https://www.bloomberg.com/news/articles/2022-11-29/italy-mulls-retaining-oversight-of-ita-airways-in-lufthansa-deal?sref=2p5cOYry

Il *golden power* è uno di quegli inglesismi che esistono solo in italiano: il termine originale sarebbe *golden share*, cioè *quota dorata*, a indicare una quota azionaria investita di poteri di voto speciali che, in alcune circostanze, possono sovrastare la maggioranza dei voti. È un meccanismo tipico delle privatizzazioni di aziende pubbliche, in cui il governo vuole mantenere una riserva di intervento.

“Golden power” sarebbe, per analogia ed estensione, il potere tipico della *golden share*, ma astratto da quest’ultima e applicabile in generale. In Italia, due decreti legge emanati nell’ultimo decennio hanno istituito ed esteso tale facoltà a praticamente tutti i settori. Il governo italiano si è, cioè, attribuito l’autorità di intervenire, come se fosse un azionista dotato di *golden share*, negli affari di qualsiasi impresa privata giudicata strategica.

Nel caso in specie, le famose *indiscrezioni* dicono che il governo Meloni ha ventilato l’ipotesi di applicare il suo *golden power* a una futura Ita Airways di proprietà straniera (francese o tedesca). Col risultato, ovvio e previsto, di far arretrare l’interesse degli acquirenti, che vogliono comprare per fare (comprensibilmente) quello che vogliono della compagnia.

Queste *indiscrezioni* hanno, come al solito, solo due possibili fonti: il governo italiano o le controparti, cioè gli acquirenti. Entrambi hanno il proprio interesse nel far uscire la notizia: gli italiani per far capire che non hanno intenzione di mollare l’azienda, gli acquirenti per denunciare l’atto protezionistico agli occhi della concorrenza, indebolendo eventuali interessi alternativi.

Vista la pubblicazione scelta, punterei decisamente sugli acquirenti come fonti delle indiscrezioni. E a quel punto il gioco è palese, palesissimo: far scorrere le impietose sabbie del tempo, aspettando al varco il governo Meloni che, a meno di nuovi scontri con la Commissione Europea per i quali non sembra aver interesse, ha solo pochi mesi per cercare soluzioni alternative alla vendita.

Questo perché Ita Airways vive, come la sua genitrice, di soli prestiti pubblici. È un’azienda spettacolarmente in perdita, legata a un piano industriale anacronistico e a logiche politico-clientelari insostenibili in un mercato ultra-competitivo come quello dei voli. A differenza della sua genitrice, però, ha un limite stringente sui soldi che può ricevere: 1.35 miliardi, tanto ha concesso la Commissione Europea ai tempi affinché l’aiuto pubblico fosse giudicato funzionale a una ristrutturazione e non solo, com’era stato in passato, al mantenimento in vita *zombificata* dell’azienda.

Per il 2023, restano solo 250 milioni. Considerate le gigantesche perdite operative del vettore, in probabile peggioramento con la recessione in arrivo, tali cifre non potranno durare più che qualche mese: alla meglio basteranno a superare inverno e primavera e arrivare all’estate.

Questo significa che il valore di Ita Airways cala di giorno in giorno: è un’azienda destinata al fallimento, a meno appunto che Meloni non voglia e riesca a strappare ulteriori concessioni da parte della Commissione Europea. Ma, vista la politica di prudenza tenuta dal governo nelle relazioni europee fino a questo punto, sembra improbabile che possa e voglia cercare uno scontro simile.

A quel punto Ita sarebbe un’azienda fallita, pronta perciò per la svendita. Il governo non avrebbe altra scelta che lasciarla spolpare, senza poter porre condizioni. Questo a meno che non trovi alternative: si parla di una cordata con Ferrovie, ma non è affatto detto che questo intervento pubblico-per-interposta-azienda passi il vaglio della Commissione, tantomeno si capisce cosa dovrebbe fare Ferrovie con un vettore aereo che è profittevole solo sulle tratte dove fa concorrenza alle Ferrovie stesse.

18 comments
  1. > Questo a meno che non trovi alternative: si parla di una cordata con Ferrovie, ma non è affatto detto che questo intervento pubblico-per-interposta-azienda passi il vaglio della Commissione, **tantomeno si capisce cosa dovrebbe fare Ferrovie con un vettore aereo che è profittevole solo sulle tratte dove fa concorrenza alle Ferrovie stesse.**

    Ah, il famoso Frecciarossa Milano-Messina.

    Non è detto che sia logico fare questa fusione, ma che le tratte coperte da Ita Airways siano profittevoli solo nelle tratte dove Trenitalia opera già non è vero.

  2. Golden power è la prima volta che lo sento dire. Da sempre anche in Italia si parla di Golden Share, tpo il 30% in Eni. Sarà un errore del giornalista (giornalaio)…
    Venendo alla questione pratica, già l’offerta precedente di AF aveva in pratica una GS, visto che prevedeva di lasciare il 49.9% delle azioni al Ministero dell’economia, più 2 consiglieri su 5, il presidente e diritto di veto per la scelta dell’AD…

    In altre parole: se il problema era la golden share bastava accettare l’offerta già fatta.

  3. >Nel caso in specie, le famose *indiscrezioni* dicono che il governo Meloni ha ventilato l’ipotesi di applicare il suo *golden power* a una futura Ita Airways di proprietà straniera (francese o tedesca). Col risultato, ovvio e previsto, di far arretrare l’interesse degli acquirenti, che vogliono comprare per fare (comprensibilmente) quello che vogliono della compagnia.

    Praticamente stiamo ancora credendo allo “zio d’America” che ci deve dare i soldi e andare via.

  4. In sostanza si vuole avere la botte piena e la moglie ubriaca. Peraltro il vino fa anche schifo.

    Che si decida se si vuole avere una compagnia nazionale foraggiata da soldi pubblici, o se si vuole lasciare tutto al mercato privato che ovviamente ha le sue logiche e non quelle statali.

    Pensare che qualcuno sia così stupido da pagare il conto e lasciare decidere gli altri é semplicemente ridicolo.

  5. Che uno Stato possa intervenire nelle questioni di aziende considerate strategiche non mi disturba particolarmente, anzi.

    Però di norma si interviene per limitare l’export di tecnologie, know-how e altre informazioni sensibili su cui opera.

    Non conosco il dettaglio legale del golden power; è davvero così ampio da fare allontanare investitori che siano interessati esclusivamente al soldo?

    Nel senso: domani i cinesi si comprano TIM e decidono di installare loro apparecchi in ogni centrale “no ma tranquilli non li useremo mica per fare cose cattive, figuratevi”. E qui capisco l’intervento dello Stato per dire di no. Ma poniamo che la comprano e l’unica cosa che fanno è licenziare 15 persone ma – sfiga – tra queste c’è il cugino dell’amico di un viceministro. Anche per la gestione ordinaria della compagnia lo Stato si riserva di metter becco? In questo caso capisco che il potenziale acquirente ci pensi due volte.

  6. Comunque io so solo questo di recente tornati dall’Egitto dei parenti in serata (arrivati a Roma alle 19.30)

    Destinazione di ritorno? Torino.

    Bene treni per Torino l’ultimo Italo partiva alla 19. Trenitalia collegamenti solo con 3 cambi e 11ore di tratta…

    Arrivando la sera quindi per forza aereo. Unica compagnia? Ita.

    Roma-Milano con bagaglio nella stiva? 85€

    Roma-Torino ? 177€

    -_-

    perchè?!?!? il doppio!

    Perchè pagare di 25€ a salire per un bagaglio nella stiva.

    Che poi dici vabbeh Milano e poi treno.

    Nah perchè l’ultimo treno da Milano per Torino partiva alle 22. L’aereo arrivava alle 21.30

    ​

    Quindi 177€ per forza. Con l’aggiunta di partenza con 45minuti di ritardo.

    ​

    Esperienza con Ita. Altre compagnie? inesistenti quindi o cosi o pomi

  7. Io mi aspetto che come al solito si mantengano le posizioni privilegiate di una marea di dirigenti e non solo fallimentari pagati a peso d’oro con le nostre tasse, niente di piu niente di meno.

  8. Per trovare esempi di compagnie ferroviarie e aeree strettamente legate non c’è neanche bisogno di uscire completamente dall’Italia: Iryo, l’azienda che opera i treni Frecciarossa in Spagna dalla scorsa settimana è controllata al 55% da Air Nostrum, una compagnia aerea di Valencia, e al 45% da Trenitalia.

    Comunque pensate tornare nel 2000 e dire a qualcuno che le Ferrovie sarebbero state abbastanza redditizie da assorbire senza troppi problemi sia ANAS che Alitalia.

  9. Golden Power quando i pax italiani per il 92% scelgono Easyjet, Ryanair, Major varie e Emirates per il volo verso NY. Ottima scelta per giustificare l’ennesimo fallimento, lool

  10. Adoro quando gli italiani mettono il naso fuori dove la gente pretende che una cosa produca soldi e si sorprendono esterefatti che non funzioni come da noi dove fai il favore al cugino e via di debito pubblico per recuperare.

  11. Quindi fatemi capire in Italia questo governo oltre a fare interessi di noti evasori, corporazioni e partite IVA, si preoccupa a livello di rapporto di lavoro dipendente solo del personale ITA Airways. Mentre, tutto il resto della categoria dei dipendenti, inclusi quadri e dirigenti, a farsi fottere ?

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