Non ci sono prove conclusive che dietro l’attacco a Nord Stream ci sia la Russia [Washington Post]

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  1. Condivido l’articolo del Washington Post perché è stato il primo a darne notizia e mi sembra il più completo. Nel caso cerchiate una versione in lingua italiana per ora delle testate rilevanti ne hanno scritto solo [Il Fatto Quotidiano](https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/12/21/nord-stream-washington-post-danni-intenzionali-ma-non-ci-sono-prove-che-la-russia-sia-dietro-al-sabotaggio/6913542/) e [Open](https://www.open.online/2022/12/21/sabotaggio-nord-stream-indagini-senza-prove-vs-russia/).

    Per farla breve, l’articolo si basa su delle interviste a diplomatici e ufficiali dell’intelligence riguardo alle esplosioni che hanno colpito i gasdotti Nord Stream, avvenute a fine settembre. Dopo l’accaduto in molti, dai politici alla stampa, si sono affrettati ad additare la Russia come responsabile. Stando a questi esperti però le accuse non trovano fondamento, dato che non ci sono prove in questa direzione. Rimane quindi ancora un mistero chi è stato il responsabile dell’attacco, l’unica cosa certa è che si tratta di un attacco organizzato per mano di un attore attrezzato e preparato, per cui presumibilmente uno stato.

    Riporto ora qualche passaggio rilevante preso dall’articolo:

    > “There is no evidence at this point that Russia was behind the sabotage,” said one European official, echoing the assessment of 23 diplomatic and intelligence officials in nine countries interviewed in recent weeks.

    > The United States routinely intercepts the communications of Russian officials and military forces, a clandestine intelligence effort that helped accurately forecast Moscow’s February invasion of Ukraine. But so far, analysts have not heard or read statements from the Russian side taking credit or suggesting that they’re trying to cover up their involvement, officials said.

    > “We know that this amount of explosives has to be a state-level actor,” Finnish Foreign Minister Pekka Haavisto said in an interview this month. “It’s not just a single fisherman who decides to put the bomb there. It’s very professional.”

    > Nearly a month before the rupture, the Russian energy giant Gazprom stopped flows on Nord Stream 1, hours after the Group of Seven industrialized nations announced a forthcoming price cap on Russian oil, a move intended to put a dent in the Kremlin’s treasury. During Putin’s long stretch in office, the Kremlin has used energy as an instrument of political and economic leverage, employing the threat of cutoffs to bully countries into going along with its goals, officials said. It didn’t make sense that Russia would abandon that leverage.

    > European and U.S. officials who continue to believe that Russia is the most likely culprit say it had at least one plausible motive: Attacking Nord Stream 1 and 2, which weren’t generating any revenue to fill Russian coffers, demonstrated that pipelines, cables and other undersea infrastructure were vulnerable and that the countries that supported Ukraine risked paying a terrible price.

    Su quest’ultimo paragrafo mi vorrei soffermare per far notare come pure quando non c’è alcuna prova a sostegno della tesi, si tratta sempre di una machiavellica congettura del nemico (in questo caso la Russia). Dopo che la Russia perde un pezzo fondamentale della sua infrastruttura per mano di non si sa chi, questo è un segnale di avvertimento fatto dalla Russia a chi supporta l’Ucraina. Non invece, come è più logico, un segnale di avvertimento diretto alla Russia fatto da attori non specificati. Siamo al ribaltamento della realtà.

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    Lasciando stare le considerazioni dell’evento in sé, mi interessa discutere di come sia possibile che certe bizzarre conclusioni vengano promulgate e diffuse in ogni dove acriticamente. È stato così per i bombardamenti che avrebbero messo a rischio la tenuta delle centrali nucleari, per la questione Nord Stream di cui si è appena parlato, e più recentemente anche per il missile ucraino finito sul suolo polacco.
    Si sta tanto a parlare dell’importanza della stampa “seria”, del pericolo della disinformazione, della propaganda, e poi tutto viene dimenticato sull’onda dell’emotività. Non sono un fan del concetto di post-verità per come è stato inteso, ma in frangenti come questo non posso fare a meno che rivalutarne la sua pertinenza.

  2. OP, se dici che non ci sono prove che sia stata la Russia (e non ci sono), non puoi però dire che “la realtà” è che probabilmente sono stati i suoi avversari. Non puoi sceglierti gli standard di prova in base a quanto ti piace la tesi.

  3. Potrebbe essere la Germania: paradossalmente in questo modo ha tolto alla russia un’arma di ricatto, impedendo quindi che una qualche parte politica possa spingere per essere accomodante con Gazprom.

    Poi, in dipendenza di come finiscono le ostilita’ si potra’ pensare alle riparazioni.

  4. Quindi, per ricapitolare, coloro che per decenni hanno dimostrato di utilizzare regolarmente la menzogna per creare guerra e distruzione nel mondo, non sono sotto accusa. Giusto?

  5. ne l’europa ne la russia avrebbero avuto motivo di distruggere nord stream siccome oggettivamente è uno strumento a beneficio di entrambe le parti (che poi non venga utilizzato per motivi politici e di guerra è un altro discorso), indovinate a chi dava realmente fastidio che l’europa acquistasse gas russo? gli USA.

  6. Mi sembra ovvio che sia stata la NATO per mano di uno dei suoi paesi aderenti ma non vedo quale sia il problema. Hanno semplicemente tolto di mano alla Russia un’arma di ricatto basata sulla promessa di riprendere i flussi e sulla speranza (tutta russa) di fare alla napoletana “chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto e amici come prima”. Non sarà così.

    Hanno tagliato il cordone ombelicale con la Russia e lasciato che se ne vada alla deriva con i suoi kapi straricchi e paramafiosi e la sua moltitudine di disperati che Dario Fabbri dice nutrirsi di gloria, forse non potendo nutrirsi di pane. E non per colpa della NATO.

  7. Guarda caso ne è saltato un altro in territorio russo che portava il gas tramite la Bielorussia. Anche li sono stati gli americani?

    E nel passato quando sono saltati quelli verso la Georgia durante la guerra?

    È un modus operandi russo ben testato. Io non ti mando più il gas, istillo il dubbio su chi sia stato, alzo artificialmente il prezzo del gas pur consegnandone effettivamente di meno, e nel frattempo non contravvengo ai contratti stipulati e non pago le penale ai governi perché ciò che è successo è causa di forza maggiore

  8. Ai russi sarebbe bastato chiudere i rubinetti. Non ha senso sabotare l’infrastruttura se puoi decidere come e quando usarla. Non do fuoco alla macchina se non voglio farla usare da mio figlio, mi basta non dargli le chiavi.

  9. Gli stessi che stanno avendo pesanti difficoltà con l’esercito ucraino, marinai di tale capacità da farsi affondare la nave ammiraglia della flotta del mar nero, avrebbero fatto saltare una conduttura di grandissimo rilievo geopolitico, sul fondo del baltico, in uno dei tratti di mare più pattugliati al mondo dalle forze aeronavali di mezza nato, fuggendo poi senza lasciare traccia.

    Ovviamente il redditor italico beve come fosse acqua fresca.

  10. A me non torna sia saltato in aria in un punto così scomodo per la Russia. Cioè in tutta la tratta, il punto più lontano dalla costa ma anche il più vicino ad un isola controllata dalla nato.

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