Posto questo articolo perchè mi accadde la stessa situazione qualche anno fa.
Mi ero da poco trasferita e ho cambiato medico di base, scegliendo a caso fra i pochi con posti disponibili.
Scoprii ben presto che si trattava di un anziano medico ultra cattolico che si rifiutò categoricamente di prescrivermi degli estrogeni con la motivazione che per lui si trattava di un qualcosa di contronatura.
Me ne andai con le lacrime agli occhi, più per la rabbia che per altro. In tanti anni da quando avevo iniziato la transizione mai mi era capitato un episodio simile.
In un primo momento pensai di riportare l’accaduto all’azienda sanitaria, ma poi lasciai perdere visto che tale dottore era ormai molto vicino alla pensione.
Voi cosa ne pensate? È corretto che un medico del servizio pubblico possa rifiutarsi di fare la ricetta per dei farmaci anche quando tali farmaci sono stati prescritti da un endocrinologo?
Aggiungo che nel mio caso ho completato la transizione da molti anni, che anche sui documenti è riportato il genere corretto e che non avendo più i testicoli gli estrogeni mi sono necessari per prevenire una serie di problemi fisici potenzialmente anche gravi.
La legge cosa dice al riguardo?
Vale l’obiezione di coscienza?
Spero di non mancare di rispetto a qualcuno.
Tra un po’ i medici si stuferanno di effettuare operazioni e si inventeranno un modo per dire che nel giuramento di Ippocrate viene chiaramente detto che non si possono operare le persone
quale terapia? quali esami? l’articolo non lo dice
I medici non hanno capito bene il loro compito, come la piaga degli obiettori. Se le tue credenze, sbagliate, non ti permettono di fare il bene dei tuoi pazienti devi rinunciare e fare altro.
A chi bisogna fare reclamo se il medico di base si comporta male ? io non so a chi dire che mi sono trovato male con la mia dottoressa,che palle , poi ho paura mi denunci per diffamazione 😥.
Dubito che succederà qualcosa, il medico di famiglia non è un passacarte e non è tenuto a prescrivere quello che viene indicato dagli specialisti (il motivo principale è la polifarmacoterapia) senza contare che ci deve essere un rapporto di fiducia tra persona e suo medico e questa non può essere solo in un senso -eccetto che per urgenze-. Dove ho fatto il tirocinio io durante il sesto anno la mia mmg seguiva pazienti con questi “problemi” perché la comunità locale aveva fatto scouting di tutti i mmg per mandare sul sicuro queste persone (immagino per evitare questi problemi).
Vediamo se cè qualche mmg o avvocato del settore che sa di eventuale casistica legale.
Il medico dice che secondo lui quella terapia ormonale e gli interventi conseguenti non sono giovevoli per la salute. Visto che non sappiamo quale tipo di terapia e quali interventi, a meno che non vada contro le linee guida non mi sembra una stranezza rifiutarsi di prescrivere una terapia che non si ritiene adeguata
Dopo che sono incappato in un post trending su reddit di una persona che ha scritto un messaggio al dottore che gli ha prescritto la terapia dicendo come gli abbia rovinato la vita, mi sembra una scelta rispettabile. Non è che abbia sputato in faccia o insultato sta persona, ha solo detto che non se la sente.
Molti dottori in Italia dicono la stessa cosa della vasectomia
Ho letto l’articolo e non tutti i commenti qui sotto.
Premetto che so che le premesse sono un modo sbagliato di iniziare (tipo “premetto che non sono razzista, ma…”) ma premetto che sono “gay friendly” da qualche decennio quindi con calma arriviamo al dunque: un medico generico potrebbe non essere in grado di gestire una situazione ormonale di cui non ha esperienza e quindi per giusta etica professionale non volersene occupare per evitare di fare cavolate? Questo porterebbe ad aprire un discorso sul fatto che ci voglia al giorno d’oggi una formazione adeguata anche su questi temi, ma forse il singolo caso potrebbe anche non dover essere demonizzato, anzi al contrario lodato per serietà professionale… TLDR: non sa e quindi dice di rivolgersi a chi sa
Eh, ho capito che “non sa”, “non è competente”, vabbè, crediamogli, però allora che si cerchino anche altri medici. Certamente questo medico non va bene al caso della persona in questione, incoraggerei le persone che si ritrovano in queste situazioni con un medico dal toglierli qualche paziente, partendo da sé stessi, dal momento che non è competente. Nel dubbio ha fatto bene comunque a segnalare, tanto al medico non succede nulla
Tutti i medici convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale – che poi, al’ atto pratico, significa con le Regioni- sono tenuti, quando visitano un Paziente in regime di CUP, a fare le relative ricette. Anche se è prassi, NON E’ obbligo dei Medici di Medicina Generale trascrivere le indicazioni di altri specialisti.
In questo caso, il Paziente pare si sia rivolto a un endocrinologo in libera professione, che, per forza di cose, non ha potuto fare la ricetta rossa o dematerializzata, ed è andato da suo MMG. Però quest’ ultimo non ha il DOVERE legale di trascrivere tali ricette, non si capisce come mai qui si dica il contrario.
Effettivamente sembra tanto per dare un titolo , non é approfondito anzi ….
«Buonasera signora, mi spiace ma deve cercarsi un altro medico. Secondo me una terapia ormonale di questo tipo e tutti gli interventi conseguenti non sono giovevoli per la salute, mi rifiuto di prescriverli».
Nulla di sbagliato. In questo contesto il medico non era nemmeno obbligato a prescriverli, è una sua decisione clinica. Il fatto che l’articolo lo mette sullo stesso piano dell’obiezione di coscienza è un po’ ridicolo.
Se è un medico privato avrà pur libertà di azione –
Se è un medico della mutua, non starete mica proponendo di sovvenzionare le terapie di transizione con i soldi pubblici spero
Capisco che in questo momento sia in alcune zone d’Italia trovare MMG che non siano massimalisti, ma se ci si trova male con un medico di famiglia si cambia.
In Piemonte basta avere lo SPID o la TS-CNS ed andare qui: https://servizi.regione.piemonte.it/catalogo/mio-medico
L’ultima volta che l’ho fatto e’ stato quando mi sono stati prescritti farmaci omeopatici. Con il mio MMG mi trovo molto meglio. E per una patologia cronica che ho ero andato a fare l’esame da uno specialista diverso dal solito che ha prescritto un farmaco.
Vado con il foglio che mi aveva scritto lo specialista ed im mio MMG lo legge e mi dice chiaramente che quel farmaco non mel o prescrive ma me ne propone un altro con una composizione diversa, aggiungendo “Quello li’ non capisce niente, la prossima volta torni dalla dottoressa Alfea Sassaroli che almeno sa quello che fa”.
La solita polemica senza contesto.
state dicendo a un medico come curare? sarete mica novax?
Il medico di base aveva per legge il diritto di rifiutarsi di prescrivere la terapia indicata dall’endocrinologo, in quanto a livello legale non si tratta di una situazione di indiscutibile necessità, che avrebbe invece avuto luogo in maniera automatica in caso di diagnosi di Disforia di genere .
Ciò che trovo davvero molto strano è che una terapia ormonale sostitutiva sia stata prescritta senza prima aver ottenuto da uno psicologo la diagnosi di Disforia di genere. La transizione si compone di molti passaggi e si articola su più livelli: a livello psicologico, terapeutico, legale e, talvolta, chirurgico. Senza la diagnosi psicologica non si può iniziare il percorso… E lo dico conoscendo l’argomento, dato che alcune persone che sono mie amiche hanno effettuato il percorso di transizione ( due persone hanno percorso la strada mtf e una persona la strada ftm)
La diagnosi quindi avrebbe creato a livello legale una situazione di indiscutibile necessità, obbligando di fatto il medico di base a prescrivere la terapia ma, dato che non se ne fa parola nell’articolo e di fatto il medico di base ha potuto esercitare il suo diritto di rifiutarsi di prescrivere la terapia, è logico dedurre che la persona in questione non abbia una diagnosi ufficiale, altrimenti avrebbe potuto tranquillamente sbatterla in faccia al medico di base e ottenere la prescrizione.
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Posto questo articolo perchè mi accadde la stessa situazione qualche anno fa.
Mi ero da poco trasferita e ho cambiato medico di base, scegliendo a caso fra i pochi con posti disponibili.
Scoprii ben presto che si trattava di un anziano medico ultra cattolico che si rifiutò categoricamente di prescrivermi degli estrogeni con la motivazione che per lui si trattava di un qualcosa di contronatura.
Me ne andai con le lacrime agli occhi, più per la rabbia che per altro. In tanti anni da quando avevo iniziato la transizione mai mi era capitato un episodio simile.
In un primo momento pensai di riportare l’accaduto all’azienda sanitaria, ma poi lasciai perdere visto che tale dottore era ormai molto vicino alla pensione.
Voi cosa ne pensate? È corretto che un medico del servizio pubblico possa rifiutarsi di fare la ricetta per dei farmaci anche quando tali farmaci sono stati prescritti da un endocrinologo?
Aggiungo che nel mio caso ho completato la transizione da molti anni, che anche sui documenti è riportato il genere corretto e che non avendo più i testicoli gli estrogeni mi sono necessari per prevenire una serie di problemi fisici potenzialmente anche gravi.
La legge cosa dice al riguardo?
Vale l’obiezione di coscienza?
Spero di non mancare di rispetto a qualcuno.
Tra un po’ i medici si stuferanno di effettuare operazioni e si inventeranno un modo per dire che nel giuramento di Ippocrate viene chiaramente detto che non si possono operare le persone
quale terapia? quali esami? l’articolo non lo dice
I medici non hanno capito bene il loro compito, come la piaga degli obiettori. Se le tue credenze, sbagliate, non ti permettono di fare il bene dei tuoi pazienti devi rinunciare e fare altro.
A chi bisogna fare reclamo se il medico di base si comporta male ? io non so a chi dire che mi sono trovato male con la mia dottoressa,che palle , poi ho paura mi denunci per diffamazione 😥.
Dubito che succederà qualcosa, il medico di famiglia non è un passacarte e non è tenuto a prescrivere quello che viene indicato dagli specialisti (il motivo principale è la polifarmacoterapia) senza contare che ci deve essere un rapporto di fiducia tra persona e suo medico e questa non può essere solo in un senso -eccetto che per urgenze-. Dove ho fatto il tirocinio io durante il sesto anno la mia mmg seguiva pazienti con questi “problemi” perché la comunità locale aveva fatto scouting di tutti i mmg per mandare sul sicuro queste persone (immagino per evitare questi problemi).
Vediamo se cè qualche mmg o avvocato del settore che sa di eventuale casistica legale.
Il medico dice che secondo lui quella terapia ormonale e gli interventi conseguenti non sono giovevoli per la salute. Visto che non sappiamo quale tipo di terapia e quali interventi, a meno che non vada contro le linee guida non mi sembra una stranezza rifiutarsi di prescrivere una terapia che non si ritiene adeguata
Dopo che sono incappato in un post trending su reddit di una persona che ha scritto un messaggio al dottore che gli ha prescritto la terapia dicendo come gli abbia rovinato la vita, mi sembra una scelta rispettabile. Non è che abbia sputato in faccia o insultato sta persona, ha solo detto che non se la sente.
Molti dottori in Italia dicono la stessa cosa della vasectomia
Ho letto l’articolo e non tutti i commenti qui sotto.
Premetto che so che le premesse sono un modo sbagliato di iniziare (tipo “premetto che non sono razzista, ma…”) ma premetto che sono “gay friendly” da qualche decennio quindi con calma arriviamo al dunque: un medico generico potrebbe non essere in grado di gestire una situazione ormonale di cui non ha esperienza e quindi per giusta etica professionale non volersene occupare per evitare di fare cavolate? Questo porterebbe ad aprire un discorso sul fatto che ci voglia al giorno d’oggi una formazione adeguata anche su questi temi, ma forse il singolo caso potrebbe anche non dover essere demonizzato, anzi al contrario lodato per serietà professionale… TLDR: non sa e quindi dice di rivolgersi a chi sa
Eh, ho capito che “non sa”, “non è competente”, vabbè, crediamogli, però allora che si cerchino anche altri medici. Certamente questo medico non va bene al caso della persona in questione, incoraggerei le persone che si ritrovano in queste situazioni con un medico dal toglierli qualche paziente, partendo da sé stessi, dal momento che non è competente. Nel dubbio ha fatto bene comunque a segnalare, tanto al medico non succede nulla
Tutti i medici convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale – che poi, al’ atto pratico, significa con le Regioni- sono tenuti, quando visitano un Paziente in regime di CUP, a fare le relative ricette. Anche se è prassi, NON E’ obbligo dei Medici di Medicina Generale trascrivere le indicazioni di altri specialisti.
In questo caso, il Paziente pare si sia rivolto a un endocrinologo in libera professione, che, per forza di cose, non ha potuto fare la ricetta rossa o dematerializzata, ed è andato da suo MMG. Però quest’ ultimo non ha il DOVERE legale di trascrivere tali ricette, non si capisce come mai qui si dica il contrario.
Effettivamente sembra tanto per dare un titolo , non é approfondito anzi ….
«Buonasera signora, mi spiace ma deve cercarsi un altro medico. Secondo me una terapia ormonale di questo tipo e tutti gli interventi conseguenti non sono giovevoli per la salute, mi rifiuto di prescriverli».
Nulla di sbagliato. In questo contesto il medico non era nemmeno obbligato a prescriverli, è una sua decisione clinica. Il fatto che l’articolo lo mette sullo stesso piano dell’obiezione di coscienza è un po’ ridicolo.
Se è un medico privato avrà pur libertà di azione –
Se è un medico della mutua, non starete mica proponendo di sovvenzionare le terapie di transizione con i soldi pubblici spero
Capisco che in questo momento sia in alcune zone d’Italia trovare MMG che non siano massimalisti, ma se ci si trova male con un medico di famiglia si cambia.
In Piemonte basta avere lo SPID o la TS-CNS ed andare qui: https://servizi.regione.piemonte.it/catalogo/mio-medico
L’ultima volta che l’ho fatto e’ stato quando mi sono stati prescritti farmaci omeopatici. Con il mio MMG mi trovo molto meglio. E per una patologia cronica che ho ero andato a fare l’esame da uno specialista diverso dal solito che ha prescritto un farmaco.
Vado con il foglio che mi aveva scritto lo specialista ed im mio MMG lo legge e mi dice chiaramente che quel farmaco non mel o prescrive ma me ne propone un altro con una composizione diversa, aggiungendo “Quello li’ non capisce niente, la prossima volta torni dalla dottoressa Alfea Sassaroli che almeno sa quello che fa”.
La solita polemica senza contesto.
state dicendo a un medico come curare? sarete mica novax?
Il medico di base aveva per legge il diritto di rifiutarsi di prescrivere la terapia indicata dall’endocrinologo, in quanto a livello legale non si tratta di una situazione di indiscutibile necessità, che avrebbe invece avuto luogo in maniera automatica in caso di diagnosi di Disforia di genere .
Ciò che trovo davvero molto strano è che una terapia ormonale sostitutiva sia stata prescritta senza prima aver ottenuto da uno psicologo la diagnosi di Disforia di genere. La transizione si compone di molti passaggi e si articola su più livelli: a livello psicologico, terapeutico, legale e, talvolta, chirurgico. Senza la diagnosi psicologica non si può iniziare il percorso… E lo dico conoscendo l’argomento, dato che alcune persone che sono mie amiche hanno effettuato il percorso di transizione ( due persone hanno percorso la strada mtf e una persona la strada ftm)
La diagnosi quindi avrebbe creato a livello legale una situazione di indiscutibile necessità, obbligando di fatto il medico di base a prescrivere la terapia ma, dato che non se ne fa parola nell’articolo e di fatto il medico di base ha potuto esercitare il suo diritto di rifiutarsi di prescrivere la terapia, è logico dedurre che la persona in questione non abbia una diagnosi ufficiale, altrimenti avrebbe potuto tranquillamente sbatterla in faccia al medico di base e ottenere la prescrizione.