Possibile? Licenziata dal locale perché ha chiesto un permesso: “Costretta a lavorare in nero 50 ore a settimana”

9 comments
  1. Mi chiedo sempre più spesso se articoli di questo tipo si basino su fatti reali o “costruiti” a fini sensazionalistici.

    Nel caso in oggetto si sommerebbero una tale sequenza di violazioni, abusi e costrizioni, che oltre al carcere per i malfattori andrebbe valutata la capacità di intendere della vittima.

  2. Fra i messaggi che con ogni probabilità avrà scambiato col proprietario sui turni e la gestione (essendo responsabile di sala), la cronologia di posizione che probabilmente avrà tramite cellulare, le testimonianze di amici che l’hanno vista lì, ha tutto quello che le serve per fare una vertenza per lavoro nero, vincere e farsi regolarizzare con gli arretrati.

    So che è una prospettiva che spaventa molti, soprattutto per paura ingigantite dal dubbio su come possono andare le cose, ma è l’unico modo per farsi valere.

  3. Certo, licenziarmi un mio amico perché si prese due giorni di malattia. Fu accolto con un “questo lavoro un non è un albergo”, fai tu.

  4. ..ma i giovani…non hanno voglia di lavorare..vogliono il RdC..controlli??..ma noooo..nella vita bisogna SACRIFICARSI..😤😤😤😤😱😱😱😵😵🤮🤮🤮🤮

  5. Bisognerebbe prima di tutto lavorare seriamente sulle tipologie di contratti togliendo ogni possibile scusa a chi assume in nero e poi punire seriamente chi assume in nero.

    Ma in italia spesso conviene commettere un illecito e poi pagare la multa se vieni scoperto. Perchè comunque risulta più conveniente.

  6. Nessuno é costretto a lavorare in nero, dai

    > A Sara però, non viene nemmeno fatto un contratto.

    > Avevo anche ricominciato l’università e il pomeriggio volevo studiare.

    > Lavoravo 50 ore a settimana

    > per nove euro l’ora.

    A conti fatti Sara, probabilmente andava gratis all’universitá, avrá ricevuto qualsiasi welfare sociale possibile avendo di fatto 0 reddito, di fatto prendeva 1800 euro netti al mese (Il 90% degli italiani prende meno)

  7. Solito articolo fuorviante di fanpage.it

    La persona NON è assunta, lavorando in “nero”, quindi non ha alcun senso parlare di permessi e licenziamento.

    Titoli del genere alimentano solo la falsa credenza che un datore possa licenziare per la richiesta di un permesso quando una cosa del genere si può fare solo nel periodo di prova quando non serve preavviso e giustificazioni per interrompere il rapporto di lavoro.

    Sulla “costrizione” a lavorare in nero 50 ore alla settimana: esistono lavori regolari e la colpa è anche dei lavoratori che accettano queste condizioni. Troppo comodo ed opportunità tacere e poi farci scrivere un articolo su fanpage.it.

    Scommettiamo che se fosse proseguito il rapporto in nero la persona non avrebbe battuto ciglio?

    Tra l’altro il lavoratore in nero accede a tanto di quel welfare facendo sfuggire il reddito percepito. La più grande stortura dal sapore parassitico è il lavoratore in nero percettore del reddito di cittadinanza.

    Empatia per queste persone quando io devo pagare le tasse fino all’ultimo centesimo e loro no? Nessuna.

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