Clima, storica intesa nella Ue sulle emissioni: chi inquina paga

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  1. È la cosa giusta, abbassare le emissioni globalmente mantenendo la produttività industriale: i servizi che hanno convenienza a ridurre direttamente le emissioni lo facciano, quelli che per caratterisriche intrinseche no che acquistino la riduzione di emissioni sul mercato

  2. > Il passaggio tra un sistema e l’altro sarà molto graduale, dal 2026 al 2034. Entro il 2030, la grande industria e il settore energetico dovranno diminuire le proprie emissioni del 62% rispetto a quando il sistema ha iniziato a funzionare, dal 2005. Da quell’anno a oggi il taglio è stato di quasi il 43%, ma la velocità della riduzione dovrà aumentare.

    E`un passaggio lento ma la cosa più “incredibile” è che sono riusciti a trovare un accordo sui dettagli, di solito fanno grandi annunci sui piani generali, e poi non vanno da nessuna parte.

    Noto che dalla pandemia in poi, mi sembra che l’EU si sia “data una mossa”, sempre nei momenti peggiori tira fuori il meglio, gli esempi son moltissimi, tra vaccini, titoli comuni, condanne della guerra, allentamento del patto di stabilità, DSA, DMA, risoluzione in Kosovo, ecc..

    Se fanno anche la normativa seria sul prezzo del gas sarebbe ottimo,

  3. >Il terzo inedito è la ’carbon tax’ alle frontiere, che applicherà il prezzo della CO2 dell’Ue ai prodotti importati di alcuni settori, per consentire alle imprese europee di competere il più possibile ad armi pari con quelle di Paesi dove le politiche del clima sono meno stringenti, evitando delocalizzazione e perdita di posti di lavoro.

    Un po’in ritardo ma molto bene.

  4. Tutto inutile se in Asia e Stati Uniti tra un pò cagano in mare.

    La svolta non sarà quando l’Europa che è sempre molto attenta da questo punto di vista fa dei miglioramenti ma quando costringerai i paesi orientali e gli americani a farne.

  5. Tre note fondamentali:

    – il border adjustment mechanism impone tasse che parificano gli importi della carbon tax sulle importazioni: se un prodotto arriva da un paese che non ha lo stesso livello di carbon tax dell’UE, viene tassato fino a parificare i costi

    – è stato parallelamente istituito un fondo di perequazione che convoglierà i proventi della carbon tax a interventi per l’efficentamento energetico e la conversione ecologica

    – alcuni settori politicamente sensibili sono riusciti a ritagliarsi esclusioni dal meccanismo, in particolare agricoltura e allevamento

    Insomma, è un GROSSO passo avanti e il primo sistema comprensivo di carbon tax al mondo, però ha delle falle e delle limitazioni figlie dei compromessi politici che bisogna fare per andare avanti nell’UE.

  6. Io non sono troppo ottimista per quanto riguarda le conseguenze. Ho proprio il sentore che il resto del mondo smetterà di relazionarsi economicamente con l’Europa, gradualmente, e che il potere relativo europeo vada a scemare ancor più di quanto non lo stia già facendo

  7. Sinceramente a me, più che “chi inquina paga”, pare “chi compra paga” e dato che la tassa sulle emissioni altrui la paghiamo noi europei, non vedo come non possa arrecarci danno economico.

    Norme simili a questa (così come il famoso stop del 2035) se adottate da un solo continente non avranno alcun benefico rilevante sul cambiamento climatico e grosse ripercussioni sulle nostre tasche.

  8. Quindi non solo avremo un’industria azzoppata da costi energetici folli ma pure dazi sulle importazioni.

    Otiimo, avanti tutta.

  9. Bene, quindi pannelli fotovoltaici, batterie e quant’altro che arriva dalla Cina dalle.regioninche vanno ancora al 99% a lignite dovrebbero esplodere come prezzo…

    Siamo sicuri che siamo pronti a riprodurre in Europa determinate cose?

  10. L’ETS è una cagata che non serve a nulla e mai servirà a nulla. Le aziende continueranno ad inquinare e continueranno a pagare i due spicci che pagano ora dalle aziende che naturalmente non inquinano per i carbon credit. Coprire il trasporto navale, che tra l’altro ha le più basse emissioni tra tutti i tipi di trasporto di merci, non cambierà nulla.

    La carbon tax è l’ennesima cagata che si scaricherà, come sempre, sul consumatore finale e, ancora una volta, non cambierà nulla a livello di emissioni. Pensare che la fabbrica in Cina smetta di inquinare perché l’Europa mette la carbon tax è una roba talmente ridicola che stento a credere che qualcuno l’abbia pensato per davvero.

    Tra l’altro, danneggerà pure l’industria europea che si basa quasi totalmente su filiere che arrivano dall’estero.

    Come al solito misure ridicole per non fare le uniche cose da fare: aprire centrali nucleari e multare la Germania per la merda che sta rilasciando nell’atmosfera grazie alla sua politica energetica imbecille.

  11. Butto la mia opinione senza prima aver letto i dettagli di come funzionerà, ma se è funzionale e gira all’interno del framework del Carbon Offset è una non notizia.

    PR, per puro PR. Per chi non lo sapesse il Carbon Offset è un ottimo modo per dichiararsi Co2-free senza appunto ridurre la produzione di Co2, ma “comprando” dei crediti green, spostando solo crediti a bilancio. Se vi siete mai chiesti come fa Apple & co senza aver modificato la propria catena di produzione a dichiararsi Green e Sustainable è cosi.

    Tralasciando che è una falsa equivalenza creata ad minchiam, il bello è che la maggior parte di questi crediti green sono del tipo: ho 500mq di terra, creo un associazione con questo scopo, e ti vendo 1 milione di alberi piantati. Poi li vendo ad un altro ancora, etc, etc. Perchè nessuno controlla che effettivamente le piante esistano o sia fattibile.

  12. Quindi le merci costeranno di più e/o saranno più difficili da importare per gli europei, ma l’inquinamento continuerà ad aumentare comunque perché non c’è nulla che fermi Cina e USA. Ottima idea, complimenti a chi l’ha cagata.

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