Il parlamento francese ha recentemente discusso un disegno di legge che prevede il divieto per i genitori di sovraesporre i figli in rete, postandone foto o video senza consenso o coinvolgendoli in collaborazioni con le aziende.

9 comments
  1. Claire ha vissuto tutta la sua infanzia davanti alle telecamere del canale YouTube dei suoi genitori: l’infanzia della bambina trasformata in una sitcom.

    Qualche anno dopo, quando quest’ultima ha detto loro che avrebbe voluto più essere filmata, suo padre ha risposto che lui e la madre avrebbero dovuto tornare a fare i loro lavori precedenti, trasferirsi in una casa più piccola e smettere di comprare cose costose. Un’imposizione che sa quasi di minaccia.

    Teen Vogue evidenzia come, nonostante vi siano molti aspetti positivi, come l’esposizione a differenti culture e la possibilità di mostrare uno spaccato di una famiglia moderna, i rischi superano di gran lunga i benefici: l’esposizione ai commenti negativi e alle molestie, la sensazione di costrizione nel partecipare alla vita digitale della famiglia (perdendo di vista la privacy) e il diritto di scegliere cosa condividere e cosa no.

    In Francia pare questa situazione possa finire molto presto: il parlamento francese ha recentemente discusso un disegno di legge che prevede il divieto per i genitori di sovraesporre i figli in rete, postandone foto o video senza consenso o coinvolgendoli in collaborazioni con le aziende.

    Seguiranno a ruota anche gli altri paesi?

  2. Basterebbe una legge per cui le aziende non possono sponsorizzare minori di tota se non con regolare contratto con modi e tempi di esposizione decisi dallo stato.

    Un po’ come gli attori.

  3. Ottimo che se ne parli a livello politico, anche se trovo veramente assurdo che serva una legge in merito.

    I genitori nell’era social sono la più bassa forma di vita che ci sia nel globo (cit.), Esiste roba come il moige che scassa il cazzo al grido “perché nessuno pensa aibbambini!!” Però ogni 3 minuti si postano foto di minori senza che i diretti interessati abbiano voce in capitolo.

    La cosa bella è che ci si comporta da woke per molto meno tirando su polemiche sul nulla in nome di “Violenze” inesistenti ma di questa cosa, gravissima imho, non se ne parla mai.

  4. Il concetto di consenso del minore è abbastanza assurdo, il problema in questi casi è proprio quando vengono sfruttati dai genitori che ovviamente gli hanno fatto un lavaggio del cervello dalla nascita

    Ma quando fa comodo questi bambini-influencer vengono anche celebrati

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