
Tre anni di Starbucks in Italia contro chi scommetteva sul rigetto della catena da parte del mercato italiano: 27 punti vendita entro il 2023

Tre anni di Starbucks in Italia contro chi scommetteva sul rigetto della catena da parte del mercato italiano: 27 punti vendita entro il 2023
25 comments
Penso sia particolarmente interessante per r/italy, dove va (andava?) forte l’idea che Starbucks sarebbe stato rigettato dal nostro mercato, in quanto gli italiani sarebbero dei presunti fini degustatori di caffè esclusivamente proveniente da torrefazioni locali o marchi nostrani, la cui qualità si racconta sia sopraffina nel bel paese, una narrazione ben discostante dalla realtà
P.S. [amarcord](https://www.reddit.com/r/italy/comments/8tidfm/perch%C3%A8_in_italia_non_avete_i_starbucks_or/)
per sbarcare in italia però c’han messo 25 anni.
non è questione di rigetto, è questione di fasce d’età più o meno ‘americanizzate’.
io, per esempio, non ci sono mai entrato e non mi interessa, finché non ho assolutamente alternative me ne vado al bar.
Tra l’altro da persona che sta fuori e va spesso da Starbucks sottolineo che gli italiani come sempre non hanno mai capito il punto dell’attività.
Esattamente come la gente non compra da Amazon per i prezzi ma perché il sevizio è migliore di un negozio online normale, la gente va da Starbucks perché il servizio è migliore.
Posso prenotare dall’app il tipo di caffè che voglio. Se ho fretta lo trovo li già pronto.
Se devo parlare con qualcuno posso entrare in un qualunque Starbucks con la certezza matematica che ci sarà un wi-fi funzionante, un bagno pulito a disposizione, una poltrona comoda e senza nemmeno dover pensare se consumare o no. Intanto posso andare.
Col fatto che ne hai diversi in giro diventa un po’ come una succursale di casa tua con diverse locations sparse per la città.
È quello il motivo per cui la gente va li, del caffè in se frega relativamente.
Ce l’hanno fatta! Che gioia! Contro i fini degustatori di caffè!
Orsù sia decretato giorno di festa!
Senza propaganda mediatica americana Starbucks non sarebbe mai entrato in Italia solo con il suo servizio, adesso **molto** lentamente lo sta facendo; lo dicono apertamente che si concentrano su una clientela di giovani che è quella più immersa nel “mito” di Starbucks. Comunque i piani iniziali erano quelli di aprire più di venti punti vendita in un anno, obiettivo ovviamente mancato, assieme al sogno di 200-300 punti vendita in 5-6 anni.
in generale è difficile anche qui in Italia trovare un espresso decente al bar, quindi non so in cosa dovremmo sentirci superiori in fatto di caffè
ammetto che l’idea di poter sprofondare in poltrona e leggere qualcosa bevendo un beverone a caso, per non doverlo sempre fare solo a casa, non è che mi dispiace.
io ero il primo a pensare che SB non avrebbe attecchito qua, ma sbagliavo nel considerare la cosa da un semplice punto di vista del prodotto e non dell’esperienza.
da una parte ho il baretto sotto casa con le sedie del 1943 e nessuna presa a disposizione e soprattutto senza darmi la possibilità di stare li per un paio d’ore senza dovermi sentire un criminale continuamente adocchiato dal gestore perché sto occupando un posto preziosissimo (anche se magari nel locale non c’è nessun altro), mentre con uno starbucks ho accesso a molte più comodità a fronte di un prodotto che è quello che è e “vabbuò”, ma intanto se sto due ore a leggere nessuno ti viene ad additare come occupatore di posti.
diventerei un assiduo frequentatore se aprisse nella mia città? no di certo, ma sicuramente in autunno/inverno lo frequenterei il sabato/domenica per leggere in tranquillità il pomeriggio per non stare affossato a casa, magari in attesa dell’orario di aperitivo prima di raggiungere gli amici.
Edit: che poi magari posti del genere ci sono anche nella mia città, ma valli a cercare. è proprio il concetto dell’esperienza del bar/caffè per un periodo prolungato che manca dalle nostre parti. all’estero mi è parso di capire che i caffè in generale vengono vissuti maggiormente in questo modo e che non sia una prerogativa di starbucks.
Per carità, ottimo come servizio per potersi appoggiare e passare il tempo seduto, ma quelli che amano i loro bevironi non li capisco, c’è una quantità di zucchero FOLLE.
come a qualità del caffè come stanno messi?
Contestualizziamo. 27 punti vendita sono a malpena 1.4 punti vendita per regione. È un numero insignificante. Praticamente è come alzare bandiera bianca. Detto comunque da una persona a cui il concept di SB piace, e ne fa uso volentieri. E non bevo caffè, quindi tutto il circo sul caffè buono o meno proprio non mi influenza.
Si ma in tre anni ha aperto 11 locali entrando nel mercato italiano 30 anni dopo rispetto a quanto fatto negli altri paesi.
A Milano ce ne sono solo 5 o 6 di cui uno all’aeroporto e uno con non è un classico Starbucks, nelle altre città europee ce ne sono il doppio in una sola via.
Io non la considererei una vittoria dato che sono entrati molto dopo nel mercato e hanno dovuto tastare il terreno per trent’anni e reinventarsi per farlo accettare inizialmente dall’italiano oltre ad essersi effettivamente limitati nell’apertura di nuovi locali.
Ah si l’espresso fa vomitare che me ne faccio io di Starbucks mica posso bere frappuccini al caramello due volte al giorno
Perché adesso vi spiego come funziona.
Marketing Italiano: “abbiamo una grande diversità di offerta, e molte persone hanno deciso di promuovere una attività indipendente che garantisce di trovare la tua personalizzazione e luogo preferito, con offerta di pasticcini, paste, caffè e liquori a scelta”
Marketing americano: “Starbucks Starbucks Starbucks Starbucks Starbucks Starbucks Starbucks Starbucks Starbucks Starbucks Starbucks Starbucks Starbucks Starbucks Starbucks”.
Il coro degli zombie a ripetere “Starbucks Starbucks Starbucks Starbucks”
Articolo marchetta, scritto chiaramente a quattro mani fra Italia a Tavola e il marketing Percassi 🙂
Detto questo, per me una grande attrattiva e molto sottovalutata delle catene è che sono sempre uguali: trovi qualcosa che ti piace e sai che lo ritrovi uguale in qualunque altro punto vendita. Ti piace il blueberry muffin? è sempre lui, garantito. Sei in una zona diversa dal solito, vuoi un dolcetto e non sai se il baretto locale è buono? Starbucks invece è sempre uguale e il blueberry muffin è sempre lo stesso che già sai che ti piace. Rimuovere lo stress di scelta e dubbio è un meta-servizio sottovalutatissimo.
Giusto per fare un paragone con cose che conosco, ci sono 65 Starbucks solo in Abu Dhabi.
È una crociata contro Salvini
Che amarezza.
Ma sinceramente avere ancora un solo punto vendita dopo tre anni, per di più a Milano che non rappresenta propriamente un campione della realtà delle città italiane ma una eccezione, non mi sembra chissà quale successo.
L’unica cosa che mi ha colpito a leggere i commenti è che a Milano i bar li hanno i cinesi, sta cosa non me la sarei mai aspettata in un milione di anni, ovunque sia andato in Italia non ho mai visto un bar il cui proprietario non sia per l’appunto Italiano.
Comunque Starbucks funziona in modo diverso dai nostri bar tradizionali, è un luogo di studio e lavoro, di certo non ci vai a fare l’aperitivo con gli amici, almeno qui dalle 18 in poi ogni bar è pieno di gente che fa gli aperitivi e ce ne sono a bizzeffe di bar.
È un articolo debole perché a sostegno della tesi cita non risultati ma obiettivi futuri. “Abbiamo vinto perché faremo xxx entro il 2023”.
No, fai prima, poi canti vittoria.
Stare aperti tre anni non è un risultato convincente, perché non sappiamo il PnL, e può darsi benissimo che operi tutto in perdita.
Per inciso, non ho nulla conto Starbucks, vivo all’estero e anzi sono cliente. Mi infastidiscono però i media quando fanno ragionamenti fallati e bullshittosi.
Preferisco cappuccino e brioche dal bar/pasticceria. Ovunque io abbia provato Starbucks, non ho trovato nulla di buono, solo tutto stradolce.
Unpopular opinion: Starbucks a Moscova (Milano) fa uno degli espressi più buoni della città.
Tuttavia non ci vado spesso, troppa gente (tanti turisti/stranieri).
A me piacerebbe un Dunkin Donuts, Starbucks provato un paio di volte e lo trovo troppo costoso per quello che offre
Lo utilizzai tutte le mattine quando feci un progetto scolastico a New York, bellino per carità, ma boh sinceramente preferisco il cafè alle macchinette universitarie che quell’acqua sporca
Conosco gente che va da Starbucks per studiare ore e altri che ci organizzano riunioni con clienti e collaboratori, al bar sport del paesino questo purtroppo non è possibile e in altre realtà l’occupare per ore un tavolo viene visto come un “togliere spazio ad altri potenziali clienti”.
Dalle mie parti una cosa simile l’ho vista a Padova da Coffee Box dove trovi sempre studenti che rimangono lì ore, ma altri posti li conto su una mano penso.
Immagino che ognuno parli per le proprie esigenze. Io, invece, ADORO posti come Starbucks.
Fermo restando che non vado matta per il caffè, non mi spingo oltre il cappuccino o il caffelatte, a me della degustazione m’importa una ricca sega. Sarei desiderosa, invece, di più posti con il concetto del: “stai qui con calma, hai il wifi, poltrone comode e se vuoi ti mangiucchi qualcosa mentre ti fai gli affari tuoi”.
Io disegno per lavoro, spesso sento il bisogno di lavorare fuori da casa perché mi aiuta. Ma dove vado? I bar sono piccoli, con pochi posti al chiuso, senza wifi e se ti fermi per un po’ più del dovuto sembri che fai un torto a tutti.
Ovvio che la qualità dei prodotti è quella che è, roba iper-zuccherata e quant’altro, è che proprio vorrei un posto dove la mentalità italiana dell’andare di corsa anche quando ti bevi il caffè sia lasciata un po’ in disparte.
So che fa ridere perché sembra una roba da hipster del 2012 con il mac che scrive la sceneggiatura del suo prossimo spettacolo, ma io lo userei davvero come luogo di studio e lavoro quando voglio staccare il cervello da casa mia.