Cottarelli vuole obbligare i partiti a dire come finanziano i programmi elettorali

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  1. L’idea sarebbe valida ovviamente ma, altrettanto ovviamene, è di difficile (o impossibile) applicabilità. Temo.

    O anche se fosse fattibile non ci sarebbe una via di controllare se le coperture indicate nel programma elettorale siano effettivamente reali o meno.

    Basta vedere il pasticcio fatto durante questa finanziaria: [Manovra, richiesta di 43 correzioni dalla Ragioneria Generale: mancano le coperture](https://www.iltempo.it/politica/2022/12/22/news/manovra-mancanza-coperture-ragioneria-generale-stato-bonus-cultura-comuni-34310911/)

  2. Se su YouTube sono obbligati a scrivere “messaggio promozionale” quando cercano di venderti qualcosa, perché la politica dovrebbe avere standard più bassi?

    Sarebbe qualcosa di straordinario ma nessun partito vorrà mai farlo.

  3. Vorrebbe dire chiedere ai partiti di fare come normalmente fa un’azienda.
    Non sarebbe male ma già le aziende hanno difficoltà a farlo, avendo le competenze. I partiti che non le hanno sarebbero ancora più in crisi.

  4. Questo si basa sull’erronea idea che la qualità di un programma si basi sulle sue basi finanziarie. La realtà politica è che il metro di giudizio migliore per giudicare un programma è la lunghezza; infatti, più lungo è il programma, più saranno le pagine, dunque più spessa sarà la brochure, migliorando la sua capacità di fermare il dondolio di quel tavolo con la gamba più corta.

  5. Quella di Cottarelli mi pare l’ennesima sbandata tecnocratica, dove si confonde la correttezza per la spendibilità politica. Sì, un organo indipendente che vaglia i programmi e le proposte di coperture fornirebbe utili informazioni. No, non se lo cagherebbe nessuno se non chi *già oggi* si fa questo genere di domande e si informa.

    Per tutti gli altri il discorso sarebbe immutato: voto X perché mi piace a sentimento, perché è quello “nuovo” e gli altri mi hanno stufato, perché l’ho sempre votato, perché gli altri sono comunisti/fascisti/gender/bigotti. L’organismo indipendente dice che il programma di X non ha coperture? beh tanto i politici mentono tutti comunque, si sa, gli altri sono uguali, e poi lo vogliamo dire che tanto indipendente quest’organo non è?

    Ad esempio, in America c’è il CBO, il Congressional Budget Office, un organo bipartisan dove analisti coi controcazzi fanno previsioni economiche sulla base delle principali proposte e iniziative dei partiti. Le loro analisi sono interessantissime e chiunque prenda sul serio la politica non può che trovarle interessanti. Vi sembra che la politica americana sia basata su queste compassate valutazioni?

  6. Sarebbe inutile, se anche vi fosse un organismo indipendente (la cui indipendenza è poi garantita da chi?) deputato a fornire pareri, quando il programma del partito X viene dichiarato economicamente insostenibile e non realizzabile, il partito X non farà altro che dire che l’organismo indipendente non è davvero indipendente, e che il fatto che si esprima un giudizio simile sul programma che piace così tanto agli elettori è la riprova che l’organismo indipendente è asservito ai poteri forti

  7. Classiche proposte un po’ del menga, i programmi elettorali sono cheap talk e gli elettori dovrebbero saperlo. Piuttosto li abolirei del tutto, solo vibes

  8. Al votante medio non fotte nulla dei programmi economici e della loro fattibilita’. Non per disinteresse, ma semplicemente perche’ le tematiche sono troppo complesse da capire, e l’elettore non e’ in grado o non ha voglia, non ha l’attention span sufficiente.

    Quello che conta e’ “arrivano i fascisti” vs. “ci voglio trasformare i figli in trans”. E si gode di piu’ se si “smonta” l’avversario con un meme (btw, Ferragni, si pronucia “mim” non “meh meh”), come in un incontro sportivo. Questa e’ la politica oggi, non solo in Italia.

  9. aggiungerei anche che quando dicono “abbasseremo le tasse”, dovrebbero dire quali spese taglieranno.

  10. Quasi ogni tipo di programma si può finanziare attingendo alla ricchezza privata. Ovvero con le tasse. Il problema non è che “non ci sono i soldi”, è che non vogliamo mettere le mani nelle tasche degli italiani, o almeno di quelli ricchi.

    E prima che mi diciate “gne ma i capitali si spostano all’estero”, se si vuole prendere dei soldi si può fare, vedasi il prelievo forzoso di Amato (che è regressivo e non toccava i capitali investiti, quindi lungi da me supportarlo, ma dimostra che i mezzi tecnici ci sono).

  11. Questo é perche ne te ne cottaarelli sanno la differenza tra un programma politico e un progetto esecutivo

    Ora dal redditor medio me lo aspetto pure, da cottarelli meno, che mi fa pensare sulla sua onesta intellettuale ma vabe

    Il rpgramma politico non é un programma esecutivo, é un canovaccio per cercare di capire la direzione che potrebbero prendere una volta votati.

    Poi mancano davvero le basi del funzionamento politico dell repubblica. Te non voti il partito. Te voti la.persona nella tua circoscrizione. Non voti il simbolo non voti il programma, voti la persona con le suee idee politiche e la sua motlralita e stop. Anche se non sai come si chiama. Il resto sono fregnacce.

    Senno cambiamo ordinamento, non ha senso tener li su 600persone, facciam votare per i partiti e poi i segretari si metton d accordo e a montecitorio ci facciamo un wine bar o una altra attivita cosi si alzan due soldi.

    Non c e l obbligo di mandato, e volete mettere la copertura fiscale sui programmi politici ( che di solito sono messi insieme pochi giorni prima del voto).

    Questa é peggio di voler reinventare l irpef. Non solo non si ha idea di come funziona il meccanismo che si vuole modificare, ma Almeno l irpef funziona ed ha senso.

  12. E’ una soluzione che mi ero posto tempo fa. L’unico problema che ho potuto vedere a lungo tempo è che potrebbe prevenire la formazione di partiti emergenti. I partiti già consolidati hanno schiere di persone pronte a redigere, e anche rimborsi dovuti alle passate legislature.

    Per un partito emergente è molto più difficile. Può essere una buona o una brutta cosa.

  13. Cottarelli si riconferma un grande evonomista che non capisce assolutamente nulla di politica.

    Chi garantisce l’indipendenza dell’organismo? Chi garantisce la mancanza di parzialità ideologica e favoritismi sulla base dell’ideologia politica ed economica del partito in questione?

    Proposta folle e infattibile

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