Girovagando su raiplay ho trovato questa serie di documentari del 1970, dedicata ai bambini. Ma non solo: è un affresco di una società italiana che cambia. Ed è la società in cui sono cresciuti i 60 enni di oggi. E in parte, forse, condiziona anche le generazioni più giovani, come la mia, che sono state educate da queste persone.

Per ora ho visto solo questo episodio, piuttosto sconcertante. Nella prima metà, il giornalista intervista dei bambini che vivono in un paesino sperduto di quattro case in Umbria, tra le pecore e i campi, che a malapena (o per nulla) parlano italiano e non hanno alcuno stimolo intellettuale in famiglia, tanto da sembrare quasi muti.

La seconda metà è dedicata alle borgate romane, dove alcuni bambini sono spesso lasciati a se stessi, senza un a struttura sociale solida o dei centri di aggregazione, e sono preda delle mode e degli idoli della TV, del cinema e dei fumetti.

Certo il giornalista ha un fare un po’ paternalista, ma che volete, erano altri tempi…


4 comments
  1. Ma come, non ci sono le buone maniere, i valori di una volta, il rispetto per gli anziani e i genitori, non davanti ad uno schermo ma a giocare per strada altro che questi giovani d’oggi che non hanno voglia di lavorare? Incredibile /s

  2. Grazie, molto interessante.
    È assurdo pensare che tra questo video e oggi sia passato solo mezzo secolo, fa capire come la società si è trasformata a un ritmo incredibile e, per fortuna, soprattutto in meglio.
    Se non l’hai già fatto, ti consiglio di guardare “Comizi d’amore” di Pasolini. È un documentario in cui Pasolini intervista gente comune e affronta con loro il tema della sessualità. Come puoi immaginare nell’Italia degli anni 60 i taboo erano parecchi e parlarne apertamente non era facile.

Leave a Reply