I papà italiani sempre più presenti. È boom di congedi parentali

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  1. Secondo i dati a disposizione, sono in aumento in Italia congedi e dimissioni volontarie tra i padri per esigenze di cura dei figli.

    Il tasso di utilizzo del congedo di paternità è cresciuto in quasi 10 anni più di 38 punti percentuali.

    Un segnale certamente positivo, ma questa maggiore attenzione al tempo da dedicare alla cura dei figli porta anche i padri a misurarsi con le rigidità del mondo del lavoro che storicamente hanno contributo a rendere per le mamme sempre più complessa la conciliazione dei tempi di cura e dei tempi di lavoro.

    Tutto questo fa emergere ancor di più la continua inefficienza dei servizi per l’infanzia, già ben nota alle neomamme.

    Un motivo in più per il rafforzamento di queste politiche, in un paese che è ancora troppo indietro.

  2. Ottima notizia, se migliorasse ancora sarebbe un segnale ancora più importante. Sotto questo punto di vista, nonostante gli “sforzi fisici” diversi tra uomo e donna, penso che il congedo parentale debba essere di durata unica e obbligatoria per entrambi i genitori, insieme a un rafforzamento dei servizi a sostegno dei neogenitori.

  3. >155.845 papà, su un totale di 400 mila nascite

    Mi sembrano cmq pochini, cioè non ho capito, perché i padri non usano il congedo? Io ho usato i 10gg appena nato il bimbo e ci ho attaccato anche un altra settimana di ferie. L’azienda può rifiutarsi di dartele? Fanno mobbing?

    Ok che sono due settimane massacranti e uno preferirebbe essere a lavoro, ma almeno sei di supporto alla mamma

  4. Al primo figlio e senza figure di supporto (nonni lontani/non in pensione/non presenti) o magari al secondo figlio con primo ancora non autonomo, avere il padre vicino sarebbe utile. Io fortunamente ho l’orario molto flessibile e sono riuscito ad aiutare mia moglie i primi mesi, ma con entrambe le famiglie di origine a 500 km e con tutti i nonni ancora al lavoro, non è stato facile. Per fortuna la mia azienda ha il nido aziendale (che mi costava il 40% dello stipendio ma almeno copriva 7:30-17:30) e siamo riusciti a mandare il figlio da 8 mesi (prendevano anche da 3 mesi ma era troppo presto). Immagino chi non ha la fortuna del nido aziendale si possa trovare in serie difficoltà.

  5. Io vivo in Spagna e sono un neo papà, qui c’è parità assoluta tra i genitori entrambe hanno 16 settimane di maternità/paternità al 100% dello stipendio. Anche di più perché in quei quattro mesi non paghi l’equivalente dell’IRPEF. Le mamme hanno 2 settimane in più per ore allattamento però non capisco come le famiglie italiane non si ribellino a che i padri abbiamo appena 10 giorni. Non è nulla.

  6. Con l’ultima legge hanno messo un mese di congedo che può essere preso solo dal genitore che non ha già preso tutti gli altri. Quindi, piuttosto che sprecarlo, è naturale che lo prenda il padre.

  7. Quando son nate le bimbe mi son fatto tutti i 10gg di paternità più quattro settimane di ferie che mi ero tenuto da parte.

    Dopo un mese e mezzo è finita la maternità obbligatoria della mamma e mi son preso 4 ore di permessi allattamento ogni giorno per 9 mesi (perché se li avesse presi mia moglie sarebbero state la metà delle ore).

    Col cazzo che lascio qualcosa allo stato con tutte le tasse che paghiamo.

    Di vita ce n’è una sola, non sprechiamola a lavorare mentre i nostri figli crescono… L’infanzia dura pochissimo finisce in un baleno!

  8. I congedi così fanno schifo al…
    Vi racconto la mia situazione giusto per farvi un idea.
    Io e mia moglie entrambi turnisti, 2 figli di anni 2 e 4. Nel 2021 morto mio padre di colpo ed i restanti 3 nonni sono diventati malati oncologici (per fortuna adesso pare andare bene).
    Nido coperto dalle 08:30 alle 16:00 575€ per entrambi.
    La vita mia e di mia moglie e’ una lotta continua per cambi turno ed in pratica lavoriamo per pagare babysitter che ovviamente non vogliono lavorare la domenica (noi invece dobbiamo ogni tanto).
    E’ una repubblica delle banane questa specialmente se si guarda al nord Europa.

  9. Quando ho preso il congedo da papà le più negative erano le colleghe donne, più persone mi han detto “coda lo prendi a fare” o cose simili. L’ho trovato sconvolgente

  10. secondo me non è un segnale positivo.

    Il fatto che convenga di più stare a casa che andare a guadagnare, significa che si guadagna poco. Questo vale anche se il congedo è sovvenzionata in pieno, poiché i soldi non arrivano dal nulla: che sia lo Stato o il datore di lavoro a pagare, il fatto che il congedo sia sostenibile è sintomo che le paghe sono generalmente basse.

    Preoccupanti anche i numerosi casi di coppie che dichiarano di non avere persone vicino che possano aiutarle: significa che le comunità, e le famiglie, si stanno sfaldando. Sempre più evidente che le politiche da economia di comando stanno portano le persone a migrare dove non trovano comunità.

    EDIT: kek, scusate se ho offeso i padroni che vi pagano poco e vi sfasciano le famiglie

  11. 10 giorni di congedo? Poveri padri. Non mi immagino nemmeno come potrei fare un figlio in Italia.
    Qui in Scandinavia abbiamo 10 giorni di congedo all’80% e successivamente 480 giorni da condividere tra mamma e papà, al 100% di stipendio.
    Da neo papà qui mi sento supportato dallo stato, ed è comunque tosta crescere ‘sto mostriciattolo anche con aiuti di questo tipo. (Ovviamente senza la presenza di nonni, che il sistema italiano sembra dia molto per scontato)
    L’Italia è sulla strada giusta per migliorare le condizioni dei neo genitori, ma ce ne vorrà ancora prima che le persone si sentano supportate in questa importante scelta.

  12. La vera svolta è se gli uomini fossero obbligati a prender la stessa quantità di tempo come congedo lavoro. Ma obbligati proprio. Toglieresti metà delle armi che le donne si trovano contro da parte dei potenziali datori di lavoro.

  13. Da quando mi è nata la bimba , sono sul baratro del lascio il lavoro ( che mi occupa gran parte della giornata ) e mi godo la bimba , poi rifletto che senza lavorò aihme non ci si campa una famiglia , un po’ una vita del cazzo a pensarci bene

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