I licei scelti dal 57,1% degli studenti, ma aumentano leggermente le iscrizioni agli Istituti tecnici

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  1. Le variazioni mi sembrano talmente minime da non essere significative, gli istituti tecnici, che salgono al 30,9%, rispetto al 30,7% dell’anno precedente, ben lo 0,2% degli studenti ha cambiato idea.

    Mi colpisce la grossa percentuale che sceglie il liceo, la metà di questi tra l’altro lo scentifico.

    C’è futuro per il classico? Ho i miei dubbi

  2. Tutta colpa dell’idea circolante che gli istituti tecnici siano per coloro che non hanno voglia di studiare. Se tornassi indietro sicuramente non sceglierei il liceo

  3. Notare poi la quantità dei liceali che passa poi all’ università a studiare materie da istituti tecnici.

  4. L’importante è che l’istruzione ricevuta sia di qualità e che venga insegnato un metodo di approccio alla vita, alle difficoltà e come saper usare le nozioni.

    Io ho fatto il classico e poi sono andato a fare ingegneria. Si palpava la differenza il primo anno tra chi aveva fatto lo scientifico e chi aveva fatto il tecnico, ma una volta finita l’esperienza si parte tutti dallo stesso livello di nuovo (escludendo qualità personali ovviamente).

  5. Al sud la scelta del liceo è obbligatoria perché i tecnici sono parcheggi per scansafatiche (anche se c’è qualcuno che poi è davvero interessato) ma soprattutto i professionali sono recinti per animali, ho sentito storie allucinanti da un mio amico, tipo per fare un esempio un suo compagno di classe era ai domiciliari per una tentata rapina all’ufficio postale con un taglierino ma spesso usciva da scuola calandosi dalla finestra per andare a giocare alle slot machine o stare al bar e i prof terrorizzati non gli dicevano niente

  6. E se ne laureranno meno delle metà e gli altri si troveranno con nulla in mano. Colpa dei professori delle medie che se non vai male ti spingono verso il liceo perché “gli ITIS e i professionali sono per le capre” cit. un mio professore delle medie

    Poi vabbè ci sarebbe da discutere sul senso di far prendere una decisione così importante a dei 13enni

  7. Non c’è meritocrazia, c’è un livellamento verso il basso ma si permette di andare al liceo a tutti .
    C’è qualcosa che non va , bisogna riempire ragioneria , geometra , industriale e professionale e far andare al liceo solo chi vale davvero

  8. Premesso che l’età di fine medie è assolutamente insufficiente per poter scegliere con cognizione di causa (“eh ma tanto il biennio è comune, se vuoi puoi cambiare” cit).

    Sarebbe ora di finirla con le suddivisioni tra professionale, tecnico e liceo in base a “non ha voglia di fare un cazzo – è bravino – ha tutti 10, cosa dovrà mai fare signora mia?”. Io ho scelto un tecnico (ITI Informatica) contro i consigli di tutti, che volevano farmi fare un liceo. Non potrei essere più felice di questa scelta, ho scelto una scuola piccola dove sono stato seguito molto bene, e tantissime nozioni mi sono servite per agevolarmi la vita all’uni (IoT, Big Data and Web). Lunga vita ai tecnici e ai professionali.

  9. Purtroppo c’è sta sorta di incubo da parte dei genitori nel mandare i figli al tecnico, tendenzialmente gli ITIS sono abbastanza difficili e devi studiare per passare l’anno, al biennio da classi con 30-40 persone passi al triennio con max 10 persone.. considerando poi che in media buona parte dei diplomati va a finire in ingegneria o altre facoltà stem, è un ottima scuola e anche se non continui con l’università hai la possibilità di crearti una buona carriera..

    Il Gap tra liceo/tecnico/classico in facoltà come ingegneria, per quello che ho visto è che all’ex studente dell’itis all’inizio manca un metodo di studio (o meglio la volontà di studiare piu’ di 3 ore al giorno) e molto spesso ha moltissimi bias e tende a sovrastimare le sue capacità.

  10. Liceo in termini di qualità dell’istruzione non vuol dire più niente. Se si parla di classico o scientifico, al limite anche linguistico, ancora ha senso la distinzione. Ma in termini di difficoltà, e poi capitale umano, tutti gli altri licei sono più facili e offrono una preparazione nettamente inferiore rispetto ad un tecnico.

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