Carlo Cottarelli, si dimette da senatore (del PD)

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  1. ‘I sondaggi premiano’ la Schlein? Ma se la mostrano 2% sopra il risultato dell’anno scorso?

    Comunque Cottarelli è l’incarnazione di ‘all talk no action’ (riguardo la politica).

  2. Era prevedibile fin dall’inizio, d’altronde lui ha iniziato la carriera politica iscrivendosi alla fazione di Carfagna dentro a Forza Italia, se è entrato nel Pd è solo perché si aspettava l’elezione di Bonaccini come la maggior parte delle persone

    Ora probabile che passi ad uno fra +Europa (come si vociferava volesse fare fin da subito), Azione o Italia Viva. Calenda in particolare gli ha fatto diversi apprezzamenti negli ultimi mesi

  3. Cottarelli esemplifica al meglio il politico da talk show, un tizio che è diventato senatore grazie al presenzialismo in TV.

  4. > [“A me non sembra giusto cambiare partito,](https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/2023/05/07/cottarelli-mi-dimetto-da-senatore-in-settimana_8e456759-9042-4097-a65f-d6738caa181c.html) io sono stato eletto nel proporzionale, la gente non ha votato il mio nome ma il partito”. Lo ha spiegato Carlo Cottarelli, raccontando a Che tempo che fa la decisione di dimettersi da senatore. Eletto a settembre con il Pd, l’economista ha rivelato che gli “sono state fatte offerte di spostarmi in altri gruppi, non dico quali ma è abbastanza intuitivo: non sono di maggioranza né è il Movimento 5 stelle”. Cottarelli ha sorriso quando Fabio Fazio ha detto che poteva essere solo il Terzo polo di Azione e Italia viva.

    > “È giusto che quel seggio torni al Pd. Fra l’altro la prima non eletta è una persona molto brava, Cristina Tajani, che insegna al Politecnico di Milano, ed è anche abbastanza vicina all’area di Elly Schlien. Poi è una donna, si migliora anche la parità di genere”. Così Carlo Cottarelli, ospite di Che tempo che fa, su Rai 3, ha spiegato chi è destinato a succedergli in Senato, dopo che avrà rassegnato le dimissioni.

    Aldilà delle motivazioni – di cui personalmente mi interessa poco, non sono un elettore del PD – tutto sommato non mi sembra la peggiore uscita di scena. Qualcosa qualcosa senso di responsabilità.

  5. Ci è sempre stato come i cavoli a merenda se si vuole definire il PD un partito di sinistra. Alla fine si è sempre presentato come un tecnico alla Draghi, ma ben più estremista e dogmatico rispetto al vecchio presidente della BCE riguardo ai conti pubblici ed esponente di una corrente pro-austerity che persino a livello europeo è ormai bene o male superata. Il posto di una persona del genere, se proprio gli fosse indispensabile fare politica, sarebbe un partito tipo Azione (dove tra l’altro sta la sua patrona originaria, Carfagna) o gli ex radicali.

    Detto questo e considerando l’uscita di scena relativamente dignitosa, questa sparata sul merito è proprio squallida. In un paese con la mobilità sociale fra le più scarse d’Europa ed in cui i meccanismi di “merito premiale” hanno solo incentivato diseguaglianze e status quo mi sembra agghiacciante non rimettere in discussione questa posizione ideologica.

  6. Avrà giustamente valutato che il deterioramento del suo profilo sarebbe stato inesorabile. Essendo una persona molto intelligente e in grado di svolgere altri lavori (probabilmente in condizioni migliori) ha fatto bene ad andarsene. Lasciamo però il paese sempre in mano a chi non ha niente di meglio da fare.

  7. Grande perdita per il PD, ma è evidente che Elly Schlein abbia una linea politica molto diversa da quella che potrebbe portare avanti uno come Cottarelli.

  8. Dimettersi dalla carica, anziché saltare in un altro partito tradendo il voto elettorale, dovrebbe essere obbligo di legge, non una nobile eccezione.

  9. non mi stupisce che le persone intelligenti stiano alla larga dal PD, o anche dalla Lega.

    più che altro non capisco la cronica mancanza di un centro credibile.

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