermi nei panni di una famiglia con il mio stesso stipendio a disposizione è una situazione da incubo

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