L’Italia vicina allo Spazio: aggiudicato il bando per lo spazioporto di Grottaglie, il primo nel nostro paese

20 comments
  1. “Uno spazioporto si farà, conquisteremo pure il cielo con.”
    Una grande opera (una grande opera) di importanza storica (ci conquisterà)
    Che questa nazione salverà (e suonerà l’orchestra) per la grande opera (hip hip hurrà)
    Tutti i sudditi in città (in libertà) grideranno “viva Sua Maestà” (nessuno può stroncare)
    Una grande opera (inarrestabile) macchina economica (larga di maniche)
    Che i massoni rifocillerà (la fonte di ogni bene) è la grande opera (la nuova speme)
    Stupido chi sciopera (non gli conviene) quante bastonate prenderà (che grande opera sarà)”
    Curioso che l’abbia scritta un pugliese, no?

  2. giusto, io inphattamente ogni volta che torno sulla terra mi piace tornare a grottaglie specie poi al ritorno da qualche viaggio integalattico arrivi e ti spari subito un piatto di fave e cicoria…meh azzeccatissimo

  3. I governi italiani hanno iniziato a progettare questa struttura a maggio 2018, e doveva essere pronta nel 2020. Adesso si parla di lavori da iniziare nel 2024. Per una cifra simile al solo primo lotto italiano (mi sembra di capire da Wikipedia) lo spazioporto della Cornovaglia, su cui il governo britannico ha iniziato a lavorare nel 2019, è stato ufficialmente autorizzato il mese scorso e potrebbe lanciare un razzo già da gennaio. Ah, e tra 2019 e 2022 il Regno Unito ha cambiato tanti governi quanti l’Italia.

    Per chi non sa tutta la storia, riassumo cosa vuole farci l’Italia con uno spazioporto:

    – Candidarsi a lanciare dal suolo italiano la SpaceShip di Virgin Galactic, lo spazioplano “turistico” (e non) riutilizzabile. Tra l’altro l’Aeronautica italiana ha già prenotato un volo con loro, per mandare in volo due piloti militari e un ricercatore del CNR, tutti con degli esperimenti scientifici.

    – Sviluppare una capacità di lancio spaziale autonoma, sia rilevante dal punto di vista strategico-militare che da quello commerciale, siccome l’Italia ha diverse aziende produttrici di satelliti, anche molto importanti, di tutte le dimensioni; ad esempio nella missione Artemis 1 è stato mandato anche un mini satellite italiano per fare delle foto in quanto è arrivato vicino alla luna prima della capsula stessa. Allo spazioporto di Grottaglie si lancerebbero razzi tramite il sistema detto “air launch to orbit”, ossia agganciare dei razzi (piccoli) a dei velivoli commerciali/militari modificati e sganciarli ad alta quota, un po’ come se fossero dei missili militari, invece che farli partire da terra in posizione verticale. L’Italia è interessata sia al razzo LauncherOne di Virgin Orbit (quello che nel 2023 lancerà dallo spazioporto della Cornovaglia) sia a sviluppare un proprio sistema che sarebbe controllato completamente dall’Aeronautica.

    – Candidarsi a fare da base di atterraggio per Space Rider. Space Rider è un progetto dell’ESA per costruire uno spazioplano riutilizzabile completamente robotizzato. E’ basato su un dimostratore di quasi dieci anni fa costruito dall’Agenzia Spaziale Italiana e sembra uno Space Shuttle in miniatura. Il suo scopo sarà di rimanere in orbita terrestre per alcuni mesi (attraverso il controllo e l’energia generate da un modulo di supporto, con pannelli solari) durante i quali potrà effettuare esperimenti scientifici o lanciare satelliti; infatti come lo Shuttle avrà un vano apribile da cui si potranno esporre esperimenti/materiali allo spazio, oppure nel quale gli esperimenti potranno rimanere confinati per la durata del volo. Space Rider verrà lanciato dal razzo Vega C, attualmente non prima di fine 2024, e finita la sua missione rientrerà sulla Terra integro dove si recupereranno gli esperimenti e sarà preparato per un successivo decollo dopo un certo periodo.

  4. E menomale, direi.

    Sì, sì, citate Caparezza quanto vi pare, non toglie che aveva scritto quella canzone durante un periodo di delirio paranoico verso la massoneria.

  5. È sicuramente un passo importante verso la vittoria scientifica, però consiglio sempre di costruirne più di uno sia per evitare interferenze di spie nemiche sia per massimizzare l’accelerazione della spedizione verso l’esopianeta tramite la costruzione di più stazioni laser terrestri e stazioni laser di Lagrange contemporaneamente

  6. Se c’è qualcuno che mi sa rispondere: quali sono i requisiti tecnici per la creazione di uno spazioporto? Parlo di dimensioni, strutture logistiche e attrezzature tecniche necessarie, etc.

  7. l’unica cosa buona da qiesta storia ricorente, è che almeno qualche poveraccio che fa le rilevazioni i soldi a casa dalla famiglia li porta…

  8. “State costruendo davvero uno spazioporto?”

    “Sì, così quelli del fronte vinceranno le elezioni…”

    Cit. Caparezza

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