Ciao! Più si va avanti più vengono fuori dati che, once again, confermano la troppa disuguaglianza come radice di problemi sistemici.
Vi preoccupa la situazione?
> Basti pensare che il 10% più ricco, a livello globale, genera quasi metà delle emissioni mondiali.
Il 10% più ricco a livello globale sono 800 milioni di persone, la popolazione dei paesi sviluppati praticamente. Grazie tante che generano il 50% di emissioni, sono quelli che hanno a disposizione i comfort della modernità che richiedono un conseguente consumo energetico. L’agricoltore di sussistenza del Botswana genera pochissime emissioni, ma non festeggerei il dato.
> I modelli di consumo e **investimento**
Ed eccola qui la solita fregnaccia, che ero sicuro ci sarebbe stata già dal solo titolo. Ripartire le emissioni dell’azienda X sugli azionisti, così che se tu hai quote di un fondo tramite il quale possiede il 0.0001% di X allora “tu” hai fatto lo 0.0001% delle emissioni di X, è assolutamente fuorviante.
Le emissioni si fanno in conseguenza di attività economica che produce beni o servizi. Le aziende petrolifere, che sono le principali protagoniste di queste classifiche, non emettono perché hanno la malvagità nel cuore, ma perché il mondo gira sui combustibili fossili. Puntare il dito contro chi le possiede ha pochissimo senso: anche immaginando che queste aziende fossero completamente sovietizzate, le “loro” emissioni dipendono dai consumi alla base.
In pratica: se si vogliono ridurre le emissioni bisogna ridurre i consumi che le causano. Il sistema di gran lunga più fattibile, supportato dalla virtuale totalità degli economisti e in (lento, purtroppo) processo di implementazione in EU, è una [carbon tax con dividendo](https://it.wikipedia.org/wiki/Carbon_tax#Propositi_economici), che da un lato scoraggi i consumi ad alte emissioni alzandone il prezzo (rendendo quindi più competitive le alternative), dall’altro redistribuisca i proventi in maniera progressiva.
Sono più preoccupato dalle soluzioni proposte dai religiosi dell’ambiente (ormai è una religione millenarista sconnessa dalla realtà) che dal problema in sé
perchè non andate in monopattino per ridurre le emissioni? twittò la Ferragni dal suo jet privato
Vi dico solo che il mio condominio essendo in classe A, ha attrezzature tecniche che richiedono un contratto di fornitura a media tensione. Questo ci impedisce di avere tariffe a prezzi convenienti. Quindi ci troviamo a pagare il doppio perché facciamo del bene al pianeta.
Io dico che siamo dei fessi, noi poveri, a cercare di salvare il salvabile per benestanti e ricchi.
Per fortuna che questa mattina ho sciacquato il barattolino dello yogurt
Politici UE: “togliamo gli aerei per le tratti brevi!”
Sempre politici UE: “tranne per fare Bruxelles-Strasburgo”
Io farei un conto semplice:
Ogni cosa che compri ha un prezzo. Il prezzo è in gran parte guidato da quanta energia ci vuole per fare l’oggetto. Anche i minerali, costano in base all’energia per estrarli. Così il cibo eccetera.
Con questa premessa, spendere vuole dire consumare energia, e consumare di conseguenza il pianeta.
Non ci sono soluzioni placcate oro, il raffreddamento del mondo lo si può ottenere solo tagliando i consumi, e investendo in nuove fonti di energia sostenibili. Il che è un costo che deve essere pagato con altri sacrifici, quindi ancora meno consumi.
I paesi che faranno i tagli più severi oggi, con gli investimenti più giusti, saranno in vantaggio nel prossimo futuro.
La discussione che dobbiamo fare è dove e come tagliare, SUBITO. Certamente, per tagliare bene, bisogna per prima cosa tagliare dove si può senza ammazzare nessuno. Passare dallo yacht di 100 metri a quello da 30, viaggiare in prima classe al posto che col jet privato, sono sacrifici minimo rispetto a quello che l’italiano medio sta già facendo.
Passiamo il nostro tempo a differenziare i rifiuti a mano, a casa nostra. Siamo forzati a spendere i risparmi per rifare la casa, cambiare auto. L’italiano medio è ALL IN a salvare il modo rispetto al nulla che viene chiesto alle classi superiori. Non solo sembra sbilanciato, è anche inutile perché stiamo lavorando sul 10% dei redditi mondiali mentre le classi sopra detengono il 90% da cui non tagliano un cazzo di niente. Quel 90% di spesa continuerà ad inquinare comprando giocattoli mentre noi ci ammazziamo di rotture per fare si e no il 10% di differenza.
Io non vedo nessuno parlare del problema più grande: nei paesi dove si inquinerebbe di meno non si produce.
Ovvero: fare un generico oggetto inquina tanto, le leggi europee permetterebbero di produrlo con una quantità di inquinamento X, ma costa troppo! Allora si va a produrlo in un paese con leggi meno stringenti, ma inquiniamo 5X.
Stessa cosa quando in Italia si parlava di trivellazioni sì/no. Abbiano detto di no, ma se vediamo il mondo come un sistema chiuso dovevamo dire di SI’, perché nessuno può estrarlo inquinando poco come noi.
Vogliamo salvare il pianeta? Iniziamo spostando tutte le industrie in Europa.
Quanta invidia sociale che viene sfogata in questo post.
Per vostra informazione, i soldi che riuscireste a estrarre dall’1% più ricco non sarebbero neanche lontanamente sufficienti per risolvere il problema.
Sapete cosa aiuterebbe? Fare questo processo al 10% più ricco, quello si che aiuterebbe. Ma questo include sostanzialmente tutti voi, include le classi medie di tutti i paesi del primo mondo, per iniziare. Più le classi medio-alte dei paesi in via di sviluppo.
Se ci sono da fare dei sacrifici io sono pronto, ma non pensate di poter scaricare questo carico su l’1% che tanto invidiate e disprezzate. Toccherà a tutti i presenti pagare.
Specifico questa cosa perché mi sembra che in occidente ci stiamo crogiolando nel rassicurante pensiero che è colpa dei più ricchi, quindi pagheranno loro. Ma non è così, siamo tutti compartecipi in questo sistema.
È un sistema che si, inquina ed estrae risorse, ma permette anche di fare tante cose utili, come curare malattie, sfamare miliardi di persone e diffondere conoscenza. Una volta che ci rendiamo conto di essere anche noi per primi parte di un sistema che, tra le altre cose, inquina il mondo, dobbiamo chiederci: voglio salvare questo sistema, trovando il modo di renderlo sostenibile, o voglio distruggerlo?
Chi se la prende con l’1% razionalizza questa scelta dicendo “è solo colpa loro, solo loro devono pagare” . Ma non funziona così. Loro sono la punta dell’iceberg che emerge, ma sotto l’acqua ci siamo anche noi a contribuire.
Chi dice che il sistema dobbiamo distruggerlo sostanzialmente è pronto a condannare miliardi di persone a morire di fame o di qualche malattia che avevamo debellato da tempo. Loro stessi devono essere pronti (potenzialmente nel corso del tempo) a ritornare a cacare nei boschi e a vivere fino a 40 anni. Liberi di farlo.
Io preferisco conservare questo sistema, cambiarlo dove e come si può. E anche a prepararsi alla eventualità che potremmo non salvarci tutti.
Basta fare una accisa sui carburanti e usarla per la cattura del CO2. Fine del dibattito fra ricchi e poveri. Se ogni singolo volo e ogni uso di carburanti fossili diventa neutrale, non serve più andare a fare guerre ai ricchi o ai poveri.
Ovviamente secondo i luminari il problema è il morto di fame che dopo un anno di lavoro si fa una vacanza con ryanair e che non può permettersi la macchina elettrica, non il loro jet privato e 45 ville in giro per il mondo.
Lascio questo qua. La carbon tax è il singolo mezzo più efficace per combattere il cambiamento climatico. Se sei “ambientalista” e in particolare ti interessa il clima, ogni risorsa che usi per fare qualcosa di diverso da promuovere concretamente questa policy mediante lobbying è tempo buttato.
13 comments
Ciao! Più si va avanti più vengono fuori dati che, once again, confermano la troppa disuguaglianza come radice di problemi sistemici.
Vi preoccupa la situazione?
> Basti pensare che il 10% più ricco, a livello globale, genera quasi metà delle emissioni mondiali.
Il 10% più ricco a livello globale sono 800 milioni di persone, la popolazione dei paesi sviluppati praticamente. Grazie tante che generano il 50% di emissioni, sono quelli che hanno a disposizione i comfort della modernità che richiedono un conseguente consumo energetico. L’agricoltore di sussistenza del Botswana genera pochissime emissioni, ma non festeggerei il dato.
> I modelli di consumo e **investimento**
Ed eccola qui la solita fregnaccia, che ero sicuro ci sarebbe stata già dal solo titolo. Ripartire le emissioni dell’azienda X sugli azionisti, così che se tu hai quote di un fondo tramite il quale possiede il 0.0001% di X allora “tu” hai fatto lo 0.0001% delle emissioni di X, è assolutamente fuorviante.
Le emissioni si fanno in conseguenza di attività economica che produce beni o servizi. Le aziende petrolifere, che sono le principali protagoniste di queste classifiche, non emettono perché hanno la malvagità nel cuore, ma perché il mondo gira sui combustibili fossili. Puntare il dito contro chi le possiede ha pochissimo senso: anche immaginando che queste aziende fossero completamente sovietizzate, le “loro” emissioni dipendono dai consumi alla base.
In pratica: se si vogliono ridurre le emissioni bisogna ridurre i consumi che le causano. Il sistema di gran lunga più fattibile, supportato dalla virtuale totalità degli economisti e in (lento, purtroppo) processo di implementazione in EU, è una [carbon tax con dividendo](https://it.wikipedia.org/wiki/Carbon_tax#Propositi_economici), che da un lato scoraggi i consumi ad alte emissioni alzandone il prezzo (rendendo quindi più competitive le alternative), dall’altro redistribuisca i proventi in maniera progressiva.
Sono più preoccupato dalle soluzioni proposte dai religiosi dell’ambiente (ormai è una religione millenarista sconnessa dalla realtà) che dal problema in sé
perchè non andate in monopattino per ridurre le emissioni? twittò la Ferragni dal suo jet privato
Vi dico solo che il mio condominio essendo in classe A, ha attrezzature tecniche che richiedono un contratto di fornitura a media tensione. Questo ci impedisce di avere tariffe a prezzi convenienti. Quindi ci troviamo a pagare il doppio perché facciamo del bene al pianeta.
Io dico che siamo dei fessi, noi poveri, a cercare di salvare il salvabile per benestanti e ricchi.
Per fortuna che questa mattina ho sciacquato il barattolino dello yogurt
Politici UE: “togliamo gli aerei per le tratti brevi!”
Sempre politici UE: “tranne per fare Bruxelles-Strasburgo”
Io farei un conto semplice:
Ogni cosa che compri ha un prezzo. Il prezzo è in gran parte guidato da quanta energia ci vuole per fare l’oggetto. Anche i minerali, costano in base all’energia per estrarli. Così il cibo eccetera.
Con questa premessa, spendere vuole dire consumare energia, e consumare di conseguenza il pianeta.
Non ci sono soluzioni placcate oro, il raffreddamento del mondo lo si può ottenere solo tagliando i consumi, e investendo in nuove fonti di energia sostenibili. Il che è un costo che deve essere pagato con altri sacrifici, quindi ancora meno consumi.
I paesi che faranno i tagli più severi oggi, con gli investimenti più giusti, saranno in vantaggio nel prossimo futuro.
La discussione che dobbiamo fare è dove e come tagliare, SUBITO. Certamente, per tagliare bene, bisogna per prima cosa tagliare dove si può senza ammazzare nessuno. Passare dallo yacht di 100 metri a quello da 30, viaggiare in prima classe al posto che col jet privato, sono sacrifici minimo rispetto a quello che l’italiano medio sta già facendo.
Passiamo il nostro tempo a differenziare i rifiuti a mano, a casa nostra. Siamo forzati a spendere i risparmi per rifare la casa, cambiare auto. L’italiano medio è ALL IN a salvare il modo rispetto al nulla che viene chiesto alle classi superiori. Non solo sembra sbilanciato, è anche inutile perché stiamo lavorando sul 10% dei redditi mondiali mentre le classi sopra detengono il 90% da cui non tagliano un cazzo di niente. Quel 90% di spesa continuerà ad inquinare comprando giocattoli mentre noi ci ammazziamo di rotture per fare si e no il 10% di differenza.
Io non vedo nessuno parlare del problema più grande: nei paesi dove si inquinerebbe di meno non si produce.
Ovvero: fare un generico oggetto inquina tanto, le leggi europee permetterebbero di produrlo con una quantità di inquinamento X, ma costa troppo! Allora si va a produrlo in un paese con leggi meno stringenti, ma inquiniamo 5X.
Stessa cosa quando in Italia si parlava di trivellazioni sì/no. Abbiano detto di no, ma se vediamo il mondo come un sistema chiuso dovevamo dire di SI’, perché nessuno può estrarlo inquinando poco come noi.
Vogliamo salvare il pianeta? Iniziamo spostando tutte le industrie in Europa.
Quanta invidia sociale che viene sfogata in questo post.
Per vostra informazione, i soldi che riuscireste a estrarre dall’1% più ricco non sarebbero neanche lontanamente sufficienti per risolvere il problema.
Sapete cosa aiuterebbe? Fare questo processo al 10% più ricco, quello si che aiuterebbe. Ma questo include sostanzialmente tutti voi, include le classi medie di tutti i paesi del primo mondo, per iniziare. Più le classi medio-alte dei paesi in via di sviluppo.
Se ci sono da fare dei sacrifici io sono pronto, ma non pensate di poter scaricare questo carico su l’1% che tanto invidiate e disprezzate. Toccherà a tutti i presenti pagare.
Specifico questa cosa perché mi sembra che in occidente ci stiamo crogiolando nel rassicurante pensiero che è colpa dei più ricchi, quindi pagheranno loro. Ma non è così, siamo tutti compartecipi in questo sistema.
È un sistema che si, inquina ed estrae risorse, ma permette anche di fare tante cose utili, come curare malattie, sfamare miliardi di persone e diffondere conoscenza. Una volta che ci rendiamo conto di essere anche noi per primi parte di un sistema che, tra le altre cose, inquina il mondo, dobbiamo chiederci: voglio salvare questo sistema, trovando il modo di renderlo sostenibile, o voglio distruggerlo?
Chi se la prende con l’1% razionalizza questa scelta dicendo “è solo colpa loro, solo loro devono pagare” . Ma non funziona così. Loro sono la punta dell’iceberg che emerge, ma sotto l’acqua ci siamo anche noi a contribuire.
Chi dice che il sistema dobbiamo distruggerlo sostanzialmente è pronto a condannare miliardi di persone a morire di fame o di qualche malattia che avevamo debellato da tempo. Loro stessi devono essere pronti (potenzialmente nel corso del tempo) a ritornare a cacare nei boschi e a vivere fino a 40 anni. Liberi di farlo.
Io preferisco conservare questo sistema, cambiarlo dove e come si può. E anche a prepararsi alla eventualità che potremmo non salvarci tutti.
Basta fare una accisa sui carburanti e usarla per la cattura del CO2. Fine del dibattito fra ricchi e poveri. Se ogni singolo volo e ogni uso di carburanti fossili diventa neutrale, non serve più andare a fare guerre ai ricchi o ai poveri.
Ovviamente secondo i luminari il problema è il morto di fame che dopo un anno di lavoro si fa una vacanza con ryanair e che non può permettersi la macchina elettrica, non il loro jet privato e 45 ville in giro per il mondo.
https://www.cnbc.com/2019/10/10/carbon-tax-most-powerful-way-to-combat-climate-change-imf.html
Lascio questo qua. La carbon tax è il singolo mezzo più efficace per combattere il cambiamento climatico. Se sei “ambientalista” e in particolare ti interessa il clima, ogni risorsa che usi per fare qualcosa di diverso da promuovere concretamente questa policy mediante lobbying è tempo buttato.