
Firma digitale, l’emendamento “Fedez” (per introdurre procedure online per la sottoscrizione delle liste elettorali) spacca in due la maggioranza

Firma digitale, l’emendamento “Fedez” (per introdurre procedure online per la sottoscrizione delle liste elettorali) spacca in due la maggioranza
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La proposta del radicale Riccardo Magi di introdurre la firma digitale, già in vigore per i referendum, anche per la sottoscrizione delle liste elettorali, cui sono tenuti i partiti che non siano già presenti in Parlamento. Una innovazione, spiegano i sostenitori, che avrebbe reso più trasparente e sicura la procedura, dopo anni e anni di denunce di irregolarità, scandali per firme false, persino condanne. Le regole attuali, infatti, obbligano a raccogliere un numero assai alto di firme in tutti i collegi, a sostegno delle candidature.
Il centrodestra si è opposto, obiettando che la materia era estranea al DL Recovery (che però si occupa ampiamente di digitalizzazione) e perché «in astratto questa norma potrebbe permettere a un influencer come Fedez di presentare una lista», ha sostenuto il leghista Borghi, mentre «la politica dovrebbe significare militanza attiva sul territorio».
Perché è poi difficile presentare le liste taroccate, con le firme raccolte chissà quando, chissà come e in bianco (ovvero senza elenco dei candidati): come pensate che possano decidere chi candidare anche a pochissimi giorni prima della campagna elettorale?
A quando l’emendamento Noyz Narcos e l’emendamento Young Signorino?
La destra italiana da 10 anni ossessionata e terrorizzata da un cantante. Patetici come pochi.