Meta indagata per omesso versamento IVA: secondo la finanza va pagata anche sulla fornitura di servizi gratuiti, se l’azienda lucra dall’uso dei dati degli utenti

11 comments
  1. Già un articolo che riprende un altro articolo fa abbastanza ridere, ma sarebbe interessante sapere su che basi viene calcolata l’IVA di un servizio gratuito

  2. Sinceramente qui mi sembra che l’agenzia delle entrate si stia un po’ arrampicando sugli specchi, e non mi piace nemmeno la china che sta prendendo.

    LinkedIn verrà indagata per lo stesso motivo? Google? Reddit? Qualunque blog personale che usi Adsense sta sfruttando i dati degli utenti e quindi dovrebbe pagare l’IVA a caso in base alle visite?

    L’articolo è talmente poco chiaro da essere carta straccia (o pixel spazzatura), ma non mi sembra una bella china da prendere.

  3. Quindi Meta dopo che si sarà comprata la SIAE, si comprerà anche la procura di Milano mi pare di capire.

  4. L’applicazione dell’IVA presuppone l’esistenza di un imponibile. Qui non c’è un imponibile in uscita dall’azienda, il discorso si chiude prima di poter essere persino aperto.

  5. Ma sui servizi che fornisce Meta fa un fatturato, e su quello paga le tasse. Mi sto perdendo qualcosa…perché dovrebbe pagare prima?

    O forse il punto è che ottiene risorse immateriali qui che vende altrove non pagandoci nulla?

    E come lo dimostri?

  6. Chiunque abbia avuto questa genialata non ha letto la GDPR.

    I dati personali non si possono considerare pagamento per l’erogazione di un servizio, altrimenti qualunque fornitore di servizio potrebbe aggirare GDPR a suo piacimento.

    Se i dati non possono essere considerati pagamento, l’iva non può esserci.

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