Fenomenologia di Dario Fabbri

9 comments
  1. L’ex braccio destro di Lucio Caracciolo imperversa in TV dall’inizio dell’invasione russa, il suo sguardo magnetico e il suo cranio lucido ammaliano il pubblico mentre lui esterna una lunga serie di idee molto nette sul carattere intrinseco di un po’ tutti i popoli del mondo. Non è tanto strano che lui le abbia, ma che nessuno gli chieda mai conto _di come é arrivato ad averle_ e perché _proprio quelle_. Questo articolo mette in fila un po’ di domande.

  2. Fabbri a volte sembra una specie di ChatGPT, usa sempre le stesse parole e espressioni rimescolate a seconda dell’argomento

    Comunque leggo meglio l’articolo domani, adesso non ho la testa, sembra molto interessante

  3. Escludendo valutazioni sul “personaggio Fabbri”, mi interessa più quello che dice di come lo dice, lui lo trovo tra i più competenti analisti di geopolitica, anche più di Caracciolo.

    Ho letto a spanne l’articolo per questioni di tempo ma mi sembra sia solo un’analisi della sua “ascesa televisiva/carriera”

  4. A me è sempre sembrato un cialtrone completo, perfetto mix tra il prodotto delle facoltà di scienze politiche in Italia e questa specie di sensazionalismo televisivo da salotto romano.

    Caracciolo almeno ha un po’ di amor proprio e prova a non fare completamente la figura del pagliaccio

  5. Non sono un fan di Fabbri ma questo mi sembra un articolo debolissimo. Lui non dice che la psicologia dell’individuo sia perfettamente sovrapponibile a quella collettiva, ma solo che siano analoghe. Inoltre il commento sull’antropologia può essere confermato da letteralmente qualsiasi manuale di antropologia culturale e politica (ed ancora di più se si vanno a studiare i trattati di antropologia ottocenteschi, nei quali queste forme di psicologismo erano assolutamente imperanti). In generale, mi sembra che l’autore per qualche ragione abbia deciso di interpretare ogni sua tesi nel modo più banalizzante possibile.

  6. > Fabbri – **come tutti gli altri esperti** – svolge il suo ruolo solo e soltanto se rimane esoterico, perlomeno limitatamente ai principi primi da cui muovono le sue analisi. La società è parte attiva nel processo che rende l’esperto tale proprio perché si rifiuta di scoprire cosa c’è sotto questo status.

    Peccato che l’articolo sia impostato come analisi di Fabbri nello specifico, quando questa sezione (e il confronto con Orsini) illustra come sia un fenomeno che va oltre l’individuo, ma riguarda tutti gli esperti da salotto (che siano umanisti o scienziati, in base alla crisi in corso).

    Sostanzialmente il “problema degli esperti” è che, nonostante dispongano anche di vaste conoscenze del passato e del presente, viene continuamente chiesto loro di prevedere il futuro (o sono loro i primi a proporsi di farlo), perché alla fine è quello che interessa *davvero* alle persone.

    La questione è che il futuro non è ancora avvenuto e ce n’è solo uno, quindi non è possibile testare le proprie teorie in modo scientifico su di esso: dei [cigni neri](https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_del_cigno_nero) possono completamente alterare le tendenze in corso; anche provando a controllare questa variabilità (“ci sarà una guerra/pandemia/crisi”) è impossibile indovinare i dettagli specifici, i quali a cascata produrranno deviazioni sempre maggiori. Infine, l’iperstizione stessa può cambiare il futuro (“questo evento è inevitabile” -> mi preparo e ne creo le precondizioni; “questo evento non può succedere” -> non mi preparo e ne creo le precondizioni), in base a cosa crede chi detiene il potere.

    TL;DR: è facile che degli economisti/storici/politologi/virologi facciano (o venga fatta loro fare) la figura dei ciarlatani, perché il futuro è necessariamente un campo in cui gli esperti non hanno esperienza.

  7. Articolo molto interessante. Credo tuttavia che lo stesso autore non abbia compreso l’impostazione di Fabbri. Ma soprattutto pare che il suo problema principale non siano tanto la fondatezza e logicità degli argomenti, quanto piuttosto l’assenza di curriculm accademico con tanto di fondatezza scientifica alla base di ogni dichiarazione fatta da Fabbri, così da poter essere legittimato in quanto esperto.
    In sostanza, è una critica all'”esperto” Fabbri perché non si adatta ai canoni degli esperti.
    [https://www.zoonpolitikon.it/signore-degli-esperti/](https://www.zoonpolitikon.it/signore-degli-esperti/)

  8. Non capisco perché ci debbano essere gli haters di qualsiasi cosa. Dario Fabbri non è nemmeno una figura controversa. Mi sembra molto più roba da ciarlatani questo tipo di articoli.

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