Perché l’economia russa non è crollata. Ovvero :quanto hannno funzonato le sanzioni.

13 comments
  1. Nell’anno di guerra si sono rincorse opinioni varie sull’impatto delle sanzioni (le più pesanti della storia) sull’economia russa e sulla loro capacità di dare uno stop alla guerra.
    Da una parte c’è l’evidenza che la guerra non è stata fermata e che se l’Ucraina non è stata invasa é più per l’impreparazione militare russa, dall’altra c’è la scarsità di notizie economiche affidabili dalla Russia (normale in periodo di guerra) che rende difficile capire la reale situazione al di là dell’ovvia propaganda.
    L’articolo prova a dare una risposta con la conclusione che, in un mondo interconnesso, le sanzioni non riescono ad avere l’impatto che si poteva sperare.

  2. Se Korea del Nord ed Iran non sono crollate nonostante le sanzioni e’ difficile credere che la Russia potesse andare in fallimento dopo un anno.C’e’ da vedere come impatteranno i possibili ridotti introiti di gas&oil (nel 2023) sul budget statale e quanto di questo budget si spostera’ dal BAU all’economia di guerra. Considerando anche che il tesoretto che usano per mantenere a galla il rublo si deteriora con il passare del tempo.

    L’outcome piu’ probabile (secondo me, ma sono un ignorante quindi…) e’ che l’economia Russa si deteriorera’ lentamente con lo spostarsi del budget statale all’economia di guerra. Ma che crolli non credo proprio.

  3. Personalmente non ho mai creduto che l’economia russa sarebbe crollata di colpo.

    Posso però immaginare, se non un lento declino, una sempre maggiore dipendenza verso Cina ed India, prima economica e poi politica. Inizierà con il dover vendere materie prime al prezzo che dicono loro e finirà con il dover sottostare alle loro pressioni politiche.

    Per me più che al declino economico assisteremo al declino politico della Russia.

  4. La convinzione dell’opinione pubblica secondo la quale le sanzioni avrebbero affondato la Russia in un paio di mesi, credo sia soprattutto frutto di una serie di orrori(si orrori) giornalistici che hanno reso il terreno fertile per una subdola interpretazione in chiave filo-russa, anche per quanto riguarda il dibattito sulla questione degli aiuti militari.

    Solo gli ingenui/ignoranti, oppure chi è in malafede, continuano ad utilizzare questo argomento per delegittimare il supporto all’Ucraina, nulla di nuovo.

  5. Parafrasando il pensiero dello storico miltare Mirko Campochiari:

    1- Le sanzioni funzionano sul lungo termine e mai nel breve.

    2- Non ci si può aspettare che le sanzioni spezzino la volontà di una nazione, ma che ne ridimensionino le capacità nel futuro.

    Korea del Nord e Iran sono sotto sanzioni internazionali da decenni, eppure nonostante tutti i loro problemi stanno ancora in piedi.

    Da italiani dovremmo saperlo meglio di tutti, perché il primo caso di sanzionamento internazionale nella storia è stato contro l’Italia fascista a seguito dell’invasione di Eritrea ed Etiopia.

    Sanzioni che fra l’altro hanno avuto un peso decisivo nella capacità dell’Italia di ammodernare le proprie forze armate, contribuendo al fatto che arrivarono al secondo conflitto mondiale con mezzi ed attrezzatura scadente e vetusa.

    Fra l’altro, un paese che campa di export delle sue materie prime è ben più resistente ad un reggime sanzionatorio rispetto as un paese come il nostro basato sulla produzione di beni con valore aggiunto.

    Seppure il mondo occidentale ha rotto i legsmi commerciali con la Russia, questa sta riuscendo ad attutire il colpo perché c’è sempre fame delle sue risorse altrove (Cina e India in primis).

  6. L’economia russa non crollerà completamente, ma impalelá a pallale lusso in modo divelso…
    Pesto sarà una colonia cinese più di quanto non lo sia ora. Putin sta tentando di ricontattarci contro l’Africa con i clandestino favorendo la destra che ha finanziato fino ieri, che ha le sue stesse idee e che è ragione per missione di pace (sconfiggere i nazisti europei) così come lukashenko ha usato l’immigrazione per ricaricare la Polonia verso destra.
    È per questo che Valuto, Ovadia, Travaglio, Santoro, sindacati, ecc… Fanno la figura dei fessi ad attaccare l’Ucraina.

  7. L’economia russa non crollerà completamente, ma impalelá a pallale lusso in modo divelso…
    Pesto sarà una colonia cinese più di quanto non lo sia ora. Putin sta tentando di ricontattarci contro l’Africa con i clandestino favorendo la destra che ha finanziato fino ieri, che ha le sue stesse idee e che è ragione per missione di pace (sconfiggere i nazisti europei) così come lukashenko ha usato l’immigrazione per ricaricare la Polonia verso destra.
    È per questo che Valuto, Ovadia, Travaglio, Santoro, sindacati, ecc… Fanno la figura dei fessi ad attaccare l’Ucraina.

  8. L’anno scorso hanno venduto pure piu’ olio del solito e a prezzo triplo dato che dai tedeschi in poi si comprava qualunque goccia di combustibile disponibile per paura di restare senza, ovviamente la Russia vendeva ancora a noi.

    Ma dall’inverno la situazione e’ cambiata: non solo l’Europa compra meno e altrove ma la Putin ha pure deciso di ridurre gli export per ricatto con il risultato che adesso vendono molto meno e il prezzo del’ ural oil e’ crollato a ~45$. Buona parte del gas non arriva proprio dato che il Nordstream e’ saltato e buona parte del resto passava dall’Ucraina e andava alle regioni ex sovietiche che Putin ora ha tagliato fuori.

    La vendita di combustibili per la Russia era il 40% delle entrate per il budget dello stato, come detto l’anno scorso gli e’ andata bene ma adesso fanno la meta’. Hanno delle riserve economiche ma le stanno intaccando, il deficit e’ gia’ raddoppiato.

    Cosa pure peggiore e’ che pure la Cina di riffa o di raffa paga le conseguenze dell’instabilita’ causata dalla guerra, gia’ hanno altri problemi e al di la’ delle ovvie dichiarazioni di solidarieta’ con l’unico alleato che hanno contro gli USA di sicuro gli imprenditori non sono contenti.

  9. Non so se sia nelle sanzioni in essere o se c’e’ un’ipotesi in tal senso, ma secondo me **vietare a TUTTI i Russi l’espatrio in qualunque paese NATO** sarebbe una bella mossa per generare malcontento interno. Non colpisce la gran parte della popolazione -fascia debole- che e’ povera e non viaggia in ogni caso, ma colpisce le Elite. Niente vacanze in Svizzera o Shopping a Parigi / Londra. Probabilmente non saranno contenti.

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