Oggi ricorre la [“**Giornata internazionale delle donne nella scienza**”](https://unric.org/it/giornata-internazionale-delle-donne-e-ragazze-nella-scienza/) che ha l’obiettivo di riconoscere il contributo delle donne allo sviluppo della scienza e della tecnologia e di incoraggiare le giovani generazioni di donne a intraprendere carriera in questi campi.

Questa è stata creata osservando come le donne abbiano giocato un ruolo importante nella storia della scienza, ma spesso la loro presenza e i loro contributi sono stati minimizzati o ignorati. La Giornata internazionale delle donne nella scienza mira a colmare questa lacuna e a promuovere la parità di genere nell’accesso alle opportunità di formazione e carriera nelle *scienze, tecnologia, ingegneria e matematica* (**STEM**).

10 comments
  1. Pensavo (o speravo?) che scienziate come Marie Curie, la Montalcini, Margherita Hack, senza citare figure forse meno note ai piu’, tipo Margaret Hamilton, la Barré-Sinoussi e tante altre avessero ampiamente dimostrato di come il contributo delle donne sia determinante. Spero sia solo una giornata “commemorativa” e di incoraggiamento perche’ mi pare che non ci sia piu’ dubbio che ormai si e’ raggiunta una discreta parita’.

  2. Dato che il thread sta prendendo una piega un po’ calda, lancio qui un paio di storie a tema con la giornata:

    > Williamina Fleming, astronoma e pioniera della spettografia stellare, catalogò oltre 10.000 corpi celesti in nove anni. Trovò occupazione come cameriera in casa dell’astronomo Edward Charles Pickering, il quale, deluso dai propri collaboratori presso l’Harvard College Observatory, affermò che la propria cameriera avrebbe svolto un lavoro sicuramente migliore di loro. Nel 1881 Pickering assunse la Fleming presso l’osservatorio.

    > Ada King, matematica, teorizzò nel XVIIII secolo l’uso di sistemi di calcolo meccanici per scopi più ampi. Largamente considerata come la prima programmatrice e profeta dell’era del computer, segnò il passaggio dal calcolo alla computazione. È anche conosciuta con il cognome del marito, Lovelace.

    > Radia Perlman, computer scientist, creò l’algoritmo dietro il protocollo STP, alla base anche dei successivi RSTP e TRILL, e dell’internet come lo conosciamo oggi. Fu anche tra i primi a trattare del tema della network security, pubblicando uno dei più importanti libri sull’argomento (*Network Security: Private Communication in a Public World*). È soprannominata “The Mother of the Internet”.

  3. Sarebbe bello se ci fosse qualche donna a parlare di come vive una realtà STEM qui nel thread.

    Per ora ho visto solo gente frignare o dire “non esiste la discriminazione e basta”.

  4. 1) è un evento internazionale. Se in Italia, come accesso all’educazione in materie stem siamo messi abbastanza bene, non è la stessa cosa in altri paesi (vedi Iran che ha buttato fuori le donne dalle università)

    2) in Italia non è un problema di accesso, tanto quanto di discriminazione. Forse le parole scelte per scrivere il post non sono proprio le più corrette (o magari vivo in una bolla felice io).
    Vedo molte persone che portano numeri e statistiche, che sono vere ma non c’entrano con la discriminazione.
    Mi sono trovata un datore di lavoro che ha detto “non assumo donne perché sono incapaci”, mi sono sentita dire “le donne vengono avvantaggiate dai professori durante gli esami” (e che mi sono sentita dire in relazione a me stessa, ma che io non ho mai notato). Sopporto battute sessiste.
    Mi sento continuamente dire “non è ora di mettere su famiglia/avere un figlio?”, nonostante io abbia espresso io mio desiderio di non volerlo fare e abbia invece detto di voler proseguire nei miei studi.
    Sono stata trattata come una “strana” per tutta la vita.

    3) nell’articolo si dice “dai test antidroga che trattano il corpo femminile come una aberrazione”… Questa non l’ho capita, qualcuno me la spiega?

  5. Mamma mia che tristezza questo sub…

    – “Le esperienze aneddotiche non provano nulla” perche giustamente sono aneddotiche e ci può anche stare come ragionamento (anche se una cosa è un caso isolato dovrebbe non succedere a tutte, o almeno a molti)

    – le statistiche pure quelle no, non vanno bene.
    I numeri su quante donne ci siano in meno nelle università e nella ricerca e nelle professioni scientifiche parlano chiaro…
    “Eh Si ma è perché alle donne non interessa, lo ha dimostrato questo studio” (che è stato debunked 2 anni dopo perché nessuno ha replicato i risultati c i calcoli erano incorretti, ma continuiamo a postarlo perché è ovvio che le donne sono geneticamente meno interessante alla matematica, il gene della matematica di trova sul cromosoma Y infatti)

    – “io il condizionamento delle società non lo vedo, a me uomo non è mai successo e a mia sorella hanno regalato le macchinine a Natale… “

    Io non so se uno non vuole capire che i Bias inconsci sono appunto inconsci e ce li abbiamo tutti. Esistono un million di studi che provano come esistono, per razza, e genere.

    Linko questa cosa che non è uno studio ma un simpatico video della BBC che introduce sintetizza bene la questione. Poi su questo esistono degli studi veri, con risultati replicabili.

    https://youtube.com/watch?v=nWu44AqF0iI&feature=shares

  6. Detto che sono completamente favorevole a iniziative come questa, anche per il solo fatto che il talento è talmente raro che è semplicemente da ritardati rinunciarvici per questioni inutili come sesso, razza, religione o qualunque altra cosa, rimango sempre esterrefatto da come le persone possano decidere cosa gli altri devono pensare e contemporaneamente dipingersi come paladini della libertà.

    L’obiettivo da raggiungere, in una società sana, è la **parità di opportunità**. Parità di opportunità vuol dire che se uno vuole fare *<inserire qualunque figura professionale>*, ha le stesse identiche opportunità di farlo a prescindere che sia un uomo, una donna, un pesce, un topo, un alieno.

    Questo concetto NON CONSISTE NEL FATTO CHE:

    * chiunque possa fare *<inserire qualunque figura professionale>*. Anche a parità di opportunità, non tutti potranno farlo semplicemente perché non tutti hanno la capacità di farlo.
    * tutti i micro-gruppi saranno equamente rappresentati. Se nella società nessuna donna vuole fare l’ingegnere, non ci saranno donne ingegneri. Se nella società nessun uomo vuole fare il microbiologo, non ci saranno microbiologi uomini. Non c’è ALCUN male in tutto ciò.

    Ora, se ci sono problemi ***oggettivi*** che impediscono l’accesso delle donne alle STEM, possiamo parlarne e cercare di capire cosa fare per migliorare. Un esempio di problema oggettivo potrebbe essere: “non c’è il bagno delle donne nel dipartimento di ingegneria”.

    Se invece pensate che il problema sia che le bambine giochino con le bambole o che non ci sia il 50% di donne in tutte le facoltà STEM, non solo non avete capito un cazzo, ma il vostro obiettivo non è la libertà dell’individuo, ma solo il vostro ideale malato di società.

  7. Dopo una “carriera” di studi in classi/gruppi di studio a maggioranze bulgare di genere femminile, con competenze e creatività largamente superiori alle mie (e, detto tra noi, mai esitato a chiedere aiuto per calcoli o compiti che trovavo difficili)

    sono rimasto ESTERREFATTO a sentire come oltreoceano ci sia ancora una resistenza enorme solo a PENSARE che le donne possano accedere a indirizzi STEM men che meno senza battutine o insinuazioni di sorta.

    Anche qui come in altri campi, mi sono illuso che la questione fosse chiusa

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