Questo perché a volte mi capita di sentirmi dire: “perché compri in formato fisico? Tanto ormai è tutto in rete”.
Cioè io adoro la praticità dello streaming e della rete, però adoro anche collezionare le cose che mi piacciono: sia dai vinili per la musica che dai DVD/BR per i film e infine i libri/fumetti in versione cartacea.
Questa cosa dei formati fisici che stanno per scomparire viene ripetuta ormai da un decennio.
E’ probabile che i Blu-Ray per quanto riguarda film e serie tv diventeranno come i vinili, appannaggio di chi preferisce la qualità (indubbia per il momento con i BD rispetto allo streaming, eterno dibattito per i vinili rispetto al digitale) alla comodità dello streaming attuale, ma anche agli ormai vetusti CD che compiranno l’anno prossimo 40 anni di vita.
​
Il fatto che dopo 40 anni dall’avvento dei CD vengano ancora prodotti e siano ancora popolari i vinili (a torto o a ragione, è irrilevante) mi fa pensare e sperare che lo stesso accadrà con i BD.
​
Da parte mia, ho sempre trovato antipatica l’idea di pagare per non avere alla fine nulla in mano e con complicanze fastidiose come per esempio non poter facilmente guardare quello che voglio quando voglio in qualsiasi stanza voglia con qualsiasi televisore io voglia.
Cosa invece facilmente possibile con i supporti fisici (VHS/DVD/BD).
> una qualità audio che per moltissimi (non ancora attirati dalle sirene dell’hi-res) basta e avanza
I CD *hanno la stessa qualità audio del 24 bit/192 kHz*. Se stai ascoltando e non facendo editing, non c’è nessuna differenza percepibile tra 44.1 kHz e 192 kHz, né tra 16 bit e 24 bit.
(“questa è la vostra sinusoide” enters the chat)
Ricordiamoci sempre che certe cose spariscono, ma il simbolo di salvare un file è ancora quello.
Auricolari cablati nella lista.
Seehh, ciao proprio, dove sta la comodità nella roba Bluetooth non l’ho ancora capita, a guardare le ultime robe che girano grandi all’incirca come una moneta da 2 euro se ti cadono per terra e non te ne accorgi subito non le ritroverai mai piu.
Gli IEM cablati dovranno strapparmeli dalle mani in rigor mortis.
E i CD musicali hanno una qualità audio perfino migliore alla media dei servizi di streaming, dato che puoi estrarre i file lossless.
Mi diceva un mio amico che per quanto riguarda i CD stanno per chiudere l’ultima fabbrica che li produce e andranno fuori produzione proprio, ma non ho link di riferimento.
Credo di essere uno degli ultimi scemi al mondo che continua a comprare i CD.
Sinceramente i CD, già da anni, possono benissimo essere rimpiazzati dai FLAC che sono lossless.
Non più supporto fisico, ma download (legale).
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Questo perché a volte mi capita di sentirmi dire: “perché compri in formato fisico? Tanto ormai è tutto in rete”.
Cioè io adoro la praticità dello streaming e della rete, però adoro anche collezionare le cose che mi piacciono: sia dai vinili per la musica che dai DVD/BR per i film e infine i libri/fumetti in versione cartacea.
Questa cosa dei formati fisici che stanno per scomparire viene ripetuta ormai da un decennio.
E’ probabile che i Blu-Ray per quanto riguarda film e serie tv diventeranno come i vinili, appannaggio di chi preferisce la qualità (indubbia per il momento con i BD rispetto allo streaming, eterno dibattito per i vinili rispetto al digitale) alla comodità dello streaming attuale, ma anche agli ormai vetusti CD che compiranno l’anno prossimo 40 anni di vita.
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Il fatto che dopo 40 anni dall’avvento dei CD vengano ancora prodotti e siano ancora popolari i vinili (a torto o a ragione, è irrilevante) mi fa pensare e sperare che lo stesso accadrà con i BD.
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Da parte mia, ho sempre trovato antipatica l’idea di pagare per non avere alla fine nulla in mano e con complicanze fastidiose come per esempio non poter facilmente guardare quello che voglio quando voglio in qualsiasi stanza voglia con qualsiasi televisore io voglia.
Cosa invece facilmente possibile con i supporti fisici (VHS/DVD/BD).
> una qualità audio che per moltissimi (non ancora attirati dalle sirene dell’hi-res) basta e avanza
I CD *hanno la stessa qualità audio del 24 bit/192 kHz*. Se stai ascoltando e non facendo editing, non c’è nessuna differenza percepibile tra 44.1 kHz e 192 kHz, né tra 16 bit e 24 bit.
(“questa è la vostra sinusoide” enters the chat)
Ricordiamoci sempre che certe cose spariscono, ma il simbolo di salvare un file è ancora quello.
Auricolari cablati nella lista.
Seehh, ciao proprio, dove sta la comodità nella roba Bluetooth non l’ho ancora capita, a guardare le ultime robe che girano grandi all’incirca come una moneta da 2 euro se ti cadono per terra e non te ne accorgi subito non le ritroverai mai piu.
Gli IEM cablati dovranno strapparmeli dalle mani in rigor mortis.
E i CD musicali hanno una qualità audio perfino migliore alla media dei servizi di streaming, dato che puoi estrarre i file lossless.
Mi diceva un mio amico che per quanto riguarda i CD stanno per chiudere l’ultima fabbrica che li produce e andranno fuori produzione proprio, ma non ho link di riferimento.
Credo di essere uno degli ultimi scemi al mondo che continua a comprare i CD.
Sinceramente i CD, già da anni, possono benissimo essere rimpiazzati dai FLAC che sono lossless.
Non più supporto fisico, ma download (legale).