Il “padrino dell’intelligenza artificiale” si dimette da Google, mette in guardia dai pericoli dell’AI – Che ne pensate?

18 comments
  1. Ciao a tutti. Ho appena letto questo articolo, la new l’avevo ascoltata alla radio. L’informatica non è il mio campo, fatta questa premessa, vorrei sapere la vostra opinione su questa notizia dal retrogusto un po’ inquietante/distopico.

  2. Sono d’accordo su tutte le sue preoccupazioni. Tranne quando parla di minaccia per l’umanità, che fa pensare a scenari tipo matrix o terminator.

    Quello non succederà mai secondo me (d’altro canto se un genio del genere pensa il contrario forse ha ragione lui)

  3. *”Hinton teme inoltre che l’AI potrebbe rendere obsoleti molti posti di lavoro.”*

    Ovvio quando il progresso toccava la manovalanza cazzi loro, adesso che può riguardare anche gli “intellettuali” sacrilegio…

  4. “Già, è vero! Certo, come potevate saperlo? I figli di puttana come te hanno fatto la bomba all’idrogeno. Sono i maschi come te che l’hanno inventata. Vi credete tanto creativi! Non capirete mai che cosa significa veramente creare, creare una vita, sentirsela crescere dentro. Tutto quello che voi sapete creare è morte e distruzione!”

  5. Da appassionato di fantascienza e pessimista cronico dico che sta cosa dell’ AI non può che andare male. Gli scenari legati ad un’ipotetica apocalisse robot sono la meno peggio, ci sono casi peggiori.

    Da appassionato ma non gran intenditore di informatica/tecnologia dico: basta vedere tutte le ultime invenzioni e “progressi” tecnologici a cosa han portato, poteva esserci del bene in tutte eh però ciò che spicca sono i problemi. Basta vedere i social, fino a 20 anni fa neanche esistevano e si stava tutti bene sui forum e ci si scambiavi informazioni a ritmi umani, mo è degenerato tutto e si è in competizione con il vicino di casa per qualche like.

    Non so come fate a dormire sonni tranquilli

  6. Mi dà un profondo disgusto la gente come questo tizio.

    Finchè lo pagavano profumatamente, l’IA era il futuro, ora che è pericolosa se ne vuole lavare le mani.

    Immaginate se il discorso “tanto sennò lo fa qualcun altro” valesse per iniziare una guerra nucleare, o per giustificare i ritardi nella lotta al cambiamento climatico.

    Ma vaffanculo. In questi 20 anni nel settore tech hanno lavorato alcune tra le persone più immorali sulla faccia della Terra.

  7. Ho cercato le sue dichiarazioni recenti, e a me fa un po’ specie che quello che dovrebbe essere uno scienziato dica cose come:

    > “Look, here’s one way it could all go wrong,” he says. “We know that a lot of the people who want to use these tools are bad actors like Putin or DeSantis. They want to use them for winning wars or manipulating electorates.”

    (https://www.technologyreview.com/2023/05/02/1072528/geoffrey-hinton-google-why-scared-ai/)

    Cioè, chiama ‘bad actor’ un governatore legittimamente eletto, un personaggio parte del normale discorso politico americano, e lo mette assieme a un dittatore assassino guerrafondaio. Già questo mi basterebbe per smettere di ascoltare il dott. Hinton.

    Ma poi c’è davvero differenza tra quello che fa un’Orsini (o quell’altra professoressa pacifinta che spesso invitavano) e quello che potrebbe fare un
    BearGPT? I giornali cercano di influenzare (o manipolare) l’opinione pubblica da quando esistono…

    … e sono *molto* scettico sul fatto che vedremo mai i deepfake utilizzati come arma, su grande scala per il semplice fatto che sono praticamente l’atomica della comunicazione. Si potrebbe ridurre in macerie qualunque campagna elettorale o la reputazione di qualunque giornale, e nessuno vuole rischiarlo.

    Anzi, potrebbe esserci un effetto positivo: forse sapendo che i leaks o le intercettazioni possono essere state generate a computer, smetteremo di prenderle tutte per buone

    (non commento sull’idea della IA che distrugge il mondo, la lascio ai seguaci di Yudkowsky :P)

  8. Sono d’accordo che la cosa più pericolosa, come qualsiasi strumento, sia chi la userà per danneggiare gli altri. Ma mi fa molto più paura la manipolazione genetica o le scuole come Eton dell’intelligenza artificiale. Chi vuole danneggiare il prossimo sa già sfruttare le persone più fragili a suo vantaggio. Ci sono già reti di persone che prendono di mira specifici gruppi sociali. L’AI per ora è il minore dei mali.

  9. Si tutto molto interessante, avrebbe potuto pensarci prima anche.

    Possiamo classificarlo come “Effetto Oppenheimer”, anzichè discutere prima delle implicazioni di una certo tecnologia prima la si inventa e poi ci si pente.

  10. Per me l’unico pericolo dell’intelligenza artificiale è quello di non passare l’esame. /s

    Al di là di ciò, per lo meno nel mio campo, lo vedo solo come un vantaggio. È triste pensare che dall’altra parte per certe categorie costituisca un vero pericolo per noi e per loro. Mi piace pensare a una mano umana dietro l’arte che consumo.

  11. Informatici due anni fa: “È finita per quelli che hanno studiato scienze delle merendine, l’IA creata da noi automatizzerà tutti i lavori inutili. Se siete stati così stupidi da buttare il vostro tempo in studi oggettivamente inutili è finita, anzi non è mai iniziata.”

    Informatici oggi: “Nooooo, in realtà l’IA funziona malissimo anzi non dovrebbe essere neanche chiamata IA perchè è proprio stupida, non è che sa programmare meglio di noi e comunque è una cosa pericolosissima che va fermata subito, ci sono troppi rischi e bisogna tutelare i nostri lavoratori.”

  12. Un tizio diceva che un futuro utopico sarebbe quello dove i robot faranno tutti i lavori noiosi mentre gli umani quello del intrattenimento. Infatti streamer su twitch, tiktok, youtubers, instagram. Quanti posti nuovi di lavoro son nati e quanti ne nasceranno di nuovi. Penso che l’unico posto che le AI non toccheranno sara quello del intrattenimento e dove tutti ci specializzeremo in futuro

  13. secondo me la minaccia nell’immediato non è ne’ la perdita di posti di lavoro ne’ la militarizzazione ma un rischio ancora peggiore di disgregazione sociale e umana

    la tecnologia che abbiamo oggi sostanzialmente prende ciò che sono le nostre conoscenze, l’arte e la cultura, senza possibilità di migliorarle e le mette a disposizione di tutti gratuitamente . Messa così sembrerebbe una cosa positiva ma in generale distrugge o rende obsoleto l’intero sistema capitalistico basato sulla scarsità e la competizione

    tu hai una AI che lavora gratis H24 , produce ogni forma d’arte , filmato, codice gratis , aggira i copyright, in futuro sostituirà avvocati, farà diagnosi

    inizialmente le società se ne avvantaggeranno ma gli artisti smetteranno di produrre arte o forse lo faranno di nascosto, i programmatori non si formeranno più , i cineasti avranno meno incentivi , i copywriter spariranno , più l’ai cancellerà la voglia di fare più si cancellerà ogni forma di innovazione perché l’AI non inventa, generalizza , i pochi umani che continueranno la ricerca e lo sviluppo saranno costretti a farlo di nascosto per evitare che le ai possano accedere ai training set

    in poche parole il mondo come lo conosciamo diventerà un posto molto diverso , meno globalizzato , meno solidale

    le big tech americane vedono arrivare queste secchiate di merda ma sono combattute tra la voglia di arricchirsi nell’immediato e la consapevolezza di mandare a puttane un sistema che nel male o nel molto male aveva funzionato per centinaia di anni creando disuguaglianze ma innovazione e miglioramento del tenore di vita

    TL;DR in genere i breakthrough rendono obsolete tecnologie e ne creano altre ma non in questo caso dove si rischia il caos sociale

  14. Il problema è il sistema in cui viviamo, non l’ai (che fra l’altro è solo il giocattolino del momento, niente più, niente meno). Non si deve fermare il progresso, bisogna fermare chi ci specula a discapito del resto della comunità.

  15. Che ha ragione. C’è da preoccuparsi. Certo che l’AI avrà applicazioni militari, dietro alla ricerca tecnologica ci sono sempre i militari. Riusciremo a controllarla? Basta guardare come i governi controllano efficacemente le fake news in giro per la rete e quanto ls legislazione stia al passo con la tecnologia.

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