La garante per l’infanzia ha proposto un sistema di riconoscimento (una sorta di spid) per essere riconosciuti sui social network ed evitare così che possano accedervi i minori di 16 anni.
Dal mio punto di vista, internet è e dovrà sempre essere libero e accessibile da tutti, in ogni suo angolo remoto: un bene paragonabile al giorno d’oggi all’acqua! Dunque, ritengo questa proposta inutile perché non risolverebbe assolutamente il problema ma, anzi, lo accentuerebbe come hanno storicamente fatto la maggior parte dei divieti (vedi ad esempio proibizionismo). Ciò che serve è una corretta educazione digitale dei propri figli, sia in famiglia sia a scuola. Voi cosa ne pensate?
Sospetto che il garante per l’infanzia, composto da ottuagenari che odorano di minestra, verrà presto hackerato da un gruppo di 14enni, usando una mail di phishing in cui si promettono buoni sconto sul bicarbonato.
Se uno è testa di cazzo a 15, molto probabilmente lo sarà pure a 16 salvo eventi particolari. Quindi sposta solo il fenomeno del cyberbullismo e del deficit di attenzione. Piuttosto, la proposta di Tiktok sembra già più valida, per il massimo d’ora giornaliero
Va benissimo secondo me, tanto oramai i social e company rubano così tanti dati che non penso sarà questo che farà traboccare il vaso.
Oramai i social media sono troppo tremendi per essere fatti usare da dei ragazzi senza supervisione. La cosa forse più dannosa sarebbe tagliare i ragazzi fuori da youtube, che è una buona risorsa se usata per scopi educativi.
I genitori hanno i parental control, possono bloccare servizi e siti inappropriati a livello di provider, di dispositivo, di account. Perciò è evidente che una proposta del genere è assolutamente eccessiva.
D’altra parte, per garantire che solo gli over 16 possano iscriversi, bisogna identificare *tutti*. E quindi di fatto si propone di introdurre l’obbligo di identificazione di ogni utenza social. Che in un mondo perfetto sarebbe indifferente, ma nel mondo reale, specie in un paese dove politici, celebrità e ricchi in genere hanno la querela facile, è una gran brutta china da prendere.
Un approccio singolare. Al posto che regolare i social che sono un inferno di immondizia (privacy, rivendita di dati personali, contenuti spammati dietro lauto compenso, interferenze sociali e politiche tramite algoritmo che favorisce alcune correnti), si vieta di usarli al minore. Come vendere le auto senza cinture col divieto di portarci i bambini.
Insomma, singolare approccio al problema.
Anche la scelta dell’età è singolare, tipo io ente sono responsabile fino ai 16 quindi blocco tutto a tutti per tutta la parte che mi riguarda, e buonanotte al secchio.
Io sono d’accordo. Speriamo avvenga il prima possibile. Siamo ancora in tempo per salvaguardare le nuove generazioni.
Si sì sì sì
Ancora il concetto di vietare? Vietiamo anche la droga, il fumo, gli alcolici, il gioco d’azzardo? È la stessa cosa.
IMHO si fa una regola quando può essere controllata. Che cosa si fa quando la regola non viene rispettata? Al momento tutti se ne fregano delle regole anche perché non si ha più paura di alcuna sanzione / pena.
Quando qualcuno troverà il modo giusto di “educare” faccia un fischio. Al momento non abbiamo né teorie realistiche né realtà funzionanti.
Salvini, Berlusconi ed il marito della Mussolini si opporanno…
Più che vietarli ai under 16, li vieterei agli over 50.
Che schifo di proposta. Spero non passi.
Mi chiedo cosa pensi il garante per la privacy. Identificare le persone con un’età inferiore ai 16 anni vuol dire identificare tutti.
A guardarla male sembra un regalo a tutte quelle aziende che fanno soldi con i dati personali.
Ah btw voglio vedere come fanno a bloccare TOR. Se questi pensano di regolamentare il deep web o non sanno cos’è il deep web o non lo tengono in considerazione. E non è poi così difficile accederci, un qualsiasi ragazzo di 12 anni può farsi tranquillamente un giro su dread.
Penso che dei corsi e uno spazio dedicato nell’ambiente scolastico all’informare ed educare i minori sulle dinamiche dei social, sarebbe molto più produttivo che vietarlo. Inoltre qualcosa di serio che regoli le aziende che questi social li producono non sarebbe male, visto che praticamente fanno il cazzo che gli pare h24 con i dati che ci sono su e anche in parte i contenuti.
Altra cosa mi occuperei di regolare il lavoro degli influencer per arginare un attimo la situazione perchè fra pubblicità occulte/non veritiere, targetizzazione anche abbastanza predatoria di determinate pool di utenti, anche loro fanno un po’ quel cazzo che gli pare.
Infine un vero e proprio codice deontologico che regoli tutti quei “professionisti della salute mentale” ( specialmente i coach ma anche medici e psicologi e nutrizionisti )che usano i social in modo becero, diffondendo informazioni parziali se non totalmente errate /travisate e usano anche loro marketing estremamente predatorio.
Invece che regolare i minori, vietandogli cose, sarebbe ora di regolare chi si approfitta dei minori stessi, a mio parere.
“Ma tanto il ticche tocche non l’è mica un social!!”
Aspetto il giorno in cui vietare verrà sostituito da educare. Questo vale per i social ma per anche molte altre cose (guida sicura, alcolici, tabacco, droghe). Aspetta e spera…
Quindi l’età del consenso è 14 anni (per riprendere una conversazione dell’altro giorno) ma diventa 16 per andare su internet. No bello mi piace questa regola
Bloccare
Internet
Pick One.
Vietare cose, so hot right now.
Giusto ma non verrà capito da quasi nessuno
“oh no, che proposta indecente, i nostri bambini non potranno avere traumi a casa dei social, SPERO NON PASSI!!”
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La garante per l’infanzia ha proposto un sistema di riconoscimento (una sorta di spid) per essere riconosciuti sui social network ed evitare così che possano accedervi i minori di 16 anni.
Dal mio punto di vista, internet è e dovrà sempre essere libero e accessibile da tutti, in ogni suo angolo remoto: un bene paragonabile al giorno d’oggi all’acqua! Dunque, ritengo questa proposta inutile perché non risolverebbe assolutamente il problema ma, anzi, lo accentuerebbe come hanno storicamente fatto la maggior parte dei divieti (vedi ad esempio proibizionismo). Ciò che serve è una corretta educazione digitale dei propri figli, sia in famiglia sia a scuola. Voi cosa ne pensate?
Sospetto che il garante per l’infanzia, composto da ottuagenari che odorano di minestra, verrà presto hackerato da un gruppo di 14enni, usando una mail di phishing in cui si promettono buoni sconto sul bicarbonato.
[Relevant](https://youtu.be/BWG8RqsjI88)
Se uno è testa di cazzo a 15, molto probabilmente lo sarà pure a 16 salvo eventi particolari. Quindi sposta solo il fenomeno del cyberbullismo e del deficit di attenzione. Piuttosto, la proposta di Tiktok sembra già più valida, per il massimo d’ora giornaliero
Va benissimo secondo me, tanto oramai i social e company rubano così tanti dati che non penso sarà questo che farà traboccare il vaso.
Oramai i social media sono troppo tremendi per essere fatti usare da dei ragazzi senza supervisione. La cosa forse più dannosa sarebbe tagliare i ragazzi fuori da youtube, che è una buona risorsa se usata per scopi educativi.
I genitori hanno i parental control, possono bloccare servizi e siti inappropriati a livello di provider, di dispositivo, di account. Perciò è evidente che una proposta del genere è assolutamente eccessiva.
D’altra parte, per garantire che solo gli over 16 possano iscriversi, bisogna identificare *tutti*. E quindi di fatto si propone di introdurre l’obbligo di identificazione di ogni utenza social. Che in un mondo perfetto sarebbe indifferente, ma nel mondo reale, specie in un paese dove politici, celebrità e ricchi in genere hanno la querela facile, è una gran brutta china da prendere.
Un approccio singolare. Al posto che regolare i social che sono un inferno di immondizia (privacy, rivendita di dati personali, contenuti spammati dietro lauto compenso, interferenze sociali e politiche tramite algoritmo che favorisce alcune correnti), si vieta di usarli al minore. Come vendere le auto senza cinture col divieto di portarci i bambini.
Insomma, singolare approccio al problema.
Anche la scelta dell’età è singolare, tipo io ente sono responsabile fino ai 16 quindi blocco tutto a tutti per tutta la parte che mi riguarda, e buonanotte al secchio.
Io sono d’accordo. Speriamo avvenga il prima possibile. Siamo ancora in tempo per salvaguardare le nuove generazioni.
Si sì sì sì
Ancora il concetto di vietare? Vietiamo anche la droga, il fumo, gli alcolici, il gioco d’azzardo? È la stessa cosa.
IMHO si fa una regola quando può essere controllata. Che cosa si fa quando la regola non viene rispettata? Al momento tutti se ne fregano delle regole anche perché non si ha più paura di alcuna sanzione / pena.
Quando qualcuno troverà il modo giusto di “educare” faccia un fischio. Al momento non abbiamo né teorie realistiche né realtà funzionanti.
Salvini, Berlusconi ed il marito della Mussolini si opporanno…
Più che vietarli ai under 16, li vieterei agli over 50.
Che schifo di proposta. Spero non passi.
Mi chiedo cosa pensi il garante per la privacy. Identificare le persone con un’età inferiore ai 16 anni vuol dire identificare tutti.
A guardarla male sembra un regalo a tutte quelle aziende che fanno soldi con i dati personali.
Ah btw voglio vedere come fanno a bloccare TOR. Se questi pensano di regolamentare il deep web o non sanno cos’è il deep web o non lo tengono in considerazione. E non è poi così difficile accederci, un qualsiasi ragazzo di 12 anni può farsi tranquillamente un giro su dread.
Penso che dei corsi e uno spazio dedicato nell’ambiente scolastico all’informare ed educare i minori sulle dinamiche dei social, sarebbe molto più produttivo che vietarlo. Inoltre qualcosa di serio che regoli le aziende che questi social li producono non sarebbe male, visto che praticamente fanno il cazzo che gli pare h24 con i dati che ci sono su e anche in parte i contenuti.
Altra cosa mi occuperei di regolare il lavoro degli influencer per arginare un attimo la situazione perchè fra pubblicità occulte/non veritiere, targetizzazione anche abbastanza predatoria di determinate pool di utenti, anche loro fanno un po’ quel cazzo che gli pare.
Infine un vero e proprio codice deontologico che regoli tutti quei “professionisti della salute mentale” ( specialmente i coach ma anche medici e psicologi e nutrizionisti )che usano i social in modo becero, diffondendo informazioni parziali se non totalmente errate /travisate e usano anche loro marketing estremamente predatorio.
Invece che regolare i minori, vietandogli cose, sarebbe ora di regolare chi si approfitta dei minori stessi, a mio parere.
“Ma tanto il ticche tocche non l’è mica un social!!”
Aspetto il giorno in cui vietare verrà sostituito da educare. Questo vale per i social ma per anche molte altre cose (guida sicura, alcolici, tabacco, droghe). Aspetta e spera…
Quindi l’età del consenso è 14 anni (per riprendere una conversazione dell’altro giorno) ma diventa 16 per andare su internet. No bello mi piace questa regola
Bloccare
Internet
Pick One.
Vietare cose, so hot right now.
Giusto ma non verrà capito da quasi nessuno
“oh no, che proposta indecente, i nostri bambini non potranno avere traumi a casa dei social, SPERO NON PASSI!!”