Oscar: Sorrentino entra nella shortlist con «È stata la mano di Dio»

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  1. L’ultimo film Netflix di Sorrentino, film autobiografico del regista entra nella shortlist dei probabili candidati al Miglior Film Straniero.

    Seppur ci sono diversi riferimenti contro gli USA pare che sia piaciuto molto all’Academy, che da diversa anni è sempre più inclusiva e con meno bianchi tra i votanti.

    Sarà la volta buona per l’Italia?

  2. Poche cose gridano Boomer quanto gli Oscar, premio di cui frega pochissimo a chiunque oggi che le serie hanno preso il posto dei film come forma di intrattenimento popolare.

    Giurati vecchi e conformisti, film furbescamente adattati e castrati per piacere loro o il mercato che rappresentano, gli Oscar sono più una palla al piede che una opportunità per che fa cinema e che Sorrentino vinca o perda non cambia né la sua bravura né la bellezza del film, non un capolavoro ma discreto…

    Secondo me Sorrentino piace agli americani perché felliniano e noi dobbiamo essere così per loro, o gli straccioni di Mediterraneo, o il buon giullare o Fellini…

  3. • IMHO non fra i suoi migliori, e soliti contrasti tra sacro e profano, trash e chic da “La Grande Bellezza”

    • L’operazione fatta da Netflix nei confronti delle sale è stata una cafonata, e Sorrentino non ha proferito parola a riguardo, alla faccia del “trattamento Cuarón”

    • Improbabile la vittoria perché la Academy ha le sue regole scritte e non, ma quest’anno non c’erano altri titoli da proporre

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