Cosa fa Lotta Comunista, oltre a distribuire giornali – Il Post

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  1. Ma non esiste modo migliore di reclutare persone che non sia importunare la gente che va a prendere i mezzi o a lezione?

    Cioè non è che ti fermano per fare due chiacchiere, l’ultimo mi ha detto “Non ti chiedo la militanza, ma almeno una donazione fammela”. Cioè a me pare solo gente che infastidisce in questo modo e se li vedo esco piuttosto dall’altra parte.

  2. Da me ogni anno raccolgono giocattoli usati, li impacchettano e li distribuiscono per natale ai bambini della case famiglia, ai centri d’accoglienza e in generale a chi non può permetterseli.

    Distribuiscono anche pasti ai senzatetto alla stazione e spesso aiutano anche con i pasti alla Caritas e per altre iniziative.

    C’é chi é religioso e fa il volontario in parrocchia o alla Caritas e chi non lo é e fa le stesse cose, chiamandolo “marxismo-leninismo”.

    La parte dell’ideologia fa un po’ ridere e non so se ci sia qualcuno che la prende veramente sul serio anche fra gli iscritti, ma ben vengano le iniziative che portano avanti!

  3. Racconto la mia esperienza con il gruppo di Bologna perché spero possa illuminare.

    Ci eravamo andati io ed un mio amico perché lui era tedesco e voleva vedere la Bologna più pura ed autentica, mentre io volevo discutere dell’Ucraina (era il 15 febbraio 2022). La serata era discussione libera su geopolitica.

    Mi ricordo che mi presi un botto di nomi per aver insinuato che l’ucraina sarebbe effettivamente stata attaccata dalle truppe russe, e un insopportabile monologo di circa due ore da parte del presentatore su quanto fossero venduti Rifondazione Comunista e gli altri partiti di sinistra rispetto a Lotta Comunista, unica ed autentica manifestazione della lotta di classe.

    La fine della serata furono più di due ore a discutere sulla tesi e l’antitesi hegeliane.

    La loro dottrina mi era apparsa subito rigidissima, e si poteva riassumere in “Lenin= buono, Stalin= traviato”, con l’assurdo risultato che parlando della repressione delle rivolte contadine del 1921-1926 i militanti inneggiavano a Lenin e sputavano su Stalin, pur essendo le loro politiche assolutamente uguali nei riguardi dei metodi repressivi applicati.

    Pertanto non mi sembrano un partito organizzato, né giovani educati, ma una povera manica di coglioni che non hanno idea di dove sbattere la testa, Marx o meno.

  4. Nel novembre 2006, di fronte all´ingresso principale di Milano Bicocca, feci a botte con uno di Lotta Comunista.

  5. Li scrive, secondo me con chatGPT ora, ecco un esempio.

    # La lotta contro il neoliberismo: verso una prospettiva comunista

    Il neoliberismo rappresenta una delle maggiori minacce per le classi lavoratrici di tutto il mondo. Questa ideologia economica, basata sulla deregolamentazione dei mercati e sulla privatizzazione dei servizi pubblici, ha portato a una crescente disuguaglianza economica, alla precarizzazione del lavoro e alla distruzione dell’ambiente.

    La lotta contro il neoliberismo deve essere una priorità per tutti i comunisti, poiché solo un’organizzazione collettiva e coordinata delle forze dei lavoratori può porre fine alla dominazione capitalistica. Tuttavia, per poter vincere questa lotta, è necessario che i comunisti siano in grado di proporre una prospettiva alternativa al neoliberismo.

    La prima cosa da fare è mettere in discussione le basi stesse del neoliberismo. Bisogna dimostrare che le politiche di deregolamentazione e di privatizzazione non solo non funzionano, ma peggiorano la situazione delle classi lavoratrici. Dobbiamo dimostrare che i servizi pubblici, invece di essere un ostacolo allo sviluppo economico, sono un fattore di crescita e di sviluppo per l’intera società.

    In secondo luogo, dobbiamo proporre un’alternativa concreta al neoliberismo. Questa alternativa deve essere basata sulla costruzione di un’economia pianificata e sul controllo pubblico dei mezzi di produzione. Solo in questo modo si potrà garantire una giusta distribuzione delle risorse e si potrà evitare che la ricchezza si concentri nelle mani di pochi.

    Infine, la lotta contro il neoliberismo deve essere parte di una più ampia lotta comunista per la costruzione di una società socialista. Solo attraverso la costruzione di una società socialista basata sulla solidarietà, l’uguaglianza e il controllo democratico dei mezzi di produzione si potrà eliminare la dominazione capitalistica e garantire un futuro migliore per tutti.

    In sintesi, la lotta contro il neoliberismo deve essere una priorità per tutti i comunisti. Dobbiamo mettere in discussione le basi stesse del neoliberismo, proporre un’alternativa concreta e lavorare per la costruzione di una società socialista. Solo così potremo porre fine alla dominazione capitalistica e garantire un futuro migliore per tutti i lavoratori.

  6. Ognuno e’ libero di credere in cio’ che vuole. Per altro tanti si fanno belli a criticare o perculare i “comunisti” poi pero’ scopri che l’unica cosa che sanno del comunismo se la sono bevuta da qualche TG mediaset e poco piu’. Del resto e’ il destino della generazione nata o maturata in occidente dopo il crollo del muro di Berlino a cui hanno fatto credere – e loro se la sono bevuta – che questo capitalismo e’ il migliore dei mondi possibili.

  7. Ho molti amici militanti in vari gruppi comunisti e….quelli di lotta comunista sono un po’ come gli strani. Nonostante i vari gruppi si stanno antipatici tra loro.

    Poi trovo curioso che non vogliono avere social e farsi conoscere soprattutto col cartaceo. Almeno per quanto mi ha detto uno qualche anno fa

  8. Ricordo che quando avevo 12 anni mentre andavo a scuola mi bloccarono davanti ad un liceo, e vedendo che ero un ragazzino timido e impacciato praticamente mi costrinsero a dargli il numero. Tornando a casa raccontai tutto ai miei genitori, dopo un mese mi chiamarono e mio padre gli urlò contro di lasciarmi in pace. Da allora non ho una buona opinione di loro

  9. Io ci lavoro insieme da qualche mese. Raccogliamo donazioni di cibo fuori dai supermercati e poi lo distribuiamo alle persone bisognose. Certo la parte ideologica è un po’ fastidiosa ma almeno si rendono utili.

  10. Non parlo del resto perché onestamente non ho mai incontrato né sentito di questi prima d’ora, ma

    > Lotta Comunista è un partito che non partecipa alle elezioni.

    > Dicono di non avere rapporti con nessuna forza politica della sinistra e neppure con altri movimenti della sinistra extraparlamentare. Di solito non partecipano alle manifestazioni, ci vanno solo a diffondere il giornale Lotta Comunista.

    Un partito che non si fa eleggere, un’associazione di volontariato che non collabora, e un movimento rivoluzionario che non manifesta? Si stanno limitando da soli!

  11. Frequentando l’università a Genova ne ho visti a bizzeffe. Sarà che ho un debole per le cause perse, ma mi è capitato più volte di fermarmi a parlarci. Tutte bravissime persone ed educate, molto disponibili ed interessanti nella loro stramberia. A volte anche belle ragazze, ma belle davvero. Mi è capitato di acquistare una copia o due e devo dire che alcuni articoli non sono male per nulla, si vede che c’è uno studio e un’analisi dietro molto ampia. La maggior parte invece sono illeggibili per il dogmatismo. Aggiungo che a Genova soprattutto, città operaia e di sinistra da sempre, Lotta Comunista è sempre in prima fila quando si parla di volontariato e di schierarsi dalla parte dei più deboli, organizzano sempre campagne di raccolta fondi per i bisognosi e bisogna dare atto che compiono dei bei gesti per la città. Aldilà delle opinioni politiche, sono un collettivo ed un’organizzazione sana, non come CL ed i suoi metodi mafiosi.

  12. Niente, ci son finito dentro quando andavo alle superiori. Ho proposto di fornire le mie skill da programmatore per aiutare nella divulgazione. Mi hanno riso in faccia dicendomi in poche parole che queste decisioni non le prendevano a livello comunale.

    Nel frattempo mi spedivano a distribuire giornali nei quartieri notoriamente fascisti di Genova. Mi son sentito dire, testuali parole, “A casa mia solo il Duce” da uno che mi chiuse la porta in faccia facendomi il saluto romano.

    Da allora ovviamente son cresciuto e mi son distaccato molto da questi movimenti, ma in ogni caso se sono irrilevanti è perché vogliono rimanerlo.

    Ah e sono dei riformisti persi. La lotta ce l’hanno solo nel nome, certi argomenti per loro sono tabù.

  13. «Abbiamo proposto di aprire l’università ai migranti che arrivano in Italia, ma la nostra idea non è stata accolta da nessuno», dice Gabriele. «Siamo isolati da tutti, non ci vogliono»

    c’e da dire pero che quando si convingono per loro diventa una religione…

  14. Ero andato ad un paio di incontri a Torino durante l’università, da giovane di belle speranze cercavo qualche gruppo politico e da anarchico mi interessavano i radicali, qualche articolo scritto decentemente mi aveva incuriosito e sono andato. Trattano il comunismo come una religione, il giornale è praticamente Torre di guardia versione politica, aspettano la rivoluzione come i religiosi aspettano l’apocalisse.

    Ma il peggio è che non sanno discutere, una volta dicevano di essere l’unico partito che si proponeva di essere dalla parte dei lavoratori contro sindacati e governo, gli ho fatto notare che stavano parlando della Lega e non di lotta comunista e mi hanno preso per coglione… Poi robe allucinanti tipo che erano contro la droga perché gli serve presentarsi pulito di fronte alla gente per attirare consensi, stesso discorso per l’omosessualità, visto che ancora non era ben vista allora non la accettavano. Pazzi furiosi, ci ho fatto due incontri e poi li ho ghostati.

  15. I miei primi ricordi sono le riunioni del locale circolo di Lotta Comunista a cui mi portavano quando non c’era la babysitter.

    Edit: nel caso non fosse chiaro, sono di sinistra.

    Premesso che sono di parte e in senso negativo. Genitore 1 ne fece parte per tutta la mia infanzia. Mi ricordo innumerevoli serate a sonnecchiare nella stanza accanto a quella dove discutevano – Non capivo molto, ma c’era molto rosso. Genitore 1 lasciò dopo molti anni – membro sin dalla gioventù – e mi spiegò poi perché e perché diffidare. Sostanzialmente erano inutili, e non si occupavano dei diritti dei lavoratori se non come idee platoniche. Avevano l’idea di dover aspettare a entrare veramente in politica e/o essere più attivi finché non avessero avuto abbastanza membri, per cui il 95% delle loro attività erano legate alla diffusione del giornale, produzione e raccolta fondi. Niente altro. Genitore 1 e alcuni amici si staccarono dal gruppo originale perché questi non volevano neppure disturbarsi a sostenere i lavoratori che facevano picchetto nelle fabbriche, se non per cercare di vendergli giornali e convincerli di una ipotetica seconda rivoluzione proletaria che li avrebbe liberati dalle catene. Quando lasciarono, Genitore 1 e compagnia iniziarono a sostenere attivamente i lavoratori in sciopero o che facevano occupazione – e intendo dire letteralmente andare lì a stare con loro con il the e gli striscioni nelle fredde notti del nord.

    In sostanza, degli intellettualoidi. Per questo motivo sono molto stupita di leggere nell’articolo sopra che a quanto pare adesso fanno effettivamente qualcosa di utile e volontariato.

    Negli anni seguenti, al liceo e all’università, ogni tanto ho incontrato dei membri della mia età, che cercavano come ai tempi di Genitore 1 di vendere giornali. “vi conosco da prima di imparare a leggere e non sono interessata”. E tra parentesi, non potevo fare a meno di notare che erano sempre molto ben vestiti. La rivoluzione proletaria con la borsa di pelle? Okay. I pochi che ho conosciuto di persona hanno sempre confermato questa impressione: ragazzotti benestanti, che non avevano veramente idea di cosa parlavano quando sputavano termini come “lotta di classe”. Se oggi le cose stanno cambiando effettivamente ben venga.

    La sinistra in Italia è morta, e lotta Comunista, assorbendo nell’innettitudine masse di giovani che avrebbero potuto fare la differenza, non è meglio del PD.

    Nota ironica: il mio ragazzo è russo, e a sentire che in Italia qualcuno festeggia la rivoluzione d’ottobre ha facepalmed visibilmente hahaha

  16. Più che altro nessuno è riuscito a sviluppare un altro modello economico? Visto che il comunismo è applicabile solo se tutti gli stati del mondo lo usano come sistema ( sempre se non diventano tutti dittature )

  17. Ah, che bello. Ricordo ancora con affetto l’unico incontro a cui ho partecipato. Oltre a leggere il giornale e commentare ogni articolo con “i Poteri Forti vogliono schiacciare il proletariato”, ricordo i vecchi presenti (5-6, rigorosamente settantenni o giù di lì) reagire costernati alla mia domanda da povero Queer di sinistra ignorante del mondo: “ma in tutto questo, la comunità LGBTQ+, come si può far integrare meglio nella società? “. Al che il relatore, di fronte all’unica domanda che gli era stata posta, ha risposto con un sincero “sono problemi da borghesi, a noi non ci interessano”.
    Ah, bello.
    Da lì in poi ho risposto a una sola loro chiamata dicendo “guardi, bello il discorso, ma preferisco essere fascio che di Lotta Comunista. Almeno loro considerano l’esistenza dei gay”

  18. Ammirevole comunque che sia praticamente l’unico movimento extraparlamentare di sinistra che resista dagli anni ’60, e che venda quasi 40.000 copie della sua rivista solo passando casa per casa.

  19. Scrivono e informano, fanno volontariato sbattendosi come pochi. L’ortodossia al Leninismo è fanatica, ma non è brutta gente, anzi li apprezzo molto di più di tanti partitini di merda che non cambiano alcun equilibrio e non fanno una segah. Il loro giornale non è scritto male e porta ottimi spunti.

    Andai a molte riunioni e incontri il primo anno di università ma me ne staccai perchè faccevo (e faccio) uso di stupefacenti, e le nostre posizioni su questa e altre cose non si possono conciliare. Mi dissero che mi augurano il meglio, consigliandomi vari testi e mi fecero una buona impressione da quel punto di vista, ma sotto certi aspetti veramente sono fermi a 60 anni fa, specialmente per quanto riguarda le donne ho sentito cose da brividi.

    Però la sede sembrava uscita dai 70 davvero: puzza di fumo, mappe sovietiche ingiallite e poster leninisti, gente vestita solo marrone e sedie di legno à là Sezione del PCI. Magica.

  20. Sono andata ad un loro “dibattito” un anno fa (a Milano).
    Avevo voglia di un gruppo con cui parlare di attualità e di comunismo ero completamente ignorante. Avevo deciso di ignorare la reputazione di quelli di lotta comunista, perché sembrava che venissero insultati a caso in quanto comunisti.

    Insomma vado all’incontro.
    Parlavano di come la crescente potenza economica della Cina di fatto sia la causa delle tensioni tra occidente e oriente. Interessante, ma non era un dibattito, era una lezione con un uomo che parlava e ci faceva propaganda per dire che tutto si risolve solo con il comunismo.

    Comunque fino a qui in realtà tutto ok.

    Durante l’incontro vien detto che la posizione di svantaggio della donna nella società sia causata dal capitalismo. Non mi era chiaro perché e quindi chiedo “in che senso?”
    Un ragazzo seduto in prima fila si gira e mi risponde con fare sdegnoso “ma non capisci? È ovvio. È perché bla bla..” non ricordo neanche cosa avesse detto, per quanto mi ha stupito la maleducazione nel rispondermi in quel modo, come se fossi un’idiota.

    Alla fine dell’incontro mi chiedono: “ti è piaciuto il dibattito? Vieni a fare volantinaggio con noi domani?”

    Ho risposto “si interessante, ma sinceramente non mi sento abbastanza informata e convinta per venire a fare volantinaggio”

    “ah certo devi informarti assolutamente, leggi il NOSTRO libro.”

    “mhhh.. No guarda mi dispiace ma penso che mi informerò in altro modo, perché le vostre fonti sono ovviamente di parte”

    “ah… Beh vai pure a informarti dove vuoi, tanto non troverai nulla in contrario contro quel che sosteniamo. Tutto quel che c’è di giusto è nel nostro libro”

    Ma sei serio? Anche se sono ignorante in materia di comunismo ho capito subito che quello non era il posto giusto dove informarsene.

    Poi dopo ci siam messi a parlare di quote rosa e le 4 persone a cui stavo parlando, tutte di lotta comunista, rispondevano esattamente le stesse cose senza un minimo di apertura a ragionare. Non mi sono sentita ascoltata neanche per un attimo. Mi sembravano vari corpi con un cervello unico.

    Un gruppo di persone chiuse di mente e con la testa per aria.

    EDIT: formattazione

  21. Io sono attivo con loro nonostante non sia comunista, perché fanno raccolte cibo per le famiglie in difficoltà e questo mi sembra nobile. Mi occupo soltanto di fare le raccolte fuori dai supermercati e consegnare pacchi alimentari a chi ha bisogno, ma ho subito un sacco di propaganda indesiderata ed anche io mi sono permesso di dire che l’Ucraina era paese attaccato, non l’avessi mai fatto.

  22. sono fuori di testa.

    se leggete il loro giornale, come a me è capitato, non si capisce nulla e viene il mal di testa se ci si tenta.

    non c’è un singolo frammento che abbia un senso o sia riconducibile ad una esperienza terrestre.

  23. > Altri preparano i pacchi con olio, pasta e scatolame da consegnare alle persone che ne hanno fatto richiesta, un’attività cominciata durante la pandemia e che hanno deciso di proseguire anche dopo «perché c’è tanta gente che non ha i soldi nemmeno per comprarsi da mangiare».

    dai ragazzi sveglia. Non ha bisogno *oggi* la gente, Di famiglie che hanno bisogno anche di cibo ce n’era anche prima. Il Banco Alimentare fa esattamente questo da decine di anni.

    E invece di dare, magari, una mano in una struttura organizzata, funzionante e comprovata da decenni cosa fanno? si fanno il loro mini-banco alimentare per “aiutare” quei 4 gatti con un po’ di pasta e un po’ d’olio?

    irragionevole.

  24. Purtroppo sono cresciuto in una famiglia con un marcato impianto pedagogico repressivo. Ricordo che durante tutta l’adolescenza in casa venivo sottoposto a queste sessioni estenuanti di ascolto degli 883, band che come già rilevato dalle cronache politiche del tempo vedeva come front man Max Pezzali, allora giovane militante del MSI che ha ha poi trasposto nei testi della sua formazione la sua passione e dedizione per quel sottobosco esoterico reazionario di marca evoliana a cui dedicò i suoi anni di impegno politico. Non so se fosse un modo per educarmi al rispetto della sacra trinità – dio patria famiglia – però ricordo che non ne potevo veramente più. Trovavo quelle canzoni orrende, respingenti, detestavo la mancanza di collo di Max Pezzali, quel suo testone che si piantava direttamente sulle spalle senza collo in mezzo, quel suo mento volitivo che chiamava alla memoria altri menti volitivi così virili così italici, quei riferimenti costanti all’epopea della divisione Charlemagne e agli ingiusti bombardamenti Alleati su Dresda (per non parlare dei  controcori marziali di Mauro Repetto sulla canzone che parla dei sette anni in Tibet). Stanco di questa quotidianità fatta di arpeggiatori e drum machine decisi quindi una sera di uscire di casa e andare nel centro sociale del mio paese. Suonava questo gruppo che si chiamava Infezione.Erano stranissimi, facevano un sacco di rumore e inveivano sempre contro lo Stato. Per me fu una epifania. Non avevo mai sentito parlare in toni così fortemente critici dello Stato che a quanto mi ricordavo era comunque il bene assoluto nonchè misura morale di tutte le cose. Dopo il concerto conobbi questa ragazza bellissima, piena di tatuaggi e piercing che mi chiese, tra una birra e l’altra, se conoscevo Marx. Dissi che il massimo che conoscevo era Max. Max Pezzali. Lei sorrise e mi mise sottomano una copia di Lotta Comunista, era la prima volta che vedevo quel giornale. Si apriva con un dettagliatissimo articolo sulla politica petrolifera del Venezuela e le colpe ataviche degli Stati Uniti. Ogni 5 parole veniva sempre citato questo Lenin. A volte anche questo misconosciuto Amedeo Bordiga che poi scoprii essere uno STEM Lord che negli anni 20 fondò il PCdI. Non ci capivo molto e trovavo questa ragazza anche molto aggressiva nel suo volermi convincere a tutti i costi che solamente un partito di rivoluzionari di professione animati da una determinata e scientifica volontà di capovolgimento del reale poteva dare alla vita, alla mia vita, un senso. Però decisi di darle ascolto. Perchè in quel momento lei era l’unica cosa bella e nuova in questa vita fatta di Come mai e Nord Sud Ovest ed Est. Da lì fu la rivelazione. Le riunioni del lunedì a fare esegesi su Stato e rivoluzione di Lenin, i mercoledì sera dove facevamo delle mocking sessions dove a turno ognuno interpretava Gramsci, la Luxembourg o Fanon e si provava a spiegare il ruolo del sottoproletariato nelle organizzazioni di classe, le pizzate del giovedì sera in sottoscrizione al giornale dove spesso poi a fine serata ci guardavamo tutti insieme i film di Ėjzenštejn o i  bocchini sotto al tavolo del sabato sera mentre si studiava W. Reich. Per me sono stati i migliori anni anche se il tempo passa e nessuno indietro lo riporterà.

  25. Io ne ho fatto parte a bologna per qualche mese.

    Idee non cattivissime (a parte certe robe fuori di testa come sulla droga), ma era veramente un segarsi a vicenda sulla “grande diffusione” e le nuove persone raggiunte dal giornale.

    Mio fratello in cristo, la maggior parte dei giornali che davo li prendevano lanciandomi due euro per farmi andare e via e poi buttavano nel cestino dopo due secondi. La stragrande maggioranza dei sostenitori “attivi” erano 60+enni.

    Qualcosa di concreto lo facevano ogni tanto (un paio di picchetti in delle fabbriche e assistenza agli anziani nel primo lockdown), ma non partecipavano a un cazzo di manifestazione se non per vendere il giornale, veramente immobilisti. Il che ci può anche stare se stai costruendo una base concreta, in tal caso ti dedichi al 100% alla crescita interna, ma comunque la maggior parte delle diffusioni finivano nel cestino.

  26. Davanti al luogo dove lavoro vi sono militanti che cercano di “vendere” il giornale “Lotta Comunista” o per riuscire a prendere qualche offerta. Ammetto che personalmente li reputo alla stregua dei testimoni di Geova, questi aspettano l’apocalisse da sempre, mentre quelli di lotta comunista aspettano la rivoluzione proletaria…
    Ho parlato con un ragazzo “vicino” alle ideologie di Lotta Comunista e mi ha raccontato che i militanti vengono reclutati con un buon lavaggio del cervello (in stile setta).

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