
Nel 14 dicembre del 1911 la spedizione norvegese capitanata da Roald Amundsen arriva al Polo Sud (90°00′ sud) battezzando il campo eretto *Polheim*.
Voglio raccontare questo evento in quanto trovo molto interessante la storia che c’è dietro questa scoperta, una storia (come da titolo) di rivalità, tenacia e freddo, tanto freddo.
*Antefatto*:
[Roald Amundsen](https://it.m.wikipedia.org/wiki/Roald_Amundsen) era un esploratore norvegese, che completò un viaggio alla ricerca del famoso “Passaggio a Nord-Ovest” di tre anni su di un peschereccio per la pesca delle aringhe convertito, di 47 tonnellate di stazza, arrivando in Alaska e confermando quindi l’esistenza di tale passaggio.
Dopo questa impresa, l’esploratore norvegese progettò di arrivare per primo a quello che noi oggi chiamiamo Polo Nord.
Peccato però che [Cook](https://it.m.wikipedia.org/wiki/Frederick_Cook) e [Peary](https://it.m.wikipedia.org/wiki/Robert_Peary) arrivarono al Polo Artico prima ancora che Amundsen potesse salpare su una qualsiasi nave diretta a nord.
Fu così che egli si mise in testa di voler raggiungere per primo il Polo Sud.
L’Antartide ai tempi di Amundsen era stato parzialmente scoperto, con varie spedizioni britanniche, tedesche e francesi che però non si spinsero mai nell’entroterra antartico.
A bordo della [Fram](https://it.m.wikipedia.org/wiki/Fram) egli si dirise verso il “continente inesplorato”, dichiarando prima di salpare che si stava recando al Polo Nord.
Una volta raggiunta l’isola di Madera, Amundsen manda un telegramma a [Scott](https://it.m.wikipedia.org/wiki/Robert_Falcon_Scott), suo acerrimo rivale – vedetela un po’ come la rivalità Dinkleberg/Turner – nella corsa ai poli:
“BEG TO INFORM YOU FRAM PROCEEDING ANTARCTIC — AMUNDSEN”
*L’arrivo alla Baia delle Balene*:
Il 14 gennaio 1911 la nave Fram arriva nella parte orientale della barriera di Ross in una (già scoperta) località chiamata [Baia delle Balene](https://it.m.wikipedia.org/wiki/Baia_delle_Balene).
Lì Amundsen decidette di localizzare il campo base che chiamò *Framheim*.
La baia delle Balene dava un immediato vantaggio alla spedizione Amundsen: si trova infatti circa 100 km più vicina al Polo rispetto a [capo Evans](https://it.m.wikipedia.org/wiki/Capo_Evans), dove Scott aveva deciso di iniziare la sua corsa (in ritardo a causa di Amundsen).
Il 4 febbraio 1911 alcuni membri della spedizione Terra Nova di Scott fanno visita a Framheim.
Il 10 febbraio dello stesso anno Amundsen ed i suoi uomini iniziano a costruire depositi di provviste lungo la strada per il Polo con lo scopo di depositarvi parte dei rifornimenti necessari per la spedizione vera e propria programmata per la successiva primavera. La costruzione di questi rifugi consente ad Amundsen di acquisire esperienza sulle condizioni della barriera di Ross e permette un test generale degli equipaggiamenti.
In particolare gli sci ed i cani da slitta sembrano comportarsi molto bene nell’ambiente antartico, con gran sollievo di Amundsen che aveva puntato molto su questi due mezzi di trasporto.
Finita la costruzione dei depositi, Roald fa ritorno a Framheim, dove fa costruire un rifugio in legno (materiali portati dalla Fram).
Alla fine della costruzione, la Fram si rimette in mare per far ritorno l’anno successivo.
*La prima spedizione*:
Notando l’aumento delle temperature, il gruppo Amundsen decide di fare un primo tentativo.
Poco dopo la partenza però, il clima si fa più rigido ed il termometro arriva a -51° C.
Il 12 settembre si decide di raggiungere uno dei depositi, lasciare alcuni materiali e far ritorno a Framheim per attendere lì condizioni migliori.
Raggiunto il deposito il 15 settembre la spedizione si affretta a far ritorno al campo base, in quanto alcuni compagni della spedizione stavano subendo danni dovuti al congelamento dei talloni e si stava avvicinando una tempesta di neve, che prenderanno in pieno.
Ritornato al campo base, Amundsen viene aspramente criticato da alcuni compagni e questo porta l’esploratore a diminuire il numero di compagni che parteciperanno all’esplorazione.
*La seconda spedizione*:
Meno di un mese dopo, la seconda spedizione parte:
Il 15 novembre, il gruppo Amundsen raggiunge l’ultimo deposito da loro costruito e si concede un giorno di riposo in vista dei monti Transantartici. L’ascesa inizia dunque il 17/11 lungo il prima sconosciuto ghiacciaio Axel Heiberg ed è vista dagli esploratori come più semplice del previsto, sebbene non si tratti di una semplice scalata e vengano compiuti alcuni errori di tragitto.
Dopo 4 giorni (21/11) il gruppo raggiunge il plateau antartico. Lì viene eretto un campo chiamato macelleria dove vengono uccisi 24 cani per nutrire gli uomini e gli animali rimanenti.
I resti sono conservati per essere utilizzati nel viaggio di ritorno.
Le tempeste di neve rimandano la partenza del viaggio attraverso il plateau antartico sino al 25 novembre.
Le difficili condizioni meteo rendono però l’avanzata lenta e faticosa. A questo si unisce una morfologia del luogo con numerosi crepacci.
La spedizione raggiunge 87º sud il 4 dicembre ed il 7 dicembre arriva a 88°23′ sud.
Il 14 dicembre 1911 il gruppo Amundsen arriva al Polo Sud (90°00′ sud); 35 giorni prima della spedizione Terra Nova.
Il viaggio è durato 99 giorni, contro i 100 previsti e la distanza complessivamente percorsa ha superato i 3000 km.
Il successo di Amundsen è reso pubblico soltanto il 7 marzo 1912 quando la Fram raggiunge il porto di Hobart, in Tasmania ed Amundsen ha accesso ad una linea telegrafica.
Amundsen racconterà l’impresa nel libro The South Pole: An Account of the Norwegian Antarctic Expedition in the “Fram”.
8 comments
Fantastico, mi hanno sempre interessato molto le spedizioni che facevano al tempo al polo Sud, ci sono anche alcuni libri interessanti sull’argomento.
Altra spedizione interessante ma meno nota é la Discovery.
Conoscevo, e la storia tragica e parallela di Robert Scott merita un capitolo a parte. Il suo taccuino di spedizione e’ roba da /r/morbidreality.
Ancora più interessante la tragedia della spedizione di Scott, una roba morbosamente fantastica e inquietante. Già immaginarsi di essere a una decina di km dalla salvezza senza potersi muovere perché la natura non vuole che tu ne esca vivo.
Questi racconti e queste avventure sono sempre affascinanti, dai primi esploratori in nave alle future avventure spaziali ci sono vite da raccontare straordinarie (e tanti morti).
A una bancarella tanti anni fa trovai un libro che raccontava, utilizzando e commentando stralci delle pagine di Amundsen e Scott, la loro impresa.
Molto avvincente. Peccato che non riesca più a trovarlo…
Grazie della storia e grazie per averla riempita di link utili per approfondire!
Ti darei un award, ma sono povero e tirchio… ❤️
Avevo scoperto questa storia ai tempi grazie a topolino. O forse era un numero di paperino. Madonna che infanzia ragazzi
Sto proprio leggendo Antartide di Reinhold Messner che oltre alla sua spedizione racconta anche questa.
Racconta anche della “avversaria” spedizione inglese!