Giovani tra i 15 ed i 24 anni che non lavorano e non studiano: all’Italia il primato in Europa, i dati visualizzati

31 comments
  1. Delle belle visualizzazioni comparative di uno dei più importanti problemi italiani. Probabilmente, anzi, sicuramente, il problema è (leggermente?)minore dei dati nell’articolo perchè non considerano chi lavora in nero ovviamente, magra consolazione.

    Avete/avreste qualche idea concreta per far diminuire questo problema italiano?

  2. > Abbastanza coerenti con questi dati sono quelli della spesa pubblica per l’istruzione nei Paesi Ue. Nel 2019 l’Italia ha speso per il sistema scolastico meno di 8,8 miliardi di euro di risorse pubbliche. È pari al 4,1% del Pil, come nel 2012 e meno della Bulgaria (4,2%), contro una media Ue del 4,7%. Non siamo proprio gli ultimi come in altre classifiche, e peggio di noi fanno Paesi come la Spagna. Ma la Svezia spende il 7,6. La Francia il 5,35% e la Germania il 4,7. Ultima è la Romania con 3,16%, ma tra i peggiori c’è anche il Lussemburgo. Evidentemente non è solo una questione di quantità di risorse, ma c’è anche un problema di qualità della spesa.

    Questo paragrafo dell’articolo ci dice qualcosa riguardo.
    Non sarà la soluzione a tutti i mali, ma se in Italia si tornasse a dare importanza ad investimenti che danno risultati a lungo termine, come l’istruzione, anziché dare mancette per farsi votare nell’immediato futuro, la situazione potrebbe migliorare.

  3. > Giovani tra i 15 ed i 24 anni che non lavorano *legalmente* e non studiano.

    fixed

    Presumo queste statistiche non tengano conto del lavoro nero

  4. però si presentano in palestra ogni giorno alle 17.30 per affollarla e rompere il cazzo ai lavoratori che possono andare solo in quell’orario 😀

  5. Io continuo a chiedermi chi dia loro i soldi per vivere (over 18) ma molto probabilmente elargiscono i genitori che diventano quindi anch’essi complici della situazione.

  6. Io ho 29 anni, sono tornato ora a studiare dopo che mollai anni e fa e scusate ma no, non sono figlio di papà e smisi di studiare anche perché era un costo( in realtà frequenta i tutte le lezioni ma poi rimasi a casa e si fermò tutto). Con tutti questi anni fuori corso ora spendo tantissimo in tasse universitarie mentre vedo mie colleghi più giovani che prendono borse di studio e vanno in giro tutti griffati, secondo voi è giusto questo? Che io sentendomi in colpa e cercando di risparmiare manco esco più ber bermi una birra. Sinceramente ho anche paura per il mio futuro dato che ormai a 30 anni verrò scartato da tutti anche se dovessi finire la laurea, quindi non so cosa fare? Vado a fare il muratore? Datemi consigli se ne avete. Eh ultima cosa, non ho mai chiesto il reddito di cittadinanza come quegli scrocconi di sopra che rifiutano i lavori per stare a casa comodi pagati dagli altri

  7. Fanno bene! Tanto se lavori non ti pagano perché devi fare esperienza, non prendere soldi per non prendere soldi tanto vale starsene a casa che fai meno fatica.

    (Vorrei mettere quella sbarretta con la s, ma questo commento è tristemente ispirato a numerose storie vere)

  8. Eh ma hai voglia che volano per i giovani sarà il ponte sullo stretto?!
    Oppure un altro “QuotaX” , sta a vedere quanti posti di lavoro si creano per questi bamboccioni.
    La pacchia finirà per gli sdraiati con le nuove politiche economiche che il governo si prepara a varare

  9. Ho passato quasi tre anni in questa condizione. Ho letto gli altri commenti e no, niente papi o mami, vengo da una famiglia molto povera con zero immobili.

    Adesso sono al termine di una magistrale in università e non appena sarà finita temo già di ritornare nella stessa situazione.

  10. Che lavorano legalmente, vorrai dire.

    Giù al sud ho moltissimi conoscenti che guadagnano tutto in nero/ campano gestendo affitti di immobili di famiglia.

  11. Parlo per il nord, mi sembra una problema molto culturale sinceramente: le scuole sono di livello decente se ci si mette un minimo di impegno (tolto problemi strutturali come poca spesa per istruzione o l’enorme stress che provano alcuni studenti).

    Se uno cerca lavoro, tempo una settimana e ne trova 3 (esperienza personale, ricordo una volta dove la mattina mi ero messo a cercare su Subito lavoretti per affiancare lo studio e la sera avevo già firmato il contratto). Sarà difficilissimo emanciparsi dalla famiglia o costruire una carriera decente, ma di posti di lavoro con cui ti porti a casa 1200€-1300€ ne è pieno.

    Escludendo problemi personali e disagio psicologico, non vedo altre ragioni per essere un neet nel nord Italia se non l’essere svogliato. E da esperienza personale tutti i miei amici che sono stati Neet avevano due cose che li accomunavano: alzavano il culo solamente quando dovevamo andare al bar, e avevano genitori pronti a mollargli il centone settimanale per sussidiare quest’ultimo

  12. Fino a qualche anno fa questi dati mi sembravano impossibili. Ora ho vent’anni e sono all’università quindi non pensavo ci fosse gente del genere, poi qualche mese fa ho parlato con mio cugino che abita ancora nel paesino dove ho abitato fino a quando avevo 15 anni, e ho scoperto che su 20 ragazzi del gruppetto del paese, chiedendo un po’ cosa facessero, 15 incluso mio cugino, non lavorano e non studiano, stanno a casa mantenuti dai genitori e ciò che fanno durante il giorno è fumarsi dei cannoni e stare in giro a cazzeggiare. La maggior parte sono entrati in questa condizione dopo aver finito le superiori a fatica, i peggiori nemmeno hanno finito quelle.
    La cosa incredibile è stata realizzare che era la maggior parte dei miei coetanei del paese, non giusto qualcuno, e che quindi sono io, un ragazzo che studia e fa anche qualche lavoretto quello diverso dalla media

  13. Però essere NEET è noioso! A volte la noia è tale che vado nei luoghi in cui i nonNEET spendono le loro giornate e fingo di voler diventare uno di loro.

    Per esempio, giovedì sono andato in una pizzeria che cercava un aiutopizzaiolo. La paga non era alta, 600€ per 4 giorni a settimana, ma avrebbe comunque aumentato di 1/4 la paghetta. L’imprenditore ovviamente lamentava la piaga del cosiddetto “labour shortage”, quindi immaginavo che sarebbe stato semplice far credere al pover’uomo di voler terminare la mia vita NEETiana per andare a lavorare nel suo locale. Sono passati 5 giorni e sono felice di poter continuare questa vita di lusso e d’ozio e di non solitudine

  14. Tra tutti i cv che ho mandato via nell’ulrimo anno ho ricevuto 2 risposte negative, gli altri mi hanno direttamente ignorato. Ho una laurea presa a fatica e di tornare a studiare (a spese dei miei, perchè isee troppo alto) non ne ho assolutamente voglia. Vivo con il minimo sindacale, aiuto i miei come posso ma sono sempre alla ricerca. Sembra che per i lavori più comuni sia troppo studiata, per i lavori in azienda nel settore non abbastanza.

  15. La situazione era disperata per me ed amici gia’ qualche anno fa, e sono della generazione precedente… ed infatti siamo emigrati quasi tutti tranne chi aveva i soldi in famiglia, o una attivita’ da gestire sempre in famiglia. E sono fiorentino, che in teoria si stava bene in toscana… non posso neanche immaginarmi la situazione attuale al sud…. mi viene il magone solo a pensarci. Mio fratello e’ rimpatriato dopo qualche anno… ora ha il posto fisso “buono”… ma quando mi dice quanto fa di stipendio in un mese non so se mi viene da ridere o piangere… buona fortuna gente

  16. chi me lo fa fare a lavorare nella realtà italiana??
    o andiamo all’estero( chi puó) o chi non puónon ha motivazioni
    Ilesperienze di lavoro personali, sono Cuoco:

    -esperienza in italia: full time 900 al mese , mezza giornata libera a settimana ma a volte può saltare (avvisati ovviamente all’ultimo, la sera per la mattina dopo, sia mai che avvisano con uno o due giorni di preavviso) , nessun rimborso spese, niente pasti pagati (o quando va di lusso si tira avanti tutta settimana pranzo e cena tra pasta al pomodoro e pasta al pesto, cosa che ha una dieta più varia ed equilibrata il mio cane) , nessun alloggio, dopo 3 anni per il capo non sapevo fare le patatine fritte e doveva controllare per paura di fare figure di merda (si affermazione detta davanti ai miei occhi), stipendio (per chi ha la fortuna di avere un contratto anche solo 50 e 50, mi è capitato pure chi aveva fatto un contratto da 6h settimanali, cos’è? Mezzo turno a settimana, e chi ci crede😂) che arriva il 10, il 15, il 23, a caso, straordinari inesistenti o pagati quanto un’ora normale ma in nero (nero scalato al momento di 13a e 14a…insomma facciamo ore di straordinari per pagarci le mensilità aggiuntive). Il tfr restava solo perché beh, ti arriva un mese dopo esserti licenziato quindi che succede se non lo riporti? Ti licenziano che sei già altrove da un mese? (piano, alcuni nella compagnia che sono cuochi pure loro mi dicono che tirano avanti nello stesso posto perché non c’è alternativa a contratti di 3 mesi, e vengono riassunti solamente nel momento in cui riconsegnano il tfr maturato dal contratto precedente)

    • ⁠Esperienza in islanda: full time 4.000 base, 2 giorni liberi a settimana sicuri, nei periodi più tranquilli 3, camera in hotel 4 stelle pagata, tutti i comfort dell’hotel (es palestra, lavanderia) inclusi, TUTTI i pasti pagati (con menù per il personale diverso ogni settimana, mai una volta nell’arco della settimana che un piatto si ripeta) , quando non possibile (in 6 mesi successo 2 volte per ritardo nella fornitura, quindi non per colpa del datore) mostri gli scontrini e li rimborsano il mese successivo in busta, se dovevi spostarti ti facevano apposta una carta per il taxi o per i mezzi pubblici a carico del datore, stipendio accreditato 100% sul conto e no cagate 50 e 50 in nero il primo del mese con notifica della banca di movimento in entrata puntuale 5 minuti dopo le 24, se tarda anche di un giorno in sucessiva busta hai un +4% del mese precedente come scusa per il ritardo, straordinari in busta e pagati più del doppio rispetto all’ora normale, oltre ai tuoi giorni liberi ogni 2 mesi puoi prenderti un fine settimana intero libero, e questi sono i riposi, poi mettiamoci le ferie, altra cosa sconosciuta in Italia nel settore turismo (generalmente funziona che non lavori solo quando il locale è chiuso… Però il titolare non sono mica io, non sono certo tenuto a essere a lavoro 365 giorni l’anno, se volevo lavorare tutto l’anno mi aprivo io il locale, che lavoravo ne più ne meno le stesse ore però almeno tiro avanti il mio locale invece di quello degli altri) , in 6 mesi sono passato da ultimo arrivato a prendere il posto dello chef se mancava, a volte se andava via per problemi lasciava gestire a me ultimo arrivato che non fa a gente che stava lì da anni; mi hanno fatto i complimenti che non registravano un utile simile da anni. In 6 mesi di lavoro ho preso auto e moto, cosa che in 3 anni di lavoro in Italia il massimo che mi sono potuto permettere, è stata una opel con più di 20 anni e 250.000km.

    1500€ sono i risparmi che ho a fine mese, non la cifra con cui doverci sopravvivere; costo della vita diverso ok, ma questa è la sottile differenza Secondo voi dove andiamo?

    non so che farmene di un paese che mi da cosí poco; qual è il significato di essere/sentirsi italiano a queste condizioni? col patriottismo e 2€ ci compro il caffè

  17. Classe ’97, torinese, con laurea in economia a pieni voti e diploma di istituto tecnico here. NEET.

    La situazione è peggiore di quel che traspare dai dati statistici.

    • I tassi di risposta dei CV inviati (sia come autocandidatura, sia compilando gli appositi form aziendali messi a disposizione) non superano l’1-1.5%.

    • Le offerte di lavoro per Stage prevedono full-time + straordinari obbligatori (poiché le aziende italiane sono costantemente sotto organico) retribuiti 600€ lordi/mese se PMI o 800€ lordi/mese se multinazionale e/o grosso gruppo.

    • Il grosso delle banche, SIM, assicurazioni (mio settore di specializzazione) non assumono dipendenti, ma solo partite iva, da poter usare come consulenti o commerciali per rafforzare la rete delle agenzie.

    • Le posizioni junior, anche nelle “pippoinculo.srl” chiedono come minimo 2 anni di esperienza nello stesso settore e, nei fatti, l’unico modo che ho per andare a fare il contabile o l’amministrativo per qualche azienda è tramite Stage universitario (ormai sono fuori) o con almeno 4 rinnovi da 6 mesi l’uno a 600€ lordi al mese (fine apprendistato mai).

    • L’85% dei miei compagni di scuola e di corso universitario sono finiti nel tritacarne della consulenza a fare in media 50h/settimana per un lordo mensile di circa 1400-1500€ (e non parlo di project-manager o di consulenti fuffa, ma proprio di commercialisti fatti e finiti che non hanno fatto praticantato e non si sono iscritti all’albo, ma sono finiti a lavorare come dipendenti).

    • Ho fatto dei concorsi per il pubblico ma, nonostante le buone posizioni in classifica, il numero di posti assegnabili si contano sulle dita di una mano, di fatto risultando sempre escluso.

    • Ho fatto la MAD ma non mi hanno ancora chiamato; ho fatto richiesta per lavorare come amministrativo nelle scuole (si chiama graduatoria di terza fascia?) e in due anni sono scalato di 3 posizioni 3, su centinaia che mi stanno davanti.

    Almeno due ore al giorno le passo su Indeed, Almalaurea e le pagine “lavora con noi” dei vari siti aziendali per cercare qualche candidatura alla quale applicarmi.

    Adesso stavo pensando di mettermi in proprio come consulente (poiché mi sono reso conto che quello che so fare è richiesto e le aziende tendono ad esternalizzarlo), ma sto morendo sia a capire come organizzare il business sia a trovare un modo per sponsorizzarmi con i clienti potenziali.

    Al momento sto ancora con i miei: non esco di casa e ho zero contatti sociali dal vivo; pochi tramite social o chat. Faccio esercizio fisico in casa per non dover pagare la palestra. Ho così tanto tempo libero che ho imparato a programmare python e passo molto tempo a leggere manuali (economia) e saggistica (storia economica).

    E, sinceramente parlando, rispetto allo stress a cui ero sottoposto durante gli Stage (in cui facevo il factotum, senza essere pagato) o al dovermi fare il culo per poi risparmiare 200-300€ netti al mese di reddito (in nero), mi ritengo fortunato.

    Per tutti quelli che dicono «eh ma pesi sulle spalle dei tuoi genitori», rispondo solo che praticamente faccio da segretario/consulente fiscale a mio padre e che in media “costo” solo 7€/giorno alla famiglia (quota di utenze domestiche inclusa).

    Metà dei coetanei che conosco sono andati all’estero (Francia, Olanda, Germania, Austria; pochi in UK), ma non hanno migliorato poi molto la loro condizione economica e hanno dovuto ricominciare da zero sia per quanto riguarda la lingua, sia per quanto riguarda i contatti sociali. Molti sono tornati all’ovile dopo pochi anni.

    E adesso se non vi dispiace, vado a leggermi gli ingegneri job-hopping lifestyle di r/ItaliaPersonalFinance, che devo suggerire al tipo che guadagna 200€/l’ora di fare un PAC su VWCE.

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