Il 25 Aprile non è divisivo. Il 25 Aprile è la festa della Libertà contro ogni forma di repressione dittatoriale e antidemocratica.

36 comments
  1. Ho inserito le immagini al fine di riportare un po’ alla memoria che cosa successe veramente in quegli anni. Non mi piace l’atteggiamento quasi negazionista di questo governo, che tende a cancellare la menzione del fascismo e dei fascisti dal festeggiamento del 25 aprile. La storia non si può cambiare, e la storia ci racconta che a quel tempo quella particolare fazione politica si è collocata dalla parte sbagliata della storia stessa. Se noi italiani perdiamo memoria di questo, allora il rischio è quello di dare sempre più spazio a posizioni antidemocratiche e soppressive delle libertà fondamentali dell’individuo. Lo stiamo già vedendo con riguardo alla trascrizione delle nascite avvenute all’estero per quanto riguarda le coppie omogenitoriali. Questo modus operandi è molto pericoloso perchè rischiamo di non accorgerci della gravità di questi atti fintantoché non ci toccheranno personalmente. Forse molti oggi pensano che fintantoché si tratta di una cosa che riguarda minoranze, possono anche fregarsene. Per favore, non commettiamo gli stessi errori che abbiamo già commesso nella storia. Troviamo il coraggio di restare umani e soprattutto antifascisti.

  2. questo 25 aprile è il più amaro che possa ricordare, con una maggioranza decorata dalla fiamma tricolore nel simbolo e con discendenti dei reduci della marcia su roma al governo

    forse è venuto il momento per cui bisognerebbe rivalutare storicamente questa giornata, chiamiamola “giornata del cambio di colore delle camicie” che ha più senso

  3. In particolare contro quel preciso tipo di oppressione che si manifesta quando lo stato democratico viene acquistato dai privati e ridotto a braccio violento dei padroni dei quali fa l’esclusivo interesse – ovverosia, il fascismo.

    EDIT: la definizione non è mia, ma di uno dei tre più grandi presidenti degli Stati Uniti

  4. Non vedo differenze tra noi italiani. L’unica divisione che vedo è tra chi vuole un’Italia unita e chi ci vuole in lotta perenne l’uno con l’altro, ecco il mio messaggio ai ~~Morty e ai Ri~~ agli “Italiani” che ci vogliono divisi, siete in minoranza!

  5. Ogni anno sempre la stessa polemica, e sinceramente stufa non poco, non solo perché é letteralmente un calcio in faccia a tutte quelle persone che sono morte, ma anche perché fanno le vittime ogni cazzo di anno e invece di mandarli a fanculo, continuiamo a dare spazio…

  6. Non lo definirei così. Il 25 aprile non è la festa della libertà da qualsivoglia repressione dittatoriale e antidemocratica, e a rigor di logica non è neanche una festa generica dell’antifascismo in cui far rientrare la qualunque, è l’anniversario della liberazione dal nazifascismo, cioé dall’occupazione nazista e dal collaborazionismo fascista. Ricorda un evento storico preciso e non andrebbe esteso contro l’attuale governo (come fanno alcuni a Sx) né annacquato contro i totalitarismi in generale (come fanno alcuni a Dx).

  7. L’unica cosa che mi divide è come è trattato come una liberazione di una forza straniera a noi, incontrollabile. La grandissima parte della popolazione era fascista e la cosa è stata voluta e spinta dagli italiani. Il modo come è trattato come se ci fossimo liberati da una manica distaccata di autoritari dittatori e non un peccato su cui imparare dai nostri predecessori è proprio dove nasce questa indifferenza verso il fascismo che tanto caratterizza la politica italiana e il 25 aprile. Il 25 Aprile (dimenticare del fascismo come un grave peccato delle generazioni vecchie su cui noi dobbiamo rigidamente imparare) ha creato il 25 Aprile (metà delle persone che prendono questa lotta contro il fascismo come un drammatismo e pallosa)

  8. Che sia divisiva è il minimo. l’Italia è il frutto di una spartizione di sfere d’influenza, decisa a tavolino ancor prima della fine della ww2. Per contrastare il pericolo comunista ad est i nostri servizi in collaborazione con le intelligence straniere hanno fatto di tutto (bombe, attentati, deragliamenti, eserciti segreti -gladio-, depistaggi) e a tutto ciò bisogna aggiungere che molti funzionari dell’era fascista sono stati riciclati come dipendenti pubblici di alto livello. Last but not least, ad uno come Almirante che era il redattore de “La difesa della razza” è stato permesso di continuare a fare politica con un discreto seguito e con tutti i riconoscimenti del caso da parte degli avversari. E vi meravigliate se il 25 aprile è divisivo? A parer mio è già tanto che venga festeggiato.

  9. Festa della libertà stocazzo. È la festa della Liberazione dai fascisti, anche se l’opera non è ancora conclusa purtroppo.

  10. il 25 Aprile è la festa che ricorda la riconquista della libertà dopo il tragico ventennio fascista e la guerra che ne seguì. Il 25 Aprile è divisivo solo per chi è fascista.

  11. Il 25 aprile è la festa di tutti punto, la destra dovrebbe sapere che c’erano anche formazioni di destra nei partigiani che contribuirono alla liberazione dal nazifascismo e la sinistra dovrebbe sapere che non c’erano solo loro a liberare l’italia, fu una liberazione avvenuta grazie a praticamente tutte le forze politiche, dai comunisti garibaldini, alle formazioni del partito d’azione e della democrazia cristiana, fino alle formazioni autonome monarchiche.

  12. Per chi volesse approfondire il tema relativo a come la Resistenza e la Festa della Liberazione sono state trattate dai vari schieramenti politici e come è stata, storicamente, in realtà molto divisiva consiglio “La guerra della memoria. La Resistenza nel dibattito politico italiano dal 1945 ad oggi”.

  13. Un Paese così culturalmente arretrato che l’anniversario della liberazione da un regime dittatoriale viene visto come divisivo.

  14. “Stocazzo, la festa della libertà democratica c’è già ed è il 2 giugno. Il 25 aprile è la festa della causa necessaria alla libertà in Italia, la liberazione dai nazifascisti. Purtroppo non finita, perché dove sto io sono tutti loschi e tristi fascisti, dentro e fuori, neri, verdi o grigiastri.

  15. Gli unici che dicono che il 25 Aprile è divisivo sono quelli che se fossero nati un centennio fa, correvano il rischio di finire pure loro sulla pensilina.

    Possono rompere i coglioni quanto cazzo vogliono ma sto piagnistei da bambini non cancellano il fatto storico e quello che successe quel giorno (e quelli successivi anche) e cosa rappresentano.

    A loro sta sulle palle che ogni anno gli ricordiamo che merde sono.

  16. Ogni anno la stessa polemica fomentata dalle stesse persone, con gli stessi modi e le stesse frasi. A me pare che non solo questa data sia “divisiva”, ma che serva soltanto a ricordare di anno in anno questa divisione. Secondo me il significato della data non importa più alla maggior parte delle persone; ciò che importa è che risulta come festivo e quindi (in molti casi) si sta a casa da lavoro

  17. Ma perfavore. Ogni anno ci riprovate con questa vaccata della festa della libertà. LIBERAZIONE, si chiama liberazione. E presuppone che ci sia qualcosa da cui liberarsi. Blatte, muffe, fascismo. E il 25 Aprile festeggiamo, appunto, la liberazione dal nazifascismo. Festeggiamo chi ha combattuto, nelle città e nelle montagne, i fascisti e gli invasori nazisti da loro accolti a braccia aperte che compirono inaudite violenze contro la popolazione civile. E sopratutto festeggiamo tutti e tutte coloro che morirono per permettere a noi di vivere in liberta.

    Quindi, con tutto il rispetto, vaffanculo questa cazzata cerchiobottista che tutto il male è male. Non fare distinzioni serve solo ad appiattire ogni memoria disinnescandone la portata.

  18. No, assolutamente no. Il 25 aprile 1945 è la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo: punto. *Due punti* (cit.).

    Ogni tentativo di spostare/allargare questo contesto, per quanto sia bene (o male…) intenzionato, trasloca il tutto su un piano di non verità e di non agibilità né politica né culturale.

  19. Se festeggiare la Liberazione è un argomento divisivo, allora mi sa che del problema non ci siamo ancora liberati

  20. Mio nonno (comunista), e un suo caro amico (monarchico), litigavano ed erano in disaccordo su tutto, ma il 25 aprile sfilavano vicini, uno con le brigate Garibaldi e uno con le brigate del popolo. Nessuno dei due desiderava l’Italia come quella attuale, uno votò per la monarchia al referendum e l’altro era comunista, ma la festa non era in alcun modo divisiva per loro, anzi era l’unica manifestazione in cui sentivano entrambi di appartenere.
    Il 25 aprile non è divisivo perchè è una festa che ricorda la vittoria di tutte le lotte contro uno specifico nemico, il fascismo, e non tutti coloro che hanno combattuto e che sono morti lo hanno fatto per la democrazia liberale.

  21. Posso anche far finta di crederci che non sia divisivo, ma a vedere Berlusconi e La Russa decantare il 25 aprile dopo che entrambi hanno provato a cancellarla come festa, mi scappa da ridere.

  22. Sono di destra ed estremamente d’accordo con tutti voi: il 25 Aprile è divisivo solo per chi si considera fascista, per il resto è la festa di tutti gli italiani che sono stati liberati da un regime oggettivamente oppressivo e distopico.

    Per l’occasione ho iniziato a rileggere “Il sentiero dei nidi di ragno” di Calvino che avevo letto alle medie, rimane una delle mie storie preferite ambientata nel periodo della resistenza.

    Quali sono i vostri libri/film preferiti ambientati in questo periodo?

  23. Se il 25 aprile è divisivo non si deve cambiargli nome per renderlo simpatico a chi si sente leso, se il 25 aprile è divisivo vuol dire che c’è ancora qualche fascista di cui ci si deve liberare.

  24. Festa della liberta’ stocazzo. E’ la festa della liberazione dai topi di fogna fascisti e nazisti.

    Non e’ una festa unitaria nel momento in cui suddetti sorci sono usciti dalle fogne e mezza Italia li guarda come dei salvatori della patria dall’uomo nero e li vota.

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