Fair share: Bruxelles potrebbe far pagare la banda anche ai grandi fornitori di servizi internet

10 comments
  1. Io sono molto combattuto, da un lato mi sembra un modo per far condividere a questi grandi colossi (Facebook, Google, Microsoft, …) una parte dei loro profitti, anche se darli a TIM/Vodafone non mi sembra un grande vantaggio per me.

    Dall’altro renderebbe internet un posto ancora più sbilanciato, per cui sono sicuro che se Wind3 avesse un accordo vantaggioso con Twitter ma non con Facebook (o Reddit!), probabilmente tratterebbe uno meglio e l’altro peggio.

  2. quindi ciaone a chi vuole offrire qualcosa di veramente gratuito, o trovi il modo di capitalizzare o chiudi.

  3. Che poi è perfino giusto, perché un servizio di messaggistica è offribile coi kilobyte, per uno di foto ci vogliono i megabyte, per film e video ci vogliono i gigabyte.

    Allora se tu Netflix/Dazn/PrimeVideo guadagni soldi intasando i backbone nazionali (infrastrutture che non hai pagato tu), è giusto fartelo pagare.

  4. Bruxelles è diventata la versione malvagia dell’URSS. Almeno l’URSS ti assicurava un tetto e un lavoro no matter what. Bruxelles neanche quello, anzi, ha contribuito a renderci sempre più poveri.

    Sembra faccia di tutto per diventare un supervillain stereotipato

  5. Il traffico b2b è pagato dalle sottoscrizioni agli accessi Internet enterprise.
    Il traffico user è pagato dagli abbonamenti degli utenti.

    La somma di questi copre più o meno la totalità del traffico passante sulle infrastrutture delle telco.

    Perché vorrebbero farsi pagare due volte?

  6. Post di Labriola, CEO di TIM, su LinkedIn:

    > I sei più grandi player digitali generano il 55% del traffico in Europa, ma non contribuiscono in alcun modo alle infrastrutture che lo veicolano.

    Quindi Netflix, Google etc non pagano “in alcun modo” le telco europee? non diciamo scemenze. Sono aziende che pagano fior di miliardi per infrastrutture e servizi, non potrebbero operare altrimenti. Tra l’altro nei commenti c’è uno che ha fatto i conti sul suo blog:

    https://blog.quintarelli.it/2023/01/fair-share-or-fairy-tale/

    A quanto pare se anche venisse concesso alle telco di rapinare il Netflix di turno intascandosi 1/3 dei suoi profitti europei, le somme costituirebbero una frazione minuscola del fatturato esistente.

  7. Articolo che già dice molto e che apprezzo, ma visto che l’occasione è arrivata voglio chiederlo esplicitamente anche qui per una volta.

    E sì, lo faccio anche se l’articolo in un certo senso tocca il punto, quindi non venite a dirmi “leggi l’articolo”. Io sono qui per parlarne con VOI.

    > “Usano le nostre reti e devono pertanto contribuire ai costi”

    Google sarà pur connessa a internet. Magari ci si “connette da sola” perchè è comunque Google e ha i mezzi per farlo, ma comunque da qualche parte ha per forza pagato per accedere a internet.

    Per dirla in altro modo: Google non è allacciata abusivamente ai tralicci dell’internet, no?

    Cioè la mia domanda è:

    Se Google genera un traffico spropositato, com’è che già oggi non paga per il fatto di avere un accesso alla rete con capacità spropositata?

    Nel senso: io a casa pago per la velocità X e sul cellulare pago per il traffico Y. Ingenuamente mi verrebbe da pensare che Google siccome ha bisogno di 50000X e 900000Y non pagherà 27.90+5.99€ al mese, no?

  8. certamente nessuna compagnia big tech penserà di rifarsi dei costi sul cliente finale aumentando i costi per i soli clienti europei.

    Staranno lì a farselo mettere nel culo dal parlamento europeo che invece di cercare di superare sta merda dell’unanimità o gli altri problemi strutturali che impediscono all’UE di passare al next step, inventa ste puttanate per far vedere che fa qualcosa.

  9. Ma poi, servizi come Wikipedia che cazzo fanno?

    L’UE ha una capacità di auto sabotarsi che è impressionante.

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