Ciao a tutti!

Ultimamente si sente parlare ovunque di tassi di natalità in calo, calo demografico e sostenibilità del sistema pensionistico.

*Davvero la soluzione al problema della fertilità sta nel migliorare le condizioni economiche delle persone?*

Faccio alcuni esempi: Germania, Finlandia e Italia hanno tassi di fertilità simili, ma economie che sono distanti anni luce sotto certi aspetti, soprattutto per quanto concerne il welfare. Come mai il tedesco medio, benché più’ agiato, benché con più’ welfare, università gratuita, ottimo mercato del lavoro, kindergeld ecc… fa praticamente lo stesso numero di figli dell’Italiano medio?

La Finlandia, altro paese che ha un welfare molto generoso e attento ai bisogno sia dei figli che dei genitori, ha un tasso di fertilità pari ad 1.3, simile a quello Italiano. La Francia ha un tasso pari o leggermente superiore a quello di sostituzione, ma se si guardano le statistiche la maggior parte dei nascituri sono in famiglie di immigrati.

La Korea del Sud (tasso pari a 0.8-0.9) ed il Giappone stanno praticamente scomparendo. La Cina seguirà a ruota. Di solito quando si parla di estremo oriente si parlare della mancanza di work-life balance, di competizione assurda etc. Ma come mai in Europa, dove siamo messi molto meglio, non facciamo più figli?

Per come la vedo io, il problema della fertilità in occidente e in general modo nel mondo libero, è più una crisi di valori dell’uomo/donna occidentale che un problema economico. Sicuramente c’è una buona parte di popolazione che, se avesse l’asilo nido o una migliore assistenza da parte dello Stato, farebbe due o tre figli invece che uno, ma è una soluzione a lungo termine? Perché se lo fosse, mi aspetterei che paesi come Finlandia e Germania dovrebbero avere un tasso di fertilità almeno superiore all’Italia, ed invece sono praticamente uguali. Cos’altro dovrebbe offrire un paese come la Finlandia per incentivare le nascite?

Fonte dati: [https://en.wikipedia.org/wiki/List\_of\_sovereign\_states\_and\_dependencies\_by\_total\_fertility\_rate](https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_sovereign_states_and_dependencies_by_total_fertility_rate)

\*\*EDIT\*\*

Come ha fatto notare un /u/nucelom, avrei dovuto chiamarlo “tasso di natalità” oppure “tasso di fecondità”. Ho erroneamente tradotto dall’inglese “Fertility Rate”. In ogni caso ci si riferisce al numero medio di figli per ogni donna.

38 comments
  1. Basta guardare una qualsiasi discussione sull’argomento “figli sì/no” qui su Reddit per capirne i motivi. Il welfare c’entra solo in minima parte.

  2. >Per come la vedo io, il problema della fertilità in occidente e in generale modo nel mondo libero, è più una crisi di valori dell’uomo/donna occidentale che un problema economico.

    Non ho abbastanza upvoti.

    Riporto questo spunto interessante preso da un [articolo dell’AGI](https://www.agi.it/cronaca/news/2021-08-13/denatalita-italia-rapporto-agi-censis-13568246/):

    >Il presidente del Censis Giuseppe De Rita ha da poco ribadito recentemente che non è la (presunta) pauperizzazione dei ceti medi ad essere la causa principale per il numero sempre minore di nuovi nati. Secondo De Rita, infatti, “**Tutti dicono che in Italia non c’è più un euro, ma non è vero**. aumentano i depositi bancari, le polizze vita, il risparmio nei fondi d’investimento, i soldi provenienti dall’economia sommersa e nascosti nel materasso”. Le cause della denatalità sono da attribuire ad una serie di fattori che si intrecciano e si rinforzano causando una spirale negativa. Ovviamente l’aspetto economico e l’andamento del mercato del lavoro sono tra i fattori più importanti, ma non sono gli unici. Tra gli aspetti fondamentali che contribuiscono al calo delle nascite c’è sicuramente fattore più sistemico. Sempre De Rita ha posto l’accento anche sulle cause più antropologiche: “**È un problema di dittatura dell’io. Una società che non sa più dire ‘noi’ non fa figli**”.

  3. Niente, crescere tre o più figli sarebbe fattibile con più welfare ma questa è solo la parte pratica.

    dedicare loro tempo di qualità, educarli, seguirli nella loro individualità è un lavoro enorme.
    Sinceramente non so come si faccia ad avere le energie per farlo, soprattutto lavorando full time.

    Fonte: me, non sono Finlandese ma l’ultima di tre figli

  4. Credo che tu abbia centrato in pieno il punto.
    Si dice spesso che le persone non facciano figli perché non possono permettermeli, ma i dati e l’esperienza comunque dicono una cosa molto diversa.

  5. Apparte i tassi sbagliati (Sud korea 0,78, Germania 1,54, Italia 1,25, Finlandia 1,37) il fulcro della natalità non sta solo nel potersi permettere di fare figli anche perché di solito sono sempre i più poveri a fare più figli (guardacaso gli stranieri) ma dipende invece anche dalla cultura di fare figli, è vero che in italia non siamo messi benissimo economicamente pero mai nessuno è morto di fame e poi di solito le famiglie con figli sono i primi ad avere assistenza dallo stato in caso di bisogno, stessa storia negli altri paesi sviluppati, non è che mancano i soldi manca la ragione di farli

  6. Ciò che sta accadendo alle nascite è una normalissima conseguenza del _miglioramento_ della qualità della vita. La curva demografica non è un’esponenziale, è una curva logistica. C’è una fase di boom causata da un improvviso rialzo dell’aspettativa e qualità di vita (specie dei bambini); poi una fase di plateau, ovvia conseguenza del fatto che a un certo punto le donne non sono più considerate bestie da riproduzione ma hanno un lavoro e una vita tanto dinamica e impegnata quanto quella degli uomini, e anche gli uomini stessi smettono di vedere la famiglia come fulcro unico della loro esistenza.

    Questo processo sta accadendo pressoché ovunque, indipendentemente dallo status economico di una regione, semplicemente in Italia siamo qualche anno più avanti rispetto al resto del mondo (forse perché fino ad anni recenti non avevamo molti immigrati da paesi più prolifici a rimpinguarci le nascite).

    Riformate l’economia, incentivate le nascite, fate il bonus placenta, bucate i preservativi, non serve a niente, perché questa è una tendenza naturale. Bisogna solo provare ad adattarvisi.

  7. Economicamente sono messo molto meglio della media, oltre tutto vivo nella stessa città dei miei genitori che sarebbero entusiasti di darmi una mano coi nipotini. Faccio un normale lavoro da ufficio, smart working 2 giorni alla settimana, tempo di viaggio contenuto. Insomma, ostacoli obiettivi non ne ho, erano messi molto peggio i miei.

    È che non ho lo sbatto di star dietro a una persona, tantomeno due o più, 24/7 per una decina d’anni e quasi 24/7 per almeno un’altra decina. Uguale per i tanti coetanei che conosco che non vogliono figli. Già quando torno a casa sono apoplettico e ho bisogno di una mezzoretta per decomprimere, figurati se tutti i giorni avessi la mattina da star dietro a lavarsi e vestirsi, colazione, andare a scuola, la sera compiti, cena, sport, altre attività, il weekend attività sportive o con gli amici… io quando vivrei esattamente, nei ritagli di tempo, immaginando di non essere esausto da tutto questo?

  8. I soldi sono un problema, ma non IL problema.

    Altrimenti ci saremmo estinti già 100 volte in passato, quando davvero non c’era cibo per tutti se andava male un raccolto (o la caccia).

    In primis è questione di egoismo. Fare un figlio è veloce e divertente. Crescerlo è una faticaccia. E pochi ormai sono propensi a rinunciari ai propri comodi per farlo. Dal momento poi che un figlio non è più un aiuto necessario, come un tempo, il bilancio costi-benefici è in netto squilibrio verso il primo.

    P.S. Reddit non è un indicatore valido dei trend… Vive di bolle autoreferenziali, in questo caso di single incalliti, eterne coppie di adultescenti o di animalari che “i miei bambini pelosi sono più meglio che i bambini umani che sbavano e cacano”

  9. Decenni fa sposarsi e fare figli era pressoché l’unico modo per affrancarsi dalla famiglia d’origine, specialmente per le donne; fattore che, se non del tutto scomparso, è sicuramente molto meno preponderante al giorno d’oggi

  10. Non siamo più agli inizi del ‘900, c’è qualche altro *minuscolo* cambiamento che stai ignorando. Ne butto lì un paio: il calo della mortalità infantile (quindi non fai più 10 figli sperando ne sopravvivano 3) e la crescita del benessere e dell’istruzione – che ovunque esistano dati porta di norma a un calo delle nascite, non a un aumento: chi te lo fa fare, dopo che hai raggiunto una certa stabilità, di rovinarti la vita sfornando bambini che magari non vuoi? Un tempo le donne erano semplicemente costrette (“vuoi studiare? Ma sei matta? Ti marito al miglior offerente appena compi 14 anni”), oggi i valori sono cambiati.

    È ovvio che sto semplificando in maniera criminale, ci sono molti altri fattori sia economici che culturali e sociali e persino psicologici alla base del fenomeno. [In questa bella tesi di dottorato](https://air.unimi.it/retrieve/dfa8b998-2bfb-748b-e053-3a05fe0a3a96/phd_unimi_R10654.pdf), nelle conclusioni a pagina 292, puoi trovare riassunte molteplici motivazioni interagenti tra loro. La bibliografia può condurti ad altri testi, se ti interessa.

  11. >Sicuramente c’è una buona parte di popolazione che, se avesse l’asilo nido o una migliore assistenza da parte dello Stato, farebbe due o tre figli invece che uno

    Ma chi? Ma quando mai?

    Il fatto che il welfare aiuti a far figli è una favoletta che ci raccontiamo noi europei ma la realtà è che il welfare aiuta una donna che già vuole un figlio a convincersi ma non convince di sicuro qualcuno che un figlio non lo vuole.

  12. Scusatemi, ma nei commenti nessuno fa riferimento ad un fatto: c’e’ una enorme disparita’ di responsabillita’ e carico di lavoro nella gestione dei figli tra uomini e donne, e permettetemi di dire che fare figli, in questa societa’, per una donna, e’ una pietra tombale sulla carriera, le aspirazioni personali, tutto.
    E di aiuti concreti ce ne sono pochi.
    E questo ovviamente ha un peso, comunque, nonostante il welfare perche’ puoi darmi tutti i soldi del mondo ma io non mi distruggo corpo per mettere al mondo un’altra persona per dover poi essere l’unica idiota a fare le pulizie in casa mentre magari ho il nano attaccato alla tetta. No.
    E no, fare figli non e’ un obbligo morale. Non c’entrano i “valori”.
    Dovete darmi, da donna, una ragione per volerli. Altrimenti, spiaze.

  13. se l’automatizzazione veramente raggiungerà una scalabilità soddisfacente non sarà un problema, non serviranno miliardi di persone a riempire le fabbriche e a fare lavori di manovalanza.

  14. La fertilità dipende dalla quantità di risorse disponibili. Questa è una verità scientificamente provata dai tempi di Malthus.
    Poi si può discutere sulla relazione matematica tra risorse e crescita della popolazione, ma non sul fatto che ci sia correlazione e casualità tra le due cose.

    Ciò detto, è evidente che oltre l’aspetto economico, c’è n’è uno sociale. Prima i figli erano un asset. Una assicurazione per la vecchiaia. Per non parlare della tradizione cristiana dell’”andate e moltiplicatevi”. Oggi chiaramente non è più così.

    Quindi per rispondere alla tua domanda, io penso: in parte si. Iniziamo a dare gli strumenti a chi vuole fare figli. Poi il resto si vedrà.

    Il problema è come dare questi strumenti. Perché io non penso che regalare soldi alla gente sia la soluzione.

  15. Innanzitutto bisogna prendere in considerazione la natalità e non la fertilità e l’Italia è all’ultimo posto in Europa con il 6.9 mentre la Germania che dici essere praticamente uguale è a tasso di natalità al 9.1 e la Finlandia a 8.1 e Islanda, Danimarca e Svezia primeggiano in Europa superando 11, quindi alla faccia del siamo uguali. Poi se il punto di riferimento è il paese del terzo mondo con diecimila figli che vivono nelle capanne di fango va beh ok, che ci dobbiamo dire?

    Infine se volete figliare fatelo ma smettiamola di dire che è un obiettivo desiderabile per tutti/e quando di fatto non è così, a non tutti piacciono i bambini e non per questo sono dei mostri, anzi ci sono mille modi per aiutare il prossimo e fare del bene alla società. Meglio delle persone che decidono in coscienza di non mettere al mondo creature innocenti e farle soffrire a vita per compiacere le convenzioni sociali che ritrovarsi dei genitori di merda, francamente. Quanti figli/e sono cresciuti infelici o traumatizzati proprio dalla loro stessa famiglia? E come hai notato ci sono paesi come la Corea del Sud, il Giappone, Cina che sono sì sviluppati dal punto di vista industriale-tecnologico ma sono indietrissimo su temi di emancipazione, diritti, democrazia anzi sono società molto patriarcali, sessiste, dove il rigore e l’autoritarismo la fanno da padrone quindi insomma non raccontiamocela.

  16. In Germania mantenere un figlio ti costa specularmente come in Italia.
    Guadagni di più, ma la baby sitter ti costa di più, le lezioni di danza ti costano di più, l’affitto per il figlio fuori sede ti costa (spesso) di più etc etc.
    L’economia odierna non è più sostenibile, o non lo era quella precedente e oggi ne paghiamo le conseguenze, è indifferente, fatto sta che a furia di stipendi che aumentano in relazione, ma non in proporzione, ad aziende con un fatturato sempre in crescita etc etc la vita è diventata insostenibile. Una famiglia media prima poteva avere un tenore di vita accettabile con lo stipendio di un operaio, oggi lo stesso operaio non si mantiene da solo con quello stipendio. Questo a prescindere che sia in Italia, Francia, Germania o Finlandia. Il problema è diffuso in tutta Europa, in percentuale differente, ma nessun paese è fuori da questa trappola.

  17. ​

    >*Davvero la soluzione al problema della fertilità sta nel migliorare le condizioni economiche delle persone?*

    Ovviamente no, perché se guardi sono i poveri che fanno più figli.

    Semplicemente, con l’aumentare del benessere aumentano anche le distrazioni e gli interessi, a scapito della mera procreazione. Il che di per sé non è un male perché non siamo conigli. Migliorare le condizioni economiche serve a far sì che chi sia comunque interessato nella procreazione sia nella condizione di farlo.

  18. Sono la sola a pensare che la diminuzione della popolazione sia una delle poche vere soluzioni ai problemi del nostro pianeta?

    Certo, fare pochi figli ha dei grossi impatti sulla nostra economia, che si basa tutta su un principio di continua crescita, ma siamo certi che andare avanti così non ci porterà a scenari ancora peggiori?

  19. Io la vedo come una presa di coscienza positiva, mi spiego meglio: le coppie non vogliono avere figli perché non si sentono pronte per averli e si preoccupano che non potranno essere dei buoni genitori e che se un figlio lo fai poi te ne devi occupare seriamente.

    Questo perché ci si rende conto che in una coppia se entrambi cercano la realizzazione personale e professionale si troveranno a non poter seguire i propri figli nel modo in cui vorrebbero, nel passato le donne era di default le addette alla gestione della casa e della cura dei figli. Oggi, giustamente, non è più così e come si sceglie chi si sacrifica? E se nessuno dei due lo fa cosa succede ai figli?

    Poi dal punto di vista femminile c’è pure tutto un discorso sulla gestione del proprio corpo perché una gravidanza è comunque un’esperienza che stravolge il corpo delle donne.

  20. Si chiama transizione demografica e accade in tutto il mondo, a velocità e in tempi differenti, da quando è iniziata a calare la mortalità, soprattutto infantile, in modo definitivo: in estrema sintesi, muoiono meno bambini quindi se ne fanno di meno perché si è certi della loro sopravvivenza, si sono diffuse le contraccezioni, le donne studiano e lavorano e ritardano per questo l’età in cui hanno figli (la media in Italia è sui 30 che è alta) e perciò anche il numero, l’instabilità economica fa in modo che le coppie preferiscano non farli, etc…
    In Italia siamo qualche anno “avanti” ad altri Paesi, e abbiamo aggravanti socioeconomiche che fanno sì che il fenomeno sia ancora più accentuato, ma nel complesso anche i Paesi più “indietro” avranno lo stesso andamento.
    In Francia ci hanno messo una pezza con welfare e immigrazione ma, problemi sociali a parte, sono comunque sotto il tasso di ricambio, che praticamente è superato solo in alcuni Paesi dell’Africa.

    P.s. vietare i contraccettivi, gli aborti e misure simili non risolverebbero comunque il problema perché spoiler, altri Paesi hanno provato e poi hanno scoperto che dopo qualche anno di boom delle nascite si ritornava allo stesso tasso, con in più problemi di aborti clandestini, mercato nero dei contraccettivi, etc…

  21. r/italy ritiene impropriamente che il tasso di fecondità sia una funzione delle condizioni di vita, nei paesi occidentali.

    In realtà il tasso minimo di fertilità in Italia si è avuto nel 1995, ossia grossomodo all’apice della condizione socioeconomica del paese. E’ SEMPRE in primis una questione culturale e solo secondariamente economica.

    Tra parentesi, c’è una differenza **enorme** tra tassi di fertilità di 1.6-1.7 come quelli svedesi, danesi o olandesi e tassi di 1.2-1.3 come quelli italiani. Si tratterebbe per l’Italia di circa 250mila nuovi nati in più ogni anno.

  22. Un appunto sulla Francia: i figli degli immigrati incidono per lo 0,1 sul tasso di natalità, che resterebbe comunque alto senza considerarli (circa 1.7).

    Da quello che noto in Francia:
    – i ragazzi lasciano casa presto e cominciano a convivere durante la prima metà dei 20 anni
    – tasso di occupazione delle donne elevato, quasi quanto gli uomini; inoltre, sono molto indipendenti per natura
    – ottimo welfare familiare (ad occhio meno ricco di quello tedesco) e disponibilità di posti negli asili
    – per fare figli non attendono il matrimonio, questo arriva tanti anni dopo
    – le conseguenze per un uomo in caso di divorzio sono meno disastrose che in Italia (no mantenimento all’ex compagna, di solito la casa viene venduta, altrimenti il valore dell’affitto detratto dall’assegno ai figli)
    – meno senso di attaccamento alla famiglia, credo che questo incida nel prendere la decisione di fare figli anche nel caso in cui la situazione non sia stabile

    Immagino che l’insieme di questi fattori influisca sulle nascite.
    L’Italia, come il Giappone, è un Paese conservatore, il fare figli è fortemente inquadrato in un certo percorso di vita, sia per gli uomini che per le donne (lavoro stabile, matrimonio, casa di proprietà etc…).

    Il nuovo modo di intendere la coppia, in senso romantico cinematografico, non aiuta a favorire legami stabili, e quindi certe culture, come quella francese, si sono adatte meglio alla fluidità moderna.

    Nel caso specifico della Finlandia non so, per la Germania invece leggo spesso che le madri lavoratrici sono mal viste a livello sociale. Se vero è un grande freno alla maternità moderna.

  23. Se ottieni il primo lavoro stabile a 35 anni, se esci di casa a 30 anni, hai tutto spostato in avanti di 10 anni, incluso anche il tempo biologico rimanente per poter fare più di uno o due figli.

    Fun fact: in Olanda tantissimi diventano genitori durante il dottorato di ricerca. E’ normale per loro a 26-28 anni avere un figlio. Nel mio dottorato, in Italia, gli unici che fanno figli durante il PhD sono quelli di Comunione e Liberazione, con tanto di commento dispregiativo annesso.

  24. Come diceva giustamente qualcuno non è solo una questione di ricchezza, ma di tempo libero.

    Una volta la donna doveva stare zitta e aprire le gambe, poi aveva tutto il tempo del mondo per badare ai figli.
    Adesso la donna giustamente ha il diritto di non aprire le gambe, ma oltre a questo sia l’uomo che la donna hanno pochissimo tempo libero.

    Metti insieme questi 2 fattori e credo possano spiegare buona parte del calo demografico

  25. Quanto incide il fatto che da noi le donne lavorano e non hanno tempo di stare H24 con i figli? Ad esempio in India solo il 20% delle donne è occupata, e di figli li ne fanno.
    Da noi in Italia molto spesso le donne straniere con 2-3 figli non lavorano e sono a casa.

    I poveri fanno più figli, ma sono poveri perché uno o più elementi in famiglia non lavorano e quindi hanno più tempo libero.

  26. Meno istruzione uguale più figli.

    Più istruzione uguale meno figli.

    È dimostrato da anni ormai.

    Suscia e sorbí nu se peu.

  27. Ecco i miei 2 cents sull’argomento: l’intero pianeta sta andando incontro a enormi crisi di ogni tipo e non si vede nemmeno uno spiraglio di luce.
    Secondo me, chi non è completamente incosciente decide di non fare figli di proposito.
    Non si tratta solo di povertà…si parla di siccità, che porta alla carestia, che porta alla miseria.
    Si parla di livelli di inquinamento pazzeschi, che portano a malattie le cui cure diventano sempre più inaccessibili.
    Con che coraggio si può portare una nuova vita in questo mondo?

  28. Premesso che io di figli ne ho due (ma non vivo piu’ in Italia).

    I figli si fanno se si vuole avere figli. Perche’ dovrebbe una persona, uomo o donna che sia, accollarsi il problema culturale della natalita’? Perche’ una coppia dovrebbe farsi condizionare dal tasso di natalita’ del proprio paese? In Italia facciamo meno figli! Okay, ma questo e’ irrelevante per l’individuo o la coppia in questione.

    Possiamo si rimuovere gli ostacoli pratici piu’ rilevanti (disponibilita’ di asili nido, orari di lavoro flessibili, doposcuola, etc) ma questo non cambia il fatto che, dando all’individuo la LIBERTA’ di scegliere se fare figli o meno necessariamente implica che in tanti sceglieranno di non fare figli, o di farne solo uno. Non siamo animali, l’istinto alla riproduzione e’ superabile.

    L’unico modo sicuro per aumentare le nascite a livello nazionale sarebbe obbligare le coppie ad avere figli. Non vogliamo obbligare nessuno a riprodursi? Benissimo, e meno male, quindi ci dobbiamo adattare.

    L’immigrazione riempie le lacune lavorative e si auto-livella, in quanto la maggior parte dei figli di immigrati assimila i valori e le liberta’ del paese in cui sono cresciuti, incluso il tasso di natalita’. Basta smettere di pensare al proprio paese come una bolla, come un party a numero chiuso. Serviranno giovani? Bene, nel mondo ci saranno sempre tantissimi giovani alla ricerca di una nuova realta’, di nuove opportunita’.

  29. Non è che siccome si vive bene si deve fare figli? C’è chi vuole vivere bene e godersi quella vita di coppia e basta. C’è chi fa un figlio e si assicura di fare le cose per bene con quel figlio. Massimo due figli. Famiglie irresponsabili con 5 figli e più non devono essere la norma. Nessuna crisi dei valori, anzi, una maggiore presa di coscienza dei veri valori individuali e di responsabilità verso i figli e il mondo.

  30. In Italia non c’è abbastanza lavoro stabile e pagato decentemente. E questo spiega perchè siamo gli ultimi tra i paesi occidentali come tasso di natalità.

    Come fai a fare una famiglia con lavori a tempo determinato o in nero? Banalmente chi te lo da il mutuo per la casa?

    Il vero dramma imo è rappresentato da quelle coppie che vorrebbero fare figli, o vorrebbero farne più d’uno ma non possono per la situazione economica di precarietà e di totale instabilità.

    Nella mia filiale come RU gestisco circa 800 persone di cui il 70% donne. Tra le mie colleghe il tasso di natalità è più alto della media nazionale anche perchè se hai un lavoro a tempo indeterminato in una grande azienda puoi accedere a tanto welfare che se lavori precario non hai. Prova a prendere un congedo parentale facoltativo di 3 mesi se lavori precario.

  31. Boh, escono continuamente articoli su quanto le persone siano sole e non trombino, secondo me al di là degli aspetti economici c’è proprio un problema di frammentazione e isolamento della società

  32. Aspetta un attimo, io ho studiato e vivo attualmente in Germania e bisogna dire che:

    * Il sistema “welfare”, ovvero il cosiddetto Hartz IV, è estremamente controverso e molte persone preferiscono letteralmente vivere da senzatetto che partecipare al programma.
    * L’università non è del tutto gratuita, in alcuni Bundesländer si arriva a pagare quasi 400€/semestre. A parte quello, gli studenti devono comunque vivere con costi della vita molto elevati: Affitti assurdi in quasi ogni città universitaria (io pagavo 300€ per 12m2 nel 2014, dal 2018 in poi 650€ per 56m2, ora mi dicono che sono aumentati ancora), versamento mensile alla cassa sanitaria (in questo momento, per gli studenti sono 120€/mese), un sistema fiscale che penalizza gli studenti che lavorano “troppo”, etc. Se tu alla fine prendi e fai un attimo due calcoli e lo compari a quello che può guadagnare uno studente senza effettivamente perdere la protezione fiscale, non ti avanza nulla. Se poi valuti che in certi campi, triennale + magistrale ti dura 8-9 anni, passi i tuoi vent’anni a far la fame (la mia esperienza, btw).
    * Mercato del lavoro mecojoni. Era magari così un paio di anni fa, in questo momento sta diciamo un po’ implodendo, come del resto in tutta Europa. La classe dirigente non è pronta ad adattare i salari al costo della vita che da anni non smette di crescere.

    Non voglio assolutamente insinuare che la Germania sia peggio dell’Italia, quello no, ma bisogna smettere di trattare la Germania come un paradiso socioeconomico. Se volete quello, andate in Finlandia.

    Per quanto riguarda il discorso di figli o no, la gente della mia età che conosco o vuole avere figli e fare la vita dei genitori con la casetta in periferia, il labrador, il family van etc (che ovviamente non è più possibile, ma si convincono di sì), o non è pronta a sacrificare la propria libertà per crescere i figli e postpone la decisione a quando avrà 35-40 anni. È una dicotomia strana, ma la mia esperienza è stata questa. Io sono fondamentalmente anti-natalista, ma quello è un altro discorso.

  33. Ma se siamo quasi 8 miliardi !
    Ma quale decrescita della natalità dobbiamo sparire tutti da sto cazzo di pianeta, non siamo sostenibili Basta con ste fregnacce fasciste. Alla storia non frega nulla di quanti agiati europei nascono.
    Edit: perché chi ci governa ha bisogno di manodopera autoctona a basso costo e quindi più siamo, meno siamo istruiti e più loro e la propria prole ( perché solo di quella gliene fotte qualcosa) staranno bene.
    E quindi rincoglioniscono i figli della plebe italica innondandoli di cafoni ingnioranti sulle piattaforme social, i quali con la propria stoltezza abbasserà via via le aspettative della prossima generazione di servi.

  34. My 2 cents.

    I soldi sono uno dei fattori, e il welfare che c’è spesso non basta.

    Premetto che ho lasciato l’Italia da un decennio e che ora vivo nel Canada. Ma anche qui dove il welfare è discreto, la gente non ne vuole sapere di avere figli.

    Io faccio parte dei millenials geriatrici (quella in età principale per fare figli nell’ultimo decennio), e da quel che ho osservato intorno a me:

    * c’è un senso estremo di insicurezza, anche tra gente che guadagna 6 cifre. La crisi del 2008 ci ha praticamente fottuti tutto il decennio di vita dai 20 ai 30 anni. Anche chi ora ha un lavoro a tempo indeterminato che paga 6 cifre, non si toglie dalla testa la vocina “non so cosa succederà in futuro, meglio mettere da parte mezzo milione, just in case”.
    * Le pensioni sono passate da DB (prendi un tot al mese di pensione) a DC (in pensione vivi solo di rendita del gruzzolo che ti sei fatto). Quindi si pensa sin da giovani di mettere soldi da parte per investire nella pensione che si prederà tra 50-60 anni.
    * Comprare una casa ha raggiunto livelli quasi folli, a Toronto e Vancouver tipo ti serve un income di 200k l’anno per essere *approvati per un mutuo.* E la grande maggioranza dei lavori che pagano sono in posti con costi di case alle stelle.
    * Il daycare a Toronto costa 2000 al mese. Quindi un buon 30-40k all’anno se ne vanno per le spese per un figlio, poi metti l’affitto (2000 al mese per un monolocale), e 150k l’anno non sono così tanti.
    * L’età di pensionamento si è alzata a tal punto che chiedere una mano ai nonni non è realistico.
    * Dal 2008 fino a qualche anno fa, il mercato del lavoro era messo così male che era pieno di annunci del tipo “posto entry level che richiede 5 anni di esperienza”. Quasi nessuno ti considerava se eri avanti con gli anni, o avevi una pausa di rilievo nel CV. Nessuna donna che volesse una carriera rischiava a prendere la maternità.

  35. La Gente che parla del crolle demografico dell’occidente non Guarda le curve negli altri paesi.

    Seguono tutti a ruota. Soltanto che sono partiti da una base piu alta.

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