[BTp Italia: raccolti 8.5 miliardi di euro in tre giorni (Sole 24 ore)](https://www.ilsole24ore.com/art/btp-italia-prosegue-corsa-66mila-ordini-e-17-miliardi-meta-secondo-giorno-AE69iYzC)

Ciao a tutti,

si sono appena concluse con successo le tre giornate di collocamento del nuovo **btp italia** aperte al pubblico retail (cioè noi), oggi invece ci saranno le richiesta da parte di investitori istituzionali, i cosiddetti pesci grossi.

Vediamone insieme il funzionamento

Il Btp italia è un titolo di stato garantito dalla Repubblica con lo scopo di proteggere il potere di acquisto dei cittadini. Prevede infatti una **cedola collegata all’inflazione**, che cioè prevede un aumento direttamente proporzionale all’aumento dei prezzi al consumo italiani certificato dall’ISTAT.

E non è tutto, per questa emissione di durata quinquennale esiste anche una **cedola minima** reale del 2% annuo, ecco cosa significa: ogni semestre si riceve un interesse dell’1% lordo garantito, a cui si somma la rivalutazione dell’inflazione del periodo.

Se per esempio nel semestre venturo avremo un aumento dell’inflazione del 2% (4% su base annua) otterremo una cedola del 3% (1+2%). Se la cosa si ripetesse anche nel semestre seguente (scenario abbastanza probabile), a fine anno otterremmo una ulteriore cedola, per un rendimento totale annuo del 6%.

Cosa succede se l’inflazione si fermasse o ci fosse deflazione (diminuzione dei prezzi)? otterremmo il tasso minimo garantito del 2% annuo

Al termine del quinto anno a scanso di fallimenti dello Stato riavremo indietro i nostri soldi investiti, l’ultima cedola semestrale e un **bonus fedeltà** dello 0.8% nel caso in cui avessimo comprato il titolo in collocamento e l’avessimo mantenuto fino a scadenza.

Tassazione dei guadagni agevolata al 12.5% come tutti i titoli di stato.

Per concludere possiamo quindi affermare che il btp italia è un **potente strumento per proteggere i propri risparmi dall’inflazione**, il suo acquisto va tuttavia visto in un ottica di intero portafoglio. Non avrebbe senso infatti concentrare tutti i propri risparmi in un titolo emesso da un solo emittente, soprattutto se questo coincide con lo Stato in cui viviamo, deteniamo immobili e previdenza obbligatoria. La regola base della finanza infatti rimane sempre la **diversificazione**.

Perché questo post esce oggi ad emissione conclusa? Perchè essendo io un consulente finanziario iscritto all’albo non volevo che il post venisse preso come sollecitazione al pubblico risparmio.

E voi avete usufruito di questa occasione?

13 comments
  1. Con la famiglia abbiamo deciso di investire un buon 10% del portfolio su questa emissione, sono felice di sentire che è visto positivamente anche dagli addetti ai lavori!

  2. Grazie per il post.

    Alcune domande: si sa se e quando verranno collocate nuove emissioni con caratteristiche simili? Con quanto anticipo vengono annunciate, di norma?

    E poi…

    >La regola base della finanza infatti rimane sempre la diversificazione.

    Sacrosanto, ci mancherebbe: è sicuramente sempre una regola da seguire.

    Mi domando solo se esistano scenari realistici che vedano *l’Italia attuale* (i.e. inserita nella EU) andare in default entro 5 anni mentre il resto del mondo (che a questo punto presumo sia solo USA e pezzi di Asia) andare abbastanza bene da metterti al riparo da conseguenze nefaste. Poi per carità, concordo che tra perdere il 100% e il 70% sia meglio la seconda, ma un BTP non mi pare eccessivamente rischioso, sul medio/breve periodo.

    Quindi la domanda è: ci sono studi che *quantificano* questo rischio?

  3. Mi sembra un analisi un po’ semplicistica.

    Faccio presente che il tasso risk-free oggi a cui si può accedere tramite un semplicissimo ETF (dal costo irrisorio) è del 2,5%.

    Prendere il 2% per un BTP italiano a 5 anni ed essere contenti sinceramente non mi è chiaro però va bene così.

  4. Da consulente pensi davvero che ci sia una probabilità, anche piccola, che davvero lo stato italiano possa fallire nei prossimi 5 anni?

  5. Basandomi puramente sul post di OP, mi sembra di capire che al 2% minimo si aggiunge il tasso di crescita dell’inflazione nel periodo di riferimento. Tuttavia l’inflazione già ora è altissima e le banche centrali sono già ampiamente in fase rialzista dei tassi (chi più chi meno). Ci sono buone possibilità che l’inflazione non crescerà molto da qui in avanti: dovesse l’inflazione stabilizzarsi ai pur alti livelli ora, il btp in questione sostanzialmente offrirebbe un ritorno del 2%?

    Fosse così mi sembra poco attraente considerando le alternative.

  6. episodio curioso : sembra che questa emissione sia un in maggior parte in mano a retail che hanno fatto record di vendite, mentre invece gli istituzionali non lo hanno cagato facendo il record negativo

    se ci saranno richieste sul mercato secondario i prezzi potrebbero gonfiarsi, dato che le banche ne hanno pochi

  7. Ho usufruito sì, seppur i miei fantastiliardi li tengo sempre alle Kayman (ah, fosse vero!)

    Non si paga alcuno dei truffaldini, opachi e quasi sempre ingiustificati “costi/commissioni” dei sedicenti consulenti di gestione e/o dei gestori fondi.

    Questi BTP, se acquistati nei giorni riservati ai piccoli risparmiatori e presso le Poste (non so presso le banche) non si paga alcuna commissione di sottoscrizione.

    L’unico “difetto” se vogliamo è che, se desiderassi riprendermi i soldi investiti prima che trascorrano 5 anni, non ho garanzie di ottenere la stessa cifra investita – potrei ottenere di più o di meno, a seconda della quotazione in quel momento … e in più si pagano delle commissioni (seppur minime, di solito).

    Forse è quello l’unico punto debole che bisogna ribadire ai più. Se non si vuol quel rischio restano, al momento, solo i buoni fruttiferi postali, ma al momento non se ne possono sottoscrivere indicizzati all’inflazione.

    E se l’inflazione non dovesse continuare, o dovesse calare? Sti cazzi, sempre un 2% anno prendo. Ma fosse stato 1% sarei comunque contento.

    La regola base della finanza rimane la diversificazione? E’ una legge della fisica? No. La finanza è completamente inventata dagli essere umani quindi non ha “regole” che non dipendano dalla volontà degli esseri umani. Questo tanto per “sfatare” sta cazzata che i mercati e/o la finanza siano mosse da “mani invisibili”, divinità varie, alieni ecc.

    Bisogna, piuttosto, dire che investire TUTTO il denaro che uno possiede in un solo strumento finanziario (titolo, obbligazione, azione che sia) anche il più “sicuro” che esista non garantisce proprio un bel niente. Non vi è nessuna certezza assoluta, mai, in finanza.

    Anche con complicatissime strategie di diversificazione, non avrete mai certezze assolute di non perdere TUTTO quello che avete investito, solo probabilità più o meno ragionevoli.

    Non a caso in molti si rifugiano negli immobili, terreni, beni “reali” che non possono svanire al sole. Ma anche in questo caso, che rientrerebbe nelle strategie di diversificazione, non è detto che quando vi serva riusciate a vendere il bene “reale” ad un prezzo uguale o superiore a quello di acquisto e con parità di potere di acquisto.

    Per lo meno, però, col mattone forse un tetto in testa lo avrete. E con la terra, forse qualche patata riuscirete a coltivarla, ma buona fortuna.

  8. A chiunque parla di fallimento dell’Italia ricordo che il risparmio privato dei cittadini italiani è multiplo del debito pubblico. Lo stato può aumentare tasse e diminuire servizi per decenni prima di fallire.

Leave a Reply