Dall’articolo: “Mauro Biani ha segnalato invece in un post su Twitter di non avere cessato volontariamente la propria collaborazione, ma di avere appreso dell’interruzione della sua rubrica Taglio alto, che teneva dal 2017, durante un incontro con il direttore la settimana scorsa.”. Quindi anche Altan potrebbe essere stato cacciato dalla nuova direzione. Sarebbe una mossa a dir poco cretina. Ed è solo una delle grandi firme con cui L’Espresso ha deciso di tagliare i ponti o che si è allontanata dalla testata negli ultimi mesi.
I miei genitori erano abbonati a L’Espresso da più di trent’anni, quest’anno non hanno rinnovato l’abbonamento. Anche io che lo leggevo solo ogni tanto avevo notato un certo declino nella qualità. Pare che dietro ci siano molte controversie “politiche”. Avendo letto molti articoli usciti da quella redazione negli anni ‘60, ‘70, ‘80 mi dispiace molto, c’è la sensazione che una voce importante stia venendo a mancare.
Lo dico perchè va detto: Altan è uno dei più grandi di sempre.
Non so se avete mai letto qualcuna delle sue storie lunghe. Se non l’avete mai fatto, è ora di farlo.
Il nuovo espresso, per lo meno da quanto ho potuto vedere nella nuova edizione, sembra decente e contiene molti articoli, ma quello che manca di più è rispetto alle vecchie edizioni (almeno per me) è per certi il numero di inchieste. Molto spazio è stato dato ai problemi correnti, così come a cultura e società, ma il tutto è molto più generico, e per certi aspetti prevedibile.
Sebbene competente nella presentazione e nella gestione dei contenuti, rischia di alienare i lettori storici dell’espresso, senza necessariamente guadagnarne di nuovi. Ma questa è una mia opinione, non so come è stato recepito. Certo è che perdere volti storici di una pubblicazione così importante non può essere positivo…
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Dall’articolo: “Mauro Biani ha segnalato invece in un post su Twitter di non avere cessato volontariamente la propria collaborazione, ma di avere appreso dell’interruzione della sua rubrica Taglio alto, che teneva dal 2017, durante un incontro con il direttore la settimana scorsa.”. Quindi anche Altan potrebbe essere stato cacciato dalla nuova direzione. Sarebbe una mossa a dir poco cretina. Ed è solo una delle grandi firme con cui L’Espresso ha deciso di tagliare i ponti o che si è allontanata dalla testata negli ultimi mesi.
I miei genitori erano abbonati a L’Espresso da più di trent’anni, quest’anno non hanno rinnovato l’abbonamento. Anche io che lo leggevo solo ogni tanto avevo notato un certo declino nella qualità. Pare che dietro ci siano molte controversie “politiche”. Avendo letto molti articoli usciti da quella redazione negli anni ‘60, ‘70, ‘80 mi dispiace molto, c’è la sensazione che una voce importante stia venendo a mancare.
Lo dico perchè va detto: Altan è uno dei più grandi di sempre.
Non so se avete mai letto qualcuna delle sue storie lunghe. Se non l’avete mai fatto, è ora di farlo.
Il nuovo espresso, per lo meno da quanto ho potuto vedere nella nuova edizione, sembra decente e contiene molti articoli, ma quello che manca di più è rispetto alle vecchie edizioni (almeno per me) è per certi il numero di inchieste. Molto spazio è stato dato ai problemi correnti, così come a cultura e società, ma il tutto è molto più generico, e per certi aspetti prevedibile.
Sebbene competente nella presentazione e nella gestione dei contenuti, rischia di alienare i lettori storici dell’espresso, senza necessariamente guadagnarne di nuovi. Ma questa è una mia opinione, non so come è stato recepito. Certo è che perdere volti storici di una pubblicazione così importante non può essere positivo…