
Alcuni giorni fa ho deciso di chiudere definitivamente il mio conto corrente con una banca italiana. Avevo già un conto N26 con IBAN italiano ed ho deciso di passare tutto lì.
Questo passaggio, però, non è stato indolore. I miei primi tentativi di passare la domiciliazione bancaria su N26 non hanno funzionato, e ho scoperto un problema che esiste da anni ma che a quanto pare non è ancora stato risolto.
Come accade spesso, sono gli operatori ad essere inadempienti verso le normative. La tematica è a loro nota ma non sembrano essere intenzionati a risolverla. Il problema si chiama “Discriminazione IBAN”: molti operatori, nel mio caso ho riscontrato il problema sia su Fastweb che su Vodafone, non accettano alcuni IBAN italiani (con codice IT…) se emessi da banche online, come N26.
Questa pratica è vietata, ma a loro non importa.
Nonostante le diverse segnalazioni, gli operatori ignorano il problema e chiedono di utilizzare un altro conto corrente o un altro metodo di pagamento.
Su Fastweb, ad esempio, ho segnalato tre volte il problema. Tutte e tre le volte la stessa storia: spiego il problema all’operatore, lui/lei insiste nel voler provare ad inserire l’IBAN nel sistema, chiede se sia valido, lo ricontrolliamo, poi alla fine capisce il problema e dice che lo segnalerà e mi richiameranno. Poi nella pagina che mostra lo stato delle segnalazioni il problema viene magicamente flaggato come “risolto”, senza che lo sia davvero.
Io mi sono trovato arbitrariamente cambiato il metodo di pagamento a bollettino postale, addebitando le relative spese.
Cercando un po’ nel web ho trovato altre persone che hanno riscontrato il problema; sembra che ci siano state anche multe agli operatori per essere inadempienti alle normative, ma non ho trovato un solo utente che dicesse di aver risolto il problema.
Le associazioni di consumatori non sono utili. Anche loro prendono in carico il problema dicendo che ti aggiorneranno. Sui forum la gente dice che si è arresa passando ad un conto corrente “tradizionale” o utilizzando una PostePay con IBAN.
Io sono veramente incazzato. È una questione di principio, e vorrei andare fino in fondo.
La questione è talmente nota che sono nate dozzine di startup che si occupano della segnalazione e della gestione di questo problema (più in generale, nessuna azienda area SEPA dovrebbe non accettare bonifici da area SEPA).
[https://www.repubblica.it/economia/diritti-e-consumi/diritti-consumatori/2021/03/25/news/iban_esteri_rifiutati_online_una_piattaforma_per_segnalare_alle_autorita_-293623211/](https://www.repubblica.it/economia/diritti-e-consumi/diritti-consumatori/2021/03/25/news/iban_esteri_rifiutati_online_una_piattaforma_per_segnalare_alle_autorita_-293623211/)
Da N26 invitano a segnalare tramite ConciliaWeb (già fatto, ma non mi aspetto grandi risultati).
[https://support.n26.com/it-it/pagamenti-prelievi-e-bonifici/addebiti-diretti-e-ordini-permanenti/cosa-fare-se-il-mio-iban-n26-non-e-accettato](https://support.n26.com/it-it/pagamenti-prelievi-e-bonifici/addebiti-diretti-e-ordini-permanenti/cosa-fare-se-il-mio-iban-n26-non-e-accettato)
22 comments
Qualcuno ha riscontrato lo stesso problema, o problemi affini di pagamento non accettato quando si usa una banca online?
Se è una legge e c’hai lo sbatti denuncia e fai causa.
Puoi fare anche segnalazioni alle autorità di settore. Tipo per servizi di telefonia c’è l’agcom
Ho avuto un problema simile con Eni per gas e luce, che suggerisce che anche la Postepay con IBAN (la Evolution) possa non essere la soluzione a volte.
Attivando la domiciliazione direttamente dall’area personale Eni sembra andare tutto per il verso giusto, ma allo scadere della prima bolletta, risulta che il pagamento non è andato a buon fine. Vado a controllare e l’IBAN è corretto. Pazienza, per questa volta pagherò direttamente online con la carta.
Visto cosa è successo, provo a controllare se dal portale PostePay è possibile attivare la domiciliazione specificando i vari codici che sono i bolletta e sorpresa sorpresa: Eni non esiste nell’elenco a tendina (così come tanti altri nomi importanti di fornitori gas/luce o ISP).
Deciso a risolvere questa cosa, mi reco in ufficio postale per sentirmi dirmi che sì, Eni non è “accettata” perchè non viene riconosciuta da Poste Italiane, come se l’area SEPA fosse una specie di club esclusivo in cui loro hanno la possibilità di decidere chi accettare e chi no.
Morale della storia è che fortunatamente Eni non rompe le scatole. La domiciliazione è ancora attiva (quindi nessun costo per bollettini ecc) e le bollette le pago “a mano” alla scadenza dall’area personale, con la PostePay usata come carta di debito.
Comunque proverò a segnalare anche io, non sia mai che cambi qualcosa.
N26 una banca tedesca, quando un operatore vede la combo indirizzo italiano + metodo di pagamento che si appoggia in un altro stato gli si rizzano le antenne (del resto lo farei anche io che vendo action-figures nel marcatino dell’usato).
Visto che lo fanno su IBAN anche italiano mi viene da pensare che abbiano avuto piu’ problemi piccoli (truffe) e forse anche grossi (furto di identita’, riciclaggio).
Ovviamente a te rode il culo e ti capisco, ma in generale ricevere e pagare e’ un servizio cosi’ importante che le aziende ti tengono per le paalle.
Sembra una storia da class action, possibile che tutta questa gente che si è pure riunita non ci abbia pensato?
Fastweb me lo ha fatto 2 volte sto giochetto con Evolution di Poste Italiane. Addirittura l’ultima volta pensavo che mi accreditassero le bollette sul nuovo CC e mi sono ritrovato senza internet perché loro avevano, autonomamente, deciso che avrei dovuto pagare con bollettino postale. Ovviamente mi hanno addebitato anche i costi di riattivazione e le more delle precedenti bollette. Pessimi
IBAN il terribile…
N26 aderisce al SEPA ma non al SEDA (servizio opzionale aggiuntivo degli schemi di addebito diretto SEPA).
Ho reclamato anche io contro Fastweb ma non c’è stato nulla da fare.
Denuncia ai carabinieri
Il mio comune non accetta iban non italiani (e non parliamo di un paesino di 6 abitanti) per il pagamento delle elezioni
Cofidis (piattaforma usata per il pagamento a rate di Amazon) non accetta iban non italiani e l’assistenza mi ha perfino insultato
In palestra non mi accettano Hype oppure N26. Con iliad da un giorno all’altro ho dovuto iniziare a fare la ricarica perché ad un certo punto avevano smesso di accettare l’accredito diretto su Hype.
Ho avuto problemi molto simili cercando di usare Hype per Vodafone, purtroppo anche io non ho mai risolto e ho dovuto fare un altro conto italiano (con Creval/Credito Artigiano, sconsiglio a tutti perché il servizio è a dir poco imbarazzante)
Quando ho usato ConciliaWeb (per altri motivi, non come il tuo caso) ha funzionato benissimo, ho risolto tutto in tempi relativamente brevi
N26 gran conto corrente, mi ci trovo benissimo
L’unica soluzione che capiscono è non pagare le bollette. Quando dovranno recuperare il credito giudizialmente salterà fuori che sono in difetto.
Ti devi rivolgere all’Arbitro Bancario che è l’organo preposto per queste controversie
*Il mercato libero si sistema da solo* – cit.
Su ConciliaWeb hai provato con il servizio a pagamento oppure quello gratuito? Purtroppo in Italia non si possono fare le class actions come in US però dal 2010 ci sta la azione collettiva.
A meno che uno non abbia soldi da buttar via, la via legale personalmente è dolorosa solo per avvalersi dei propri diritti.
Devi denunciare all’arbitro finanziario della piattaforma che usano per i servizi di pagamento.
Io mi sono sentito dare dell’”ignorante” dall’agenzia interinale per “IBAN incompleto”. Quando in realtà l’IBAN da me fornito era semplicemente più corto di quello standard italiano (in quanto di altra nazione europea).
È stato necessario mandare l’articolo di legge che spiegava che i conti in area SEPA vanno accettati.
Da considerare che molti sistemi non accettano “fisicamente” un IBAN estero poichè non accettato dai form che usano gli operatori.
Restano ugualmente fuorilegge, sia chiaro, ma per mettersi in regola devono spenderci soldi e non sempre il gioco vale la candela.
Magari rilevante, ma sono Olandese e compro, a volte, cose su Amazon.it. Quasi ogni persona qui, nei paesi bassi, paga con IBAN online. Quando voglio pagare su amazon.it, non posso usare il mio IBAN (ne Olandese, ne vedo una opzione italiana). Ogni volta devo usare la mia carta di credito. Un vero peccato…