Nicorvo, il Comune senza dipendenti, il sindaco e il personale a chiamata

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  1. >Nicorvo, 270 abitanti in provincia di Pavia, non assume più personale e va avanti solo con aiuti esterni. Dopo il pensionamento dell’ultimo impiegato rimasto, il sindaco Ratti non ha indetto un concorso per un sostituto
    «I dipendenti comunali non servono». Il Comune di Nicorvo, 270 abitanti in provincia di Pavia, non assume più personale e va avanti unicamente con aiuti esterni. Dopo il pensionamento, lo scorso settembre, dell’ultimo impiegato rimasto (il tuttofare Rosario Napoli), l’amministrazione del sindaco Michele Ratti non ha ritenuto di indire un concorso per cercare un sostituto. L’accordo con il vicino comune di Sant’Angelo Lomellina, un «gigante» di 800 abitanti, fa sì che un’impiegata per lo stato civile e una ragioniera raggiungano il municipio di Nicorvo per qualche ora la settimana, giusto il tempo che serve.
    Già a settembre 2022, cioè dal giorno dopo la meritata pensione di Napoli, il sindaco Ratti aveva chiarito di voler provare ad andare avanti senza personale fisso, in via sperimentale. Adesso la scelta è definitiva. «Questo sistema — le sue parole — sta funzionando e non ho ricevuto lamentele di disservizi dai cittadini, che sono sempre informati sugli orari di apertura degli sportelli comunali». Quindi, anche se il municipio funziona con tempistiche ridotte, basta conoscerle e sapersi organizzare di conseguenza.
    Quella di Nicorvo rappresenta una situazione unica, in una zona (la Lomellina) piena di centri minuscoli, anche con meno di cento abitanti. I paesi più piccoli di Nicorvo mantengono però almeno un dipendente comunale. «Il bilancio — chiarisce Ratti — è sano, e se volessimo potremmo assumere anche subito. Non è un tentativo di risparmiare. Semplicemente, le esigenze del municipio non necessitano di avere in carico del personale».
    Oltre alle impiegate da Sant’Angelo, l’ufficio tecnico è in collaborazione con Mortara e la pulizia delle strade è appaltata a una ditta esterna. Per i servizi sociali c’è il supporto del Piano di zona di Vigevano e per la polizia locale verrà stipulata una convenzione, visto che è scaduta l’attuale. Perfino il parroco, don Riccardo Campari, sta a Parona e viene qui soltanto domenica mattina per dire una messa a settimana.
    Sembra lecito chiedersi come mai questo Comune rurale che per anni non ha avuto neanche il bar (ora, invece, c’è) non si fonda con altri, ma qui nessuno vuole sentirne parlare. Alle Comunali del 2018 l’unica lista civica dichiaratamente «pro fusione» prese appena il 14,8 per cento dei voti e arrivò terza su cinque. Ratti conquistò più voti di tutti gli altri candidati messi insieme anche per una posizione netta, contraria, sull’accorpamento con comuni più grandi. Il sindaco è un pavese che ha scelto di vivere qui. «Per far sparire un comune con la propria storia e la propria identità, ancorché poco popoloso, servono motivi seri — dice Ratti — . La fusione può portare soldi dallo Stato, ma noi siamo già economicamente autosufficienti. Negli ultimi cinque anni a Nicorvo sono stati eseguiti lavori per circa 2 milioni di euro. Il 95 per cento di questi soldi è arrivato da bandi, regionali e statali, a fondo perduto: basta sapersi muovere bene e le soddisfazioni arrivano. Abbiamo quasi “rifatto” il paese. Quindi quello finanziario non è un motivo valido per fonderci con altre realtà maggiori e diventare una frazione. Altre ragioni e non ne vedo». Anche la popolazione, perlopiù anziani agricoltori, sembra pensarla uguale: meglio un municipio aperto a singhiozzo, ma da raggiungere a piedi, che prendere l’auto e spostarsi su stradine di campagna, in cui d’inverno c’è ancora la nebbia e dove gli unici a passare sono i pellegrini che camminano sulla via Francigena, e che portano un piccolo indotto turistico.

  2. In certe zone molto disabitate bisognerebbe obbligare i comuni a fondersi. Alcuni hanno il buonsenso per farlo da soli ma la stragrande maggioranza no. E il problema della Lomellina (e della Lombardia più rurale in generale) è che ha anche comuni territorialmente piccoli, quindi la bassa densità si fa ancora più sentire.

  3. non é un sindaco, é un amministratore di un condominio sviluppato in orizzontale.

    cmq ricordavo che comuni sotto i 5000 abitanti non fossero più ammessi.

  4. Unione di comuni

    La legge n. 56 del 2014 ha mantenute ferme le due tipologie di unione previste già in precedenza: quella, facoltativa, per l’esercizio associato di determinate funzioni e quella obbligatoria per i comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti per l’esercizio delle funzioni fondamentali da parte dei comuni. Ad entrambe si applicano le modalità definite dall’art. 32 del TUEL (decreto legislativo n. 267 del 2000).

    Per le unioni obbligatorie è stato stabilito un ulteriore limite demografico minimo necessario per l’istituzione dell’unione fissato in 3.000 abitanti qualora si tratti di comuni appartenenti o appartenuti a comunità montane (almeno tre comuni).

    https://temi.camera.it/leg17/temi/unioni_fusioni_comuni

  5. >Negli ultimi cinque anni a Nicorvo sono stati eseguiti lavori per circa 2 milioni di euro. Il 95 per cento di questi soldi è arrivato da bandi, regionali e statali, a fondo perduto:

    porcodue 2 milioni in 5 anni a fondo perduto per 200 persone.

  6. > Il Comune di Nicorvo, 270 abitanti in provincia di Pavia

    Si ok **il mio condominio ha più abitanti**, ma che cazzo di spreco è?!

    E questi volevano pure dei dipendenti?!

    EDIT: chi downvota che problema ha? E’ felice di un intero comune con tutto quel che ne consegue di dimensioni di un condominio?!?!

  7. Qui bisognerebbe chiudere il comune… Da me ci sono frazioni con più di 270 abitanti. Per carità, bravo e onesto il sindaco, ma porca trota! Un po’ di raziocigno.

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