Firma digitale, l’emendamento “Fedez” (per introdurre procedure online per la sottoscrizione delle liste elettorali) spacca in due la maggioranza

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  1. La proposta del radicale Riccardo Magi di introdurre la firma digitale, già in vigore per i referendum, anche per la sottoscrizione delle liste elettorali, cui sono tenuti i partiti che non siano già presenti in Parlamento. Una innovazione, spiegano i sostenitori, che avrebbe reso più trasparente e sicura la procedura, dopo anni e anni di denunce di irregolarità, scandali per firme false, persino condanne. Le regole attuali, infatti, obbligano a raccogliere un numero assai alto di firme in tutti i collegi, a sostegno delle candidature.

    Il centrodestra si è opposto, obiettando che la materia era estranea al DL Recovery (che però si occupa ampiamente di digitalizzazione) e perché «in astratto questa norma potrebbe permettere a un influencer come Fedez di presentare una lista», ha sostenuto il leghista Borghi, mentre «la politica dovrebbe significare militanza attiva sul territorio».

  2. Perché è poi difficile presentare le liste taroccate, con le firme raccolte chissà quando, chissà come e in bianco (ovvero senza elenco dei candidati): come pensate che possano decidere chi candidare anche a pochissimi giorni prima della campagna elettorale?

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