Aulla, studenti chiamati a ‘confutare’ il 25 aprile.

11 comments
  1. a mio avviso il quesito è stato mal posto e sicuramente la resistenza va approfondita ma sembra quasi che la preside volesse far sostenere che non fosse opportuno celebrare la liberazione dal nazi-fascismo. quali sono le vostre considerazioni in merito?

  2. > Pratichiamo la metodologia didattica del Debate

    Si aggiorni dottoressa, gli inglesismi saranno presto vietati e comunque questo sembra particolarmente gratuito.

    Comunque: se davvero sono esercizi di retorica, sticazzi. Speriamo non salti fuori che si tratta d’altro.

  3. Ma dico io… Di tutti i temi su cui impiantare una classe di debate (che ancora devo capire se fa più Atene V secolo a.C. o Sweet Valley High 1996), proprio IL tema più divisivo e “intoccabile” d’Italia?!

    Già i politici di mestiere fanno una fatica boia a parlarne senza che il tutto si tramuti in un trito comizio stile Don Camillo-Peppone, in cui basta leggere il sottopancia dell’intervistato per scrivere l’intervento parola per parola, altro che ChatGPT…

    Figurarsi quindi cosa possono fare degli studentelli che, se va bene, rigurgiteranno quanto sentito in casa o sui social.

    Che poi su un tema del genere, l’unica tesi del Discorso Ingiusto non potrebbe essere altro che una lista di frasi fatte apologetiche (“ehh non ci sono morti di Serie B”) e obiezioni che in un Paese normale sarebbero state affrontate decenni fa (la Liberazione percepita come festa ‘rossa’).

    Quindi boh, che senso ha? Docenti a caccia di visibilità o che si cercano il male come i dottori?

  4. Anche io al liceo ho partecipato a un’attività a squadre simile. Tra i temi da dibattere ricordo la patria potestà ai condannati per organizzazione di stampo mafioso, l’energia nucleare come fonte d’energia pulita, la legalizzazione delle droghe leggere e la telesorveglianza negli spazi pubblici. In genere ne scaturivano delle discussioni interessanti e ricche di sfumature che non rendevano facile l’attribuzione a una squadra piuttosto che all’altra del torto e della ragione. Detto questo, dibattere del 25 aprile significa che dei ragazzi dovranno sostenere che celebrare il 25 aprile, ovvero la liberazione dal nazifascismo, sia sbagliato, e per quanto mi sforzi non comprendo come questa potrebbe essere altro se non una posizione fascista.

  5. Odio i professori che invece che spiegarti l’argomentazione ti davano il temino in cui ti obbligavano a sostenere le peggio scemenze. Si vede che cercavano di crescere giornalisti

  6. Io credo pure alla buona fede della scuola, però il coinvolgimento di amministrazioni comunali di centrodestra mi fa pensare che se non c’era politicizzazione dal principio c’è qualcuno che ha tutti gli interessi per infilarcela.

  7. Da ENTP, non posso che essere in generale a favore a tutti i metodi di dibattito anche quelli più assurdi e controversi.

    Bisogna però prestare attenzione che la parte che sostiene “l’assurdo” non si convinca troppo di quel che dice.
    Trovo come metodo di approccio molto più utile con tematiche neutrali, anche se approcci del genere possono aiutare a inquadrare i comportamenti di fake news ed i ragionamenti degli screditatori.

  8. ma che significa confutare il 25 aprile?

    una parte degli studenti dovrebbe fare la parte dei nazisti e dire che sotto occupazione si stava meglio?

  9. Una volta tanto sperimento di persona, visto che conosco un po’ Aulla e dintorni, quanto i giornali possano fare schifo. Anche grazie a questo articolo di Berizzi ( tra l’altro uno che ha scritto libri e fatto inchieste su organizzazioni di destra, quindi mi sarei aspettato un livello diverso di approfondimento) è stato tutto bloccato.
    Anche ammettendo che il titolo del dibattito, così posto, possa far alzare un sopracciglio, e pure non sentendosi particolarmente entusiasti della modalità “debate”, se proprio se ne voleva parlare bastava ricostruire il contesto e le motivazioni. Invece ci si limita a sparare il titolo nella versione più *clickbait* possibile. Risultato: dibattito annullato. Tra l’altro la dirigente non è sospettabile di simpatie destrorse (anzi), e il tocco sul “comune di Villafranca di cdx” – come se ci entrasse qualcosa – è totalmente inutile o faziosamente insinuato apposta.

    In ogni caso, poteva essere un momento di confronto su storia, memoria e identità, scelto e gestito dai ragazzi stessi, e magari utile a ritrovare e riscoprire le ragioni e il senso dello schierarsi. Però ehi, Repubblica non tarderà a fare una inchiesta sui *giovani che non fanno politica e ignorano la storia*.

  10. Lodevole

    Insegnare a dibattere è fondamentale per istruire cittadini in grado di informarsi da soli e che non cadono alle retoriche populiste di turno di cui è affetto questo paese da decenni.

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