
Parte oggi in Francia il “bonus riparazione” per estendere la vita utile degli elettrodomestici e combattere l’obsolescenza programmata.

Parte oggi in Francia il “bonus riparazione” per estendere la vita utile degli elettrodomestici e combattere l’obsolescenza programmata.
37 comments
La notizia l’ho letta su Le Monde, ma l’articolo era in francese e dietro paywall, quindi ho cercato una fonte italiana.
(Un altro articolo, in lingua, che spiega un po’ meglio lo trovate qui:
https://www.lesechos.fr/industrie-services/conso-distribution/les-bonus-reparation-sont-enfin-lances-ce-jeudi-mais-comment-ca-marche-1889440)
In poche parole: se si porta a riparare un elettrodomestico in determinati negozi che aderiscono all’iniziativa, si avrà un rimborso, o meglio uno sconto, variabile da 15 a 45 euro sul prezzo della riparazione.
L’obiettivo è diminuire gli sprechi e aumentare il numero di oggetti riparati: oggi sono intorno al 10% e l’obiettivo è di arrivare al 60.
Cosa ne pensate? (A parte il termine -bonus)
Mi sembra una ottima cosa, specialmente per tutti quei prodotti che hanno un avanzamento tecnologico relativamente limitato
Ottima idea. All’estero ci sono anche tanti repair café, cosa praticamente sconosciuta in Italia
Mossa pessima. In questo modo si alzeranno magicamente i costi di manodopera.
Sarebbe molto più sensato estendere la garanzia legale da 2 a 5/10 anni.
Mah…
Per gli elettrodomestici poco costosi, forse ne vale la pena. Mesi fa ho portato a riparare la macchina del caffè che perdeva acqua, e mi è costato 30€ (nuova si trova a 65-70 in sconto), quindi se per la prossima riparazione, a naso tra altri 6 mesi, mi danno 15 euro di rimborso/contributo, posso anche starci.
Ma per altri macchinari più costosi o complessi, ne vale la pena? Anche perché il problema è proprio l’obsolescenza programmata.
Non è che il consumatore cambia, che so, la lavatrice o il frigo perché è un fighetto pretenzioso che vuole l’ultima trovata tecnologica. Lo cambia perché sono oggetti progettati per spaccarsi o per iniziare a dar problemi dopo N tempo (di solito la garanzia + qualche mese).
Per gli smartphone il discorso è a parte. Se lo schermo nuovo mi costa 300€, la riparazione non è quasi mai conveniente a prescindere dai contributi. E anche nel caso di lavori meno cari, appena l’azienda non fornisce più aggiornamenti software E di sicurezza, è ora di cambiare comunque.
I cambiamenti vanno fatti a monte, nelle politiche di produzione. La riparazione è l’ultimo step.
Ha senso stimolare anche l’acquirente alla riparazione, quando sensato.
Per il resto il grosso del lavoro va fatto a monte, imponendo standard di riparabilità alle aziende produttrici. Cosa che l’Unione Europea ha già iniziato e continuerà a fare.
Bene così.
E NOI C’ABBIAMOH IL BONUS TABLET PER I DEPUTATI DA 5500€!!!
anche oggi niente da invidiare alla Francia 😎/s
Si, ma se le case non producono i pezzi di ricambio, che si fa?
Il bonus glil’ha proposti di maio quando è andato a parlare con i gilet gialli
Stronzata, al più una norma inutile al peggio sono soldi che vanno in tasca ai peggiori costrutti e danneggiano le produzioni di qualità, ma dubito durerà così tanto da avere un tale effetto.
L’unica opzione è che ci si muova a livello europeo con delle direttive tecniche precise.
Penso che come tutti i bonus “ci mette una pezza”. Bisognerebbe conoscere nello specifico la misura ma così su due piedi non credo che basterà a far passare la cultura dello spreco. Bisogna anche capire se poi in termini ambientali sia più sostenibile tenere il frigo vecchio o comprarne uno che consumi ed inquini meno.
Ad ogni modo visto che non siamo poi così diversi dai Francesi, tanto vale studiare l’efficacia della cosa per poi capire se può essere utile attuare qualcosa di simile o migliore da noi.
Ottima idea ma forse sarebbe meglio puntare sulla fonte e incazzarsi con le aziende che fanno obsolescenza programmata (come Apple qualche tempo fa)
In linea generale sembra una buona idea.
Ma!
Lo sconto (indicato come “bonus”) riguarda la sola manodopera o anche il ricambio? Perché nel primo caso è facile aggirare tutto ciò limitando la distribuzione dei pezzi di ricambio o aumentandone il prezzo a livello che la riparazione diventa meno economica dell’acquisto di un nuovo prodotto.
E come già detto da altri utenti, uno sconto di 40€ su una riparazione da 500€ è davvero utile? Ho seri dubbi al riguardo.
Cawi legislatowi euwopei, non sono pew niente Tim Cook. Noi innovatowi della Silicon Valley guawdiamo con gwande pweoccupazione la dewiva estwemista a cui l’Euwopa sta andando. Il diwitto alla wipawazione è una sewia minaccia all’innovazione tecnologica e mette a fweno la cwescita economica. Le nostwe politiche di wipawazione sono cento pew cento a tutela dei nostwi clienti, che altwimenti wischiewebbewo di avewe device insicuwi, soggetti alle minacce della wete come pwocessowi più vecchi di un anno, che già di pew se è follia puwa, oppuwe – GASP! – softwawe libewo. Noi innovatowi della Silicon Valley pwomettiamo battaglia a suon di avvocati e lobby!
Facile a dirsi quando non si considera l’effettiva reperibilità dei pezzi di ricambio dopo un po’ anni né il fatto che alcuni fabbricati fanno di tutto per rendere irriparabili certi prodotti
Penso che bisognerebbe intervenire a livello legislativo per combattere cose come l’obsolescenza programmata.
Queste misure servono fino ad un certo punto: mettiamo anche che funzionino e si arrivi al 60% oggetti riparati. Se io produttore ho convenienza che non venga riparato, basta che faccio sì che i miei prodotti non possano essere fisicamente riparati e si ritorna da capo.
Mentre ero alle superiori ho lavorato per qualche mese in un centro assistenza elettrodomestici: si trattava di un centro multimarca convenzionato quindi con diversi produttori.
Si andava dal ferro da stiro al climatizzatore portatile per farvi capire il tipo di elettrodomestico trattato.
Per elettrodomestici poco costosi talvolta l’importo della riparazione superava quello di un prodotto di pari grado nuovo. Badate bene: magari il pezzo di ricambio costava pure “poco” ma il tempo necessario per sostituirlo in alcuni casi diventava sproporzionato.
Ho visto prodotti cari montati a modo e riparabili facilmente ma non posso dire di avere visto un criterio di proporzionalità diretta sempre e comunque in questo senso.
Detto questo, appena possibile, anche per un fattore di romanticismo e per il mio passato, provo sempre quantomeno a vedere se posso fare qualcosa prima di buttare un prodotto. Cosa che di certo non mi riesce per l’elettronica di consumo.
Buona idea anche in ottica di riduzione dei rifiuti e della produzione spasmodica di nuovi prodotti, ma oramai i dispositivi di oggi sono talmente legati ai software che per combattere l’obsolescenza programmata serve a poco incentivare la sola riparazione fisica.
Piuttosto andrebbe adottata questa logica:
[https://fsfe.org/activities/upcyclingandroid/openletter.it.html#sign-the-letter](https://fsfe.org/activities/upcyclingandroid/openletter.it.html#sign-the-letter)
sino a poco tempo fa quando si parlava di obsolescenza programmata ricordo si veniva tacitati di complottismo. Il consumatore viene preso a pesci in faccia dalla mattina alla sera ma lui non si scompone anzi fa girare ancora più velocemente la ruota
Il problema non è il costo della riparazione in se, che per piccole cifre sicuramente conviene a prescindere da bonus, il punto è che questo bonus è anche contraddittorio con la riduzione dei consumi energetici. Riparo un elettrodomestico che magari consuma 2-3 volte di più di un elettrodomestico nuovo. Poi c’è anche il marketing che ti invoglia verso nuove magiche funzioni dai nomi altisonanti, magari davvero utili. Quindi che faccio, riparo un tv obsoleto hd ready quando adesso sono 4K o riparo una lavastoviglie senza rilevamento del carico o senza ciclo eco?
Detto questo chi è che non pratica l’obsolescenza programmata? Semplice, i produttori di elettrodomestici di qualità superiore, che però ti vendono abbonamenti o prodotti collegati, ad esempio Miele che vende detersivi per lavatrice e lavastoviglie (a prezzi allucinanti).
Italia: the best I can do is defunding the piste ciclabili
Secondo me sarebbe molto più utile aumentare le garanzie obbligatorie a livello europeo, per un grande elettrodomestico 2 anni fanno ridere, ne servirebbero almeno 5
Proprio oggi mi è morto il microonde samsung dopo 10 anni di onorato servizio, pagato 10 anni fa 129, oggi su amazon costa sempre 129.
Sarà che sono troppo italiano, ma io vedo solo una mossa per far aumentare i prezzi delle riparazioni o peggio ancora dichiarare riparazioni fittizie se la norma lascia buchi…
L’obsolescenza peggiore per me è “IL TUO DISPOSITIVO NON È SUPPORTATO”. E quando succede non c’è nulla da riparare, purtroppo…
*bravure*
La dinamica di produrre oggetti/altro senza progettarne un corretto smaltimento/riparazione ci sta portando a una cultura usa/getta folle.
Inquiniamo, perdiamo risorse finite (già, pianeta sferico eh)
Obsolescenza programmata è una merda da condannare.
Non saprei che conseguenze avrà l’idea in Francia, però così come si costruiscono da case a elettrodomestici siamo in una direzione pessima.
TLDR: costano un macello le riparazioni
Ho lavorato un paio anni in un’azienda che gestiva i resi (per riparazione, per presunti problemi, o semplicemente reso per prodotto non gradito diciamo) per conti di grandi catene di elettrodomestici/tech stuff (componentistica pc, telefoni etc), vorrei riportarvi qualche caso peculiare.
Per le TV e i monitor, se il pannello lcd era rotto (causa cliente maldestro) la riparazione veniva quanto la tv stessa, solo per sostituire il pannello. Marchi come BENQ addirittura non eseguivano il reintegro degli accessori dei loro monitor: se il cliente rendeva il monitor dicendo fosse difettoso (dimenticandosi inoltre gli accessori a casa) e nelle nostre prove la cosa non risultava, il prodotto non poteva essere rivenduto poiché sprovvisto di accessori e andava a stockisti (per recupero componenti etc)
Altro esempio sono i Frighi: ne arriva uno esteticamente perfetto ma non funzionante causa perdite interne. Risultato? A stockisti per recupero parti, le riparazioni costano quanto il frigo stesso.
Ho gestito anche le registrazioni a sistema dei ricambi dei grandi elettrodomestici delle varie multinazionali, e hanno dei prezzi veramente alti (a cui vanno aggiunti il costo di rip etc), a volte sul serio fanno di proposito a farteli pagare così tanto, così sei obbligato a rottamare il vecchio e prendere il nuovo.. È un po’ una mafia anche in quel campo
Per la componentistica PC invece, i pezzi li mandavano ai rispettivi fornitori (ASUS, Gigabyte, AMD e Intel etc): se riscontravano il guasto, risarcivano il valore dei pezzi e poi rottamavano tutto. Seems fair to me, ti becchi di nuovo 2 anni di garanzia e via così
Per i telefoni invece sappiamo tutti più o meno come gira: per i telefoni economici tanto vale, dopo i 2 anni, prenderne un altro se si rompe. Per gli alta gamma invece dipende: un iPhone con faceID rotto te lo fan pagare una follia, stessa cosa i Mac (ho visto fatture da mille euro solo per il processore, roba da accapponare la pelle).
Anche gli altri brand tipo HP (pessimo customer service) però non scherzano in termini di costi: prendendo d’esempio un caso di un G3 250 da 300 euro con schermo rotto, per la riparazione hanno chiesto al cliente 250 euro.. Bruhh
Insomma ben venga aumentare la vita di sti elettrodomestici ma se per ripararlo spendo come il nuovo che senso ha?
In genere io riparo tutto, ma Lavatrice di 10 anni 7kg, trovato pezzi online per ripararla da solo a 200€, presa nuova da 10kg a 400€.
Parlo da “tecnico” di casa che si ripara le cose da solo
Non una grande idea, perché si va a spingere il cliente ma il problema è la produzione.
Ci sono 3 categorie di problemi in cui mi scontro quando riparo qualcosa:
**Progettazione**. I prodotti sono progettati per non essere riparati. Viti personalizzate, incastri che hanno bisogno di un dispositivo apposito sono il male.
**conoscenza** schemari e manuali tecnici sono introvabili. Basta renderli pubblici e già sarebbe qualcosa
**ricambi** non sono disponibili, non co sono di compatibili e soprattutto vengono venduti in blocco. Si è guastato il sensore giri del motore che magari costa 5€? È sono incluso nel kit del motore oltretutto sovraprezzato perché originale.!
La legislazione dovrebbe fare come per i farmaci:dopo un tot di tempo(2/5 anni) diventa di dominio pubblico tutto e ognuno può costruire i ricambi.
Già da subito i manuali tecnici e gli schemari disponibili sul sito del produttore.
Multare tenchichr volte allo scoraggiamento della riparazione
Questo è il mondo che vorrei
Questo mi ricorda le lezioni di francese fatti su articoli che trattavano argomenti a me totalmente ignoti. Però è bello vedere che alla fine abbiano fatto qualcosa di concreto a riguardo. La legge forse lascia il tempo che trova, ma credo sia importante parlare di questa questione visto che c’è una tendenza ossessiva all’usa e getta. Non do tanto la colpa a chi ripara (che sicuramente ne approfitta) ma soprattutto a chi produce.
Ogni volta bisogna essere invidiosi della Francia
Ma perché I francesi devono essere sempre più avanti di noi sulle politiche ambientali?
Quando ci svegliamo anche noi?
gli elettrodomestici riparabili sono fatti diversi da quello che trovate nei negozi. Si salvano, non tutti, i prodotti premium e comunque con che costi? Un mio amico, artigiano del settore, prende 50€ solo per andare a vedere il problema e solo nell’ambito cittadino, fuori città scatta il *tassametro* ovvero non viene più conteggiata la chiamata ma il tempo di viaggio A/R e il costo tabellare kilometrico del mezzo. Son 100€ minimo.
Apprezzo che l’obsolescenza programmata sia stata riconosciuta, ma vanno prese misure più estreme.
La componentistica usata si trova su [Astelav](https://www.astelav.com/it/)
Ho visto oggi il video di veritasium. Le imprese di lampadine si sono messe d’accordo per rendere più scarse e meno durature le lampadine così da poter vendere di più e aumentare i ricavi. Questo era solo un esempio curioso, ma ce ne sono tantissimi altri. Suppongo che solo la legge possa aiutare con questa cosa, se vuole.
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Quindi non mi sorprende che ci siano varie cospirazioni a cui la gente crede, comprese quelle dell’energia infinita e dell’automobile ad acqua. Quasi quasi ci credo pure io. Senza conoscenze scientifiche e di ingegneria specifiche, è facile credere che “le grandi potenze industriali” “occultano” scoperte e tecnologie che sarebbero rivoluzionarie, perché gli indizi sul comportamento di chi vuole fare i profitti ci sono.
Sono sempre stato abbastanza disgustato dai complotti, ma penso che comincerò a prenderli come opinioni valide come altre da ora in poi.
Si, sono andato un po’ offtopic qua. La prima cospirazione che già da tempo non disgusto più è quella delle torri gemelle (9/11 truthers vengono chiamati i proponenti). Non ho conoscenze approfondite per ritenermi sicuro, ma insomma, non sono più sicuro del contrario ormai (il rapporto ufficiale).