Si era già parlato di Tik Tok, sul divieto per i dipendenti statali di alcuni paesi.
Ora il social finisce sotto la lente dell’Antitrust per i rischi delle pericolose sfide online tra gli adolescenti.
Viene contestata la mancata predisposizione di adeguati sistemi di monitoraggio per vigilare sui contenuti pubblicati dai terzi, secondo i parametri di diligenza richiesti, e soprattutto in presenza di fruitori del servizio particolarmente vulnerabili quali i minori.
Qual è il vostro pensiero a riguardo?
Dopo il divieto per gli statali (in certi paesi), sarebbe il caso di prendere provvedimenti più decisi ?
[deleted]
Personalmente trovo che i social siano un cancro, quindi più vengono limitati e meglio è.
Una multa/indagine/ban/qualsiasicosa contro TikTok va sempre bene, non perchè è un social o robe simili ma perchè è cinese e opaco.
Detto questo, non serve a nulla questa istruttoria, anche se arriva a sanzione, può servire se tutti i garanti europei fanno lo stesso e, di conseguenza, questo implicherebbe una volontà dei social media nel “non moderare” alcuni contenuti. E si sa che online -per adesso- vale la non responsabilità dei social perchè loro (legalmente) non creano contenuti ma li veicolano solamente.
Vedremo come si evolve!
Ma queste “challenge” ci sono davvero o è tipo la blue whale Che non esisteva?
Opinione impopolare. Certe “sfide” tra i giovani e anche tra i giovanissimi ( 12 anni in su) sono sempre avvenute. L’ingrato compito dei genitori (almeno dei miei) è quello di istruire i figlioli a capire quando e quando. Qualcuno c’ha sempre rimesso, e ad ogni divieto, ad ogni avanzamento culturale, sono cambiate le sfide.
Ora, legittima la battaglia dell’antitrust. E ogni altra battaglia che preservi l’incolumità dei bambini/adolescenti. Ma troveranno comunque il modo di mettersi nei casini.
Li chiamavano riti di iniziazione.
Quindi, favorevole all’istruttoria (anche se ritengo che internet debba preservare una certa “mancanza di controllo”), ma sono più favorevole a implementare l’educazione dei ragazzi più che i divieti. Tanto quelli troveranno sempre il modo di aggirarli.
Secondo me i problemi dei social sono ben altri: dipendenze, depressioni e ansie causati dal clima di “dover” avere successo con i post, soglie delle attenzione abbassate, persone di merda che ottengono fama enorme e diventano idoli di tantissime persone influenzabili in modo negativo che non hanno di meglio.
C’è anche un utilizzo eccessivo e non necessario da parte dell’utente a volte senza che questo se ne renda conto, causato anche dai design di certe app, come TikTok che appunto non mostrando la durata dei video e offrendo in continuazione contenuti ideali grazie al suo algoritmo molto buono, fa proprio perdere il senso del tempo (è successo pure a me quando la provai tempo fa)
Eppure in Italia, quando si parla dei problemi del social, mi sembra che se ne parli in modo così superficiale. Anche quando vanno a parlare degli argomenti giusti (depressioni, ansie etc etc), sembra che demonizzino tutto in modo esagerato e/o dando le colpe ai ragazzi e non a come sono appositamente strutturate le app che portano a certi comportamenti “ehh signora mia questi ragazzini incollati all’aipad!!!1!1!1”
e invece no, il problema sono le “CIALLENGIE!!1!!1!1!1 ODDIO PENSATE AI BAMBINI VERRANO INDEMONIATI DALLA CIALLENGE “SACRIFICA UN ASINO A SATANA CHALLENGE”!!1!1!” e poi magari si va a scoprire che non è neanche reale (vedasi la blue whale)
Non dico che le challenge non ci siano e che non abbiano problemi o che non possano far del male a ragazzi giovani inconscenti, ma secondo me ci si dovrebbe concentrare sugli altri problemi delle app, e risolvere gli altri porterebbe anche una diminuzione dei danni causati dalle challenge (se i social avessero meno rilevanza, se ci si spendesse meno tempo, se ci fosse un clima meno incentrato sul successo (fare like etc) allora meno persone sarebbero portare a seguire seriamente queste sfide)
Mi sembra che ci si indigni e si agisca solo quando le conseguenze sono ben visibili e rilevanti anche se arrivate ad una minor fetta degli individui, come ferite fisiche dalle challenge appunto, ma quelle più sottili come i danni alla psiche che invece avvengono in una massa molto più grande vengano ignorate proprio perché meno visibili e prese meno seriamente… Che trovo sia un po’ quasi la stessa cosa in altri contesti ad essere sincero
Tiktok emblema dell’involuzione umana l’ho già detto?
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Si era già parlato di Tik Tok, sul divieto per i dipendenti statali di alcuni paesi.
Ora il social finisce sotto la lente dell’Antitrust per i rischi delle pericolose sfide online tra gli adolescenti.
Viene contestata la mancata predisposizione di adeguati sistemi di monitoraggio per vigilare sui contenuti pubblicati dai terzi, secondo i parametri di diligenza richiesti, e soprattutto in presenza di fruitori del servizio particolarmente vulnerabili quali i minori.
Qual è il vostro pensiero a riguardo?
Dopo il divieto per gli statali (in certi paesi), sarebbe il caso di prendere provvedimenti più decisi ?
[deleted]
Personalmente trovo che i social siano un cancro, quindi più vengono limitati e meglio è.
Una multa/indagine/ban/qualsiasicosa contro TikTok va sempre bene, non perchè è un social o robe simili ma perchè è cinese e opaco.
Detto questo, non serve a nulla questa istruttoria, anche se arriva a sanzione, può servire se tutti i garanti europei fanno lo stesso e, di conseguenza, questo implicherebbe una volontà dei social media nel “non moderare” alcuni contenuti. E si sa che online -per adesso- vale la non responsabilità dei social perchè loro (legalmente) non creano contenuti ma li veicolano solamente.
Vedremo come si evolve!
Ma queste “challenge” ci sono davvero o è tipo la blue whale Che non esisteva?
Opinione impopolare. Certe “sfide” tra i giovani e anche tra i giovanissimi ( 12 anni in su) sono sempre avvenute. L’ingrato compito dei genitori (almeno dei miei) è quello di istruire i figlioli a capire quando e quando. Qualcuno c’ha sempre rimesso, e ad ogni divieto, ad ogni avanzamento culturale, sono cambiate le sfide.
Ora, legittima la battaglia dell’antitrust. E ogni altra battaglia che preservi l’incolumità dei bambini/adolescenti. Ma troveranno comunque il modo di mettersi nei casini.
Li chiamavano riti di iniziazione.
Quindi, favorevole all’istruttoria (anche se ritengo che internet debba preservare una certa “mancanza di controllo”), ma sono più favorevole a implementare l’educazione dei ragazzi più che i divieti. Tanto quelli troveranno sempre il modo di aggirarli.
Secondo me i problemi dei social sono ben altri: dipendenze, depressioni e ansie causati dal clima di “dover” avere successo con i post, soglie delle attenzione abbassate, persone di merda che ottengono fama enorme e diventano idoli di tantissime persone influenzabili in modo negativo che non hanno di meglio.
C’è anche un utilizzo eccessivo e non necessario da parte dell’utente a volte senza che questo se ne renda conto, causato anche dai design di certe app, come TikTok che appunto non mostrando la durata dei video e offrendo in continuazione contenuti ideali grazie al suo algoritmo molto buono, fa proprio perdere il senso del tempo (è successo pure a me quando la provai tempo fa)
Eppure in Italia, quando si parla dei problemi del social, mi sembra che se ne parli in modo così superficiale. Anche quando vanno a parlare degli argomenti giusti (depressioni, ansie etc etc), sembra che demonizzino tutto in modo esagerato e/o dando le colpe ai ragazzi e non a come sono appositamente strutturate le app che portano a certi comportamenti “ehh signora mia questi ragazzini incollati all’aipad!!!1!1!1”
e invece no, il problema sono le “CIALLENGIE!!1!!1!1!1 ODDIO PENSATE AI BAMBINI VERRANO INDEMONIATI DALLA CIALLENGE “SACRIFICA UN ASINO A SATANA CHALLENGE”!!1!1!” e poi magari si va a scoprire che non è neanche reale (vedasi la blue whale)
Non dico che le challenge non ci siano e che non abbiano problemi o che non possano far del male a ragazzi giovani inconscenti, ma secondo me ci si dovrebbe concentrare sugli altri problemi delle app, e risolvere gli altri porterebbe anche una diminuzione dei danni causati dalle challenge (se i social avessero meno rilevanza, se ci si spendesse meno tempo, se ci fosse un clima meno incentrato sul successo (fare like etc) allora meno persone sarebbero portare a seguire seriamente queste sfide)
Mi sembra che ci si indigni e si agisca solo quando le conseguenze sono ben visibili e rilevanti anche se arrivate ad una minor fetta degli individui, come ferite fisiche dalle challenge appunto, ma quelle più sottili come i danni alla psiche che invece avvengono in una massa molto più grande vengano ignorate proprio perché meno visibili e prese meno seriamente… Che trovo sia un po’ quasi la stessa cosa in altri contesti ad essere sincero
Tiktok emblema dell’involuzione umana l’ho già detto?