
Sto guardando da un po’ dei video dell’Italia nel passato, lascio qui gli ultimi 2
* [Spose bambine (tra 10 e 18 anni) in Sicilia](https://www.youtube.com/watch?v=jFZE93R_M2Q) nel video, girato nel 65 (58anni fa) possiamo vedere SPOSE BAMBINE (chicca l’intervista di coppia alla 13enne e al 16enne sposati), LAVORO MINORILE, ANALFABETISMO e IGNORANZA DIFFUSA e TOTALE ABBANDONO della figura del minore.
* [Educazione minorile (con LA FRUSTA)](https://www.youtube.com/watch?v=g7RsPB_6OPg) registrato neglia anni ’70 “così non lo danneggio, il bambino, se gli dò un calcio magari gli spezzo la costola, invece con la frusta sente il dolore ma non si danneggia \[…\] come il cavallo, se lo frusti corre”
* [Racconti di vita, una ragazza del nord in un paesino di provincia](https://www.youtube.com/watch?v=_5F8IcDELSA), in campagna, dove non ci sono negozi, cinema, discoteche, nessun divertimento se non “correre per i campi” e “collezionare auto-adesivi che puzzano di petrolio”, nel 1979 (44 anni fa)
Non c’è l’intervista della ‘piccole tabaccaie’ a Lecce (fin dagli 8 anni), manca l’eroina negli anni ’80/90, Internet e i PC tra la fine degli anni ’90/’00, … mille altre cose.
In tutti i video sembra di vivere cose che non ho mai pensato potessero accadere di ‘recente’, ho visto sempre recentemente un servizio sul lavoro minorile (<16 anni) a Napoli girato tra ’90/’00 e ho decine di video nei quali si viveva praticamente allo stato brado, l’italiano se presente era davvero stentato e la generazione moderna, anche a livelli sociali bassi, sembra decisamente più preparata dei propri predecessori, questo lo noto anche nella vita di tutti i giorni (in ambito tecnico), i vecchi sono, purtroppo, spesso impreparati. Non solo i manager (giustificabili) ma anche e soprattuto i tecnici, perché hanno imparato a programmare MALE e come ‘una catena di montaggio’, dalle interviste che ho fatto io…
Cosa ne pensate? Per i ‘vecchi’ che differenze vedete? Per i ‘giovani’ cosa date per scontato e magari avete scoperto che non è/era poi così scontato? Quale costume odierno sarà visto come paleolitico tra 20 anni?
20 comments
non è che si stava meglio ma c’erano meno aspettative.
Uno poteva dire di avere una bella vita avendo molte meno cose rispetto ad oggi.
Gli eccessi sono sempre negativi, siamo passati dal nulla al troppo.
> Non solo i manager (giustificabili) ma anche e soprattuto i tecnici, perché hanno imparato a programmare MALE e come ‘una catena di montaggio’, dalle interviste che ho fatto io…
Vabbè, se prendiamo manager e programmatori come specchio della società, cristo spero nell’asteroide purificatore /s
> e la generazione moderna, anche a livelli sociali bassi, sembra decisamente più preparata dei propri predecessori,
Preparata a cosa? Perchè se 50 anni fa la laurea era l’eccezione, oggi lo è il dottorato.
Sinceramente tutte le “evidenze” che porti non sono utili ad una riflessione reale.
Sembra che tu stia giudicando proiettando quelle che hai imparato essere metriche per misurare la società secondo la società attuale
Magari ti sembrerà un concetto destabilizzante, ma l’istruzione non c’entra un cazzo con il grado di felicità di una popolazione, anzi, sarei più portato ad ipotizzare il contrario
Non sto dicendo che si stava meglio o peggio, mi sto solo soffermando sul tuo post
In breve, opinione personale
> Spose bambine
Non ci trovo niente di scandaloso a patto che entrambe le persone siano minorenni e entrambi un minimo di 14 anni.
Dal video pare proprio che sia così. Non stimato parlando di un 20/30/40enne che scappa con una 14enne.
Che a 14/15 anni si è ancora “bambino” è più una convenzione sociale che la realtà. Anche se in parte confermata dalla biologia, ma non nella misura che la società impone
Dei tre punti sicuramente quello che a parere mio potrebbe migliorare
Dall’altra parte ora la gente si odia e fa figli nei 30, nella maggio parte in declino fisiologico.
> Punizione corporali
Opinione assolutamente controcorrente. Le punizioni corporali **moderate** nella potenza e frequenza sono migliori della psicanalisi che fanno i genitori traumatizzano i bambini quando fanno qualcosa che non va.
Il bimbo nel video mi sembra tutto sommato vispo e in salute, meglio dei figli disadattati di genitori che “non toccherebbero mai!” Il loro bambino
> Racconti di una vita…
Boh, qua dipende. Non c’è una regola che valga per tutti ma tutto sommato ho un’opinione neutra
Dovendo ipotizzare qualcosa, ti direi che osservando superficialmente passato e presente mi sembra che la gente fosse più sana in passato. Con tutti i cazzi che avevano al loro tempo mi sembrano più felici, rispetto ad oggi
Chat GPT risponde alla domanda “si stava meglio quando si stava peggio?”
>Questa affermazione “si stava meglio quando si stava peggio” è spesso usata per descrivere un’idea romantica del passato, suggerendo che la vita era più semplice e felice in tempi passati. Tuttavia, questa affermazione è spesso basata su una percezione selettiva del passato e non tiene conto dei problemi e delle difficoltà che le persone hanno affrontato in passato.
>Ad esempio, se guardiamo alla storia, vediamo che c’è stata molta povertà, malattia, violenza e disuguaglianza sociale. Le condizioni di vita erano molto più difficili di quelle che molte persone sperimentano oggi, soprattutto per le persone appartenenti a gruppi svantaggiati come donne, minoranze etniche e poveri.
>Inoltre, è importante ricordare che la nostra percezione del passato è influenzata dal nostro punto di vista personale e dalle nostre esperienze individuali. Quindi, mentre alcune persone potrebbero guardare al passato con nostalgia e pensare che si stava meglio, altre potrebbero avere una prospettiva diversa.
>In generale, quindi, non possiamo dire con certezza che “si stava meglio quando si stava peggio”, poiché questa affermazione dipende da molte variabili soggettive e oggettive. Ciò che possiamo fare è cercare di imparare dalla storia e lavorare per creare un futuro migliore, affrontando i problemi attuali con coraggio e risolutezza.
Fine di questa discussione banalissima e noiosa ma che assurdamente ritorna frequentemente
Sono del ’62. Avrei molto da raccontare ma mi limiterò al lavoro. Una cosa devo dire: della mia più spensierata giovinezza ’75 > ’85 le uniche cose che *rimpiango* veramente sono il tipo di socialità e la facilità, almeno nella mia zona, di trovare lavoro e di poter diventare molto presto indipendenti. Oltre ad un certo emagnifico *afgano nero* ora introvabile … ma quella è un’altra storia :))
*Lavoro* minorile: normale e tranquillamente accettato. Io sono entrato nell’officina meccanica di mio zio a dodici anni e ho imparato a saldare, trapanare, molare, verniciare … etcetera. Ho continuato a lavorare in detta officina durante le vacanze estive fino al diploma ITIS. A partire dai 15 anni, regolarmente assunto. Altri esempi: mio coetaneo con padre titolare di rivendita vini e liquori. *Svezzato* in negozio e a partire dalla prima media sul camioncino del padre a consegnare casse di acqua minerale o vino, bottiglia di vetro, per case e palazzi. La mia prima morosetta: a quindici anni in fabbrica tessile, breve apprendistato e poi in produzione stesso carico di lavoro degli *adulti*.
Guarda dipende totalmente dalla famiglia, ma mio padre dice sempre che vivere da precario oggi con ryanair che ti fa viaggiare, ogni giorno spritz e telefonino da mille euro sono pure un buon compromesso
Da padre, era più facile educare i bambini perché c’era un minimo comune denominatore di educazione che tendenzialmente era condiviso. Ora questo è saltato per aria e se tu vuoi educare tuo figlio ti scontri con decine di altri genitori che non lo fanno mal interpretando ad esempio l’educazione gentile e quindi fai il triplo della fatica.
Una cosa che rimpiango del passato è la possibilità di provare.
Mi spiego meglio. Una volta, se volevi costruirti qualcosa, provare a creare un macchinario, un’attrezzo, un qualcosa era tutto sommato semplice e poco oneroso. La roba era più facile trovarla sfusa, (e anche gli sfridi di lavirazione, forse complice un’economia più galoppante, li davano via per 2 soldi). Le maestranze (fabbri, falegnami, carpentieri il “pastrocchio” se lo facevano pagare (come è giusto che fosse), ma “un tot al kg”. Oggi, trovare certi materiali “sfusi” è raro o costano una follia, le maestranze fai fatica a trovarli e quando li trovi il “pastrocchio” lo reputano una perdita di tempo quindi se te lo fanno, se lo fanno pagare caro. Così ci si deve accontentare di quello che si trova in commercio o si deve essere disposti a pagare un capitale per farsi qualcosa, anche se una buona parte del lavoro te la fai in proprio. Questo secondo me ha ammazzato un po’ l’italica creatività nel costruire/creare macchine/macchinari in cui eravamo abbastanza bravini.
Ovvio che nel IT quanto scritto non è vero, oggi, in quel campo, si può ancora “sperimentare” in proprio senza troppe spese.
Un’altra cosa, ma non avendo figli non ho la certezza di quanto sto andando a scrivere, è la “spregiudicatezza” con la quale i nostri genitori ci lasciavano abbastanza liberi abbastanza presto. Sicuramente la mia generazione e quelle precedenti hanno avuto i loro problemi, ma non mi sembra che tenere il “bambino” di 25 anni nella campana di vetro, come fanno oggi, abbia risolto dei problemi.
Per il resto ogni tempo ha i suoi pro e i suoi contro, le sue battaglie da combattere e le sue “storture” da addrizzare. Nulla di nuovo sotto il sole.
Punizioni corporali: a casa promesse magari, ma mai arrivate, bastava citarle.
A scuola la maestra raramente usava una bacchetta, io non ho mai ricevuto punizioni e ritengo di essere diventato una brava persona, chi ricordo le ha ricevute, è diventato comunque una brava persona ugualmente.
Non posso dire la stessa cosa della classe frequentata da mio fratello minore, in cui non vigevano più le punizioni ma la cosiddetta psicologia. In terza elementare mandavano a fare in culo la maestra, senza conseguenze. Ovviamente le conseguenze ci sono state molti anni dopo, quando si inizia a credere di poter fare qualsiasi cosa impunemente non può essere diversamente.
Bellissimi e interessantissimi questo video. Se ti va e ne hai occasione postane altri!
si stava peggio, ma c erano meno esigenze e soprattutto cera la prospettiva di miglioramento. l economia era in crescita, il paese si andava modernizzando ed era piu facile trovare lavoro e diventare prima indipendenti. ora l economia è asfittica, i paesini dove non c era nulla da fare (ma in cui tutti si conosvano e dove in genere ci si dava una mano a vicenda) sono quasi scomparsi, in compenso viviamo in citta grigie e sovrafollate. io credo che il miglioramento materiale ce stato, ma in generale un tempo cerano piu prospettive e tranquillita.
Una piccola nota a margine: un conto sono le spose bambine, un altro è parlare di ragazze di 18 anni!
Comunque posso dire che nel primo video ci saranno tanti problemi, ma sul vestiario avremmo solo da imparare
Almeno quello maschile, quello femminile è un po’ puritano per i miei gusti, meglio quello moderno
In qualità di vecchiodemmerda posso dirlo con buona certezza: si vive molto meglio oggi.
Occhio però a non confondere questi video con una rappresentazione realistica di tutta l’Italia. Non lo sono e si viveva in altre regioni in maniera ben più moderna. Il 1965, l’anno del primo video, è quello in cui Olivetti lanciò la Perottina101, il primo embrionale “personal computer”. Eravamo un paese all’avanguardia con una nuova generazione che iniziava la rivoluzione del costume.
Si, si viveva in un universo in espansione dove il futuro era una promessa e non una minaccia, dove i soldi avevano valore e ci compravi cose che avevano valore come il futuro tuo e dei tuoi figli ma parlo come figlio, parte di quella generazione del benessere allevata da chi si era fatto un culo spaventoso per garantire a noi di non passare mai più quello che avevano passato loro.
Noi ci mettemmo del nostro rivoltando la società come un calzino e garantendo anche alle generazioni che seguirono tanti diritti che i nostri genitori non avevano. E non è stato indolore.
Quei tempi sono passati e ciò che inganna è confrontare oggi i nostri anni con quelli che furono anni eccezionali a seguito di un evento altrettanto eccezionale, la guerra. Che nessuno si augura. Spero.
Si stava meglio a livello personale. Meno problemi, meno sbattimenti, la vita era più semplice e con MOLTE meno richieste e necessità. Con relativamente poco eri felice, con relativamente poco ottenevi ciò che è desiderabile da tutti: una casa, una famiglia, un lavoro.
Si stava invece peggio dal punto di vista dei diritti, della tecnologia e di tutto ciò che è associato ad essa, inclusa la salute, la medicina, l’inquinamento, la sicurezza sul lavoro, i trasporti, etc.
Stiamo molto meglio oggi, è lil costante senso di nostalgia che prende quasi ogni generazione.
Generalmente trovo sbagliata l’attitudine apocalittica presente in troppe persone.
Abbiamo problemi, anche gravi? Certamente, ma allo stesso tempo stiamo lottando non tanto per ottenere di più ma per preservare ciò che abbiamo, il nostro stile di vita in molti aspetti e molti luoghi è da sogno, il problema è che per ora non è fattibile a lungo.
Ma se riusciamo a ristabilire un equilibrio con il pianeta e ad ottimizzare i nostri sprechi (come abbiamo fatto già centinaia di volte) i nostri figli saranno in grado di vivere una vita che 80 anni fa sarebbe considerata da imperatore.
Non è il momento per disperarsi di fronte alla “inevitabile catastrofe umana” ma di lottare con forza per superare questo ultimo, poderoso ostacolo. L’abbiamo fatto per le piogge acide, l’abbiamo fatto per il buco nel ozono, l’abbiamo fatto con la guerra fredda possiamo farlo anche ora.
Non mi aspetto particolare condivisione di questa idea, che sospetto sia poco popolare ma spero che anche i più pessimisti non si abbandonino a quel sentimento
Ne parlavo sul caffè poco fa con un utente. Col cazzo che si stava meglio.
Bello il trovare lavoro con niente eh, capisco benissimo ed è sicuramente un aspetto invidiabile. Ma è anche l’unico, che paghi a bastonate, frustate, lavoro minorile, assenza totale di svaghi, ignoranza dilagata, impossibilità di viaggiare perchè a parte “u sore u mare u cielo” non ti puoi permettere nulla in quanto il tuo stipendio è in lire…. Ma anche no?!
Da poco ho finito il libro su Santa Maria Goretti scritto dal Guerri.
Più di metà del libro descrive la vita nelle paludi pontine (non ancora bonificate) del primissimo ‘900 e in confronto a quei contadini le tribù della savana o delle foreste indomalesi vivevano da pascià.
L’unica cosa che si può rimpiangere dei tempi andati è che dagli anni ’50 a tutti gli anni ’80 si trovava lavoro senza patemi o necessità di avere titoli e titoletti.