Potrebbe essere una soluzione adatta anche ad altre parti d’Italia troppo frequentate?
Non rischia di diventare un turismo per le elite?
Bene ottimo.
Se finora mi potevo permettere al massimo una camera in sottoscala col cesso nel cortile adesso mi sogno pure quella.
Perché gli straccioni che non si possono permettere almeno 250 euro a notte è meglio che se ne stanno a casa.
Tra i costi esorbitanti dei voli, di molto hotel e B&B è queste trovate, le vacanze in Italia saranno davvero un lusso per pochi…
ma veramente qualcuno crede che il fine sia a beneficio della collettività?
Semplicemente causa cambiamento climatico il turismo da montagna tirerà sempre meno e quindi si devono fare cambiamenti…
Mi sembra una buona idea, visto che lo spazio in montagna è decisamente limitante e negli ultimi anni ho assistito più volte a un turismo di massa che invadeva le valli.
Secondo me tutte le località turistiche dovrebbero decidere dei limiti, nel rispetto delle aziende ma anche dei cittadini autoctoni e dell’ambiente
Prima volta che leggo il concetto di “troppo turismo”, non mi sembra normale così a impressione
Da assiduo frequentatore della Val Aurina/Pusteria e Isarco da ormai 20 anni devo dire che sono felice. Anche a costo di non poterci più andare io, ormai la vita li per i locals era davvero complessa, soprattutto dal punto di vista dell’acquisto/affitto di case.
Inutile.
Non farà altro che aumentare i prezzi delle strutture extralusso che ci sono lì sopra. Già si gira sui 250-300€/notte, figurarsi dopo.
Peccato, frequento quelle valli da ormai 15 anni.
Che bella la vita nelle regioni a statuto speciale… Noi figli di un dio minore invece continuiamo con la nostra vita da non privilegiati.
L’altro ieri erano tutti pro a limitare gli Airbnb, ora tutti contro questo. I prezzi medi aumenterebbero anche se limitassero gli Airbnb eh, se limiti l’offerta e la domanda resta uguale, è inevitabile.
Capisco che appena si parla di Alto Adige nel cuore dell’utente medio di r/italy si risvegli l’Ettore Tolomei che è in ciascuno di noi, ma magari sarebbe il caso di leggere l’articolo e capire perché sono state prese queste decisioni:
>L’assessore Schuler spiega che il limite ai posti letto è stato introdotto perché gli amministratori si sono resi conto che la quantità di turisti arrivata nel 2019 non è più superabile. «Oltre all’affollamento nelle strade, l’aumento degli alloggi offerti sulle piattaforme come Airbnb è diventato un problema soprattutto nei comuni più grandi perché per gli abitanti è complicato trovare case in affitto o da comprare», dice. […]
>Secondo i ricercatori il turismo può avere effetti indesiderati sul costo della vita, sui trasporti e sulla cultura del costruire. «Anni di turismo record come il 2019 ci ricordano che il turismo in Alto Adige lavora sempre più ai limiti della sua sostenibilità sociale, ecologica e, in ultima analisi, anche economica.»
Insomma mi pare una scelta molto condivisibile, e che anzi come scritto nell’articolo anche altri comuni italiani vorrebbero introdurre.
Mai stata in Trentino e a questo punto temo che non succederà mai, sicuro i prezzi non diminuiranno con questa bella mossa. peccato
Austria: “”Che assist meraviglioso!””
> A quel punto ogni comune avrà una quota di posti letto fissa da cui ricavare il totale dei pernottamenti annuali, secondo le previsioni 34 milioni. Chiunque voglia aprire un albergo o un B&B deve chiedere il permesso al comune, che se non ha posti a disposizione non potrà dare nuove autorizzazioni. Se un albergo o un B&B chiude, i posti letto tornano nelle disponibilità dei comuni che potranno assegnarli agli imprenditori turistici che ne hanno fatto richiesta.
Ma queste sono concessioni balneari 2.0. Concorrenza futura vietata se non come sostituzione 1:1 dell’esistente, nessun meccanismo competitivo nelle assegnazioni, nessun canone.
L’effetto non potrà che essere uno solo, lo stesso che c’è in tutti i mercati non concorrenziali: calo della qualità, esplosione dei comportamenti rent-seeking, a tutto danno di clienti e lavoratori.
Il *minimo* poi per essere in regola con la Bolkenstein sarebbe mettere questi posti a gara periodica, non vedo altro modo. Assegnarli alle aziende forever and ever, oltre tutto sulla base del criterio storico, è puro fodder per cause legali.
> «Dobbiamo aspettare e vedere quali effetti concreti avrà la nuova legge sul territorio e paesaggio, per capire se sono necessari degli aggiustamenti» ha detto Manfred Pinzger, presidente dell’HGV, l’Unione Albergatori e Pubblici Esercenti. «L’HGV si è dichiarato d’accordo con i principi del piano provinciale per lo sviluppo turistico».
E te credo, gli para il culo da ogni forma di concorrenza trasformandoli tutti in piccoli feudatari turistici!
Spero che di questo passo non tassino pure il bivacco in tenda.
Che abbiano messo gli orsi per limitare pure quello?
/s ma non troppo
Se hanno questo problema è giusto (se costa tanto vado da un altra parte) basta che:
-non piangono se gli cala il turismo
– non si creai un mercato parallelo di licenze in stile taxi che poi bisogna sanarlo.
Praticamente stanno creando una sitazione stabilimenti balneari 2.0.
Chi ha già una struttra manterrà quei posti e ovviamente il loro valore aumenterà a dismisura come un monopolio. Chi vorrà aprire nuove strutture dovrà aspettare che ne chiudano altre.
Naturalmente tutti a favore del mercato libero finchè non si presenta l’occasione di creare un monopolio…
E vabbè direi che me ne sto in tenda
E fanno bene, basta con le invasioni dei soliti posti, basta andare in quelli meno conosciuti e anche più belli e autentici
[removed]
This will backfire spectacularly. This is nothing more than a hand out to hotel operators under the guise of attempting to solve “over tourism”. They are merely trying to squash the competition from short term rentals so they can charge more for lesser quality. If you really want to decrease overnight stays, just increase the tourism tax. It applies to everyone then and gets rid of potential favoritism/ corruption. You still have market competition that is worker and consumer friendly, and you will weed out the bloated, out of date hotel operators.
Proviamo con una doppia prenotazione.
Il turista fa una prenotazione (nominativa, rimborsabile? non rimborsabile?) presso un portale che riguarda la regione/provincia/comune, gestita dallo stato, con il numero limitato a quanto deciso.
Con il codice che ottiene potrà prenotare una struttura a suo nome nella stessa area.
I codici non saranno cedibili ma solo annullabili.
Alle 5 terre han problemi simili. Con l’aggravante che non hai altro modo per arrivarci che il treno o via mare .
A Pasqua la gente cadeva sui binari delle banchine delle stazioni.
Son curioso di vedere che si inventano.
Non mi piace, ma l’alternativa sarebbe di aumentare la tassa di soggiorno fino ad una riduzione della richiesta.
Soluzioni strampalate e dove trovarle… Per limitare cose come Airbnb basterebbe obbligare chi affitta ad includere la colazione invece che dover dar le chiavi e non pensarci più per qualche notte con un compenso medio di 200€/notte senza muovere un dito…
Per me solo a dargli muovere il culo ogni giorno di prima mattina per sistemare un po’ di cose
Quindi se a disposizione ci sono 100 posti letto ma il mio albergo ne ha 200, posso aprire solo mezzo albergo?
Il libero mercato in Italia è morto prima ancora di nascere.
Quindi ci sará uno webscraper della provincia che controllerá giornalmente sull’intero internet quanti posti letto vengono offerti in ogni singolo comune della loro Provincia Autonoma?
Amore si visita il Trentino ma la sera si dorme in Lombardia/Veneto/Austria
Ma scusate, uno dovrebbe raccogliere il capitale per una nuova struttura e mettersi in lista e aspettare che qualcun altro chiuda, sempre sperando che chi chiude non venda l’attività come la licenza dei taxi?
Onestamente lo vedo più come un’opportunità di crescere per le valli venete e lombarde paragonabili. Forse l’AA diventerà più costoso, però i “medio spendenti” che andavano lì ora andranno in altre valli, dando opportunità di crescita anche a valli meno turistiche.
(Volendo anche all’interno del TAA stesso, non solo per Lombardia e Veneto)
Oh, a forza di sollevare giuste questioni sulla gestione del territorio, va a finire che il Turismo ricettivo rischia di essere considerato dal pubblico un’attività da ‘primo mondo’.
Era ora.
È SOLO per mettere un freno al proliferare di airnbn nient’altro. Altrimenti avrebbero messo il numero chiuso come a Venezia. La questione è un’altra, l’aumento degli affitti (1k minimo per un monolocale) e degli immobili (non ce ne sono)
Questa cosa mi puzza molto di mafietta e crony capitalism
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Potrebbe essere una soluzione adatta anche ad altre parti d’Italia troppo frequentate?
Non rischia di diventare un turismo per le elite?
Bene ottimo.
Se finora mi potevo permettere al massimo una camera in sottoscala col cesso nel cortile adesso mi sogno pure quella.
Perché gli straccioni che non si possono permettere almeno 250 euro a notte è meglio che se ne stanno a casa.
Tra i costi esorbitanti dei voli, di molto hotel e B&B è queste trovate, le vacanze in Italia saranno davvero un lusso per pochi…
ma veramente qualcuno crede che il fine sia a beneficio della collettività?
Semplicemente causa cambiamento climatico il turismo da montagna tirerà sempre meno e quindi si devono fare cambiamenti…
Mi sembra una buona idea, visto che lo spazio in montagna è decisamente limitante e negli ultimi anni ho assistito più volte a un turismo di massa che invadeva le valli.
Secondo me tutte le località turistiche dovrebbero decidere dei limiti, nel rispetto delle aziende ma anche dei cittadini autoctoni e dell’ambiente
Prima volta che leggo il concetto di “troppo turismo”, non mi sembra normale così a impressione
Da assiduo frequentatore della Val Aurina/Pusteria e Isarco da ormai 20 anni devo dire che sono felice. Anche a costo di non poterci più andare io, ormai la vita li per i locals era davvero complessa, soprattutto dal punto di vista dell’acquisto/affitto di case.
Inutile.
Non farà altro che aumentare i prezzi delle strutture extralusso che ci sono lì sopra. Già si gira sui 250-300€/notte, figurarsi dopo.
Peccato, frequento quelle valli da ormai 15 anni.
Che bella la vita nelle regioni a statuto speciale… Noi figli di un dio minore invece continuiamo con la nostra vita da non privilegiati.
L’altro ieri erano tutti pro a limitare gli Airbnb, ora tutti contro questo. I prezzi medi aumenterebbero anche se limitassero gli Airbnb eh, se limiti l’offerta e la domanda resta uguale, è inevitabile.
Capisco che appena si parla di Alto Adige nel cuore dell’utente medio di r/italy si risvegli l’Ettore Tolomei che è in ciascuno di noi, ma magari sarebbe il caso di leggere l’articolo e capire perché sono state prese queste decisioni:
>L’assessore Schuler spiega che il limite ai posti letto è stato introdotto perché gli amministratori si sono resi conto che la quantità di turisti arrivata nel 2019 non è più superabile. «Oltre all’affollamento nelle strade, l’aumento degli alloggi offerti sulle piattaforme come Airbnb è diventato un problema soprattutto nei comuni più grandi perché per gli abitanti è complicato trovare case in affitto o da comprare», dice. […]
>Secondo i ricercatori il turismo può avere effetti indesiderati sul costo della vita, sui trasporti e sulla cultura del costruire. «Anni di turismo record come il 2019 ci ricordano che il turismo in Alto Adige lavora sempre più ai limiti della sua sostenibilità sociale, ecologica e, in ultima analisi, anche economica.»
Insomma mi pare una scelta molto condivisibile, e che anzi come scritto nell’articolo anche altri comuni italiani vorrebbero introdurre.
Mai stata in Trentino e a questo punto temo che non succederà mai, sicuro i prezzi non diminuiranno con questa bella mossa. peccato
Austria: “”Che assist meraviglioso!””
> A quel punto ogni comune avrà una quota di posti letto fissa da cui ricavare il totale dei pernottamenti annuali, secondo le previsioni 34 milioni. Chiunque voglia aprire un albergo o un B&B deve chiedere il permesso al comune, che se non ha posti a disposizione non potrà dare nuove autorizzazioni. Se un albergo o un B&B chiude, i posti letto tornano nelle disponibilità dei comuni che potranno assegnarli agli imprenditori turistici che ne hanno fatto richiesta.
Ma queste sono concessioni balneari 2.0. Concorrenza futura vietata se non come sostituzione 1:1 dell’esistente, nessun meccanismo competitivo nelle assegnazioni, nessun canone.
L’effetto non potrà che essere uno solo, lo stesso che c’è in tutti i mercati non concorrenziali: calo della qualità, esplosione dei comportamenti rent-seeking, a tutto danno di clienti e lavoratori.
Il *minimo* poi per essere in regola con la Bolkenstein sarebbe mettere questi posti a gara periodica, non vedo altro modo. Assegnarli alle aziende forever and ever, oltre tutto sulla base del criterio storico, è puro fodder per cause legali.
> «Dobbiamo aspettare e vedere quali effetti concreti avrà la nuova legge sul territorio e paesaggio, per capire se sono necessari degli aggiustamenti» ha detto Manfred Pinzger, presidente dell’HGV, l’Unione Albergatori e Pubblici Esercenti. «L’HGV si è dichiarato d’accordo con i principi del piano provinciale per lo sviluppo turistico».
E te credo, gli para il culo da ogni forma di concorrenza trasformandoli tutti in piccoli feudatari turistici!
Spero che di questo passo non tassino pure il bivacco in tenda.
Che abbiano messo gli orsi per limitare pure quello?
/s ma non troppo
Se hanno questo problema è giusto (se costa tanto vado da un altra parte) basta che:
-non piangono se gli cala il turismo
– non si creai un mercato parallelo di licenze in stile taxi che poi bisogna sanarlo.
Praticamente stanno creando una sitazione stabilimenti balneari 2.0.
Chi ha già una struttra manterrà quei posti e ovviamente il loro valore aumenterà a dismisura come un monopolio. Chi vorrà aprire nuove strutture dovrà aspettare che ne chiudano altre.
Naturalmente tutti a favore del mercato libero finchè non si presenta l’occasione di creare un monopolio…
E vabbè direi che me ne sto in tenda
E fanno bene, basta con le invasioni dei soliti posti, basta andare in quelli meno conosciuti e anche più belli e autentici
[removed]
This will backfire spectacularly. This is nothing more than a hand out to hotel operators under the guise of attempting to solve “over tourism”. They are merely trying to squash the competition from short term rentals so they can charge more for lesser quality. If you really want to decrease overnight stays, just increase the tourism tax. It applies to everyone then and gets rid of potential favoritism/ corruption. You still have market competition that is worker and consumer friendly, and you will weed out the bloated, out of date hotel operators.
Proviamo con una doppia prenotazione.
Il turista fa una prenotazione (nominativa, rimborsabile? non rimborsabile?) presso un portale che riguarda la regione/provincia/comune, gestita dallo stato, con il numero limitato a quanto deciso.
Con il codice che ottiene potrà prenotare una struttura a suo nome nella stessa area.
I codici non saranno cedibili ma solo annullabili.
Alle 5 terre han problemi simili. Con l’aggravante che non hai altro modo per arrivarci che il treno o via mare .
A Pasqua la gente cadeva sui binari delle banchine delle stazioni.
Son curioso di vedere che si inventano.
Non mi piace, ma l’alternativa sarebbe di aumentare la tassa di soggiorno fino ad una riduzione della richiesta.
Soluzioni strampalate e dove trovarle… Per limitare cose come Airbnb basterebbe obbligare chi affitta ad includere la colazione invece che dover dar le chiavi e non pensarci più per qualche notte con un compenso medio di 200€/notte senza muovere un dito…
Per me solo a dargli muovere il culo ogni giorno di prima mattina per sistemare un po’ di cose
Quindi se a disposizione ci sono 100 posti letto ma il mio albergo ne ha 200, posso aprire solo mezzo albergo?
Il libero mercato in Italia è morto prima ancora di nascere.
Quindi ci sará uno webscraper della provincia che controllerá giornalmente sull’intero internet quanti posti letto vengono offerti in ogni singolo comune della loro Provincia Autonoma?
Amore si visita il Trentino ma la sera si dorme in Lombardia/Veneto/Austria
Ma scusate, uno dovrebbe raccogliere il capitale per una nuova struttura e mettersi in lista e aspettare che qualcun altro chiuda, sempre sperando che chi chiude non venda l’attività come la licenza dei taxi?
Onestamente lo vedo più come un’opportunità di crescere per le valli venete e lombarde paragonabili. Forse l’AA diventerà più costoso, però i “medio spendenti” che andavano lì ora andranno in altre valli, dando opportunità di crescita anche a valli meno turistiche.
(Volendo anche all’interno del TAA stesso, non solo per Lombardia e Veneto)
Oh, a forza di sollevare giuste questioni sulla gestione del territorio, va a finire che il Turismo ricettivo rischia di essere considerato dal pubblico un’attività da ‘primo mondo’.
Era ora.
È SOLO per mettere un freno al proliferare di airnbn nient’altro. Altrimenti avrebbero messo il numero chiuso come a Venezia. La questione è un’altra, l’aumento degli affitti (1k minimo per un monolocale) e degli immobili (non ce ne sono)
Questa cosa mi puzza molto di mafietta e crony capitalism