La vera storia dei paninari

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  1. Ho trovato sul Post questo articolo interessante sui paninari, considerati l’unica *vera* subcultura originale italiana. Io sono un classe ‘98 ed ho sentito spesso parlare e citare i paninari dai miei (classe ‘76) anche se noi veniamo dalla provincia ligure, a quanto mi dicevano erano diffusi a macchia d’olio in tutto il Paese.

    In particolare nell’articolo sono rimasto molto incuriosito dal fatto che molti *paninari* facevano riferimento all’estrema destra.

    Dunque chiedo, *ritaliani* c’è tra voi qualche *ex paninaro*? Avete qualche ricordo o qualche aneddoto su quegli anni e su questa subcultura leggendaria?

  2. Leggendo l’articolo ho l’impressione che la Milano di allora avesse una identità tutta sua, particolare, e fosse piena di sottoculture, gruppi e con una certa vitalità che non riesco a vedere nella Milano di adesso; certo, la città è migliorata sotto molti aspetti, ma ora sembra molto più piatta di quanto non fosse all’epoca.

    Non so se qualcuno ha avuto questa stessa impressione.

  3. Io li ho schivati di pochissimo ma da bambino per qualche motivo a un certo punto mi ero ritrovato per le mani un numero della rivista Paninaro, e ricordo di aver provato già allora un fortissimo senso di “machecaz…?!?”

    Googlando qualche scansione si trova ancora. I contenuti sono oltre il grottesco, ma espressi tutto sommato con mestiere; col senno di poi mi immagino che il 90% dei redattori fossero gente in fondo preparata ma costretta per campare a discettare di ‘galli di Dio’ e sfitinzie… per poi tornare a casa probabilmente con lo stesso morale dei centralinisti di Wanna Marchi

  4. probabilmente i miei genitori sono rimasti traumatizzati e per questo obbligarono me e mio cugino a fine anni 90 ad indossare abiti per bene ed alla moda che io odiavo per paura venissimo bullati.Io alla fine ero sempre bullizzato, ma ai miei gneitori non fregava un cazzo perchè almeno non era per colpa delle scarpe 😛 ( di cui onestamente non c’ era tutta sta discriminazione alla mia scuola).

  5. Beh, negli anni ’70 l’abbigliamento era MOLTO più importante di oggi e poteva significare se saresti ritornato a casa o meno. Andare vestito da “sinistra” in certe zone e in certi momenti di Roma poteva significare sprangate se non la morte. Fioravanti racconta di aver sparato a una coppietta in una panchina così, gratuitamente, scelti perché lei aveva una borsa a tracolla “di sinistra”.
    E anche per quelli di destra era altrettanto pericoloso, intendiamoci.

    La fine degli Anni di Piombo e l’avvento della GenX sfumò queste differenze e se gli extraparlamentari di sinistra si declinarono negli “Alternativi”, tutti cure dolci, campane tibetane, ayurveda, vegetariano etc… insomma i moderni no-vax, i fasci e la preesistente cultura borghese divennero i paninari poi sfociati nei leghisti e forzitaliani.

    I Paninari segnarono l’avvento della GenX e la fine dell’egemonia culturale dei Boomer.

  6. Io ero adolescent negli anni ’80 (e nostalgia per quei tempi ZERO). Dalle mie parti nel nord-est c’era piu’ la dicotomia *dark* da una parte e *metallari* dall’altra. I paninari mi sembra fossero meno diffusi dalle mie parti ma comunque si conoscevano anche per via di *Drive in*. Comunque le dinamiche di questi fenomeni di costume sono molto interessanti dal punto di vista antropologico e dicono molto dei cambiamenti socio-economici in atto all’epoca, l’Italia della famosa *Milano da bere*… Subculure giovanili di un certo rilievo piu’ recenti mi vengono in mente gli *hipster* (stile di vita e moda ben riconoscibile ) ma mi sembra che il movimento sia scemato di interesse correggetemi se sbaglio.

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