Già nel Trecento c’erano italiani che sapevano dell’esistenza dell’America – Il Post

12 comments
  1. Verso il 1340 (circa 150 anni prima della “scoperta” di Colombo) il frate domenicano di Milano Galvano Fiamma aveva riportato nella propria *Cronica universalis* che in Italia si era già a conoscenza dell’esistenza delle Americhe. Questo manoscritto tardo medievale era quasi del tutto sconosciuto fino a pochi anni fa.

    Fiamma, infatti, scrisse che a ovest della Groenlandia c’era un’altra terra, “Marckalada” o “Marchalanda” (n.b., traduzione di *Markland*, uno dei nomi che i vichinghi diedero alle terre che incontrarono nelle loro esplorazioni dell’Atlantico), di cui sentì parlare da marinai genovesi. Questi, a loro volta, potrebbero averne sentito parlare grazie a scambi commerciali con il Nord Europa.

    Più il tempo passa e maggiori dettagli, e documenti, abbiamo sul fatto che nel Medioevo, per semplificare, ci fossero molte più conoscenze “moderne” di quanto si credesse.

    Cosa ne pensate?

  2. Effettivamente i vichinghi arrivarono in America qualche centinaia di anni prima di Colombo (se non sbaglio) e potrebbe essere che qualcuno sia anche riuscito a tornare in Europa dove, anche se limitatamente, la voce di nuove terre si è diffusa anche tra le popolazioni cristiane

  3. Veramente affascinante.

    Leggendo l’articolo mi vien da pensare che questa “Marchalanda” fosse considerata come l’ennesima leggenda marinaresca di cui non tener conto.

    Mi verrebbe da chiedere a padre Fiamma: Ok fratm tutto molto interessante, ma a parte la parola di qualche marinaio genovese, che prove c’hai? Mi sa che ti hanno solo raccontato cazzate per scammarti qualche fiorino.

  4. Nel trecento Bonifacio VIII credeva pure che esistessero gli unicorni, tant’e’ che nell’inventario ecclesiastico dichiarava di avere un corno.

    Cioe’ ci sta pure che nel medioevo ci fosse qualcuno che credesse che le perfette masse celesti fossero in grado di piegare il mosaico spazio temporale, perche’ sparava cacchiate a caso basandosi sul nulla, mica perche’ era Einstein.

  5. Ricordo di questa scoperta, decisamente molto interessante e sinceramente quasi scontato che i marinai si scambiassero storie di terre lontane e che, considerato che è stato ben provato, le notizie riguardo le esplorazioni norrene fossero arrivate fin qui.

    Detto questo niente di tutto ciò diminuisce in alcun modo l’importanza del viaggio di Colombo. Sì tratta della differenza tra alcune vaghe dicerie riguardo terre fredde e misteriose e una vera e propria rivoluzione mondiale

  6. Seguo segnandomi il passo in questione

    >I marinai che frequentano i mari della Danimarca e della Norvegia dicono che oltre la Norvegia, verso settentrione, si trova l’Islanda. Più oltre c’è un’isola detta Grolandia, dove la Stella Polare resta alle spalle, verso meridione; la governa un vescovo. Lì non c’è né grano né vino né frutti, ma vivono di latte, di carne e di pesce. Abitano in case sotterranee; parlano a bassa voce ed evitano i rumori, per non essere sentiti dagli animali feroci che li sbranerebbero. Lì vivono enormi orsi bianchi, che nuotano nel mare e portano a riva i naufraghi; e li vivono falchi bianchi dal volo imponente, che vengono mandati all’imperatore dei Tartari nel Catai. E ancora oltre, verso occidente, c’è una terra chiamata Marckalada. Gli abitanti del posto sono dei giganti: esistono edifici di pietre così grosse che nessun uomo sarebbe in grado di metterle in posa, se non grandissimi giganti. Lì si trovano alberi verdi, animali e moltissimi uccelli. Però non c’è mai stato nessun marinaio che sia riuscito a sapere con certezza notizie su questa terra e sulle sue caratteristiche.

  7. Questa scoperta è interessante nel far vedere come le informazioni si diffondessero piuttosto in là nonostante si trovasssero in una epoca che pensiamo “ingessata” e oscura come il medioevo

    Inoltre l’articolo specifica come sia anche interessante come questa informazione provenga proprio da Genova, guardacaso proprio la patria di Colombo

    Chissà se questa informazione era cosa nota nella zona come leggenda quando visse Colombo

  8. Ci sono scritti di navigatori anglosassoni che trovarono terra disabitata e ostile navigando verso ovest, nel racconto trovano isole di cristallo (icebergs?) Mostri marini (balene? Narvali?). Tempi di navigazione e barche usate sono congrui con il raggiungere il Canada e tornare. Ma non scoprirono mai qualcosa di interessante. Mai confermato ma l’ipotesi regge.

    Il problema dei vichinghi eccetera è che la rotta “costiera” passa molto a nord. Una rotta in cui è facile trovare terra per riparare la barca, trovare cibo o altro supporto. Si arriva però nell’America settentrionale estrema, che è una terra di scarso interesse. Anche qua speculazioni ma molto plausibili.

    Gli eschimesi saranno stati in America fin da quando esistono ad esempio. Ma tra ghiaccio siberiano e ghiaccio del nord Canada… non c’era una differenza abissale, niente da scoprire o conquistare insomma. (Mia speculazione)

    Colombo ha scoperto un America che nessuno aveva scoperto prima, perché trovó mezzi e coraggio di fare un viaggio equatoriale, completamente senza riferimenti o terraferma su cui appoggiarsi. Trovando popoli e terre molto interessanti. Rimane un evento epocale anche se qualcuno ha messo piede in America secoli prima.

    La storia insomma, l’ha fatta chi ha aperto rotte commerciali ripetibili e fruttuose. Che conseguentemente hanno creato una relazione, un contatto, duraturo con un altro popolo (ahimè a colpi di fucile a volte).

    Nota per i curiosi: ricordo questo viaggio finanziato da un faraone, che sembra essere durato due anni. La missione: scoprire terre e ricchezze. Il viaggio: partiti dal mar rosso, percorsero tutta la costa africana in senso orario, facendo tutto il giro, fino a rientrare nel mediterraneo e poi and Alessandria. Successo di sicuro? Non si può dire. Ma i testi fanno intendere possa essere avvenuto, ed era praticamente fattibile. Non trovarono nulla d’interesse e non ripeterono più la rotta.

    Fonte: a memoria, dai video YT dello storico navale Drachinifel (mostro di bravura, raccomando)

    Concludo: sarebbe da folli pensare di aver passato migliaia di anni sul pianeta senza che qualche tizio qua e là non fosse andato a cercare nuove terre.

  9. A me la cosa che manda in bestia è sapere che esiste gente che, solamente perché può spendere 40000 sterline per comprare un manoscritto antico, si arroga pure il diritto di tenerselo in libreria senza probabilmente capirci nulla di quello che c’è scritto dentro.

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