Lo “smart working” è un incentivo alla natalità?

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  1. Incentivo non saprei. Ma una volta che hai fatto la frittata, è sicuramente un bel benefit poter essere il più vicino possibile, per più tempo possibile, alla propria famiglia.

  2. Non è un incentivo, è un **workaround** alla mancanza di welfare famigliare e stipendi vivibili.

    Il vero incentivo sarebbe avere la certezza di poter mandare il neonato, al N-esimo mese di vita, in un nido statale. Accesso certo senza graduatorie, fulltime compatibile con gli orari veri di lavoro e non 8-14 come in molte città ed ad un prezzo ragionevole se non gratuito per le famiglie.

    Oltre a questo, le posizioni full-remote non solo equivalgono ad un aumento di stipendio perché non si devono sostenere i costi dello spostamento e del cibo fuori casa, ma permettono addirittura di rilocarsi in un luogo – magari vicino ai genitori – in cui il costo della vita è più basso.

  3. Più che alla natalità è un incentivo al prendere possesso del proprio tempo, visto che non si sprecano più ore e centinaia di euro in spostamenti inutili

  4. In pratica il dibattito si sta spostando da “la donna deve stare a casa a badare al focolare domestico e alla prole” a “(almeno) un genitore deve stare a casa a badare al focolare domestico, alla prole e lavorare”

  5. Giusto ieri sera mia sorella mi diceva che fra qualche anno, quando mio nipote andrà alle medie, lei dovrà pensare se licenziarsi, perché le medie qui finiscono alle 13 e dove lo mandi fino alle 18? E che senso ha lavorare per pagare una babysitter tutti i giorni? E io (che non ho figli) pensavo che sarò fortunata perché, lavorando da casa, questo problema non ce l’ho.

  6. La diminuzione dello stress è incentivo sia alla produttività che alla natalità. Lo smart working è meno stressante quindi sì, ma non direttamente.

    Non è “la gente sta a casa > sesso invece di lavorare”.

    È “la gente sta a casa > può sgranchirsi le gambe, stare in vestiti comodi, lavora in ambienti più confortevoli, non è costretta a fare ore nel traffico > meno stress > più tempo di qualità speso con il/la partner”

  7. Aiuta nella gestione dei figli se questi vanno a scuola e ci rimangono fino al pomeriggio, perché risparmi il tempo del viaggio a/r e lo impieghi per accompagnarli/riprenderteli. Quando stanno male o semplicemente rimangono a casa, soprattutto se piccoli, non accettano certo di buon grado che tu li ignori perché devi lavorare e la giornata lavorativa diventa un inferno. Fonte: sono mamma e lavoro da casa uno o due giorni alla settimana.

  8. Come fa ad essere un incentivo alla natalità se ti preclude la conoscenza di nuove persone in ambito lavorativo, che è uno degli ambiti dove maggiormente nascono nuove coppie

  9. È vero che il lavoro da remoto è decisamente meno stancante e lascia più tempo e energie per fare quelle cose lì…

    Capisco anche chi dice che essere continuamente da remoto ti priva di una forte componente sociale, anche se in questo caso direi di non preoccuparsi, non si perde molto sul lato della ricerca di un partner.

  10. Punti di vista! C’è chi si preoccupa di non avere abbastanza tempo per poter stare con i figli poichè passa mezza giornata sui treni, e chi al contrario usa l’ufficio come mezzo per fuggire dall’inferno casalingo.

    Ho sentito anche madri dichiarare candidamente di fare le 21 ogni sera per non tornare a casa dai figli, per cui…

  11. No, é il ‘working’ e basta a disincentivare la natalitá

    E’ sufficiente una persona non occupata 8 ore della propria giornata a generare profitto per uno sconosciuto (uno zio, un nonno, il madre o il padre) per riuscire a crescere tranquillamente 1-3 figli

  12. >Lo “smart working” è un incentivo alla natalità?

    No.
    E faccio fatica ad immaginare come possa davvero essere considerato tale. Se lavori da casa lavori – ci sarà sicuramente qualche pausa in cui puoi stare dietro al figlio/i figli, ci saranno sicuramente dei momenti morti in cui puo dedicare tempo alla prole, sicuramente ti eviti il tragitto casa-lavoro-casa e quindi puoi star dietro alle sue/loro necessità. Ma alla fine della fiera lavori. Hai altro da fare. È sicuramente meglio che andare in ufficio, ma è ben lontano dall’essere un incentivo.

    IMHO è molto, molto, MOLTO pericoloso validare questo genere di idee: già di facilitazioni/incentivi alla natalità in Italia non ne abbiamo, figuriamoci se iniziamo a fare lowballing e dire che lo smart working è un incentivo a fare figli.

    Servono altri tipi di incentivi, incentivi veri…e serve che li si chieda. Tanto, e voce alta.

  13. No. Stipendi con cui puoi pagare l’affitto/mutuo, una macchina, l’asilo e il cibo sono incentivi alla natalità.

  14. Sta fandonia che se non stai h24 con il bocia sei un mostro deve finire, e’ dall’alba dei tempi che i bambini vengono affidati a terzi (un tempo anche lasciati a loro stessi) finche i genitori portano a casa il pane. Smettiamo di essere genitori pancini/elicotteri e facciamo i conti con la realta’: per sopravvivere, vivere e progettare il futuro bisogna sgambare. Invece di richiedere l’intervento salvifico dell’onnipresente Stato maledetto, iniziamo a far rinuncie e proviamo a vivere con meno. E’ assurdo incolpare il capitalismo, dato che siamo stati noi e i nostri genitori a metterci in questa situazione.

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