10/02: una data per non dimenticare le foibe e l’esodo istriano

16 comments
  1. Con la legge n. 92 del 20 marzo 2004 viene istituito in Italia il Giorno del ricordo per, citando il primo articolo della legge, “[…] Conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.”
    Ci sono solamente delle stime delle vittime di questo massacro, sempre però nell’ordine delle migliaia.
    A questa tragedia vanno aggiunti più di 250.000 esuli che dovettero abbandonare tutti i loro averi e scappare in Italia, dove purtroppo spesso incontrarono ostilità da parte di coloro che consideravano concittadini.

    Io ritengo sia giusto ricordare, ma è inaudito che personaggi politici ne facciano propaganda paragonando il suddetto sterminio alla Shoah.

    Per ricordare le vittime dell’incubo suprematista fascio-nazista, ci si raduna e si sostiene l’inutilità delle guerre e la necessità che follie del genere non si ripetano mai più.

    Per ricordare le vittime delle foibe, alla testa di molte persone sinceramente addolorate e partecipi si mettono con prepotenza truci figuri che portano labari decorati da teschi, fanno il saluto romano e glorificano la guerra, il nazionalismo e la supremazia di uomini su altri uomini, cioè precisamente quel tipo di simboli e atteggiamenti che sempre degenerano nel conflitto violento e nella morte. In pratica, si onorano i morti causati dall’odio inneggiando all’odio.

    Questo è sbagliato.

  2. Io credo che sia estremamente importante ricordare le foibe e che dovrebbero esserci più eventi e sensibilizzazione a riguardo.

    Bisogna sempre ricordare che cosa succede quando fai salire al potere un fascista con manie di imperialismo che va a rompere il ca**o ai paesi confinanti e finisce per farsi cacciare a calci nel c*lo. Succede che poi quelli che hai oppresso si vendicano.

    Credo sia rilevante oggi più che mai.

  3. Questa delle foibe è una battaglia identitaria della destra, così come la celebrazioni della Resistenza sono quasi esclusivamente appannaggio della sinistra.

    Bisognerebbe pensare oltre gli schemi del Novecento e dire che questa gente è stata uccisa perchè italiana, non perchè fascista.

  4. Più correttamente esodo giuliano-dalmata.

    Ricordiamo, perché spesso si fa confusione, che:

    -Con il trattato di Rapallo (1920) l’Italia e la Yugoslavia si accordano formalmente sui confini post-WW1: all’Italia va quasi tutta la Venezia-Giulia (ossia le province di Trieste, Gorizia, e la provincia di Pola, quest’ultima corrispondente all’Istria; la reggenza del Carnaro, che pure sarebbe Venezia-Giulia, diventa invece lo stato autonomo di Fiume) mentre alla Yugoslavia va quasi tutta la Dalmazia (le province di Spalato e Cattaro; la provincia di Zara, che pure sarebbe Dalmazia, diventa invece italiana).

    -Con il trattato di Roma (1924) Italia e Yugoslavia si dividono lo Stato di Fiume: città di Fiume e dintorni vanno all’Italia, il rimasuglio (Porto Baros e dintorni) alla Yugoslavia.

    -Dopo l’invasione durante la IIGM, con il trattato di Roma (1941) l’Italia si annette il resto della Dalmazia (province di Cattaro e Spalato) e la fa confluire, assieme alla provincia dalmata di Zara che già aveva, nel “governorato di Dalmazia”.

    -L’8 settembre 1943 i territori giuliano-dalmati vengono occupati dai tedeschi. L’Italia passa dalla parte degli Alleati e disconosce il governorato di Dalmazia. Fino al ’45 si svolge la guerra tra tedeschi e RSI da un lato e esercito popolare yugoslavo dall’altro (appoggiato dai Sovietici e dagli altri Alleati, e, fino all’invasione dei territori italiani, anche dall’aviazione co-belligerante italiana e da elementi della Resistenza). L’esercito popolare yugoslavo arriva fino alla zona di Capodistria e Trieste (dove però anche gli anglo-americani mettono piede).

    -Con il trattato di pace del 1947, l’Italia cede formalmente alla Yugoslavia le province di Zara (Dalmazia), Fiume (Carnaro) e Pola (Istria). Questi territori in Yugoslavia vengono ricompresi nello stato federato di Croazia. In più viene formalmente ceduta una parte della provincia di Gorizia (che in Yugoslavia va allo stato federato di Slovenia, attuale area di Nova Gorizia). Inoltre, la provincia di Trieste diventa stato libero di Trieste assieme all’unico pezzetto dell’Istria non annesso alla Yugoslavia (provincia di Capodistria).

    -Lo stato di Trieste viene diviso di fatto nel 1954 (Memorandum di Londra) e formalmente nel 1975 (Trattato di Osimo) tra Italia e Yugoslavia: all’Italia va la provincia di Trieste (Zona A), alla Yugoslavia (stato federato di Slovenia) va la provincia di Capodistria (Zona B).

    Solo la locuzione “esuli giuliano-dalmati” li ricomprende tutti. Esuli istriani si riferisce specificamente a quelli delle province di Pola e Capodistria.

  5. Ribadisco quello che scrissi lo scorso anno. Una tragedia nazionale che continua a non essere compresa a causa delle forti politicizzazioni da ambo i lati perché il suo ricordo ha sempre poggiato su questa polarizzazione, portando a una distorsione dei fatti e delle responsabilità. E leggendo alcuni commenti, non è che qui sia un dibattito tanto diverso, perché non posso leggere che gli italiani erano i conquistatori, scambiando quei territori per l’Africa Orientale Italiana.

    Onore a chi andò via ma anche a chi rimase, perché solo loro sanno la difficoltà di prendere una determinata scelta in quel periodo storico, le nostre chiacchiere stanno a zero.

  6. La mia maestra delle elementari era un’esula. Si chiamava [Mafalda Codan](https://it.wikipedia.org/wiki/Mafalda_Codan?wprov=sfla1)

    La pagina di Wikipedia parla un po’ della sua esperienza anche se mancano dettagli molto più macabri.

    Da bambino non mi ero reso conto dell’inferno che ha dovuto passare questa donna, ogni volta che c’è questa giornata penso a lei e alla sua forza di andare avanti.

    Quando leggo commenti di gente dire che persone come lei se lo siano meritato mi vengono davvero i brividi.

  7. sappino tutti quelli che dicono “sì ok ma i fascisti se la sono cercata” che a me suonano letteralmente uguale a “sì ok ma gli ebrei se la sono cercata”

  8. Questo “giorno del ricordo” esiste solo per demonizzare il socialismo e mettere sullo stesso piano un eroe del popolo come Tito con Mussolini, se la destra volesse ricordare le sofferenze degli italiani durante la guerra il vero giorno del ricordo dovrebbe essere per le vittime dei bombardamenti indiscriminati compiuti dagli imperialisti angloamericani, con 40.000 morti civili solo a Roma, dieci volte le foibe

  9. mattarella ha ribadito il no ad ogni negazionismo, verrà accusato di essere un nazifascista anche lui?

  10. Una cosa che mi lascia scioccato è la facilità con cui si uccideva, come se non fossero persone. L’ennesimo capitolo di sangue in un periodo terrificante, e meriterebbe di essere trattato con più rispetto e non come bandiera. Ma siamo in Italia e dubito si farà mai

  11. L’Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia, tra il 1943 e il 1945, giustiziò 3.000-4.000 militari e civili italiani; parte di queste vittime finì nelle foibe, caverne naturali usate come fosse comuni. È giusto ricordare le vittime civili uccise ingiustamente.

    Tuttavia aggiungo alcuni numeri che possono contestualizzare l’accaduto:

    * La guerra civile italiana fece circa 90.000 vittime, di cui 40.000 partigiani, 40.000 fascisti e 10.000 civili. Per quanto riguarda le foibe è impossibile calcolare il vero rapporto tra vittime civili e totali, ma non potrà essere un numero molto diverso da quello nazionale.
    * L’Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia, che comprendeva circa 50.000 partigiani italiani, oltre a 4.000 vittime italiane e 50.000 tedesche, uccise 10.000 sloveni e 60.000 croati. Così come per le vittime italiane, queste cifre includono militari e collaborazionisti (veri o presunti). Davvero i massacri delle foibe furono pulizia etnica?
    * Nel solo Piemonte, i partigiani fecero circa 4.000 vittime, che anche in questo caso includono militari e collaborazionisti (veri o presunti). Evidentemente il ricordo delle vittime dei partigiani jugoslavi conta più di quello delle vittime dei partigiani italiani.

    Chiedo per favore a chi downvoterà di indicare quale dato che ho riportato è sbagliato

  12. Una giornata per ricordare un eccidio strumentalizzato spudoratamente dalla destra.

    Giusto ricordare i morti e i profughi, ma si dovrebbe anche ricordare che si è arrivati a ciò grazie alle violenze sistematiche del fascismo sulle popolazioni non italofone, partendo dall’incendio del Narodni Dom (Centro culturale della minoranza slovena) a Trieste già nel 20 ad opera di squadracce fasciste.

    Per vent’anni i fascisti hanno operato una politica di italianizzazione forzata su Croati, Sloveni, Sudtirolesi e perfino valdostani, dall’italianizzazione forzata di nomi e cognomi alla chiusura delle scuole in lingua autoctona, fino ai rastrellamenti durante la guerra. Questo non lo dicono nè i neofascisti di FdI nè molto spesso la scuola. E i fratelli d’Italia imperterriti continuano ancora adesso, quando, per esempio, si propone di cambiare nomenclatura o rimuovere riferimenti al fascismo a Bolzano e dintorni, come il famigerato (e orrido) arco della vittoria.

    Un evento come le foibe dovrebbe essere anche un momento per condannare chi ha fomentato le tensioni etniche in quella zona. E ricordiamoci che da vent’anni l’Italia non ha ancora ratificato la carta europea delle lingue regionali e minoritarie.

  13. Alla fine come sempre siamo ricaduti nell’ Italiani brava gente e come sono cattivi gli slavi che non manca mai su questo sub. I liberali sono proprio i migliori amici dei fascisti, non riescono neanche a riconoscerne i crimini, e cosa ne è conseguito quando hanno perso una guerra per incompetenza. Agli Italiani il fascismo è piaciuto ed ha fatto comodo soprattutto dove c’è stata gente che era di serie B. Ma che importa. Gli slavi sono mostri, si sa.

  14. secondo me se si faceva una giornata unica per commemorare le vittime di entrambi i lati era meglio, era anche più rappacificante.

    c’è un pò troppo il mito di Italiani brava gente in giro.

  15. A volte mi chiedo se la Fata Smemorina una notte spargesse la Sabbia della Dimenticanza sugli occhi di tutti gli uomini del mondo se al risveglio vivremmo in un mondo peggiore o migliore di quello in cui viviamo oggi.

    (Insert meme Pacciani)

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