
## Orion e il mezzo secolo senza Luna
Oggi a partire dalle ore 17.00 o poco dopo si potrà seguire sui soliti [canali NASA](https://www.nasa.gov/nasalive) il rientro di **Orion**, la capsula della missione **Artemis 1**; l’ammaraggio è previsto per le 18.39 italiane. La missione, molto attesa, è stata fino a qui un successo che fa tutto sommato ben sperare sulla direzione presa: si torna sulla Luna!
La data ci porta anche a una curiosa coincidenza: tra il 7 e il 19 dicembre 1972 si svolse la missione **Apollo 17**, ultima del ciclo che portò l’umanità sulla Luna. Poco prima della mezzanotte italiana del **14 dicembre** saranno trascorsi esattamente 50 anni da quando **Gene Cernan** fece l’ultimo passo sulla superficie; nel suo discorso auspicava un ritorno *”tra non molto tempo nel futuro”*. Così non fu, almeno nella nostra percezione di scimmie impazienti, ma forse qualcosa sta cambiando.
Se il programma Apollo ha avuto l’indubbio merito di far sognare e di realizzare qualcosa che sembrava quasi impossibile, ha forse avuto anche il demerito di far vivere la corsa al cosmo come una serie di bandierine da piantare, perdendo completamente l’interesse non appena raggiunto lo scopo. Senza dubbio queste imprese non devono essere estranee a ragionamenti sui loro costi/benefici, ma è altrettanto vero che la chiave di lettura “ma cosa ci torniamo a fare, ormai ci siamo già stati” è troppo semplicistica: come tutte quelle dalla 14 in avanti la missione Apollo 17 era di tipo J, ovvero fortemente orientata alla ricerca scientifica e tecnologica. La parte “cerchiamo di capire come allunare con precisione e ripartire senza problemi” era considerata risolta (benché il tutto fosse ancora molto pionieristico, certo), e ora tra permanenze più lunghe e rover per spostarsi rapidamente si stava dimostrando che sulla Luna si poteva davvero operare.
Eppure per tanti, anche validi, motivi sono trascorse 5 decadi senza nuove impronte di scarponi sulla Luna. Come sappiamo, qualcosa sta cambiando: il progetto **Artemis**, pur con tutti i suoi limiti (in primis i costi e i tempi eccessivi) sembra indicare un concreto interesse nel perseguire questo obiettivo. Ma se l’impegno dei governi resterà fondamentale ancora a lungo, la vera differenza questa volta la faranno le compagnie private. Non più solo contractors per sviluppare lanciatori e sonde, ma sempre più spesso attori autonomi con i loro scopi e business plan.
Ad esempio giusto questa mattina un Falcon 9 ha lanciato la prima missione del progetto [HAKUTO-R](https://en.wikipedia.org/wiki/Ispace_%28Japanese_company%29) della giapponese **ispace**, che mira a far allunare oltre al proprio lander **Lunar Excursion Vehicle** anche [Rashid](https://en.wikipedia.org/wiki/Emirates_Lunar_Mission), il primo rover degli Emirati Arabi Uniti (ma sempre realizzato dai giapponesi). Sono missioni a basso costo che possono però fornire importanti risultati in ottica di rendere sostenibile l’esplorazione e la permanenza al di fuori del pianeta.
Sul fronte della competizione internazionale, poi, la Cina prosegue ad avvicendare equipaggi verso la piccola stazione orbitante **Tiangong** mentre il loro rover **Yutu-2** è ancora attivo sulla faccia nascosta della Luna fin dal gennaio 2019; benché stiano ancora compiendo i primi passi, è molto probabile che sul medio/lungo periodo anche i cinesi abbiano l’ambizione di creare un programma di esplorazione umana sul nostro satellite.
Insomma: c’è ancora tanta strada da fare e come ovvio non si possono ignorare i problemi che abbiamo sul pianeta, ma constatare che stiamo comunque, lentamente, cercando di esplorare nuove frontiere dovrebbe ispirare un poco di fiducia nel futuro.
## il ritorno di ExoMars
La missione congiunta tra le agenzie spaziali europea e russa sembrava accantonata per un tempo indefinito per ovvi motivi, quando all’interno di un corposo aumento di fondi l’Agenzia Spaziale Europea ha deciso che invece si procederà con il [rover Rosalind Franklin](https://it.wikipedia.org/wiki/Rosalind_Franklin_(rover))! La cosa non sarà semplice, dato che servirà sviluppare un sostituto per il lander che era di competenza russa e trovare un nuovo vettore, ma a quanto pare gli americani forniranno supporto e quindi c’è speranza di vedere un rover europeo su Marte, nei prossimi anni. La prima data utile sarà comunque il 2028, e non è neppure detto si faccia in tempo.
## Vega-C al debutto commerciale
Il **21 dicembre** dovrebbe partire il primo lancio commerciale del vettore italiano **Vega-C** che porterà in un’orbita eliosincrona un paio di satelliti a doppio uso civile e di difesa, gestiti da un consorzio franco-italiano. Dopo un primo lancio che – a parte qualche ritardo – è andato benissimo, il nuovo lanciatore leggero dell’ESA ha un calendario piuttosto fitto per il 2023 e gli anni seguenti: speriamo si dimostri affidabile.
## Visioni consigliate
Su Amazon Prime potete trovare [Good Night Oppy](https://www.imdb.com/title/tt14179942/), documentario sulle peripezie del rover marziano **Opportunity** che con la gemella **Spirit** iniziò a esplorare il pianeta rosso nel 2004. Furono missioni con responsabilità enormi, dati i numerosi fallimenti precedenti. Dei circa 92 giorni terrestri di missione programmate, Spirit rimase operativo per oltre 6 anni percorrendo poco meno di 8 km, mentre Opportunity ebbe la fortuna di esplorare una zona molto più interessante del pianeta e per lo stupore di tutti riuscì a rimanere attivo per 14 anni e mezzo percorrendo oltre 45 km (tutt’ora un record), soccombendo solo ad una enorme tempesta che coinvolse per mesi larga parte del pianeta.
Sulla base dei loro successi vennero poi sviluppate le ben più ambiziose e complesse missioni **Curiosity** e **Perseverance** tutt’ora attive.
Come si può immaginare, missioni di tale durata e successo coinvolgono molte persone per larga parte della loro vita lavorativa, con tutte le conseguenze anche emotive del caso.
Il documentario in sé è gradevole, ma non mi ha fatto impazzire: è ben fatto, ma benché io sia assolutamente favorevole al mostrare anche il lato umano della cosa avrei preferito non si fosse focalizzato quasi esclusivamente sulle reazioni personali di chi ci ha lavorato, in larga parte tralasciando gli aspetti tecnici (spesso rappresentati in modo errato nelle ricostruzioni in CGI) e il valore scientifico dell’impresa del piccolo Oppy. Rimane comunque una bella manifestazione d’affetto per questo rover che ha suscitato [tanto meritato affetto](https://xkcd.com/1504/).
## Natale astronomicamente corretto is the best Natale
Se avete già messo la *stella cometa* nel presepe o sull’albero (o si mette solo il giorno di Natale? E che ne so, io ci mettevo Vultus 5 nel presepe), sappiate che la sua rappresentazione odierna si deve a Giotto che, dopo aver osservato la **Cometa di Halley** nel 1301, decise di usarla come *Stella di Betlemme* nella sua *Adorazione dei Magi* nella Cappella degli Scrovegni.
Cosa effettivamente sia stato il fenomeno astronomico osservato alla nascita di Gesù non è chiaro, di certo non la Cometa di Halley che passò qualche anno prima; posto che non siano semplicemente miti precedenti si ipotizza possa essere stato un allineamento di pianeti oppure una *nova*.
Quindi se volete un presepe astronomicamente corretto, ricordate di appendere sulla capanna/grotta/airbnb-small-but-cozy i pianeti Giove, Saturno e Marte (o forse Giove e Venere, chissà). Se invece le vostre risorse economiche ve lo consentono e volete fare le cose in grande, potreste invece causare l’esplosione di una supernova; apprezzerei molto: è una di quelle cose che vorrei davvero vedere. Ad una certa distanza, quanto meno.
5 comments
Molto divertente creare una supernova sopra il presepe, lo terrò in considerazione.
Grazie per diffondere il verbo.
Spero davvero che questo sia l’inizio della prossima corsa allo spazio, come quella degli anni ’60.
Per chi fosse interessato, la sigla di testa del reboot di Lost in Space la descrive visivamente e musicalmente in maniera superba: https://youtu.be/–5Z-gwwzzw
>ma forse qualcosa sta cambiando
Sì, la cina sta mettendo il pepe al culo agli americani.
A proposito di cose da vedere oggi Rai Storia dedica la domenica proprio al cinquantenario dell’ultimo allunaggio.
Invece per gli amanti della fantascienza vintage su Raiplay è disponibile la prima stagione di Spazio 1999 in formato HD.
E abbiamo uno splashdown di Orion. Rientro perfetto! 🚀 👏